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Contessa, modella e giornalista

 

CONFLITTI DI INTERESSI: c’è chi può realizzare tutti i sogni in barba alla deontologia, e chi cerca di sopravvivere alla precarietà facendo le cose con intelligenza e senza soldi. Essere Contesse non è un reato, ma aiuta a vivere meglio.

 


L’approfondimento politico piace agli italiani. E gli ingredienti di "Anno
Zero", tanto per cambiare, sono i classici santoriani: inchieste scomode, ospiti
selezionati e colleghi pimpanti, più una nutrita squadra con le glorie di
passate trasmissioni e alcune nuove leve, naturalmente precarie. La vera
innovazione è però l’imbronciata Contessina Beatrice Borromeo. L’aristocratica
ha poco più di vent’anni, ma ha cominciato a lavorare in regime di sfruttamento
minorile: ha sfilato, testuali parole, da precaria, nientemeno che per quel
capitalista di Chanel. Il suo sogno nel cassetto è sempre stato diventare un’agguerrita
giornalista politica. Questo desiderio professionale si avvera nel 2006. Un
contratto da giornalista in Rai ben si sposa con le idee degli autori: piazzare
una gnocca bionda a fianco del grande comunicatore, sperando nell’osmosi. Tutto
a posto dunque? Mica tanto: la discendente del Cardinale ha realizzato il suo
sogno, ma non ha voluto abbandonare la carriera di testimonial pubblicitario e,
nel 2007, è protagonista della campagna Lancia Musa con Alessandro Gassman. La premiata
operazione di marketing ha aumentato le vendite di Lancia e, tutto sommato, non
si può definire come un vero rapporto di pubblicità: è un affare di famiglia. Beatrice
Borromeo è infatti la sorella di Lavinia Borromeo, ed è dunque la cognata di
John Elkann, che siede col titolo di nipotino Agnelli nel cda del gruppo Fiat. Alla
bionda Contessina bisognerebbe ricordare l’articolo 18 della Carta dei diritti
e dei doveri del giornalista televisivo del Servizio Pubblico: “all’interno di
programmi informativi, nessuna forma di pubblicità o di sponsorizzazioni può
essere affidata a giornalisti”. Naturalmente lo spot della bella modella è
stato staccato dall’informazione e dalla trasmissione, ma il ricco carosello è stato
trasmesso, a mezzo bombardamento mediatico, su tutte le reti televisive
nazionali. E nessuno ha mai protestato, forse perché non è facile ricordarsi l’ora
dello spot. Tuttavia l’anno è sicuramente lo zero.

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