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Cronaca di un presidio

h. 17 iniziamo ad allestire il  presidio all’angolo di Via Ferrante Aporti e Viale Brianza, proprio sotto la torre che da 45 giorni è diventata la casa di Carmine, Oliviero e Peppe i tre uomini che sono diventati il simbolo degli 800 lavoratori Wagon-Lits licenziati. Molti li abbiamo conosciuti proprio sotto la torre in questi giorni: ognuno con la propria storia, tutti con la voglia di non fare un passo indietro. E con la sensazione ormai diffusa di una battaglia che non riguarda solo questi lavoratori e le loro famiglie, ma che ci riguarda tutti da vicino. Stiamo parlando del diritto alla mobilità e della possibilità di tenere collegata tutta la penisola: queste le motivazioni che hanno spinto la Rete San Precario, il Popolo viola e altri solidali a voler tracciare un ponte simbolico tra la torre e il resto della città mettendo in piedi un presidio con interventi, musica e pezzi teatrali.

h 18 finiamo di montare l’impianto e prepariamo il vin brulè: la temperatura è bassa, ma dalla torre ci arriva tanto calore! Iniziano ad arrivare le prime persone e gli artisti che hanno risposto al nostro appello; scriviamo diversi striscioni che parlano di diritti, beni comuni e solidarietà e gli appendiamo ai lati della circonvallazione, San Precario intanto sorride sornione e appare, grazie ai lavoratori, sulla massicciata della stazione.

h 19 Incominciano i primi interventi dei lavoratori licenziati a cui si alternano degli artisti accompagnati da una chitarra. In circonvallazione c’è il solito traffico del venerdì sera e gli automobilisti guardano incuriositi, qualcuno suona il clacson salutando il presidio. Massimo prende il microfono e fa il punto della situazione raccontando degli aneddoti e salutando calorosamente i suoi colleghi sulla torre che rispondono come possono. Intanto il presidio s’ingrossa, 150-200 persone, è il momento del collegamento con la torre. Carmine inizia ringraziando per la solidarietà, mentre, ci dice vede passare un treno tricolore con scritto “Da 150 anni uniamo l’Italia”. Peccato che quel treno si fermi a Roma. Dovremmo ridisegnare le cartine geografiche? Interviene anche Oliviero ribadendo la volontà di rimanere sulla torre fino a che i treni notte non saranno ripristinati, volontà espressa anche in una lettera che in questi giorni hanno inviato al Capo dello Stato.

h.20 Prende la parola anche Salvatore Borsellino che in un vibrante intervento chiede ai milanesi di non rimanere indifferenti e invita i lavoratori a resistere, Oreste Scalzone parla di una “forza fragile” che si manifesta esprimendo tutta la sua potenza nella solidarietà, altri interventi sottolineano l’importanza di allargare il fronte della solidarietà uscendo dal “recinto” del binario.

h 21 decidiamo di terminare il presidio andando sotto la torre a salutare i tre, così improvvisiamo un corteo che ci porta all’interno della stazione scandendo il motto “SIAMO-TUTTI-SULLA-TORRE!”. Arriviamo sotto la torre ci facciamo sentire con un forte applauso, salutando tutti i treni che passano e suonano in segno di solidarietà ai presidianti.

Ringraziamo tutti e tutte per la partecipazione e la solidarietà. Un encomio particolare va agli artisti intervenuti duranten lam serata:  Vincenzo Costantino “Cinaski”, Folco Orselli, Flavio Pirini, Walter Leonardi, Andrea Labanca, Pasqualino Conti, Vinicio Capossela.

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