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GIORNALISTI: CATEGORIA A RISCHIO MOBBING 4 VOLTE PIà™ DELLE ALTRE

(Adnkronos) – Giornalisti sempre più sull’orlo di una crisi di nervi. Mentre continua il braccio di ferro con gli editori sul contratto nazionale, risulta infatti alto nella categoria il rischio di sindromi ansiose depressive o di cadere preda del cosiddetto «trauma da mobbing», che colpisce i giornalisti addirittura quattro volte più della media nazionale. La presenza complessiva del fenomeno nelle redazioni è infatti pari al 16% rispetto al 4% d’incidenza della media nazionale.


àˆ il quadro che emerge dall’indagine dell’Associazione Stampa Romana che, con l’aiuto di psicologi del lavoro e psicoterapeuti, ha predisposto un questionario sul «clima» nelle redazioni, distribuito nelle redazioni romane di giornali, televisioni, agenzie di stampa. Tra i dati più significativi, è emerso che il 53% dei giornalisti è già  portatore di sintomatologie che giustificherebbero in ambito clinico una diagnosi di «disturbo d’ansia», ed il 30% è portatore di sintomatologie tali da giustificare la necessità  di un trattamento, e di sottoporre il soggetto in situazioni di «grave inabilità  personale». Le giornaliste hanno inoltre 17 possibilità  in più dei colleghi uomini (nell’ambito del campione) di essere ‘mobbizzatè, anche se sono più preparate all’ingresso nel mondo dell’informazione, e rispetto ai colleghi maschi hanno più spesso una laurea e un diploma post-universitario. Dagli oltre 1000 questionari compilati dai giornalisti in maniera anonima si rileva non solo la percentuale molto alta di possibile mobbing nella categoria ma anche che «risulta un numero preoccupante di giornalisti ‘ad alto rischiò o già  mobbizzati: 36 casi su 270 esaminati», ha detto Silvia Garambois, segretario dell’Associazione Stampa Romana, nel corso della presentazione dello studio.
Sia i giornalisti che le giornaliste, si lamentano per la quantità  di «tempo lavorato a sfavore del tempo libero». Rispondendo alla domanda «Il tempo libero da lavoro per la qualità  della Sua vita Le appare insufficiente?», il 70% delle donne ed il 54% dei maschi ritiene di sì. Quasi la metà  del campione (47%) inoltre è convinto di svolgere «mansioni modeste» rispetto all’età  ed alla formazione personale conseguita, così come nella stessa percentuale ritiene di poter esprimere insufficientemente le proprie capacità  sul posto di lavoro. Dall’analisi realizzata dagli psicologi Mariella Della Porta, Giacomo Rindonone e Franco Consonni si rileva poi che i rapporti interpersonali con i colleghi di lavoro sono improntati ad una «esasperata competitività », e caratterizzati da «scarso rispetto reciproco»e «atteggiamenti troppo seri e formali». Il clima relazionale viene percepito ancora più fosco: più della metà  del campione esaminato ammette che si parla «alle spalle», denunciando pettegolezzi fra colleghi. «I risultati di questa indagine -conclude Garambois- rappresentano un punto di partenza importante, anche e soprattutto per ridiscutere con le Aziende e con gli Editori l’organizzazione del lavoro nelle redazioni. Il mobbing infatti non è solo ‘un male oscurò dei singoli: è invece contagioso, demotivante e ha riflessi immediati sul lavoro e sulla stessa qualità  dell’informazione»

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