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IBM (Italian Beauty managers)

I FATTI
Nel mese di febbraio L’ibm Italia paga un soggiorno termale ad una cinquantina dei propri managers (con famiglie annesse) proprio quando l’emergenza crisi infuria ovunque. Una vacanza premio di quattro giorni tutta pagata con i soldi dell’azienda, mentre i lavoratori da tempo non ricevono aumenti di stipendio e subiscono di continuo riduzioni dei costi (che si traducono in peggiori condizioni di lavoro) L’indignazione si concretizza con una raccolta di firme promossa dall’rsu Davide Barillari su facebook che raccoglie nell’immediato centinaia di firme. La notizia buca i media, (la repubblica) e il management dell’IBM naturalmente non ne gioisce. Iniziano le intimidazioni rivolte ai firmatari e il promotore della protesta viene monitorato poi sanzionato per aver mandato delle comunicazioni sindacali durante l’orario di lavoro e per l’utilizzo improprio degli strumenti aziendali.
Cosa che fanno da anni tutti i lavoratori (compresi gli stessi managers)…che a migliaia scrivono nei blog, e sono iscritti in gruppi professionali e non su Facebook.

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ALCUNE CONSIDERAZIONI

Di primo acchito pare un tipico esempio di pessima condotta aziendale, ove l’azienda si cura della salute dei propri managers alla faccia dei lavoratori a cui toccherà subire gli effetti della crisi (l’IBM negli states ha licenziato 10.000 lavoratori).
E questa pessima condotta arriva proprio da una delle piu’ grandi multinazionali informatiche, la IBM, sempre cosi’ attenta alla propria immagine ed alla propria “responsabilita’ sociale di impresa” che spesso sbandiera pubblicamente a clienti e istituzioni.
Eppure ciò che è successo ha degli aspetti peculiari.
In primis bisogna chiedersi perchè l’utilizzo di uno strumento di lavoro aziendale debba essere precluso per un’attività di denuncia che comunque rientra nelle pratiche sindacali, seppur di nuova generazione. Facebook può essere usato comunque come bacheca virtuale, utile per le comunicazioni a distanza. mentre il pc, da cui sono stati inviati i post è sì uno strumento aziendale ma anche un mezzo di incontro e di relazione fra i lavoratori, alla stregua di una saletta. Oggigiorno impedire l’uso di questi strumenti, limitando l’atto di denuncia al volantino e alla bacheca è come frustrare i diritti e le potenzialità dell’azione sindacale.
Un’azienda che fonda la sua stessa esistenza sui servizi informatici, e sull’uso spinto di internet… e che vuole guidare il mercato sull’innovazione …. questa censura appare assolutamente ridicola.
E’ come se si tornasse a 100 fa, quando alcune comunicazioni fra lavoratori erano lecite ma al di fuori degli orari e dei luoghi di lavoro.
Ma c’è un aspetto più importante. In un modo o nell’altro, nell’atto sanzionatorio dell’azienda vi sono due aspetti alquanto inquietanti. Una è l’ingerenza nella privacy del lavoratore e l’altra è il controllo a distanza delle attività di questo durante l’orario di lavoro.
Quale azienda ad oggi e’ disponibile a chiudere l’accesso ad internet a tutti i suoi dipendenti ? O quali criteri vuole utilizzare per mettere dei filtri ? Chi e’ un delegato sindacale o chi esprime delle critiche sui comportamenti dei propri managers non ha accesso ai social network, e invece chi non protesta e sta in silenzio invece si ?
Come ha potuto l’azienda conoscere l’orario e verificare la corrispondenza proprio col contenuto della comunicazione? Monitorando il Pc oppure inflitrandosi nella comunità di facebook? E con quale diritto l’IBM utilizza queste informazioni visti gli accordi sindacali sul controllo a distanza, e il diritto alla privacy?
Siamo di fronte ad una palese limitazione dell’attività sindacale ed a una contemporaneo atteggiamento invasivo ai danni del lavoratore.

UN’UNICA CONCLUSIONE
L’associazione sindacale Bios/San Precario ha formato quindi una Commissione IBM (Italian Beauty managers) che avrà il compito di monitorare il malcostume dell’azienda e le ingerenze nella vita e nelle attività sindacali dei lavoratori, denunciandole ove fosse necessario ai media e alla cittadinanza. Ieri notte, come prima uscita, sono stati affissi centinaia di manifesti nelle città di Vimercate, Segrate, Milano e Cologno Monzese, per rendere noto ciò che è avventuo in questi mesi.

LA CRONISTORIA
14-15-16 luglio 2009: sospensione dal lavoro per Davide Barillari, organizzatore della campagna contro gli sprechi dei managers IBM.

Appare il SANTO, sui muri delle sedi e nelle menti dei lavoratori della IBM…. (Italian Beauty Managers)
Il volantino

Il Manifesto scrive un articolo. Crono viene spodestato da Zeus ?
IBM, i manager alle terme e chi protesta viene zittito

Nascono gruppi di solidarieta’ su Facebook e mobilitazioni fra hackers ed attivisti di SecondLife.
http://www.facebook.com/group.php?gid=85767949444

Appelli ed iniziative
http://www.facebook.com/event.php?eid=95750790813
http://www.rsuibmvimercate.it/sindacatoduepuntozero/appello_lavoratori.doc
http://www.rsuibmvimercate.it/sindacatoduepuntozero/appello_delegati.doc

Si mobilitano i delegati sindacali del gruppo Sindacato 2.0 Milano
http://www.facebook.com/group.php?gid=68072282379&ref=ts

La protesta si estende anche a livello internazionale… coinvolgendo i 12 sindacati della rete IWIS (IBM Workers International Solidarity), il Comitato Aziendale Europeo IBM, e i 300 delegati sindacali della rete UNIONS 2.0
http://www.endicottalliance.org/iwisindex.htm
http://www.facebook.com/group.php?gid=6617589981&ref=ts

SI ALLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE IN INTERNET
NO ALLE RITORSIONI CONTRO I RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI
SI ALLA LIBERTA’ DI CRITICARE GLI ERRORI E GLI SPRECHI DEL MANAGEMENT IBM
NO AL MONITORAGGIO DI FACEBOOK DA PARTE DI IBM

Gruppo di coordinamento della “Campagna nazionale contro gli sprechi dei managers IBM”
Aderenti alla campagna di solidarieta’ a Davide Barillari.

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