City of Gods
Editoriali
Il venti ottobre, un data scivolosa PDF Stampa E-mail
martedì 23 ottobre 2007

agente_roma.jpgRoma 20 ottobre 2007 - La mattina inizia presto, sveglia alle 5.00, doccettina, caffè, e passeggiata su viale monza, una fiumana di gente per strada in prevalenza immigrati, tutti con lo zainetto in spalla, non per raggiungere la stazione dove io sono diretta ma per andare a lavorare, di sabato alle 6.00 del mattino.

Arrivo in Centrale, 4 cose da comprare: sigarette, assorbenti e ricarica telefonica, giornali. Nell'androne della biglietteria centrale c'è il Leo che smazza i biglietti, con ValeWinder sentiamo le offerte dei book makers, leo e rifonda, e valutiamo quella che ci conviene di più. Il centro sociale ha il prezzo più conveniente e il treno che parte prima!, 20 neuri, in quanto studentesse e precarie. Proviamo a presentarci in modo diverso, migrante ed esternalizzata, sempre venti euro. Prepensionata e disoccupata, 20 euro. Fancazzista e Confindustriata: 20 euro Hansel e gretel ! Prodi e Veltroni !! Tom e jerry !!! Bilbo e frodo !!!! pimpirepette e nusa !!!!! pimpiripette e pa' !!!!!! 20 euro, 20 euro, 20 euro, 20 euro.

I treni sono 2, non sono stracolmi, presenze leo, rifcom, cigilellini in incognito, fiom in incognito + una costellazione delle siglette irripetibile. Ci sono anche gli ottoni: amici! Alla combriccola si aggiunge anche il fotografo Max, colui che ha fatto il set fotografico delle winders. Prendiamo posto. Distribuisco a Vale e a Max la rassegna stampa fatta la sera prima e gli appunti oresi da google cliccando le seguenti parole: cosa, rossa, roma, romani, annibale, cartaginesi, guerre puniche, elefanti, ci accorgiamo or ora di essere andati fuori tema. Leggiamo attentamente, ci addormentiamo, come se un comando ipnotico ce lo comandasse, alla frase "contro il precariato". Non abbiamo mai dormito tanto.

Ci ridestiamo spiritate e ci diamo i compiti per la mattina che sono: capire dove stiamo andando e perché, e scrivere le domande per le interviste da fare durante il corteo. Nel frattempo arriva la fame e la sete, per fortuna il treno ha fatto diverse fermate tra cui modena, salgono un gruppo di vecchietti del tempo della resistenza, muniti di cibarie (pane, insaccati, bibite, acqua) e come in altri tempi sfamano il treno. Si sà, i modenesi, altra pasta... Cibate pensiamo alle domande, le dividiamo in 3 gruppi per altrettante categorie anagrafiche: i giovani, i vecchi ops gli anziani, e i non morti: i politici. Ci rendiamo conto che stiamo andando ad una manifestazione estremamente identitaria e molto politica, quindi ci aspettiam per lo più gente tesserati, con esperienza politica o sindacale. Le domande non potranno essere come quelle fatte durante la mayday ma cercheremo di far risaltare il grado di consapevolezza della realtà precaria e le proposte per innescare un' offensiva polica/sociale/culturale adeguata

DOMANDE AGLI ANZIANI:

  1. sei in pensione? Stai andando in pensione?
  2. cosa preferisci tra: lo scalone, gli scalini o la scala a chiocciola?
  3. nel futuro dovrai regalare una pensione integrativa ai tuoi nipoti? Ma avrai dei nipoti?
  4. hai a carico un bamboccione? Se rispondono no: ne adotteresti uno?

 LE DOMANDE AI GIOVANI:

1. Che alternative proporresti per "abbattere" la precarietà? Ci sono state molteplici riposte, quella per la maggiore era di eliminare la legge 30. la confusione è tanta sotto il cielo
2. il reddito (di cittadinanza, di continuità, o le sue declinazioni) è una delle alternative?
uno solo ha risposto che è una soluzione congiunturale, ma che nn elimina il fenomeno della precarizzazione, gli altri cadevano dal pero. ci è sembrato di scorgere il Fuma con i baffi che si voleva fare intervistare ma lo abbiamo evitato, ma poco dopo lo abbiamo visto una tunica con la faccia dipinta di nero, ma lo abbiamo scartato, finchè non l'ha arrestato la buon costume mentre ci si avvicinava in minigonna.
3. nella tua quotidianità lavorativa metti in pratica dei meccanismi per innescare un cambiamento ad esempio complicità, solidarietà etc?
Qui impotenza totale, tranne che per le persone già tesserate che riponevano la fiducia nei sindacati (diciamo la maggior parte degli intervistati). Chi vive sperando muore... Se ti rispondevano no: quali sono le difficoltà?
4. quali strumenti ritieni possibili per "risolvere" la tua condizione di precarietà?
Risposte disparate e un poco schizo
5. rispetto alle tue richieste rivendicative riesci ad avere un riscontro collettivo, con i tuoi colleghi e con il o i sindacati?
Idem con patate. e infine la metafisica della precarietà

6. sei precario o ti senti precario?

Le risposte sono state incerte

7. Sei contro il proletariato? .. E sei contro il precariato?

Alla prima mi guardavano allibiti e rispondevano a modo, e alla seconda il 100% ha risposto che è contro il precariato. Ci serve una rivoluzione culturale.

DOMANDE AI NON MORTI, I POLITICI:

  1. i lavoratori vodafone sono in agitazione, voi prenderete una seria posizione rispetto all'esternalizzazione o sarà un giudice a decidere come nel caso delle winders?
  2. che tipo di strategie avrebbe adottato la sinistra rispetto alle esternalizzazione che è un fenomeno strutturale economico, che tipo di alternative avrebbe avanzato (oltre alla difesa del posto).
  3. che cosè la cosa rossa?
  4. In cosa si traformerà?
  5. Non sono presenti i sindacati, almeno ufficicialmente, le realtà territoriali neanche , ma chi sono i vostri alleati? Il vaticano?

A gPolo, se lo avessimo incontrato, gli avremmo fatto una domanda sul manfo che ha scelto di divenire il portavoce di una posizione politica, ossia: la crisi del manifesto è tanto grave da voler diventare un giornale di partito?

Arrivate al corteo, cerchiamo subito di raggiungere la testa, ci rendiamo conto che la testa esisteva perché era circondata dai giornalisti, sennò si confondeva con la massa, e in quel momento la prima valutazione è stata che la manifestazione è tracotante, piena, immensa. Il servizio d'ordine cerca di fermare il flusso di gente per dare un'ordine da passerella ma impotente desiste.

Puntello con le ragazze della futura redazione romana di city. Ci dividiamo in 2 gruppi, un gruppo fanno le domande agli anzianotti, e l'altro i gGiovani più i morti dentro (i politici).

I gGiovani precari languono. Per lo più sono o studenti, o con contratti a tempo indeterminato, questo non deve sorprenderci, perché la componente maggioritaria del corteo è costituita da fiom e cgil. Diciamo che è stato difficile trovare dei precari a free, ovvero precari senza tessera. Non che non ci fossero ma erano in minoranza dispersi, quelli presenti degli enti statali/ministeriali erano organizzati e già in vertenza e sfilavano vicino ai Ministri a cui stavano facendo causa. Il fascino dell'urbe è questo. Tutto e il contrario di tutto. Mentre Laura&Silvia si divertivano a fare le domande ai vecchietti si verifica una scena simpaticissima: striscione dei pompieri. Laura corre ad intervistare quello che secondo lei era l'anziano del gruppo. Alla domanda: <<sei in pensione?>> tutti ridono e le rispondono che lui ha quarant'anni e si tinge i capelli così forse riuscirà ad andare in pensione. Ormai ci si ride su.

Becchiamo infine due politici: Rizzo (comunisti italiani) e Russo Spena (rifo) Da ascoltare! Rizzo sulla cosa rossa è molto scettico, mentre Russo Spena si gongola sul successo della manifestazione. Il corteo per i primi trequarti è immerso di bandiere rosse rifondarole e comunisti italiani, mentre erano discrete quelle della cigielle e fiom, un poco occultate, portavano degli striscioni però chiaramente riconoscibili. Importante la presenza dei migranti. Il corteo si chiude con 4 tir coloratissimi enormi degli studenti, trangendergaylesbo, comunità in movimento.

La piazza è piena. Gli acrobati nel frattempo sono saliti sul palco con uno striscione: "Completate la legge Biagi... uccideteci tutti. Michele, una moglie e due figli. Morto sul lavoro. Il cantiere di Civitavecchia senza sicurezza non deve riaprire!" sulla morte di un operaio, un ragazzo di 31 anni, avvenuta in un cantiere della centrale dell’Enel a nord di Civitavecchia. Pare che un ministro abbia detto che questa cosa dei morti sul lavoro è una calamità, secondo il suddetto ministro bisognerebbe abolire i decessi sul lavoro e bisognerebbe fare una manifestazione contro i morti nel lavoro: forse se il Papa si pronunciasse sull'immoralità delle morti bianche qualcosa cambierebbe. E' uno scandalo che il Papa non si esprima! 

 

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Ultimo aggiornamento ( giovedì 25 ottobre 2007 )
 
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