| San Precario & friends |
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| giovedì 06 dicembre 2007 | |||||||
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Teatro Barrios venerdì 7 dicembre 2007 dalle 21.30 San Precario & Friends nasce da una collaborazione atipica e precaria ( come ogni collaborazione di questo dannato paese ) fra poeti, navigatori, cabarettisti e musicisti e i devoti del Santo protettore di tutti i precari. Questa unione di fatto ( come tutte le unioni di fatto di questo dannatissimo paese ) non ha una valenza ufficiale ma si esprimerà ostinatamente in tutto il suo valore ( come accade per tutte le cose di valore che non trovano spazio nei stradannati palinsesti ) Cosa accadrà durante la serata? Questo non può saperlo nessuno, non perché sia un mistero (come i tanti che hanno attraversato la storia del nostro paese), ma perché quando l’onda sale non resta che cavalcarla.... # Essendo noi inguaribili sognatori pensiamo che una collaborazione fra artisti precari e artisti della sopravvivenza (come lo sono tutti i precari) possa dare luogo ad un cocktail micidiale fatto di creatività, pensiero critico ed emozioni e in grado di unire, come si suol dire, l'utile al dilettevole. D'altronde come più volte ha detto San Precario: l'arte dell'arrangiarsi è l'anticamera della poesia. Mentre la rassegnazione è una noiosa sala d'attesa. La poesia e la noia, l'anticamera e il tunnel, costituiscono la rosa degli eventi (opposti) attraverso i quali un precario sceglie il proprio futuro. La serata San Precario & friends è la bussola. # Per chi invece preferisce la *sciorinata* spieghiamo in altro modo i concetti sopra esposti Negli ultimi anni si è sviluppato nella metropoli lombarda un forte movimento contro la precarietà che è stato in grado di imporre linguaggi, immaginari e riferimenti interpretativi da cui poi si è abbeverata l’intera classe politica e sindacale nostrana. Se da un lato Milano rappresenta la culla e la patria del lavoro precario dall’altra questa città produce quei modelli esistenziali, culturali e sociali attraverso i quali la situazione attuale si rende possibile. L’individualismo sfrenato, la fine dei diritti, la proliferazione dei contratti truffa sono diventati “per molti”, grazie ad una potente opera di maquillage, un’opportunità di sviluppo più che una disgrazia collettiva. Per invertire la tendenza molti precari e precarie, dei più svariati ambiti lavorativi, hanno deciso di investire il proprio impegno e la propria attenzione proprio in quei campi – comunicazione, produzioni di simboli, nuovi conflitti, nuovi diritti - in cui sembra essere maggiore il gap che separa la sinistra, il sindacalismo, le idee di solidarietà e di conflitto, da un sociale che, per quanto precarizzato, sembra guardare altrove. San Precario, la Mayday (il primo maggio precario), Serpica Naro, la madrina dei lavoratori della moda e della conoscenza, City of Gods il free&free press dei giornalisti in via di precarizzazione sono solo alcuni degli esempi di questa produzione. C’è da aggiungere che per la magistratura, gli arredatori, i costruttori di tunnel e per molta parte della politica la lezione Mayday non è servita a molto. Da qualche anno a questa parte piovono reati di ogni genere che contestano crimini a dir poco fantasiosi e descrivono queste iniziative come incubatrici di terrorismo. La creatività di queste costruzioni teoretiche e processuali alcune volte ci preoccupa, altre ci sorprende ma disgraziatamente ci impegna oltre misura dal punto di vista umano e da quello legale. Ma riderci, male non può fare.
“Era ora ( nel senso latino del termine ndr ) che qualcunopregasse per noi che laboriamo in modo incognito” (Enzo Chinaski, esploratore poetico: di un fiato ) “Caro nostro san precario Salvaci dallu calvario Caro nostro tanto atteso salvaci da fine mese” (Flavio Pirini, compositore, dalla ballata di san precaziu ) “San Precario aggiustaci il televisore San Precario c’è la fila dal dottore san precario non chiediamo d’essere belli noi vogliamo solo un posto da bidelli” (Concetto Serranò, visionario, futuro ambizioso ) “E’ vietato mettere fabbricare [..] allo scopo di farne commercio o distribuzione o mettere in circolazione, scritti, disegni, immagini od altri oggetti di qualsiasi specie contrari agli ordinamenti politici, sociali od economici costituiti nello stato o lesivi del prestigio dello stato o dell’autorità o offensivi del sentimento nazionale, del pudore o della pubblica decenza [..]” ( Pubblico ministero, comico ma vero: reato contestato alla Prima di San Precario l’1/05/004 ) “Ecco, non hai capito un cazzo” (San Precario, dalle Confessioni di un precario, capitolo secondo)
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 06 dicembre 2007 ) | |||||||
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San Precario & friends ti aspettano venerdì 7 dicembre alle
21.30 al Barrios per un free style musicale, letterario e poetico in
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