| Diamo i numeri |
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| giovedì 09 ottobre 2008 | |||||||
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1.
Dall'inizio della crisi le borse mondiali hanno perso in media il 40%
circa. Secondo le stime della BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali)
il valore dei derivati era nel 2007 di 556 trilioni di dollari (cioè 556
mila miliardi). Oggi il valore è sceso a circa 333 trilioni. Nel giro di
poco meno di un anno è stata bruciata una ricchezza pari a 223 trilioni di
dollari. Nell'ultimo mese le varie banche centrali del globo hanno
iniettato nuova liquidità per circa 5 miliardi di dollari. Una goccia
nell'oceano! E' chiara l'entità della crisi?
2. In Italia, l'indice Mibtel della borsa di Milano è passato da quota 34.000 a 18.000 (dati del 7 ottobre) (- 47%). Chi ha investito 1000 euro del proprio Tfr nel giugno 2007, si trova ora una somma pari in media a 530 euro. Se aggiungiamo alcune forme di garanzia a secondo del tipo di investimento effettuato, la cifra può salire all'incredibile livello di 650-700 euro circa (con perdita secca di 300-350 euro). Chi, invece, ha tenuto il Tfr in azienda ha guadagnato 30 euro. Eppure tutti, sindacalisti confederali, economisti, politici, giornalisti, a quei tempi declamavano a gran voce la convenienza di investire il Tfr in borsa!!! 3. Se il Tfr piange, i fondi pensioni non ridono. Il Fondo Pensione Integrativo dei metalmeccanici "Cometa", gestito dai sindacati, per il solo crack della Lehmann Brothers, ha perso più 3,5 milioni di euro. A tali perdite si devono sommare gli effetti derivanti dal calo di oltre il 40%% delle borse mondiali. Anche il fondo pensione dei giornalisti (che conta più di 15mila iscritti) segna profondo rosso (in media - 8%). Occorre cominciare a sperare di morire prima di andare in pensione? 4. Dal 29 settembre 2008, gli interventi pubblici a sostegno delle borse europee e americane sono ammontate a più di 1,4 miliardi di dollari. I vari paesi Europei (in ordine sparso) stanno creando fondi pubblici nazionali che si aggirano in media sul 3% del Pil. Per l'Italia si tratterebbe di mettere a disposizione una cifra pari a circa 45 miliardi di Euro, l'equivalente della finanziaria triennale che il governo di nani e ballerine vorrebbe approvare in questi giorni. Quando si tratta di (tentare di) salvare i mercati finanziari, i soldi saltano fuori come un coniglio dal cappello. Quando si tratta di prendere misure di welfare, garantire continuità di reddito ai precari, migliorare i servizi pubblici, evitare privatizzazioni,......, improvvisamente i soldi spariscono!!!
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 09 ottobre 2008 ) | |||||||
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