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Pagina 1 di 9 Rassegna stampa dal Corriere della Sera
e dal Manifesto settembre 2007
COSA FA LA COSA ROSSA PER COSARE IL
GOVERNO A DIRE QUALCOSA DI SINISTRA
CICLO DI INTERVISTE DEL MANIFESTO E DEL
CORRIERE
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Giannini (Partito della
rifondazione comunista) 9/9/07 MANIFESTO
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Cento (Verdi) 11/9/07 MANIFESTO
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Niccolosi (CGIL lavoro e società)
12/9/07 MANIFESTO
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Marco Revelli 13/9/07 MANIFESTO
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Alleva (Giuslavorista) 14/9/07
MANIFESTO
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Rinaldini (FIOM)15/9/07 MANIFESTO
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Cremaschi (FIOM) 9/9/07 CORRIERE
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Giulietto Chiesa MANIFESTO
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Mussi (SINISTRA DEMOCRATICA)
CORRIERE
Giannini
(Prc): sì al corteo del 20, no alla federazione della
sinistra
«Dobbiamo
mobilitarci per salvare il governo Prodi, ma sono contrario a una
cessione di sovranità che prepara il nuovo partito
socialdemocratico»
Matteo Bartocci
«Il corteo
del 20 ottobre è fondamentale. Deve essere una manifestazione
imponente e di popolo. Abbiamo aderito all'iniziativa e ci saremo. Un
autunno di lotta è l'unica possibilità di cambiare le
cose a partire dal pessimo accordo di luglio». Fosco Giannini è
senatore di Rifondazione comunista e dirige l'Ernesto, la rivista di
una delle minoranze del Prc. Secondo
te è un corteo contro il governo?
Al
contrario, dobbiamo mobilitarci proprio per «salvare» il
governo Prodi: se vuole durare deve cambiare. Mi pare però
surreale dire che si fa ma non è sul governo. L'accordo del 23
luglio non l'ha scritto E.T. ma il governo Prodi. E quell'accordo va
cambiato. Chi è contrario alla manifestazione dimentica un
testo antioperaio, che santifica la legge 30 e detassa gli
straordinari aumentando le ore di lavoro e facendo un altro regalo al
padronato. Di pensioni già non si parla più, come se
fosse un boccone amaro già digerito andare in pensione a 62
anni. Vedi un rischio 9
giugno? Piazza vuota e divisioni a sinistra?
La
manifestazione riuscirà se avrà parole d'ordine chiare.
Bisogna ricordare al governo che le persone che andranno in piazza
non sono nemici, sono persone che lo hanno votato e che vogliono
essere ascoltate. E se
non vi ascolteranno?
Non è inverosimile una
risposta forte, come il ritiro dei ministri della sinistra, o almeno
di Rifondazione comunista, dal governo, e il passaggio all'appoggio
esterno. I comunisti non possono essere complici di una politica di
questo tipo. A chi
parla del possibile ritorno delle destre cosa rispondi?
Anche
noi vogliamo evitarlo. Ma una politica così rovinosa prepara
un disincanto di massa, che porterà a una stangata elettorale
e alla vittoria strategica e di lungo periodo della destra. Già
si vede come le idee della destra siano vincenti dentro il Partito
democratico. Pensare di fare un partito dell'ordine è una
vergogna. Come si fa a prendersela con i lavavetri, gli ultimi della
terra? Faccio un esempio. Sono stato in Calabria a difendere un
operaio ferito a colpi di mitra dalla mafia. Cinque mesi di ospedale
e quando torna in fabbrica l'azienda lo licenzia perché non
può più lavorare come prima. Ma che paese è? L'anno
prossimo c'è il congresso del Prc. Vedi anche tu lo «spirito
unitario» evocato da Claudio Grassi nei giorni scorsi?
Sono
rimasto veramente sbalordito dal fatto che Grassi abbia sposato
l'idea della federazione della sinistra. Fin quando eravamo assieme
la federazione era inaccettabile. Una cessione di sovranità
politica, economica, culturale e organizzativa che prepara il nuovo
partito socialdemocratico. Una cosa è l'unità a
sinistra sulle lotte, come sull'articolo 18, un'altra il rilancio
dell'autonomia comunista. Rifondazione comunista si chiama così
per questo. Non siamo riusciti a farlo in piena autonomia figuriamoci
nella federazione. Un partito comunista è necessario per la
società. Si parla già di liste comuni per l'anno
prossimo. Che vuol dire? Che abbandoniamo il simbolo? Noi siamo
contrari. Al congresso
presenterete una vostra mozione?
Del congresso
ancora si sa poco. Chiedo però che nessuno debba nascondersi.
Chi è per la «cosa rossa» lo dica chiaramente, chi
vuole solo governare non faccia infingimenti. Noi siamo contrari.
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