| San Precario partecipa allo sciopero generalizzato del 9 novembre. |
|
|
|
| martedì 06 novembre 2007 | |||||||
Chiama a
raccolta i devoti (laici), insieme al sindacalismo di base, per ribadire ancora
una volta la necessità di superare la condizione di precarietà, forma
generalizzata del lavoro contemporaneo. Lo sciopero del 9 novembre non sarà uno
sciopero “normale” ma piuttosto manifestazione concreta e immaginifica di un
nuovo modo di comunicare e creare conflitto.
· l’accordo del 23 luglio è l’ennesimo pacco: a parole parla di welfare, ma di fatto concede sconti sullo straordinario, favorisce la contrattazione integrativa a scapito di quella collettiva, fa finta di occuparsi di pensionati e disoccupati, ma nulla dice di coloro che, pur lavorando, hanno reddito intermittente e non riescono ad arrivare a fine mese; · la vera sicurezza è quella sociale. Le politiche sicuritarie sono la versione moderna della disciplina del lavoro e della vita, oggi tese a colpire un gruppo di migranti, ma domani (e già oggi) finalizzate a creare repressione preventiva per tutti noi; · è necessaria una nuova politica di welfare. La sicurezza si ottiene garantendo continuità di reddito, salari decenti, rispetto dell’eco-sistema e libero accesso ai beni comuni, dalla casa, alla formazione, alla mobilità, al credito, alla conoscenza.
Lo
diciamo chiaramente. Il Santo è nervoso, soprattutto se viene evocato a
sproposito da questo governo. “Prodi chiede aiuto a San Precario” scrive
l’Espresso del 1 Novembre. “Non deliriamo con certe richieste, Romano Prodi”,
risponde il Santo, “io non ti riconosco. In ogni caso, d’un colpo hai deluso
ogni speranza”. Un grido d’indignazione che si trasforma in
un’imprecazione.
Powered by !JoomlaComment 3.26
3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |
|||||||
| Ultimo aggiornamento ( lunedì 26 novembre 2007 ) | |||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|




Chiama a
raccolta i devoti (laici), insieme al sindacalismo di base, per ribadire ancora
una volta la necessità di superare la condizione di precarietà, forma
generalizzata del lavoro contemporaneo. Lo sciopero del 9 novembre non sarà uno
sciopero “normale” ma piuttosto manifestazione concreta e immaginifica di un
nuovo modo di comunicare e creare conflitto.

