City of Gods
Milano
Anti-graffiti all'italiana PDF Stampa E-mail
martedì 18 dicembre 2007

DEGRADO: Contro i graffiti, ma libertà di pubblicità di ogni tipo.

Graffiti è una parola magica, un buon riparo per parlare superficialmente di cose ben più importanti. Quando diciamo graffitari parliamo di un insieme di persone molto vario, dallo studente di 15 anni al professionista quarantenne, uomini e donne, alcuni bravi e altri meno educati. Nel mondo c’è una generazione di creativi (designer, architetti, artisti, fotografi) che è nata e si è formata grazie ai graffiti: hanno imparato e preso coscienza delle proprie possibilità e si sono messi a creare. Grazie ai graffiti hanno compensato l'enorme carenza del sistema scolastico dove l’insegnamento dell’arte e dell’educazione all’immagine è praticamente inesistente. Sono scesi in strada a imparare da soli, confrontandosi tra di loro e usando la città come laboratorio. Queste persone non distruggono, ma aggiungono qualcosa: una loro idea, un loro segno nello spazio della città. Per vedere di che cosa sono veramente capaci i graffittari bisogna andare in quei luoghi dove è ancora permesso dipingere: là non vedrete scarabocchi, ma muri dipinti con forme e colori assai più elaborati e belli. Haring e Basquiat erano graffitari e oggi i loro quadri vengono venduti a cifre indicibili. Se fossero nati oggi non avrebbero potuto fare assolutamente niente di quello che hanno fatto! I muri delle nostre città sono così sacri da punire con il carcere chi ci scrive sopra, eppure permettiamo che vengano coperti da orrendi e inutili cartelloni pubblicitari. E’ il denaro che giustifica la presenza di una cosa piuttosto che l’altra? Ci piacerebbe che si usassero altri termini di valutazione per decidere cosa deve apparire nei luoghi pubblici. Milano, come ogni altra grande città, è piena di edifici tristi e deprimenti, frutto di un edilizia senza regole, molto più degradanti di una scritta sul muro. A Milano ci sono luoghi talmente squallidi che anche tirando un secchio di vernice sul muro si migliora la situazione. E' in questi luoghi che si capisce il potenziale dei graffiti e dell’arte pubblica. Elemosinare non serve, la creatività e l’ingegno dei giovani sono materie prime come l’acqua e l'aria, vanno scoperte prima che si disperdano. Anche il degrado a Milano è una materia prima molto preziosa e la campagna anti-graffiti è un altro di quei modi per spendere tanti soldi senza risolvere il problema. L’arte urbana se viene integrata ed utilizzata nella città può essere una possibile soluzione a molti problemi, altrimenti rimarrà un altro dei tanti sfuggevoli problemi di ordine pubblico.
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