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martedì 18 dicembre 2007 |
I precari e le precarie dell'ateneo milanese cercano di accaparrarsi i pochi posti a tempo determinato: sono nelle mani della dea bendata
TD 217! TI 150! TI 90! Tutti sperano di avere il biglietto della serie
TI (Tempo Indeterminato), molti avranno invece quello TD (Tempo
Determinato) e molti altri quello CS (Contratto Scaduto).
Da mesi il
braccio di ferro università/precari va avanti senza sosta raccogliendo
risposte evasive da parte di un'amministrazione che alla fine ha
decretato: 150 concorsi entro fine anno, per gli altri niente. I
lavoratori a tempo determinato chiedono solo che venga applicato quello
che è stato disposto dalla Finanziaria 2007 - mentre il Paese è già
concentrato su quella 2008 - e dalla direttiva 7 del 30 aprile 2007 del
Ministro Nicolais, che prevede il passaggio da tempo determinato a
indeterminato per chi ha svolto almeno tre anni di lavoro
nell'amministrazione pubblica. Ebbene, all'Università Statale di Milano
ci sono 217 aventi diritto, di questi 40 sono già rimasti a casa. Ne
rimangono in servizio 177, ma prossimi alla scadenza. Nemmeno loro
possono stare tranquilli, perché l'amministrazione ha deciso di bandire
solo 150 concorsi "riservati". Riservati, perchè sono concorsi fatti
per i precari della statale che riceveranno una lettera a casa
(attenzione perchè a questo punto rientrano in gioco anche i 40 rimasti
fuori negli ultimi mesi) che attesta la loro possibilità di partecipare
e che si dovranno conquistare il posto di lavoro eliminando un collega
a caso. Quelli che saranno baciati dalla dea bendata poi saranno
stabilizzati a scaglioni: 90 nel 2008, 40 nel 2009, 20 nel 2010. La
motivazione della mancata stabilizzazione è quella della scarsità di
fondi a disposizione dell'ateneo. Ma allora perchè si spendono 1000
euro a concorso se la direttiva Nicolais prevede il passaggio a tempo
indeterminato automatico senza concorso? A questo nessuna risposta da
parte di un'amministrazione che è orgogliosa di essere fra i 9 atenei
su oltre 60 che in Italia non sta applicando la direttiva. Con buona
pace di chi scrive sui maggiori quotidiani nazionali che la pubblica
amministrazione è vecchia, che solo 8 dipendenti su 100 hanno meno di
35 anni, che ci sono pochi laureati e via scrivendo. Indovinate qual è
l'età media dei precari che lavorano da 3 a 6 anni alla Statale e che
rimarranno senza lavoro?
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