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Da Precario a Imprenditore |
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martedì 05 febbraio 2008 |
L'azione di alcune leggi promulgate dall'ex governo di pseudosinistra in materia di lavoro stanno avendo degli effetti indesiderati.
Il governo sedicende 'amico' nell'intento di curare quelli che la sua
componente riformista definisce 'aspetti perversi della precarietà' ha
introdotto delle norme che acutizzano il decorso della malattia fino
alle estreme conseguenze. Analizziamone due tra quelle che più stanno
influenzando la vita di molti precari nella città più attiva in questo
fronte: Milano. Tra gli interventi più significativi vi sono state le
norme elaborate per limitare il ricorso del Contratto a progetto che
oggi è possibile reiterare 'solo' fino a 3 anni. Nelle intenzioni di
legislatori e sindacati che si sono prodigati più di ogni altra
istituzione nel voto referendario del cosiddetto 'protocollo', queste
misure avrebbero dovuto fermare quella che è solo una delle tante forme
di cui si veste la precarietà. Oggi dopo solo pochi mesi dalla
effettiva efficacia di quelle leggi, i segnali che provengono dai
consulenti del lavoro e soprattutto dagli studi di commercialisti,
parlano di un forte aumento nelle aperture di partite Iva. In pratica i
lavoratori a progetto, che fino a pochi mesi fa godevano delle seppur
minime tutele previste per i collaboratori a progetto (non ultima
l'erogazione di un assegno di maternità da parte dell'INPS che copre 5
mesi di pre e post gravidanza) vengono invitati cortesemente ad aprirsi
la partita Iva. Non si tratta di professionisti o futuri tali, ma di
fornitori di prestazioni professionali di medio-basso livello per un
unico committente che stabilisce orari, ferie, disponibilità, stipendio
a sua libera discrezione. Questa tendenza diffusa da poco in modo così
ampio e che non mancherà di far discutere, magari fra qualche anno
quando sarà ormai troppo tardi per un serio intervento legislativo, è
stata facilitata dal celebre 'pacchetto Bersani'. Si quello sulle
liberalizzazioni osteggiato sulle strade da taxisti e camionisti, e in
parlamento da deputati eletti in entrambe gli schieramenti. Grazie al
ministro sono stati decurtati adempimenti e tasse per tutte le partite
Iva individuali che non superano un certo limite di fatturato. In
pratica con le false parole di 'liberalizzazione' e 'concorrenza' il
centrosinistra ha dato il via a un'illusione: trasformare precari che
non possono o non vogliono trovare un lavoro contrattualizzato, in
altrettanti imprenditori. Dibattiti e fiumi di parole spese per
promuovere 'le liberalizzazioni' viste come un rimedio indispensabile
contro il prevalere di privilegi corporativi e cartelli oligopolistici
non hanno intaccato nessuno di questi poteri 'forti', difesi da una
forte azione di contrasto a livello parlamentare. I prezzi e le
prestazioni dei beni liberalizzati non sono mai scesi in questi ultimi
dieci anni, è vero anzi il contrario. L'unica categoria che non è
rappresentata e quindi non è stata difesa da nessun parlamentare è
quella dei precari che vede quotidianamente sulla propria pelle il
significato reale delle 'liberalizzazioni'. Prima di tutto migliaia di
ex co.co.pro. usciranno magicamente dalle già comiche statistiche
stilate da sindacati e istituzioni varie (nel 2005 la Nidil Cgil dava a
soli 1,8 milioni i lavoratori precari in Italia, mentre l'Istat parla
nel 2006 di soli 800mila co.co.pro.) per entrare nel già affollato
mondo delle piccole imprese. In secondo luogo il limite introdotto
dalla legge Bersani è così basso che equivale al reddito lordo di un
collaboratore scolastico statale (gli ex bidelli). Che tipi di imprese
e quali professionisti potranno rientrare in un tale limite di
fatturato è presto detto. Centralinisti e fattorini, segretarie e
magazzinieri, operatori di call center e commessi dei supermercati,
diventeranno presto termini desueti. In questa nuova realtà che supera
non solo le previsioni ma l'immaginazione degli stessi precari, un
contratto interinale diventa una conquista, uno a tempo indeterminato
un miraggio, un contratto a tempo indeterminato un miracolo.
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Ultimo aggiornamento ( martedì 12 febbraio 2008 )
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