City of Gods
Realiti Sciò!
Il primo maggio della CGIL: non è un paese per vecchi PDF Stampa E-mail
Realiti Sciò! | giovedì 24 aprile 2008

liscioSempre al passo con i tempi, i sindacati confederali milanesi. Con uno sguardo di prospettiva, e un occhio attento ai temi della precarietà, alle nuove generazioni che si districano fra contatti co.co.pro., call center e part-time hanno organizzato un primo maggio coi fiocchi.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 24 aprile 2008 )
 
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Caro parlamento - intervista a Giacomo Faenza PDF Stampa E-mail
Realiti Sciò! | giovedì 10 aprile 2008

 Giacomo Faenza, sceneggiatore e regista trentasettenne, sta girando un documentario sui giovani e il lavoro ai tempi della precarietà. Se vuoi puoi partecipare anche tucaroparlamento2.JPG

 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 10 aprile 2008 )
 
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29 febbraio: SAN PRECARIO's BIRTHDAY PDF Stampa E-mail
Realiti Sciò! | lunedì 25 febbraio 2008

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29 febbraio 2004 - 29 febbraio 2008

E' il compleanno di San Precario!

Ultimo aggiornamento ( lunedì 13 ottobre 2008 )
 
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L'Oscar ai precari PDF Stampa E-mail
Realiti Sciò! | lunedì 11 febbraio 2008

rendercmsfield2.jsp.jpgDopo i romanzi sulla precarietà, quest'anno sfondiamo il grande schermo. Si parte con Ascanio Celestini e il suo Parole Sante e con Paolo Virzì, nelle sale tra poche settimane con Tutta la vita davanti.
Ultimo aggiornamento ( lunedì 11 febbraio 2008 )
 
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Dj UP: ecco il ritmo dei ricercatori PDF Stampa E-mail
Realiti Sciò! | domenica 18 novembre 2007

“LA RICERCA IS BURNING”Lui si che ha fatto la scelta giusta: abbandonato l’università prima di rimanerne intossicato, ora fa rap per risvegliare l’Università.

 
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La cotoletta e la Cgil PDF Stampa E-mail
Realiti Sciò! | martedì 08 maggio 2007

cotoletta.jpg Qualche mese fa, gli iracondi stilisti milanesi Dolce & Gabbana sono letteralmente usciti di testa per una recensione negativa sulla cotoletta cucinata nel loro ristorante pubblicata sulle pagine del Sole 24 ore. L'autrice del pezzo, Camilla Baresani, colpevole di aver bocciato la fettina fritta del Gold (così si chiama il locale), viene pubblicamente definita dai due guru della moda "donna frustrata, grassa e stronza".

Poi, la pregiata ditta decide di lavare l'onta nel migliore e più contemporaneo dei modi, vale a dire con il ricatto della pecunia (moooolto "post", moooolto "in", moooolto "carino"), ritirando cioè ogni inserzione pubblicitaria dalle pagine del Sole. Passa qualche tempo e un altro giornalista del medesimo quotidiano, Davide Paolini, scrive una nuova recensione sulle pagine del giornale di Confindustria. Manco a dirlo, questa volta trova veramente squisita la cotoletta. Scoppia un bordello, nelle redazioni non si parla d'altro, per giorni. Molti sostengono che Paolini si è comportato da marchettaro, ma la difesa è schierata.

Camillo Langone scrive, cinico, sul cinico Foglio: "Avrei fatto lo stesso, se un giornale mi chiedesse un articolo benevolo da cui dipendesse un contratto pubblicitario". Si susseguono i commenti, Luca Sofri dice la sua sul blog Wittgenstein: "Nessuno nei giornali protesti contro il ricatto degli investimenti pubblicitari operato da Dolce e Gabbana: questo ricatto esiste da tempo, in ogni giornale. La condiscendenza nei confronti dell'inserzionista, portata fino alla marchetta vera e propria, non l'hanno chiesta ieri Dolce e Gabbana: c'è da un pezzo". Sante parole.

La Cgil deve aver studiato a fondo il caso, reso noto anche dallo stesso Manifesto. Quando, il primo maggio, si è trovata di fronte al subvertising pubblicato dal Manfo all'interno delle due pagine di City ospitate dal quotidiano, ci ha immediatamente pensato. Dimostrando una terribile mancanza di senso dell'ironia, ma uno spiccato senso degli affari ha chiamato il giornale, tuonando la minaccia di far saltare tutti gli abbonamenti e le sottoscrizioni (che avranno detto? "vi roviniamo, vi facciamo chiudere, vi lasciamo in mutande, senza una lira"?). Così, prima il direttore (un articolo di prima pagina non firmato si suppone del direttore, ndr), poi Valentino Parlato sono stati costretti a far la parte del Paolini con la cotoletta, nel tentativo di recuperare in modo imbarazzato e imbarazzante i danni fatti, questa volta, non da "donna grassa e stronza" ma da "pazzi cobas" (ma di chi parlano?)

Morale: la cotoletta di D&G sta al Sole come la Cgil sta al Manifesto. Che tristezza.

Ultimo aggiornamento ( venerdì 11 maggio 2007 )
 
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SubVertisement
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