City of Gods
Senza Contratto
Bellezza, cultura & precarietà PDF Stampa E-mail
lunedì 07 aprile 2008

C’era una volta Pane, Amore e Fantasia, il film di Luigi Comencini che è diventato un classico della commedia all’italiana. Immaginiamo che Comencini dovesse scrivere adesso una  sceneggiatura, immaginiamo che volesse farlo sulla situazione dei lavoratori, mettiamo che si tratti del personale dei musei, quelli privati ad esempio. Sarebbe parecchio difficile trovare uno spunto di comicità perché la situazione è parecchio deprimente.

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Come molte altre aziende infatti, i musei privati, spesso gestiti da fondazioni di tipo bancario,demandano la selezione del personale e l’assunzione alle agenzie interinali secondo criteri stabiliti: per lavorare in un museo privato come assistenti di sala (ovvero vestire la prestigiosa divisa degli addetti a dire “no flash”, “niente fotografie” e “il bagno è in fondo a destra” in una o più lingue) infatti sono necessarie moltissime qualità.

Prima di tutto è necessario essere donne perché, come recenti studi hanno dimostrato, le donne hanno una voce più dolce e conciliante, un uomo non potrebbe mai e poi mai dire “no flash”, “niente fotografie” e “il bagno è in fondo a destra” nella stesso modo suadente.

In secondo luogo è necessario avere la famosa “bella presenza”, ma essendo la bellezza un fatto spesso soggettivo, i datori di lavoro ne delineano i canoni: altezza (che come ci insegna la saggezza popolare è mezza bellezza), taglia non superiore alla 44 (qui secoli di arte potrebbero smentire, ma d’altra parte sono loro a decidere… non se ne può mica discutere), un sorriso smagliante (anche qui revival della tradizione secondo cui per sapere se un cavallo è in buone condizioni bisogna guardare i denti).

Dopo aver attentamente vagliato una donna in base a questi canoni come se fosse poco più che un animale si passa all’aspetto caratteriale e culturale: una laurea, anche presa con i punti del mulino bianco a Universitalia, ce la devi avere, devi sapere almeno 2 lingue e poi è necessaria una predisposizione al contatto umano, frase che non significa assolutamente nulla ma che, nel gergo aziendale, significa:“debitamente sottomessa, quanto al cliente tanto al padrone”.

Hanno anche il coraggio di chiederti se hai esperienza, sebbene, specificano poi, non sia un requisito fondamentale. In questo scenario apocalittico, una volta assunti, a tempo determinato ovviamente, si viene pagati intorno ai mille euro per un part-time di 5 ore, 6 giorni su 7, e le uniche feste comandate sono quelle autorizzate dal Presidente della struttura che in questi casi, si sostituisce a Dio (25 dicembre), alla Patria (1 maggio) e, se gli girano, anche alla Famiglia (compleanni, anniversari, ecc).
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 07 aprile 2008 )
 
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