| Le giornaliste nude e i precari denudati |
|
|
|
| Saturday 15 March 2008 | |||||||
|
Dal nostro punto di vista, lo show-informazione Naked news conferma un sillogismo categorico interessante: i giornalisti si son fatti, nel tempo, spogliarellisti, le spogliarelliste sono tutte giornaliste. Conferma anche la caduta nella pratica di una distinzione bigotta e opportunista che vorrebbe la prostituzione del cervello migliore, o comunque preferibile, a quella del corpo. Fa chiarezza, insomma, una volta per tutte: all’interno di un’informazione voyeristica e guardona non si capisce, semmai, come potessero ancora mancare le donne nude che danno le news. I giornalisti precari, tra l’altro, potrebbero utilmente spiegare che i compensi da fame pagati dagli editori italiani e il clima di perenne ricatto che sono costretti a subire nei giornali per cui lavorano predispongono naturalmente alla nudità, rafforzando, ancora una volta, il concetto che Naked News rappresenta un modello assolutamente più diffuso di quello che appare. Marco Ottolini, che ha portato Naked News in Italia, presentandolo come “il programma che non ha niente da nascondere”, invita a non sollevare troppa polvere: “Lo scandalo per qualche centimetro di pelle scoperta in più rispetto a quello che si vede già nella tv italiana? Spero proprio di no. Le riprese sono a distanza, la parte genitale inquadrata sarà minima, di pochi pixel”. Si può essere, tutto sommato, d’accordo con lui. Lo scandalo è altrove. Più nella “vita nuda” del precario contemporaneo che nella nuda notizia.
Powered by !JoomlaComment 3.26
3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |
|||||||
| Ultimo aggiornamento ( Tuesday 18 March 2008 ) | |||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|







