City of Gods
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martedì 02 gennaio 2007

City Of Gods: Rassegna e Segnalazioni

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Quotidiani :

Il Manifesto, 24 dicembre 2006

 

Giornalisti e non insieme per un giornale autoprodotto. Un'iniziativa irriverente e l'invito all'azione comune su una realtà dilagante
Una cospirazione precaria per la «Città degli dei»
Distribuita ieri a Milano in cinquantamila copie una free-press autoprodotta in solidarietà con la vertenza dei giornalisti. Ironia e dissacrazione per parlare dei «precari dell'informazione» e del rifiuto degli editori di rinnovare il contratto di lavoro scaduto da due anni. Ma anche critiche verso i sindacati e la sinistra politica, colpevoli di avere avallato in passato il lavoro precario
Benedetto Vecchi
Irriverente, ironico, con l'obiettivo ambizioso di fare informazione sui lavoratori precari nella carta stampata e non solo. Ieri mattina, i milanesi in procinto di salire sulla metropolitana hanno trovato una sorpresa. Negli appositi contenitori, a differenza dei due giorni precedenti, c'era una free-press liberamente distribuita. Il formato, l'impaginazione, la scansione delle pagine era la stessa, non però i contenuti. La testata del «giornale» autoprodotto è quella di una nota free-press presente sia a Roma che a Milano. Ma con quell'aggiunta, che in Italia ha precedenti nelle operazioni dissacranti del Male e che al di fuori dei confini italiani si chiama subadvertising: lo stesso mezzo per messaggi differenti.. Stampata in cinquantamila copie e diffusa gratuitamente, il giornale si chiama City, come appunto la nota free-press, ma con l'aggiunta «of Gods». Apertura, titoli e pagine interne tutte dedicate all'uso sempre più diffuso di free-lance, giornalisti a cottimo, a progetto, tutti pagati pochi centesimi a riga e senza nessuna di quelle garanzie della categoria che l'intransigenza degli editori vorrebbe fare carta straccia. Un giornale composta da brevi articoli trasudanti ironia e sempre sul crinale del paradosso per mettere a nudo ciò che i «precari e le precarie dell'informazione» sanno bene. I giornali e i magazine e informazione tv vedono al lavoro un esercito di «invisibili» che gli editori vogliono manovrane come meglio credono per far lievitare le inserzioni pubblicitarie. E così City of Gods presenta una (immaginaria) intervista al rappresentante degli editori, Boris Bianchieri, che spiega perché la linea d'ombra tra informazione e pubblicità deve essere estesa a tutta l'informazione. Da qui la decisione degli editori di rimuovere l'ultimo ostacolo - il contratto nazionale di lavoro - che si frappone tra loro e la pubblicità. I redattori non sono teneri neanche con li giornali di sinistra, come quando denunciano che la pratica di usare precari non è infatti sconosciuta nelle testate storiche della sinistra. E che i tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil hanno, negli anni passati, ma anche recentemente, basti pensare al caso Atesia, sottoscritto accordi e dato il via libera a leggi e leggine che hanno istituzionalizzato la precarietà nel mondo del lavoro. Come ogni giornale che si rispetti, il giornale distribuito ieri a Milano è diviso in sezioni. Così, l'apertura è dedicata al rifiuto dei Pacs, ma con una avvertenza: l'unione di fatto di cui scrivono i redattori di City of Gods non è quella sentimentale, bensì quella tra editori e pubblicitari. Il secondo titolo è invece dedicato alla notizia bomba dell'abolizione del canone Rai e che i giornali saranno distribuiti gratis, perché saranno prodotti con software che selezioneranno le informazioni e costruiranno gli articoli in linea con i desideri degli inserzionisti. Notizie immaginarie, ma la lettura del giornale riserva non poche sorprese. Come nelle schede di accompagno dei pezzi «portanti»: le notizie lì presenti non sono immaginarie. E' da alcuni mesi che a Milano gruppi di precari hanno cominciato a dialogare con «colleghi» dei media. Incontri, seminari, convegni per stabilire differenze e ripetizioni nelle rispettive condizioni di lavoro. Alcuni dei gruppi di precari hanno alle spalle il percorso della MayDay e di Serpica Naro. Da qui l'idea di dare vita a «Cospirazione precaria», luogo aperto per raccogliere informazioni e costituire una mappa del lavoro precario, utilizzando un un sito Internet dove ogni precario o precaria può segnalare cosa accade nel suo posto di lavoro (www..autistici.org/ip).Un lavoro di «intelligence» per mettere in comune informazioni. Ma il sapere diventa potere, dicono quelli che hanno prodotto City of Gods, solo quando di diffonde capillarmente per dare vita ad azioni comuni.. E la free press diffusa ieri ha visto il contributo di giornalisti e non solo. Con un comunicato «i cospiratori» annunciano che quella di ieri sarà la prima di una serie di incursioni nella carta stampata. In solidarietà con i giornalisti, ma anche per non delegare a nessuno le storie di ordinaria precarietà.

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Ieri era l'ultimo dei tre giorni di sciopero della carta stampata decisi dalla Fnsi per la chiusura del rinnovo del contratto di lavoro scaduto due anni fa e per rispondere all'intransigenza degli editori. I giornali torneranno in edicola il 27 dicembre, ma finora la Fieg non ha rilascito nessuna dichiarzione per far ripartire il dialogo con la Fnsi. Ieri, a Milano, per iniziativa di precari dell'informazione è stato diffuso una free-press dedicata appunto all'uso sempre più diffuso di fre-lance, giornalisti a cottimo o a progetto nella industria dei media. La free-press aveva come testata «City of Gods» è stata diffusa in cinquantamila copie ed era scandita come un vero e proprio giornale. Dalla cronaca cittadina alle inserzioni per cercare e offrire lavoro, il cruciverba, le previsioni meteo, la pagina culturale, quella di sport. Lo stile degli articoli, provocatorio e ironico, mettono a nudo ciò che i produttori di informazione sanno bene: i giornali, come i magazine sono spesso usati come contenitori di pubblicità. Per avere mano libera gli editori devono rimuovere l'ostacolo del contratto di lavoro. Tolto quello, possono avvelersi degli «invisibili» come meglio credono. Ad esempio, la pagina cuturale dedica l'«apertura» alla messa in scena di una nuova piece teatrale: «Arlecchino e i cento padroni». Dove Arlecchino è il giornalista tipo che gli editori vorrebbero. C'è poi l'intervista (immaginaria» a Franco Zeffirelli, che afferma che l'Aida sfarzosa e holliwoodiana è possibile solo perché ci sono i precari della Scala che lavorano senza limiti di orario. Ma l'ironia non è mai raccontabile. Bisogna ascoltarla o leggerla. Dunque, buona lettura all'indirizzo Internet: www.autistici.org/ip

Liberazione, 27 dicembre 2006

Milano, 50 mila copie gratuite e su Internet City of gods, ecco la favela del giornalismo italiano

Quotidiano gratuito distribuito in 50 mila copie City of Gods si trova, anzi si trovava in questi mesti giornidi sciopero dei giornalisti,solo a Milano. E rigorosamente non in edicola. Freepress si chiama. Sapete: quella che non costa niente, che è imbottita di pubblicità epaga quattro euro a riga i propri giornalisti. Però City of gods è una bella presa in giro di tutto questo a cominciare dal titolo. Scritto nei classici caratteri del gratuito City,con la piccola aggiunta di : “of God”, lo spensierato best seller quotidiano da bar diventa il simbolo di quella terra di nessuno senza legge, né diritti, né giustizia che è la “Ciudade de Deus” , la più desolante e crudela favela di Rio de Janeiro. Abbinamento drammatico, certo, che tende però a svelare l’ipocrisia che circonda il mondo dell’editoria e il mondo dei giornalisti. Anche a sinistra. Se siete curiosi di leggerlo, lo potete scaricare da Internet. Anzi, fatelo,vi aiuterà a farvi qualche idea sull’ectoplasmatico mondo dell’editoria. Il sito è http://inventati.org/ip
“E’la parola dei precari e delle precarie dell’informazione che si rivolge ai precari e alle precarie in generale” Poi nonostante la drammaticità della situazione, è ironico, strappa il sorriso, fa male. Male come leggere le cifre sul numero dei giornalisti , sui precari che “affollano” silenziosi le redazioni dei grandi quotidiani nazionali.

“Quando domani tornerete a leggere il vostro giornale, ricordate che la maggior parte di ciò che vedrete è stato creato da menti precarie. Permanentemente, e forzatamente, in saldo.” E’ scritto cosi’ in un articolo, che dà spazio anche a noi di Liberazione( chi sta in redazione ha un contratto egli stagisti firmano i pezzi e vengono alle riunioni di redazione) ma è la regola per molti quotidiani. “All’interno di questo meccanismo ci sono i giornalisti, precari, free lance, senza contratto, a cottimo, a pezzo, a parola, a riga, a comete millenarie e casi del destino. Precari e precarie sottoposti al riucatto dei precarizzatori, della manchette, della pagina di pubblicità all’ultimo momento, del “non spingere troppo su questi che sono i nostri inserzionisti” , della creazione di quel complesso meccanismo di informazione,disinformazione che vi fa credere che sela vostra vita è una merda, non potete farci un granchè” . [amar]

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Ultimo aggiornamento ( giovedì 08 febbraio 2007 )
 
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