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La Fnsi svolta e trova un nuovo modello: Harry Houdini

Dopo oltre tre anni senza contratto

Il famoso mago americano diventa riferimento culturale del sindacato dei
giornalisti: le varie aree si ammanettano una all’altra per arrivare  a una
firma con gli editori. Già fatto lo scarico dei free lance, ora si tratta solo
di scaricare l’intera categoria.

Un prodigioso
camouflage ha consentito alla Federazione nazionale della stampa, il sindacato
unitario dei giornalisti italiani, di cambiare quasi completamente i propri
vertici, mentre all’esterno si diramavano versioni della scena finale di Animal
house: “non sta succedendo niente, mantenete la calma”. L’operazione camouflage
ha preso il via, a porte chiuse, durante il Congresso nazionale della categoria
che si è tenuto alla fine di novembre, e si è perfezionata nei giorni scorsi:
nuovo segretario, nuovo presidente, aumento del numero dei "segretari aggiunti"
(vice) da quattro a cinque per non scontentare, prodianamente, nessuna delle
correnti interne (uno per uno non fa male a nessuno). Per chi non lo sapesse, il
camouflage è un “trucco terapeutico”, realizzato con cosmetici particolarmente
coprenti per mascherare patologie come foruncoli, cicatrici, ustioni, psoriasi e
altri problemi del genere. In questo caso, è servito a coprire i lividi della
segreteria uscente, colpevole di aver reso il contratto "puro spirito": il
contratto si evoca, si nomina solo per dire che non c’è, è il contratto che
manca, manca molto, si contano i giorni da quando è mancato. 
Preda della
sindrome di Stoccolma, dicevamo, la maggioranza uscente della Fnsi si è
consegnata con allegria a una serie di torturatori, detti anche "consiglieri di
minoranza". Alla fine del processo sono stati emessi comunicati piuttosto
surreali, con qualche danno per la lingua italiana: “la composizione della nuova
Segreteria Nazionale segnala una ricomposizione larga delle espressioni interne
che danno vita a una gestione di vasta unità e partecipazione”. Ovvero, “accanto
alla maggioranza uscita dal congresso (Autonomia e Solidarietà/Giornalisti Uniti
con il Coordinamento delle Associazioni per un Sindacato di Servizio), entrano
in Segreteria, con un rappresentante, le componenti di Stampa Democratica e
Quarto Potere”.
Per reggere l’urto del più clamoroso mancato
rinnovo contrattuale di cui si abbia notizia (sono passati oltre tre anni dalla
scadenza), insomma, le varie componenti che fanno parte della Fnsi (tutte quelle
citate nel comunicato), hanno deciso di fare il polpettone: inchiavardarsi l’uno
all’altro come tanti Houdini per vedere se gli riesce di essere illusionisti
migliori del famoso mago americano e continuare a ipnotizzare la categoria.
Questa la posta in gioco, pardon "il programma".
I free lance, è
ufficiale, sono stati mollati sul campo. I rumors che arrivano dalla pancia
delle aziende (uffici del personale e uffici stipendi) sono chiari: i
collaboratori pagheranno di tasca propria l’aumento delle aliquote Inpgi (cassa
previdenziale dei giornalisti), che servono per tenere in piedi l’Inpgi stesso,
vale a dire a pagare le pensioni degli altri (i giornalisti assunti).
Sic.
Nel cimitero
degli elefanti dei contrattualizzati sono partiti 1) scommesse su quali garanzie
verranno cedute agli editori pur di firmare qualcosina, ora che sono tutti tanto
uniti 2) dibattiti on line sul senso e la rappresentatività del sindacato che
meriterebbero, a questo punto, solo conclusioni tipo "la vita non è
letteratura", "non son più i tempi di una volta", "parlarne insieme fa bene", e
via filosofeggiando. 
Chi, tra i
giornalisti, freelance ma non solo, fosse stanco di questa sceneggiata che si
protrae ormai da troppo tempo, tra catene, lucchetti e balle spaziali, sappia
che un manipolo di cre/attivi si riunisce ogni 15 giorni, il martedì, a Milano,
al Ponte della Ghisolfa, in Viale Monza 255. Consigli, consulenza legale,
invenzioni. Migliori di quelle indicate da questi Houdini de
noantri.

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