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La parola alla grafica

Quinta intervista ai redattori precari milanesi. Si autonarra una lei che lavora come grafico pubblicitario. Rispetto alla formazione umanistica di partenza l’impiego di oggi c’entra poco o niente. Ma la necessità di sopravvivere accende l’inventiva. Sempre a "scadenza" in quanto cocopro, abitante di un "monolocale paradossale", la nostra testimone di questa settimana pensa che forse avrebbe dovuto emigrare all’estero "come ha fatto mia cugina"


Descrivi il tuo lavoro a qualcuno che non lo conosce
Lavoro come grafica: faccio pagine pubblicitarie che compaiono sulle principali testate finanziarie, con scadenze giornaliere.

Descrivi il tuo contratto a qualcuno che non lo conosce
E’ una collaborazione a progetto: lavoro in ufficio otto ore al giorno quando va bene, nella media circa nove con mia postazione personale, mia mail, mio telefono con interno. Il contratto ha una buona retribuzione, peccato che fino all’ultimo non sappia a ridosso della scadenza che cosa ne sarà di me DOPO tale scadenza. Ad esempio "scado" tra un mese esatto, ma non ho nuove.

Quanto (e cosa) hai studiato per fare ciò che fai?
Mi sono laureata in Lettere Classiche a pieni voti, tesi in greco. Sono passata a una lavoro tecnico (la grafica), dopo un lavoro per cui era quanto meno necessario avere studiato (redattore editoriale di scolastica): purtroppo con quello non sono riuscita a sopravvivere nella mia città (Genova).

Quante ore lavori al giorno? Lavori anche il we?
Nove ore di media. In un anno ho fatto "solo" un paio di we qui in ufficio: eravamo in chiusura di scolastica.

Lo "fai" in casa o in ufficio? Più "normale" in casa o in ufficio?
Sono sempre in ufficio.

Quanto guadagni in un mese?
Ripeto che ho una buona retribuzione: 2000 euro.

Ora diamo i numeri: quanti, più o meno, sono nelle tue condizioni, nella tua realtà? Stessa tipologia di contratto o diversa? Quante tipologie di contratto?

Nell’azienda in cui lavoro siamo in tre, stessa tipologia. Due tipologie presenti: dipendenti e cocopro.

Dove sta il valore del tuo lavoro, per te? Dove sta il valore del tuo lavoro, per loro?

Trovo difficoltà a dare valore alle scadenze che mi pendono sulla testa a orologeria. Forse mi rinnoveranno il contratto ma mi abbasseranno la retribuzione (causa crisi e clienti che vogliono tutti abbassare le tariffe mantenendo le stesse prestazioni).

Chi compra un libro tutto questo lo sa?
Assolutamente no.

Ti senti fregato? Se sì: chi ti ha fregato e perché?
Sì sono fregata. Ho 33 anni e sono senza prospettive, ho cambiato tre città, ragiono all’oggi senza domani. Vivo in un monolocale paradossale. Se mi avessero detto all’atto della laurea che dopo 10 anni sarei finita così sarei andata all’estero, come ha fatto mia cugina. Non so più trovare il bandolo di questa faccenda per capire chi effettivamente mi ha fregato. Forse il mio secondo contratto in casa editrice, dove sono stata tre anni con sei o sette contratti e badge che contava le ore: quello mi ha fregato.

Enuncia un sentimento verso l’editore oppure verso i tuoi capi
I miei capi sono impotenti nei confronti di questo sistema: in parte (60%) credo che sia vero

Esprimi un desiderio che riguardi il tuo lavoro
I have NO dreams per il mio lavoro e per il mio futuro.

Che cosa stai provando a fare per combattere questa situazione?
Ho fatto il giornalino "cocoprotesta", fondato il gruppo che c’è alla base Best Before (il cui significato è "da consumarsi preferibilmente entro…"), mi sono iscritta al Nidil, partecipo ora a rerepre. Ho usato le mie idee per cercare di fare capire a tutti questa situazione.

Quanti dei tuoi colleghi sono d’accordo con te?
Tutti.

E’ difficile far coinvolgere altri colleghi? Se sì, perché?
Nella stessa azienda in gruppi non sindacalizzati, cioè non uniti, si fa fatica.

La soluzione si potrebbe trovare se…
Purtroppo non lo so.

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