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Le faccine in Comune

Ci sono ministri che non parlano nemmeno sotto tortura, che nascondono il proprio lavoro tanto da far pensare ai malevoli che, in fondo non stiano facendo nulla. Ci sono altri che invece non perdono occasione per parlare, aggredire e minacciare: chiaramente stiamo parlando di Brunetta, un ministro che sembra sempre più ossessionato dal timore di non esser visibile.

 

In questi ultimi 10 giorni il Comune di Milano, più direttamente che in altre occasioni, ha toccato con mano l’opera ingegnosa del ministro più basso d’Italia: prima i cittadini della zona "Arco della pace", della Milano degli aperitivi, delle olive e dei salatini hanno dichiarato pubblicamente di voler organizzare una class action contro il Comune di Milano contro gli schiamazzi notturni (chissà se il nostro si era accorto di questa possibilità, intanto i cittadini pagano mentre le banche e le grosse imprese continuano a rimanere immuni dalla possibilità di subire una class action), poi, con la collaborazione dell’assessore Pillitteri (questo cognome mi ricorda qualcosa che ora temporaneamente mi sfugge), inaugura un "magic box" facente funzioni di "pagella colorata per dare i voti ai servizi del Comune" (un paio di luci stroboscopiche e mi sembra già di essere in discoteca, ndr).
Per esprimere un giudizio occorre selezionare un emoticon, simbolo utilizzato prima di oggi nei blog, nei forum, per esprimere sul web un giudizio su una particolare ricetta, nei film horror anni 80 (si intende chiaramente L’ululato di Joe Dante, film molto apprezzabile che parla di lupi mannari) e nelle candid camera sempre anni 80 di Gerry Scotti.
Si capisce da questo breve excursus che l’impegno per i dipendenti pubblici in quest’occasione è gravoso: il sito del gambero rosso offre recensioni di ottima qualità non sempre ripagate dalla faccina sorridente mentre il confronto con due mostri sacri come Gerry Scotti e lo psichiatra che protegge la comunità di lupi mannari racconataci da Joe Dante è di quelli da mettere i brividi.

Oltre a queste premesse, che già di per sè rendono l’impresa quasi impossibile, s’impone ai nostri occhi un altro fatto, forse non molto importante ma per il quale vale la pena soffermarsi: da due anni a questa parte il Comune di Milano sta chiudendo molti dei suoi numerosi sportelli, dal servizio Tarsu ai servizi sociali numerosi uffici nei quali il cittadino poteva recarsi sono stati chiusi al pubblico e sostituiti dal celebre 020202, organizzato dall’assessore Pillitteri stesso e dato in appalto a…..che si trova in….sono informazioni che non siamo riusciti a raggiungere, anche se qualche gola profonda ha tirato in ballo area 51 come possibile luogo in cui questo call center si trova.
Noi crediamo che i collaboratori del giovane Pillitteri l’abbiano informato di ciò, e l’abbiano di conseguenza informato che oggi è il solo servizio anagrafe a portare sulle sue spalle il "programma emoticon", lo 0,5% del personale comunale. E’ vero che anche il servizio di protocollo è chiamato a sottoporsi al trattamento, essendo però la sua funzione quella prettamente di catalogazione e inoltro ai vari servizi delle informazioni che i cittadini comunicano al Comune, l’eventuale faccina rischia di dipendere esclusivamente dall’essere pari o dispari del numero di protocollo assegnato alla pratica.

Forse però ci sbagliamo, forse anche il servizio telefonico verrà giudicato, grazie all’emissione di un suono sul finire della telefonata (lasciamo spazio alla vostra fantasia ma prendiamo le distanze da qualsiasi verso stiate in questo momento immaginando).

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