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Mayday Parade; lungo corteo contro il precariato clima festa ma anche scritte pro presunti BR

2 maggio 2007 – Ansa

PRIMO MAGGIO: MAYDAY PARADE; LUNGO CORTEO CONTRO PRECARIATO CLIMA FESTA MA ANCHE SCRITTE PRO PRESUNTI BR E CONTRO TRONCHETTI

 

(ANSA) – MILANO, 2 MAG – La Mayday Parade del Primo Maggio a Milano è stata, come negli anni precedenti, una grande manifestazione centrata in primo luogo contro il precariato, con molte migliaia di partecipanti: 100 mila secondo gli organizzatori, 6-7 mila secondo la Questura, nel corteo che ha attraversato il centro di Milano. Clima complessivamente sereno, macchiato però da una serie di scritte tracciate su edifici e vetrine di banche: una contro Tronchetti Provera, altre in solidarietà  ai presunti brigatisti arrestati il 12 febbraio scorso, con distribuzione di  volantini-fotocopia di una mail diffusa da un presunto brigatista in carcere. Episodi dai quali gli organizzatori hanno preso le distanze. Parole d’ordine contro il governo, accusato di essere del tutto assente sul tema del lavoro mentre il precariato è esploso in mille forme: questo, in sintesi, il leit-motiv della Euro Mayday Parade. Il ‘popolo dei contratti a progettò, delle ‘finte partite Ivà , degli interinali e dei contratti a termine ha reclamato urgenti provvedimenti legislativi e soprattutto un lavoro stabile e ben retribuito, la continuità  del reddito (in altre parole il sussidio di disoccupazione per chi non ha o non ha più il lavoro). Il corteo, al quale hanno preso parte ben 16 autoarticolati allestiti come carri allegorici a tema, e con tanti giovani, pensionati e immigrati, è partito dal piazzale di Porta Ticinese per arrivare in piazza Castello. Le scritte filo-brigatiste e contro Tronchetti sono state tracciate fra l’altro sulle vetrine di alcune anche e su un paio di bancomat, che risultano danneggiati. In particolare una scritta tracciata con vernice nera ‘Solidarietà  al Gramignà , con una stella a fianco, è apparsa sul muro di un palazzo in via De Amicis. Daniele Farina, deputato del Prc, ha sottolineato che «sui temi del lavoro c’è un grave ritardo nell’azione del Governo, e la piazza lo testimonia». Più duri i coordinatori nazionali della Cub, Piergiorgio Tiboni e Walter Montagnoli: «la situazione peggiora di giorno in giorno mentre l’esecutivo non fa nulla e non abolisce, come promesso, legge Biagi e Pacchetto Treu: questa non è una passeggiata, ma una lotta seria per mettere al centro i diritti del lavoro».

 

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