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Ordine dei giornalisti, un’eredità  fascista

àˆ dedicato all’Ordine dei giornalisti il nuovo "Focus" dell’Istituto
Bruno Leoni che da tempo sostiene la necessità  di abolire l’Ordine
professionale. "Ordine dei giornalisti, un’eredità  fascista" di Andrea
Di Tizio, evidenzia come la stessa esistenza dell’ordine dei
giornalisti non sia spiegabile altrimenti che come un portato storico
del regime.

Secondo l’autore, "noi italiani abbiamo avuto il
fascismo e adesso abbiamo il dubbio privilegio di avere un ordine
professionale dei giornalisti. àˆ difficile affermare che si tratta di
due eventi indipendenti
".

"La continuità  ideale tra il
periodo prefascista e quello post fascista dell’organizzazione
professionale dei giornalisti è un fatto
innegabile", scrive Di
Tizio. Per Carlo Lottieri, direttore del dipartimento "Teoria politica"
dell’Istituto Bruno Leoni, "è importante ricordare l’origine storica di
realtà  come l’ordine dei giornalisti, che limitano la libertà 
d’espressione dei singoli andando a costituire una barriera all’entrata
alla professione, inutile ed inaccettabile in una società  libera".
"L’abolizione di questo albo", conclude Lottieri, "è stata proposta da
più parti. àˆ necessario che non cali l’attenzione pubblica su questi
temi".


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