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Reminder: Perchè non si lavora il 1° Maggio

E’ l’alba del 2004. la prima assemblea in preparazione della mayday è appena terminata. Trecento persone provenienti da tutta Italia hanno appena definito un piano trimestrale d’avvicinamento al primo maggio precario.

Fra i tanti obiettivi discussi e condivisi ne spicca uno: interrompere la triste tradizione meneghina di mantenere gli esercizi commerciali aperti durante la festa dei lavoratori.

L’assemblea decide quindi di preparare una serie di picchetti la mattina del primo maggio; tanti picchetti quante le realtà partecipanti la mayday, in tutta Milano, contro ogni catena commerciale.

La campagna che ha preso il nome di “adotta una catena” viene annunciata da un’incursione all’ipercoop di Crescenzago patrocinata da un santo, nuovo nuovo, creato ad hoc per l’occasione: chiamato appunto San Precario. Il giorno? Il giorno non può che essere il 29 di febbraio, un giorno speciale per un santo speciale.

Una lettera viene consegnata al direttore del supermercato del supermercato, una lettera che indirizzata anche a 400 catene di ristorazione e distribuzione commerciale , ikea, blockbastard, pam, esselunga, mcdonald, zara, mondadori, standa ecc ecc. Nella lettera si chiede il rispetto della festa del primo maggio, in caso contrario il furore si san Precario si scatenerà in tutta la sua forza

La mattina del primo maggio molte di queste catene per motivi di ordine pubblico decidono di rimanere chiusi dopo che la questura si è dichiarata impossibilitata a contenere la marea precaria.

Laconico il messaggio scritto sul retro di un giornale con un pennarellone ed affisso sulla vetrina del pam di Papiniano “per motivi di ordine pubblico oggi il supermercato rimarrà chiuso”

5000 persone comunque attraversano Milano chiudendo l’attività blasfema degli esercizi commerciali aperti. 53 picchetti, tutti, o quasi, riusciti. Poi, col giungere del pomeriggio tutti verso Ticinese per l’inizio della mayday parade.

L’iniziativa ha avuto truci e liete conseguenze. Una sigla del commercio (il cui nome non ricordo) ha stimato in 80 milioni di euro il danno subito e la magistratura ha aperto un’inchiesta in cui una trentina di persone sono state inquisite per i reati più allucinanti: dal reato di sovversione del senso dello stato dell’art 18 della 731 del 1931! fino a violenza privata.

Queste le cose infauste. Passiamo alle liete. Dal quel giorno il primo maggio si lavora in pochini. Anche quest’anno il prefetto ammette che la chiusura delle attività commerciali è auspicabile per non creare momenti di tensione con la mayday. Ottimo!

Il primo premio per la cazzata lo vince però il vicesceriffo Decorato che dichiara “ Questi vandalismi sono avvenuti con la copertura politica si San Precario”

Il miglior titolo però è del Corrieredella Sera “San Precario batte i confederali”

Il reato contro San Precario merita di essere citato per intero

112. (artt. 112 e 113 T.U. 1926). – È vietato fabbricare,introdurre nel territorio dello Stato, acquistare, detenere, esportare, allo scopo di farne commercio o distribuzione, o mettere in circolazione scritti, disegni,immagini od altri oggetti di qualsiasi specie contrari agli ordinamenti politici, sociali od economici costituiti nello Stato o lesivi del prestigio dello Stato o dell’autorità o offensivi del sentimento nazionale, del pudore o della pubblica decenza…..

Riassumendo San Precario è un simbolo eversivo!

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