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San Precario e i coccodrilli

I falsi pentimenti dei demoni della
flessibilità

A pensar bene si potrebbe dire che sia
stato il Natale. L’atmosfera ovattata delle feste sembra aver
smosso le coscienze dei peccatori. Dei responsabili dei più gravi
affronti nei riguardi di San Precario e dei suoi protetti. I novelli
Don Rodrigo sono politici, sindacalisti, imprenditori. Ora che il
bubbone della crisi li sta travolgendo, si sono trasformati in
agnellini. Poveri, ora che le loro colpe sono evidenti si affrettano
a chieder perdono! Renzo e Lucia e tutta la loro generazione tra poco
rimarranno senza reddito. "Non sapevamo", ripetono in coro. "E
poi… e poi la crisi è stata mondiale… Non è colpa nostra".

Ma va? No… Loro non c’entrano, non
volevano, non avrebbero mai pensato che sarebbe finita così.

Ma ora hanno visto la luce. Un
miracolo. Meritano il perdono. Promettono, anzi si battono per noi
ipotecati. E che cazzo! C’è da credergli. Non potevano prevedere
che il futuro disegnato ad hoc per questi "ragazzi" sarebbe stato
così duro.

Si affannano (il 23.12 mega-intervista a Veltroni su Repubblica) a ergersi a difensori dei ‘precari’,
si "battono" per non vederli estromessi dalla Pubblica
Amministrazione, sono "sinceramente preoccupati" del loro futuro
(Emma Marcegaglia a inizio dicembre e il 24.12 sul Corriere), chiedono
ammortizzatori sociali per alleviarne le pene (Epifani e Bonanni in
TV dai primi di dicembre).

C’è chi fa di più. Scopre che
esistono, pronunciando il loro nome in TV dopo averli ignorati per
anni (Berlusconi durante la conferenza stampa di fine anno, il
TG2 e il TG1 a partire da dicembre). E c’è ancora chi (il compagno
socialista Sacconi) per salvarli riscopre uno slogan degli anni
Settanta "Lavorare meno, lavorare tutti". Lo stesso che due mesi
fa cercava di convincerli a lavorare più ore, detassando gli
straordinari. Ieri nell’omelia in Vaticano anche il Santo Padre
interviene nella disputa chiedendo che il lavoro sia dignitoso e
subito i giornali titolano "Il Papa contro il lavoro precario".
Ora ci sono proprio tutti, illuminati d’improvviso dopo 15 anni di
silenzi, omissioni, complicità. In molti casi responsabili della
creazione di imprese concepite appositamente per moltiplicare lavori
senza tutele. Dalle cooperative di servizi inserite in ospedali e
fabbriche (Opus Dei, Lega Coop), dalle agenzie interinali diretta
emanazione di sindacati (Italia Lavora) alle mille forme e nomi in
cui è stato polverizzato il lavoro.

San Precario perdona a tutti i loro
peccati. Guai a chi in suo nome cercasse controproducenti vendette.
Ma perdonare non significa riabilitare chi ha fallito. Se il
pentimento fosse sincero, i peccatori si ritirerebbero,
scomparirebbero per la vergogna, rinuncerebbero a tutte le cariche
per espiare le loro colpe. E invece, noi precari dobbiamo ancora
sopportare questi volti superbi. Queste sopracciglia innalzate. Si
comportano come se la loro incapacità non fosse stata dimostrata. Le
lacrime da coccodrillo mascherano la bramosia di potere. Vorrebbero
rimanere al timone della nave, la Repubblica Italiana, che hanno condotto alla
deriva con manovre sconsiderate. Dov’erano nel 1996 quando venne
legalizzato il caporalato e l’indegna compravendita dei lavoratori
(Legge Treu)? Dove si trovavano costoro nel 2000 quando i discepoli
del Santo iniziarono a denunciare il ricatto del reddito a
singhiozzo? E nel 2001 quando il sangue e le lacrime precarie caddero
sulle strade di Genova, a Bolzaneto e alla Scuola Diaz?

Non sono gli stessi che cercarono di
zittire gli apostoli di San Precario a Roma nel 2004? Sono loro, che
tuonavano contro ‘i sovversivi’ quelli che ‘incitavano al
furto’ da fuori i supermercati. Colpevoli di un grave crimine:
"Responsabilità oggettiva".

Quando in migliaia gridavamo aiuto,
durante le May Day Parade nel 2005 e nel 2006, loro erano a godersi
il week end lungo. A farsi il lifting in qualche beauty farm.

La loro responsabilità è soggettiva e
non sarà un tribunale a condannarli ma il tempo, un giudice ben più
severo e inappellabile.

Dal Vangelo Secondo San Precario:

"E verrà il giorno in cui chi vi ha
ricattato vi porgerà la mano. Chi vi ha negato la maternità per un
misero reddito chiederà la vostra collaborazione. Chi vi ha
umiliato, affittato, ingannato, giurerà di aver obbedito agli
ordini. Chi legittimava pratiche vergognose invece di difendervi,
dirà che non poteva fare altrimenti. I demoni della precarietà
amano travestirsi da vergini immacolate quando arriva il Castigo.
Ovunque sorgeranno falsi messia che useranno le mie parole per farvi
desistere. In verità vi dico amate quel momento. E’ il segno
dell’inizio. La prova per quelli che credono in me. Useranno tutti
i mezzi dei demoni. Fiaccheranno il vostro ardore prima con lusinghe
e doni. Poi con minacce, torture e aggressioni. Faranno di tutto per
soffocare la Verità. Ma voi rimanete uniti anche nelle sofferenze.
Siate forti. La vostra solidarietà è l’arma che li sconfiggerà e
la luce tornerà a splendere radiosa sul futuro per mezzo del
sacrificio.
"
Parola di San Precario

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