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Santa Vittoria delle lavoratrici contro la SEA.

logosea.gifL’odissea
legale è finita: al Tribunale di Busto la SEA si impegna a
ri-trasferire le ragazze a Malpensa entro fine anno ed a riconoscere
loro lo stesso trattamento economico/normativo previsto per i
lavoratori di Malpensa a tempo indeterminato.

Immaginate ben cinque anni di contratti rinnovati: nel 2005
l’undicesimo rinnovo si rivela beffardo. La Sea Holding, a
Malpensa, che per gestire i servizi aeroportuali lombardi ha
incamerato miliardi in denaro pubblico, "scarica" diciassette
persone – 28 anni come età media, alcune laureate, hostess di
terra, addette al check-in, che rimangono nella stessa mansione nello
stesso posto di lavoro ma alle dipendenze di una agenzia interinale.

La Sea si è garantita per anni
le stesse prestazioni dei lavoratori a tempo indeterminato senza
assumersene gli oneri, e ha di fatto reso impossibile ogni
rivendicazione ed ogni conflitto.

Tutto ciò avrebbe abbattuto
chiunque ma non le 18 ragazze, ribattezzate Sea-Girls che dopo aver
cercato invano tutela presso diverse sigle sindacali macinando decine
di chilometri si sono presentate al punto San Precario di Via della
Pergola, a Milano.

Lunedì 13 marzo 006 il Santo protettore dei precari è
apparso al tribunale di Busto Arsizio ed i giudici hanno dichiarato
illegittimi i contratti a termine ed ha riconosciuto le ragioni di
una ventina di lavoratrici, ordinando risarcimenti e reintegrazione
sul posto di lavoro.

Vittoria!! Reintegrate!!!! – così sembrerebbe. Ma la
reazione dell’azienda non si fa attendere. Da Malpensa vengono
trasferite a Linate, decine di chilometri in linea d’aria, un
centinaio e più chilometri sulle strade di mezza Lombardia.
Ogni giorno, ogni maledettissimo giorno.

La tenacia non manca a queste ragazze e con l’aiuto della rete
di San Precario riprendono i ricorsi contro la S.E.A per mobbing e
discriminazione, ma soprattutto si mettono in campo strategie di
disturbo "nuove" : incursioni gaudenti all’aeroporto di Linate
improvvise e fulminee , si espongono striscioni proprio di fronte ai
check in – vietatissimo ! – si distribuiscono volantini in zone off
limits. Un manipolo di ragazze osa pure occupare simbolicamente la
sala Vip utilizzando -sfacciate !- la telefonia interna per
interloquire coi responsabili delle relazioni industriali della Sea.

Tutto ciò crea nervosismo nei vertici Sea visto che, così
dicono loro stessi, azioni del genere rompono gli schemi concordati
del conflitto che hanno reso l’agire sindacale prevedibile e poco
efficace e che, aggiungiamo noi, hanno di fatto reso degli aeroporti
un territorio selvaggio di crescente precarizzazione.

Oggi l’odissea è finita,
l’azienda tratta: al Tribunale di Busto la SEA sottoscrive i
verbali di conciliazione e si impegna a ri-trasferire le ragazze a
Malpensa entro fine anno, in tre scaglioni, e si impegna nel
riconoscere loro lo stesso trattamento economico/normativo previsto
per i lavoratori/ci di Malpensa a tempo indeterminato.
Le ragazze hanno rinunciato ad ogni pretesa nei confronti
della società, mentre dalla parte aziendale, proseguono i
legali delle Sea Girls, «la società avrebbe deciso di
cambiare atteggiamento nei loro confronti dopo il cambio che c’è
stato alla direzione delle risorse umane. La rappresentate SEA ha
inoltre fatto riferimento alla necessità di riallacciare i
contatti con i sindacati in ragione della vicenda Alitalia». E’
degno di che il cambio di registro nelle relazioni fra azienda e
sindacati venga annunciato alla chiusura di un l’accordo con il
punto san precario.

La vittoria giudiziaria è doppiamente importante.

I contratti precari per "picchi stagionali" di dieci mesi
all’anno sono la regola in tutti gli aeroporti ; da anni in SEA
Handling il lavoro precario ha proporzioni vergognose e non permette
tutele, è il libero sfruttamento di lavoratori e lavoratrici
"usa e getta ", senza diritti e sotto continua minaccia, in
condizioni di sicurezza non adeguate.

Per questo la sentenza potrebbe
costituire un precedente di grande rilevanza giuridica sindacale: i
«precarizzatori» sono avvisati.

Punto
San Precario Evolution, Spazio della cospir/azione precaria.

Per
contatti chainworkers@ecn.org,
info@sanprecario.info.
Tel 3383762788

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