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SGP 3.0: Workshop Terzo Settore

I coordinamenti di lavoratori/operatori/operai del sociale di Bari e Napoli propongono l’organizzazione di un tavolo di discussione che si confronti sulle attuali condizioni di chi quotidianamente lavora nei servizi sociali e sanitari.

Il terzo settore, macchina di produzione di servizi, risente come tutti gli altri ingranaggi produttivi dei tagli e della riduzione di risorse finanziarie da parte dei Governi. La crisi del sistema finanziario è anche crisi del Welfare che si traduce in peggioramento delle condizioni lavorative di chi opera nelle diverse organizzazioni siano esse sociali, sanitarie, culturali.

Ritardi geologici delle retribuzioni, salari congelati, tempi di lavoro prolungati, massima precarietà e licenziamenti sono gli effetti che accomunano tutti i lavoratori, compresi quelli del terzo settore.


I tagli al
Fondo nazionale politiche sociali (FNPS) in l’Italia rasenteranno l’80% nel 2012 e ciò determinerà una ulteriore scossa per le nostre già super precarie vite.

La situazione degenera a livello europeo e non solo:

Gran Bretagna: il Governo ha annunciato la soppressione di 500.000 posti di lavoro nel pubblico impiego, un taglio di sette milioni di sterline nel welfare, aumenti di tre volte delle tasse universitarie ecc…;

Irlanda: il Governo sta riducendo di più di un euro il salario orario minimo e le pensioni del 9%;

Portogallo: i lavoratori stanno affrontando una disoccupazione record;

Spagna: il socialistissimo Governo taglia brutalmente assegni di disoccupazione, l’assistenza sociale e sanitaria;

Francia: lo Stato continua nello smantellamento delle condizioni di vita e dopo le pensioni attacca la sanità;

Germania: l’accesso all’assistenza sociale diventa sempre più difficile e lo Stato taglia i benefit per disoccupati e precari;

Grecia: salari congelati, disoccupazione alle stelle e lo Stato esige sacrifici impossibili da parte dei lavoratori;

Stati Uniti: disoccupazione crescente, tasso più alto raggiunto negli ultimi cinque anni. Il Wisconsin lancia i primi segnali d’allarme;


Nord Africa e Medio Oriente si rivoltano rispetto all’insopportabilità della vita che questo sistema produce.

Mai come oggi lavoratori precari o futuri precari del sociale sono chiamati ad unire le loro forze per confrontarsi su strade da percorrere e strumenti di lotta di cui dotarsi per migliorare le loro vite.

Alcuni di noi hanno già iniziato ad incontrarsi: lavoratori del socio-sanitario di Bari, Napoli, Bologna, hanno avuto modo di confrontarsi rispetto alle diverse situazioni locali degenerate e in corso di accelerata disgregazione. E’ necessario allargare la rete e lanciare una piattaforma condivisa a livello nazionale per la ricomposizione di un blocco sociale che sappia imporre la sua direzione alle scelte governative.

Aspettiamo adesioni e proposte…