Molto probabilmente fallirà il COP15 di Copenhagen, anche se alla fine usciranno dichiarazioni possibiliste circa un accordo che richiama Kyoto, ma senza l’enfasi dimostrata dai capi di stato e di governo dodici anni fa.
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Molto probabilmente fallirà il COP15 di Copenhagen, anche se alla fine usciranno dichiarazioni possibiliste circa un accordo che richiama Kyoto, ma senza l’enfasi dimostrata dai capi di stato e di governo dodici anni fa. Domenica 22 novembre 2009 -Dalle 10 alle 17 – Milano, via Pichi 3 (MM Porta Genova – ex spazio Mimesis) L’anno scorso durante la Mayday, il primo maggio dei precari e delle precarie, è avvenuto un fatto gravissimo: una violenza sessuale ai danni di una ragazza. Le violenze avvengono in casa, avvengono sul lavoro, avvengono ovunque, e nemmeno i nostri luoghi ne sono immuni. Ha fatto scalpore sui giornali italiani il dato reso noto dall’Ocse a fine giugno: l’Italia spende in previdenza il 14% del Pil, quasi il doppio rispetto ai paesi concorrenti. Si è subito scatenata la corsa a reclamare una nuova riforma (sarebbe la quarta in pochi anni).
Quest’anno la Mayday di Milano ha esondato come un fiume in piena. E’
Azienda. Appalto. Taglio dei costi. Sicurezza autocertificata. Precario. Morto.
La vicenda di Sarroch è troppo simile a quelle di Molfetta, Concorezzo, Dalmine e di molte altre dove sono morti precari. Troppe. Qual è la tragica fatalità di cui parlano quasi tutti i giornali e le tv in coro? Se fosse un fatalità non sarebbe La Regola che insanguina il lavoro. Un’equazione matematica. La maggioranza dei morti sono precari.
Mercoledì 13 maggio uomini e donne, nativi e migranti, si sono dati appuntamento davanti alla Prefettura di Milano per protestare contro l’imminente approvazione del pacchetto di sicurezza.
MILANO – 23 MAGGIO 2009MANIFESTAZIONE NAZIONALE
E’ passato più di un anno dalla notte parigina in cui Milano si è aggiudicata l’Expo 2015. Il 9 aprile 2009, giusto in tempo per la registrazione all’Esposizione Universale, mancata la quale la nomina di Milano expo 2015 decadrebbe, è stato designato il nuovo consiglio di amministrazione di EXPO spa, la società cui spetta l’organizzazione del prestigioso evento. Il braccio di ferro tra gli azionisti per il controllo della società è stato durissimo. Silvio Berlusconi, che in un primo momento aveva dato carta bianca al Sindaco Moratti per l’organizzazione societaria, si è poi arreso alla somma di poteri che tiravano il suo doppiopetto. In primis, il suo ministro del Tesoro, Giulio Tremonti , che con la Moratti non ha mai avuto un buon rapporto e una buona parte del Pdl, che per ovvi motivi preferiva un uomo politico; seguiti da Roberto Formigoni, Presidente della Regione, a cui poco piaceva l’idea di un uomo troppo vicino agli interessi di Palazzo Marino; infine la Lega, che auspicava fosse un suo uomo ad occupare una posizione decisionale nell’evento Lumbard per eccellenza. La lotta, senza esclusioni di colpi, si è conclusa con una sconfitta del Sindaco Moratti, che ha dovuto rinunciare al suo favorito, Paolo Glisenti. Lo racconta lui stesso in un’intervista rilasciata all’Espresso. E’ bastata una telefonata, il veto del governo e la richiesta di toglierlo di mezzo. Lui e il Sindaco volevano persone capaci scelte per il curriculum, più che per la fedeltà politica. Ma la logica che ha prevalso è stata quella del potere. Glisenti, 57 anni, giornalista , dirigente d’azienda ed ex Responsabile delle relazioni Istituzionali del Comune di Milano, è stato il fido braccio destro del Sindaco durante l’avventura progettuale di Expo ed erano davvero in pochi a pensare che proprio il papà della creatura Expo, sarebbe stato estromesso dall’affare. Invece, proprio nel corso dell’ultima riunione, gli azionisti di Expo spa (Il Tesoro possiede il 40%, Comune e Regione il 20%, Provincia e Camera di Commercio il 10%) hanno archiviato definitivamente la candidatura di Glisenti ed eletto Lucio Stanca, nuovo amministratore delegato. Il Nuovo consiglio di amministrazione è ora così ripartito: Diana Bracco, Presidente della società, a rappresentare la camera di commercio; Leonardo Carioni al posto di Angelo Provasoli, a rappresentanza del Ministero del Tesoro; Paolo Alli per la Regione Lombardia e Enrico Corali per la provincia. Stanca, ex ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, assume la doppia carica di amministratore delegato e vice presidente della società. Sulla carta, rappresenta il Comune, ma fondamentalmente è un uomo del Governo. Eletto alla Camera dei Deputati nelle liste del Pdl, ora la sua situazione di neo amministratore delegato è al vaglio della commissione per le Elezioni della Camera. Se quest’ultima non decreterà l’incompatibilità delle due cariche, l’Onorevole Stanca dovrà faticosamente dividersi tra Roma e Milano. La concentrazione di cariche e i compensi da capogiro hanno alimentato in queste settimane i malumori e critiche in ogni ambiente politico: dal Consiglio Comunale e finanche dal centrodestra. Intanto, notizia dell’ultima ora, Stanca starebbe preparando la nuova squadra Expo, senza tuttavia consultare Letizia Moratti e Diana Bracco. Segno di un’autonomia gestionale che la dice lunga sul peso decisionale dell’azionista di maggioranza e di quanto sia lontana l’affermazione del Sindaco che “l’Expo è di Milano e dei milanesi.”. In occasione della EuroMayday009 ecco in edizione straordinaria un nuovo numero della free&free press precaria City of Gods |
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