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Stati Generali della Precarietà 4.0

C.S.O.A Officina 99 – via Carlo di Tocco – Gianturco – Napoli

Mentre a Roma si gioca l’enorme partita della riforma del mercato del lavoro che vede tra i grandi esclusi i precar@ la Rete degli Stati Generali della Precarietà torna a incontrarsi a Napoli per una serrata due giorni di workshop e dibattiti che non possono che avere la precarietà come tema centrale.

Non certo la precarietà come strano animale da analizzare, o la precarietà come parola di moda con la quale infarcire astratti ragionamenti o vuote proposte politico-sindacali, bensì la precarietà come elemento caratterizzante delle vite di milioni di persone a partire da coloro che animano gli Stati Generali della Precarietà e da chi le lotte le sta facendo portando alla due giorni le loro esperienze, la precarietà conosciuta nelle decine e decine di interventi nei luoghi di lavoro precario, laprecarietà vissuta da coloro che si rivolgono ai Punti San Precario per agire legalmente contro i precarizzatori. E’ il Punto di Vista Precario

 

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Lettera aperta al governo sul mercato del lavoro

Caro
Mario Monti e Ministri Tutti,

A marzo regalerete la riforma del mercato del lavoro mentre avete rimandato al 2013 il riordino del sistema iniquo e arretrato degli ammortizzatori sociali.
Il pacco Monti-Fornero  è un passaggio fondamentale nelle politiche di flessibilizzazione realizzate negli ultimi due decenni. I progetti alla base della riforma provengono tutti e tre dal Partito Democratico – Ichino, Damiano, Nerozzi alias Boeri – e sono un esempio di “ingegneria normativa” che porterà a 47 il numero di tipologie contrattuali utilizzate nella giungla della precarietà. Tutto cambia perché niente cambi, soprattutto per i precari.

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Oltre il 15 ottobre: per riprendere il cammino

 In un panorama stantio come quello italiano non stupisce che il manifestarsi, a volte confuso, di nuove istanze e di nuovi attori sociali generi il panico nelle organizzazioni tradizionali e la confusione nei movimenti legati a forme tradizionali di conflitto. Non a caso questa data nasce fuori dall’Italia, dalle acampadas spagnole figlie della crisi mondiale che sta mostrando tutta la fragilità del vecchio continente e l’inconsistenza dei singoli governi. “que se vayan todos!” gridano da Madrid a New York.

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15 ottobre giornata globale contro l’austerity: dal diritto all’insolvenza allo sciopero precario

[vimeo]http://vimeo.com/30404181 [/vimeo]Il 15 ottobre è stata lanciata una giornata, a carattere europeo, di mobilitazione contro l’austerity e le politiche neoliberiste, assunte come strategiche dalla Commissione europea e dalla BCE e peraltro responsabili dell’ultimo pesante ciclo di crisi globale e finanziaria che le banche e le grandi lobby hanno scatenato contro la cittadinanza tutta.
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I precari di tutta Italia a Bologna per preparare il loro primo sciopero generale

da Il Fatto Quotidiano / Emilia Romagna – 25 settembre 2011

Hanno organizzato gli stati generali er parlare delle esperienze e di come muoversi, anche dal punto di vista legale. “Siamo qui per far sentire la nostra voce. Anche a rischio di perdere il lavoro”
Una riunione che doveva essere informale, ma che alla fine si è trasformata in un’assemblea aperta: così si è aperta la due giorni degli Stati Generali, per organizzare il primo sciopero precario, previsto per il 15 ottobre prossimo.  Al Vag61, in via Paolo Fabbri, a Bologna, ragazzi provenienti un po’ da tutta Italia si sono trovati per discutere di precariato, per raccontarsi le proprie esperienze, come sportelli san precario, risorsa per chi un contratto stabile e sicuro non ce l’ha.

Prima dieci, poi una cinquantina di persone si sono sedute in cerchio, come alle assemblee d’istituto  in una scuola, e hanno parlato a turno di ciò che accade nella loro città e di come cambiare le cose a poco a poco in tutto il Paese. Perché essere precari non è solo una condizione lavorativa, ma è anche uno stato esistenziale spesso rifiutato, che coinvolge tutte le fasce d’età e che tende a isolare gli individui, allontanandoli dalla rete sociale.

Un pomeriggio di workshop e di riflessione in preparazione alla giornata di oggi, la Costituente vera e propria, istituita per organizzare il grande sciopero in tutta Italia.

Molti i temi già discussi. Primo fra tutti la necessità di stabilire una rete solida nel territorio italiano, di creare una sintonia che si traduca in una maggiore efficienza delle iniziative portate avanti. Poi si è parlato di battaglie, di sconfitte e di vittorie, di come la voglia di giustizia di chi è sfruttato si possa trasformare in partecipazione e conflitto, di come, per cambiare le cose, sia necessario denunciare e informare. “Perché l’ignoranza è sempre un’arma che si rivolge contro chi la impugna”.

Il progetto degli Stati Generali è nato nell’ottobre del 2010 e in questi mesi ha subito un’espansione vertiginosa, portando alla nascita di Punti san precario in sempre più città e regioni.

Milano, Roma, Bologna, Genova, Perugia, Caserta, Livorno, Bari. Sono solo alcune delle città rappresentate, solo alcuni dei luoghi dove la rete contro il precariato si è stabilita, fornendo un supporto a tutti coloro che questa condizione la subiscono.

Un supporto legale, pro bono, ma anche politico, una consulenza atta a spiegare al lavoratore quali siano le sue possibilità di rivalsa, quali siano i suoi diritti.

“Spesso” racconta Massimo Laratro, avvocato del punto san precario di Milano, “i giovani sono così abituati all’idea di essere precari, e del lavoro precario in generale, che quando vengono espulsi da una realtà, da un circuito lavorativo, pensano sia normale. Noi spieghiamo loro come muoversi”.

E la popolazione ha risposto a questa iniziativa con grande entusiasmo. Perché la zona grigia che è il precariato esclude spesso da quelle forme di tutela e di supporto che esistono oggi, e a volte c’è un vuoto da riempire che non è solo legale, ma anche politico e sindacale.

“Solo nel 2011, da gennaio a oggi”, racconta l’avvocato Laratro, “abbiamo seguito più di 150 vertenze legali. Ma il lato giuridico è un aspetto marginale di ciò che facciamo. Oggi bisogna dare coraggio ai lavoratori, per uscire dall’isolamento che questa condizione crea. Noi forniamo gli strumenti affinché le persone si organizzino nella loro realtà professionale, ma alla fine sono loro gli attori”.

Ciò che san precario vuole, ciò per cui lotta e scenderà in piazza il 15 ottobre, non è solo la mobilitazione dei precari, ma l’elezione del precariato come tema dominante dello sciopero. Il precariato inteso come male a cui serve una cura, una terapia fatta di un welfare più vicino agli standard europei, del diritto all’insolvibilità in tempo di crisi, di una politica che non sia di austerity, ma di crescita e di una moneta come bene comune, e non riservata alle oligarchie economiche.

“Noi non chiediamo molto”, continua Laratro, “ma senza maggiori risorse i precari continueranno a essere ricattati, e sotto ricatto non potranno rivendicare i loro diritti”.

L’Assemblea Costituente di oggi, a Bologna, sarà aperta a tutti, sindacati, movimenti, associazioni, cittadini. A tutti coloro che vorranno partecipare all’organizzazione dello sciopero precario, che vorranno “promuovere un’ideologia basata sul cambiamento, su una trasformazione che deve avvenire sia dentro sia fuori dalla sfera del lavoro”. Perché, ricordano i ragazzi seduti in riunione, “anche se è difficile per un precario scioperare e far pesare la propria assenza, pur rischiando di perdere il posto, se ci si organizza a rete, se tutti i precari incrociano le braccia, forse qualcosa può cambiare”.

di Annalisa Dall’Oca

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/25/i-precari-di-tutta-italia-a-bologna-per-preparare-il-loro-primo-sciopero-generale/159847/