Sembrerebbe....ma no

A leggersi il titolo della recensione su il sole24, di gianfranco Fabi leggi qui del nuovo libro di Treu e Ceruti, Organizzare l’altruismo, verrebbe subito da esclamare: perbacco!  “Vietato illudersi: un nuovo welfare per il dopo crisi”.  Niente di più e niente di meno: il problema e la soluzione in una frase. Per dare un taglio alla crisi è necessario ridare dignità al welfare. E’ chiaro, o per lo meno lo sembra. Addentrandosi invece nella lettura cotanto stupore si tramuta subito in delusione. Certo, questo testo vuole essere una recensione del libro sopra citato, eppure non sembra esserci niente di significativo. In pratica si afferma che



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Vietato illudersi: un nuovo welfare per il dopo crisi

di Gianfranco Fabi, da il sole24 ore

C’è una tentazione e insieme un’illusione nel guardare al futuro dell’economia e della società dopo la grande crisi degli ultimi mesi. L’illusione è quella di pensare che, prima o poi, tutto tornerà come prima e la tentazione che ne deriva è quella di aspettare perché, prima o poi, non potrà che rimettersi in moto il ciclo virtuoso dei consumi e quindi della produzione, dell’occupazione, della ricchezza.


Purtroppo non sarà così. È verosimile, nonostante tutte le exit strategy, non solo che sarà molto lungo il cammino per tornare ai vecchi livelli di crescita, ma anche che non mancheranno le tensioni sul fronte degli equilibri sociali con un preoccupante aumento delle disuguaglianze e con una disoccupazione destinata a rimanere a lungo su livelli particolarmente alti. All’interno dei singoli paesi appare così evidente la necessità di trovare nuovi equilibri di giustizia sociale: non a caso, proprio negli Stati Uniti un osservatore attento quale Paul Krugman ha spesso indicato come un elemento anomalo la scomparsa dei ceti medi e quindi l’aumento delle distanze tra i ricchi e i poveri.

Prendere atto della crisi vuol dire accettare di rimettere in discussione vecchi modelli e consolidate certezze. Lo mette in risalto il libro Organizzare l’altruismo, scritto da Mauro Ceruti e Tiziano Treu, che ha l’ambizioso sommario «globalizzazione e welfare» e pone in primo piano la necessità di tener conto che «lo sconvolgimento degli scenari globali impone di rimettere in discussione compiti e strutture del potere pubblico statale, della politica e della partecipazione democratica».

È ormai evidente che gli effetti della crisi non riguardano solo gli equilibri del sistema economico, ma toccano da vicino anche l’incapacità della teoria economica di spiegare il presente e soprattutto di interpretare il futuro. Anche perché al tradizionale concetto di rischio, in qualche modo prevedibile e calcolabile, si è affiancato quello d’incertezza, maggiormente legato alla fragilità e all’instabilità. Ma mentre il rischio fa parte, anzi è un elemento costitutivo del mercato, l’incertezza è tale da mettere in crisi sia i meccanismi della domanda e dell’offerta, sia quella fiducia negli altri e nel futuro che costituisce un elemento fondamentale dello stesso mercato.

Ecco allora che un cambio di prospettiva appare fondamentale. Ma non solo per migliorare le garanzie e quindi aumentare l’affidabilità dei sistemi di welfare, ma anche per dare al mercato la possibilità di funzionare meglio e quindi di riprendere a creare la ricchezza necessaria a finanziare efficaci e razionali politiche redistributive.

Il nostro stato sociale deve fare un salto di qualità, ad esempio, affrontando la necessità di rimediare alla grande insufficienza degli ammortizzatori sociali per i quali la spesa è pari a un terzo della media europea, lasciando peraltro scoperte proprio le categorie di lavoratori più precarie. Ma dovrebbe anche riscoprire valori come quello della partecipazione dei lavoratori al capitale delle imprese, un valore per troppo tempo sacrificato sull’altare di una conflittualità considerata dal sindacato un elemento qualificante dell’impegno sociale.

Dicci che Welfare vuoi e ti diremo chi sei :)

Scegliendo dieci diritti, proprio quelli che consideriamo essenziali, fondamentali, imprescindibili possiamo disegnare un welfare nuovo, moderno capace di disincantare le incertezze e i ricatti che ci rendono schiavi della voracità delle imprese. La nostra precarietà è il loro profitto. Disegna il welfare che c’è in te!

http://welfare.sanprecario.info/gioca.php

Eh sì, proprio così, l’idra precarizzatrice ha molte teste e molti modi di ferire ed infierire ma statene pur certi: il suo scopo è quello di impedirci di scegliere, di rifiutare un pessimo  lavoro, di mandare a fanculo chi ci chiede troppo e vuole darci troppo poco. Quindi parlare oggi di reddito, diritti e cittadinanza (che per noi sono il welfare) significa parlare di scelta e di conflitto. Ma qual è il welfare che vogliamo ? Noi una piccola idea ce la siamo fatta ma è solo una bozza

Segui le iniziative  e le mobilitazione che d’ora in poi si susseguiranno incessantemente

stay tuned

operazionewelfare.noblogs.org

welfare.sanprecario.info

norma salva-Atesia: cocopro fregati! Un commento a caldo

Questo dimostra come l’utilizzo fraudolento dei decreti legge per aggirare le norme precedenti sia oramai prassi: in materia di giustizia, elezioni, lavoro ma non solo. E’ chiaramente l’impianto complessivo a fare acqua da tutte le parti. Il pacco Treu e la legge (dei) 30 (denari) si dimostrano per quello che sono e che volevano essere: non una riforma del lavoro, come qualche buontempone ci voleva fare credere, ma lo smantellamento complessivo dell’impianto giuridico che ha regolato i difficili equilibri fra capitale e lavoro dagli anni settanta. Un’impianto giuridico che sosteneva ed era sostenuto da una particolare idea di civiltà, che ci piacesse o no, che affermava che il profitto delle aziende e gli interessi dei lavoratori potessero comunque trovare un’accordo.


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Prossimi appuntamenti per le schedine Welfare for life

Ecco qui alcuni appuntamenti in cui i nostri strilloni distribuiranno le orami mitiche schedine di Welfare-for-life:

Sabato 6 marzo in piazza Duca d’Aosta (più prosaicamente Stazione Centrale) a MILANO durante il no-razzismo-day.
Sabato 6 marzo +domenica 7 marzo a BOLOGNA durante l’iniziativa GeneRalmente (il programma su precaria.org) e la sera del 7 al Lokomotiv a BOLOGNA alla festa del Sexyshock.
Lunedì 8 marzo – festa della donna – ci troverete alla Libreria delle Donne in via Pietro Clavi al 19, MILANO!
Dove si dibatterà di… reddito e lavoro, naturalmente.

Stay Tuned e come dice il mio personal trainer: che il welfare sia con voi!

Come si gioca a welfare for life

Reddito, diritti e cittadinanza per tutti e tutte! Partecipare a Welfare for life è semplice.

Presentati alle giornate di festa e mobilitazione (a Bologna domenica 7 marzo; a Milano domenica 21 marzo, poi vi diremo dove come e perché) con il tagliandino compilato e potrai vincere uno dei magnifici premi in palio. Se non riesci a venire puoi partecipare alle estrazioni che faremo online: seguici su Facebook e Twitter. Si estrae il NUMERONE, il numero progressivo stampato sulla schedina.

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Arriva Welfare for life!

Siamo precarie e precari, operai, migrantes, creative, siamo la generazione che paga la ricchezza d’Italia e che dall’Italia riceve solo briciole a progetto. Abbiamo lanciato una campagna per discutere, chiedere e reclamare un welfare moderno, adatto alle trasformazioni del lavoro.

La nostra idea, che lanciamo in rete e vogliamo tradurre in iniziative e manifestazioni nel Paese, si chiama Welfare for life. È un gioco, ironico ma serissimo su quanto abbiamo bisogno di nuovi diritti: accesso ai saperi e alla rete, mobilità, continuità di reddito tra un contratto e l’altro, casa, formazione.

Oggi Welfare for life è un sito internet ma anche un gruppo Facebook e un Twitter per informarci e discutere con chiunque voglia partecipare. Ed è anche un concorso a premi: tra poche settimane cominceremo a estrarre i primi premi abbinati ai biglietti di Welfare for life. A proposito, cerchiamo premi da distribuire! Scriveteci a info@sanprecario.info se avete qualcosa da regalare al nostro concorso.
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WELFARE FOR LIFE, Volantino

(Volantino in distribuzione e affissione presso gli uffici del Comune di Milano. Per organizzare l’attacchinaggio maila a liberamilano@libero.it.)

Nell’area metropolitana milanese 7 nuovi contratti su 10 non sono, e non saranno mai più a tempo indeterminato. Contratti a progetto, partite IVA a 1000 euro nette, tempi determinati, soci di cooperativa, interinali, stagisti, stanno diventando la maggioranza dei lavoratori.
Un conteggio che, purtroppo, non tiene conto delle migliaia di lavoratori in nero.

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Quando è la Corte nazionale tedesca ad essere innovativa..

Corte tedesca

Il Tribunale costituzionale tedesco, la più illustre ed ascoltata Corte  nazionale del vecchio continente,il 9.2.2010 ha dichiarato il cosiddetto “ sistema Hartz IV”- che raggruppa gli aiuti sociali e gli assegni di disoccupazione voluto dal cancelliere Schröder nel 2005 – in parte
incostituzionale in quanto il sistema di sussidi previsti viola l’art. 1 e l’art. 20 della Costituzione tedesca, che recitano –rispettivamente- “

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Le venti Italie della spesa regionale

Repubblica.it – 9 febbraio 2010

Dall’analisi della Ragioneria generale emerge un quadro sconcertante: differenze macroscopiche nella spesa per abitante, non di rado senza relazione con la qualità dei servizi offerti ai cittadini