Precariahttps://www.precaria.org cospira precarioMon, 22 Jun 2015 09:54:52 +0000it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.1Chi (NON) lavora ad Expo?https://www.precaria.org/chi-non-lavora-ad-expo.html https://www.precaria.org/chi-non-lavora-ad-expo.html#commentsMon, 22 Jun 2015 08:27:51 +0000http://www.precaria.org/?p=37363Dal lavoro “volontario” ai licenziamenti per la “sicurezza”, un viaggio tra le anomalie promosse dal sistema Expo.

Casa in Movimento Via Neruda 5 – Cologno Monzese (Mi)

dalle 19.30 – aperitivo conviviale. dalle 21.00 – Incontro di informazione, approfondimento e riflessione. Interventi di:

– Roberto Maggioni, giornalista di Radio Popolare – campagna Io Non Lavoro Gratis Per Expo – Lavoratori esclusi da Expo – Rete San Precario – Collettivo Off Topic

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chi non lavora ad expoDal lavoro “volontario” ai licenziamenti per la “sicurezza”, un viaggio tra le anomalie promosse dal sistema Expo.

Casa in Movimento
Via Neruda 5 – Cologno Monzese (Mi)

dalle 19.30 – aperitivo conviviale.
dalle 21.00 – Incontro di informazione, approfondimento e riflessione. Interventi di:

– Roberto Maggioni, giornalista di Radio Popolare
– campagna Io Non Lavoro Gratis Per Expo
– Lavoratori esclusi da Expo
– Rete San Precario
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L’ordine pubblico di Expohttps://www.precaria.org/lordine-pubblico-di-expo.html https://www.precaria.org/lordine-pubblico-di-expo.html#commentsFri, 05 Jun 2015 07:54:39 +0000http://www.precaria.org/?p=37350Alcune decine di lavoratrici e lavoratori si sono visti negare i pass per lavorare all’Esposizione Universale EXPO di Milano dopo essere stati assunti regolarmente con contratti precari, a seguito di segnalazioni della questura di Milano.

Invitiamo tutte e tutti a sottoscrivere questo appello e comunicato per denunciare tale violazione che può costituire un grave precedente al pari dell’adozione del lavoro non pagato.

La notizia di questi giorni, riportata dalle più importanti testate giornalistiche del paese, è che alcuni lavoratori, circa un centinaio, sono stati licenziati e/o allontanati da EXPO, perché la Questura di Milano avrebbe dato parere negativo circa

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logo-santo-coloratoAlcune decine di lavoratrici e lavoratori si sono visti negare i pass per lavorare all’Esposizione Universale EXPO di Milano dopo essere stati assunti regolarmente con contratti precari, a seguito di segnalazioni della questura di Milano.

Invitiamo tutte e tutti a sottoscrivere questo appello e comunicato per denunciare tale violazione che può costituire un grave precedente al pari dell’adozione del lavoro non pagato.

La notizia di questi giorni, riportata dalle più importanti testate giornalistiche del paese, è che alcuni lavoratori, circa un centinaio, sono stati licenziati e/o allontanati da EXPO, perché la Questura di Milano avrebbe dato parere negativo circa l’accesso di queste persone all’interno degli spazi dedicati ad EXPO.
Dalle notizie circolate, è emerso che le società presenti all’interno della zona dedicata a EXPO avrebbero consegnato alla società EXPO s.p.a. i nominativi delle persone che avrebbero poi lavorato all’interno di questo spazio durante la manifestazione espositiva. Alla metà di aprile Expo s.p.a. avrebbe poi girato questi nominativi (circa settemila) alla Questura di Milano per verificare la pericolosità sociale di tali persone.
Ad esito di tale verifica, la Questura avrebbe emesso un parere negativo (a detta della stessa non vincolate) relativamente alla possibilità di talune di queste persone di poter accedere e quindi lavorare all’interno dello spazio dedicato alla manifestazione espositiva.

Allo stato non è dato sapere le motivazioni su cui si fonda il parere della Questura di Milano.
Tuttavia, posto che alcune di queste persone non hanno carichi pendenti né processi in corso, è presumibile che tali pareri si fondino su una inammissibile valutazione dell’appartenenza politica, ovvero del diritto di critica e di espressione dei singoli.
Il fatto che tale vicenda sia avvenuta durante EXPO non ne riduce la gravità.
Ciò che è invece inaccettabile è che, specie in un periodo di rilevante compressione dei diritti del lavoro ed al lavoro, l’eventuale incontro tra domanda e offerta di lavoro e di reddito debba addirittura essere demandato ad un organo di polizia ed al giudizio che lo stesso organo possa dare sull’opinione politica del lavoratore interessato, così da aversi in sostanza, un mercato del lavoro non atto ad includere, con la dovuta stabilità, tutti coloro i quali hanno diritto a garantirsi reddito, ma atto ad escludere tutti coloro i quali siano ritenuti non congrui alla partecipazione alla vita sociale del paese.
Quanto accaduto determina la sospensione dello stato di diritto e viola i principi cardine della carta costituzionale.
Ed è per questo motivo che San Precario chiede di sottoscrive questo appello perché quanto accaduto non solo non passi inosservato ma non debba più verificarsi.

La petizione

Prime adesioni:

San Precario
Cremaschi Giorgio, sindacalista portavoce di Ross@
Di Stefano Andrea, economista, direttore della rivista “Valori”
Domenici Viviano, giornalista e scrittore
Fumagalli Andrea, docente di economia dell’Università di Pavia
Giovannelli Giovanni, avvocato del lavoro
Giudici Roberto, sindacalista FIOM
Morini Cristina, giornalista saggista
Romano Roberto, ricercatore
Deputati Movimento 5 Stelle:
Capo gruppo Commissione Lavoro Cominardi Claudio
Chimienti Silvia
Ciprini Tiziana
Dall’Osso Matteo
Tripiedi Davide
Commissione Lavoro Senato
senatrice Capo gruppo Commissione Catalfo Nunzia
Paglini Silvia
Parlamentari di SEL:
Airaudo Giorgio
Bordo Franco
Duranti Donatella
Farina Daniele
Marcon Guilio
Melilla Generoso
Paglia Giovanni
Pellegrino Serena
Ricciatti Lara
Sannicandro Arcangelo
Zaratti Filiberto

 

contatti:
info@sanprecario.info

Il Fatto Quotidiano 4 guigno 2015
Il Manifesto 4 giugno 2015

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Il gigante nano e la precarietàhttps://www.precaria.org/il-gigante-nano-e-la-precarieta.html https://www.precaria.org/il-gigante-nano-e-la-precarieta.html#commentsWed, 03 Jun 2015 13:05:28 +0000http://www.precaria.org/?p=37344Il gigante (Expo) si sta muovendo da un mese, ma al di là del cancan più o meno prezzolato e dei primi dati di affluenza (1,9 milioni per Federalberghi, 2,7 milioni per Expo SpA) raggiunti a suon di scolaresche in gita e movida sottocosto, non molto sembra cambiato nella metropoli milanese.

Come ampiamente previsto Expo è stato un gigante di investimenti pubblici (3,2 miliardi, 0,2% del PIL), di cemento e, conseguentemente, di corruzione in perfetto stile italico. Per vedere gli effetti del debito occorrerà attendere un po’ di più. In maniera altrettanto prevedibile ha prodotto insignificanti

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expo_lenteIl gigante (Expo) si sta muovendo da un mese, ma al di là del cancan più o meno prezzolato e dei primi dati di affluenza (1,9 milioni per Federalberghi, 2,7 milioni per Expo SpA) raggiunti a suon di scolaresche in gita e movida sottocosto, non molto sembra cambiato nella metropoli milanese.

Come ampiamente previsto Expo è stato un gigante di investimenti pubblici (3,2 miliardi, 0,2% del PIL), di cemento e, conseguentemente, di corruzione in perfetto stile italico. Per vedere gli effetti del debito occorrerà attendere un po’ di più. In maniera altrettanto prevedibile ha prodotto insignificanti ricadute economiche ed occupazionali e nei prossimi mesi questo sarà ancora più evidente quando verranno a mancare le tanto millantate ricadute nel settore turistico.

Non abbiamo quindi dubbi che tra 6 mesi ci leccheremo le ferite lasciate nei bilanci di Comune (per ora 460 milioni) e Regione (1,2 miliardi) da questa sciagurata avventura di cui ovviamente nessuno si prenderà la responsabilità politica. Eppure ci potrebbe essere un’opportunità da cogliere prima che il circo di Expo chiuda: l’Esposizione Universale, come tutte le attività fieristiche e del terziario, è un concentrato di precarietà.

Intendiamoci, lavorare dentro Expo non è più precario che altrove in Lombardia o in Italia, sopratutto dopo l’approvazione del Jobs Act. Chi ci lavora non ha nemmeno grosse aspettative: 6 mesi di stipendio e poi a casa come prima, se va bene con tre mesi di Naspi a 700 euro mensili.

La vera peculiarità di Expo è di essere un enorme fabbrica del terziario in cui lavorano circa 15000 persone. Un enorme collettore di lavoratori, altrimenti sparsi per la metropoli, che vivono condizioni materiali molto simili, anche se con contratti molto diversi (in questo una delle differenze con la fabbrica novecentesca).

L’esperienza maturata alla “Settimana della moda”, in “Fiera Milano” o alla “Fiera del libro” di Torino, ci insegna che questi grandi eventi sono un enorme bacino di relazioni. Tanto più che tra un paio di mesi, quando le aziende cominceranno a capire che il gioco non vale la candela, molti lavoratori potrebbero veder sfumare anche i miseri sei mesi di contratto.

Già ora non sono pochi gli abusi emersi ai danni dei lavoratori: elusione dei contratti nazionali, abuso dei voucher, discriminazioni per opinioni politiche, mancati pagamenti, lavoro nero… Persino la CGIL ha dovuto muoversi, benché firmataria di un pessimo accordo territoriale con Expo S.p.a. attivo dal luglio del 2013.

Purtroppo 8 anni di lodevole opposizione al grande evento non sono riusciti a scongiurarne l’avvio ed oggi ci ritroviamo questo pachiderma mollemente disteso tra Rho e Milano. Da qui al 31 ottobre, non ci resta che sfruttarne le dimensioni e le pochezze, consapevoli che la precarizzazione non inizia e non finisce con Expo.

Il Jobs Act e la riforma degli ammortizzatori sociali hanno infatti inaugurato una nuova fase della precarizzazione con cui presto ci dovremo misurare con tutta l’intelligenza precaria possibile.

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COMUNICATO STAMPA. Expo 2015: impedito dalla Polizia un volantinaggio sulle condizioni di lavoro all’interno del sitohttps://www.precaria.org/comunicato-stampa-expo-2015-impedito-dalla-polizia-un-volantinaggio-sulle-condizioni-di-lavoro-allinterno-del-sito.html https://www.precaria.org/comunicato-stampa-expo-2015-impedito-dalla-polizia-un-volantinaggio-sulle-condizioni-di-lavoro-allinterno-del-sito.html#commentsSat, 30 May 2015 16:41:16 +0000http://www.precaria.org/?p=37326Rho, 30 Maggio 2015. Oggi gli attivisti del Centro Sociale SOS Fornace, Rete San Precario e della Rete No Expo hanno fatto visita agli ingressi di Expo 2015 per distribuire alle lavoratrici e ai lavoratori un volantino in cui venivano denunciate le condizioni di lavoro all’interno del sito: stipendi da fame, contratti pirata, turni massacranti, sfruttamento dei volontari e, non plus ultra, licenziamenti politici. Un mondo sommerso che vorremmo tentare di far uscire allo scoperto attivando i lavoratori per far valere i propri diritti anche all’interno di questa “area di interesse strategico nazionale” .

Dopo aver iniziato a diffondere

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san-precario-expo-bluRho, 30 Maggio 2015.
Oggi gli attivisti del Centro Sociale SOS Fornace, Rete San Precario e della Rete No Expo hanno fatto visita agli ingressi di Expo 2015 per distribuire alle lavoratrici e ai lavoratori un volantino in cui venivano denunciate le condizioni di lavoro all’interno del sito: stipendi da fame, contratti pirata, turni massacranti, sfruttamento dei volontari e, non plus ultra, licenziamenti politici. Un mondo sommerso che vorremmo tentare di far uscire allo scoperto attivando i lavoratori per far valere i propri diritti anche all’interno di questa “area di interesse strategico nazionale” .


Dopo aver iniziato a diffondere il materiale informativo all’ingresso Fiorenza, ci spostiamo a Triulza e, dopo una mezz’oretta di volantinaggio, veniamo disturbati dalle indebite interferenze di solerti funzionari di Polizia, spalleggiati da Carabinieri e non meglio identificato personale di Expo, che intervengono cercando di impedire il volantinaggio e il contatto coi lavoratori. Un semplice volantinaggio si trasforma così in un pietoso teatrino di 2 ore, nella più totale confusione dei ruoli e della catena di comando così come nel più ampio margine di discrezionalità da parte dei funzionari di polizia.
Intimati a sospendere il volantinaggio, ci rifiutiamo adducendo la volontà di voler portare a conoscenza i lavoratori di Expo delle azioni che stiamo mettendo in campo a tutela dei propri diritti, invitandoli ad esempio a denunciare casi di discriminazione come nel caso di licenziamenti condotti sulla base di schedature politiche della Questura.
Alle nostre rimostranze, le forze dell’ordine rispondono procedendo all’identificazione degli attivisti presenti, mentre vengono allontanati giornalisti e semplici curiosi che chiedevano informazioni su quanto stava accadendo.
Quanto avvenuto oggi è l’ennesima dimostrazione di come Expo 2015 rappresenti uno “stato di eccezione” che di fatto sospende le garanzie democratiche sul nostro territorio in virtù della “rilevanza strategica nazionale” accordata all’evento, alla quale viene sacrificata persino lo stato di diritto.
Nonostante i tentativi di tapparci la bocca e di intimidire i lavoratori, siamo felici di poter dire che già qualche ora dopo la fine forzata del volantinaggio abbiamo incassato il contatto di una lavoratrice di Expo.
Con la giornata odierna il Punto San Precario Rho-Fiera apre le porte del proprio Sportello biosindacale anche alle lavoratrici e ai lavoratori di Expo 2015 e lancia il suo blog www.lavoroexpo2015.com, un sito di controinformazione votato al conflitto dentro l’Esposizione universale. Invitiamo perciò tutte le precarie e i precari di Expo, siano essi lavoratori, volontari, tirocinanti, stagisti, a contattarci: vogliamo ricostruire attraverso un’inchiesta attiva che cosa sta accadendo all’interno di Expo 2015 in ambito lavorativo, per poi attivare vertenze individuali e collettive che restituiscano ai lavoratori diritti e reddito negati.

Centro Sociale SOS Fornace
Punto San Precario Rho-Fiera
Rete San Precario Milano

www.sosfornace.org
www.lavoroexpo2015.com

web_expo_lavoratori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rassegna Stampa 30 Maggio 2015
Ansa
GeosNews
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La Repubblica Milano
MilanoToday
Il Giorno
Il Cittadino

 

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Expo sì, Expo no, Expo un caz!https://www.precaria.org/expo-si-expo-no-expo-un-caz-2.html https://www.precaria.org/expo-si-expo-no-expo-un-caz-2.html#commentsFri, 22 May 2015 09:14:54 +0000http://www.precaria.org/?p=37322Expo sì, Expo no, Expo un caz! – per parafrasare una vecchia canzone di Ricky Gianco. Nel mio caso è andata proprio così: assunto da Coop Lombardia a tempo determinato, sono stato licenziato ancora prima di metterci piede, a Expo. Avrei dovuto lavorare nel rutilante “Supermercato del Futuro”, avevo già completato un periodo di formazione teorica e di addestramento pratico in un Ipercoop, e mi avevano anche già dato le uniformi – stilosissime come solo noi italiani sappiamo fare, casual senza rinunciare all’eleganza.

Il giorno prima dell’inaugurazione del mega evento, però, vengo convocato nella sede centrale. Ci spiace signor C.

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md14_card_fExpo sì, Expo no, Expo un caz! – per parafrasare una vecchia canzone di Ricky Gianco. Nel mio caso è andata proprio così: assunto da Coop Lombardia a tempo determinato, sono stato licenziato ancora prima di metterci piede, a Expo. Avrei dovuto lavorare nel rutilante “Supermercato del Futuro”, avevo già completato un periodo di formazione teorica e di addestramento pratico in un Ipercoop, e mi avevano anche già dato le uniformi – stilosissime come solo noi italiani sappiamo fare, casual senza rinunciare all’eleganza.

Il giorno prima dell’inaugurazione del mega evento, però, vengo convocato nella sede centrale. Ci spiace signor C. – afferma contrito il signore dell’ufficio personale – il nostro rapporto di lavoro termina qui. Il motivo? – chiedo. La Questura di Milano non le ha rilasciato il pass per accedere all’area Expo – risponde. E aggiunge: Non ne sappiamo le ragioni. Capisce che se non può entrare in Expo e noi l’abbiamo assunta per lavorare ad Expo, da parte nostra il contratto decade. Arrivederci.

Potete immaginare la mia faccia da triglia dopo questa metaforica pedata nel sedere. Cosa mai avrò fatto di male, essendo un giovanotto incensurato?. Penso a mia madre che mi dice di tagliarmi le basette una buona volta, al fatto di preferire il nero per il mio abbigliamento (è che sono negato con l’abbinamento dei colori), al fatto di ostinarmi ad andare ai cortei e a frequentare gli spazi sociali. Qualunque sia la ragione, forse sono troppo brutto per rappresentare l’eccellenza italica oppure qualche funzionario zelante pensa che sia potenzialmente pericoloso per Expo, peraltro su basi inesistenti. Quel che è certo è che non ricevo nulla di scritto, né dall’azienda né dalla Questura. Meno male che “La Coop sei tu”.

Così ora mi ritrovo senza un lavoro e con un licenziamento non ben motivato. Alla faccia degli slogan su occupazione, opportunità e rilancio, nella Milano di Expo succede anche questo. Non sapevo a che santo votarmi, poi per fortuna m’è apparso San Precario.

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