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	<description>cospira precario</description><lastbuilddate>Mon, 14 Jul 2014 17:29:32 +0000</lastbuilddate><language>it-IT</language><updateperiod>
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	1	</updatefrequency><generator>https://wordpress.org/?v=5.4</generator><item><title>Sea Handling: facciamo un po&rsquo; di chiarezza</title><link>/sea-handling-facciamo-un-po-di-chiarezza.html
					<comments>/sea-handling-facciamo-un-po-di-chiarezza.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Wed, 18 Jun 2014 22:27:50 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=37172</guid><description> PREMESSA <p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Ci&ograve; che &egrave; accaduto in questi giorni negli aeroporti metrolombardi merita una descrizione accurata, poich&eacute; i fatti oltre che essere oltraggiosi per la dignit&agrave; e i diritti dei lavoratori costituiscono un lampante esempio del peggiore e collaudato stile italiano &ndash; confondi, truffa, piangi, arraffa e incassa &ndash; nella gestione del patrimonio di interesse pubblico.</p> <p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">L&rsquo;ANTEFATTO</p> <p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">La Sea &egrave; l&rsquo;azienda che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate. Attualmente l&rsquo;azionista di maggioranza &egrave; il Comune di Milano con il 54% delle quote. Negli anni passati (dal 2002 </p><p><a href="/sea-handling-facciamo-un-po-di-chiarezza.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><strong> <a href="/wp-content/uploads/2014/06/sea_handling_stop1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-37180" src="/wp-content/uploads/2014/06/sea_handling_stop1.jpg" alt="sea_handling_stop" width="131" height="160" srcset="/wp-content/uploads/2014/06/sea_handling_stop1.jpg 131w, /wp-content/uploads/2014/06/sea_handling_stop1-122x150.jpg 122w" sizes="(max-width: 131px) 100vw, 131px"></a>PREMESSA</strong>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Ci&ograve; che &egrave; accaduto in questi giorni negli aeroporti metrolombardi merita una descrizione accurata, poich&eacute; i fatti oltre che essere oltraggiosi per la dignit&agrave; e i diritti dei lavoratori costituiscono un lampante esempio del peggiore e collaudato stile italiano &ndash; confondi, truffa, piangi, arraffa e incassa &ndash; nella gestione del patrimonio di interesse pubblico.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><strong>L&rsquo;ANTEFATTO</strong></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">La Sea &egrave; l&rsquo;azienda che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate. Attualmente l&rsquo;azionista di maggioranza &egrave; il Comune di Milano con il 54% delle quote.<br>
Negli anni passati (dal 2002 al 2010), dopo varie vicissitudini, Sea Handling S.p.A. avrebbe ricevuto dei finanziamenti pubblici sotto forma di ricapitalizzazioni da parte della capogruppo Sea S.p.A. Ci&ograve; ha mosso l&rsquo;attenzione e sollecitato l&rsquo;intervento della comunit&agrave; europea garante dei vincoli di libera concorrenza nel settore. <a href="/wp-content/uploads/2014/06/relazione-sea.pdf">Ad esito del procedimento apertosi avanti alla Commissione Europea, Sea Handling S.p.A. &egrave; stata quindi condannata a restituire a Sea S.p.A. 360 milioni di euro (l&rsquo;ammontare dei finanziamenti) oltre agli interessi per un importo complessivo di 452 milioni di euro</a>.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span id="more-37172"></span>Fin qui potrebbe apparire un normale illecito amministrativo anche se di dimensioni bibliche. Invece l&rsquo;azienda aeroportuale ha deciso di unire l&rsquo;illecito al profittevole e con un atteggiamento in perfetto stille italico, sentendosi in dovere di sfruttare fino in fondo la situazione per truffare tutti (lavoratori, pubblico e utenti).</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Seguiteci un poco: come precisa la comunit&agrave; europea le strade da seguire per risolvere la situazioni sarebbero solo due: pagare oppure mettere in liquidazione Sea Handling S.p.A. e rifondare un&rsquo;azienda o pi&ugrave; aziende che riproducendo le funzioni e le mansioni precedentemente svolte dimostrasse una discontinuit&agrave; nella direzione societaria. Insomma la multa pu&ograve; essere evitata sostituendo la vecchia azienda con una societ&agrave; nuova realmente differente dalla precedente.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Ma quale migliore occasione per ripartire da zero &ldquo;senza passare dalla cassa&rdquo;, evitando di dover rendere conto a tutti i soggetti interessati&rdquo;contribuenti, cittadini e lavoratori&rdquo;? Il sogno di ogni dirigente per colpa di un immenso illecito amministrativo (cercato ? Voluto?) &egrave; diventata realt&agrave;. L&rsquo;azionista di maggioranza ha l&rsquo;opportunit&agrave; di ristrutturare tagliando posti di lavoro e diritti e stipendi dei lavoratori: una vera, manna dal cielo, e diciamocelo, troppo bella, tempestiva per essere casuale. come disse qualcuno di queste cose esperto &ldquo;a pensar male ci si prende&rdquo;. <a href="/wp-content/uploads/2014/06/estratto-commissione.pdf">Non per niente il suggerimento di tale soluzione arriva dall&rsquo;azienda</a>.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">E quindi, per fare un riassunto tera a terra, ai lavoratori &egrave; stato detto: a causa di una comunit&agrave; europea crudele siamo costretti a chiudere la Sea Handling ed aprire una newco tagliando per&ograve; un po&rsquo; di posti di lavoro e un po&rsquo; di salari. Ci dispiace ma non &egrave; colpa nostra, ci dispiace ma non c&rsquo;&egrave; altra via: &ldquo;Ce lo chiede l&rsquo;Europa&rdquo;. Ci&ograve; permette peraltro di aggirare anche l&rsquo;<a href="http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/codici/codiceCivile/articolo/2508/art-2112-mantenimento-dei-diritti-dei-lavoratori-in-caso-di-trasferimento-d-azienda.html">art. 2112 c.c.</a> e la clausola sociale prevista dal <a href="/wp-content/uploads/2014/06/protocollo-intesa.pdf">CCNL</a>, che prevede espressamente che in caso di cambio di appalti, la societ&agrave; subentrante debba assorbire i dipendenti di quella uscente, con il mantenimento dei diritti acquisiti.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><strong>LO STILE ITALIANO NELLA VERTENZA: &ldquo;i geni del male&rdquo;</strong></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Ma chi ci guadagna e cosa guadagna da tutto ci&ograve;. Anche in questo caso ci possiamo rifare a quelle domande retoriche che sgomberano la mente dalle confusioni pi&ugrave; fitte: &ldquo;cui prodest&rdquo;? In primis i proprietari della Sea, Comune di Milano in testa. Poi la dirigenza della Sea stessa che in teoria dovrebbe essere sanzionata per incompetenza, visto che nel vicolo cieco ci si sono infilati loro.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Ma qua oltre il danno si prefigura la beffa, a ben vedere la comunit&agrave; europea chiedendo discontinuit&agrave; fra l&rsquo;azienda nuova e quella precedente non chiede di allontanare i lavoratori, ma solo di rinnovare la dirigenza; quella dirigenza che si sta tanto prodigando per convincere tutti che l&rsquo;unica soluzione in campo &egrave; quella di darle ascolto.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><a href="/wp-content/uploads/2014/06/Airport-Handling-11_06_2014.pdf">Saranno gli stessi nomi a comparire fra le cariche della nuova azienda</a>. Ci vuole una bella faccia tosta, ma in ogni caso, ove non dovesse accadere,&nbsp; siamo certi che costoro saranno ricollocati altrove nel turnover delle poltrone delle varie amministrazioni. Puniti ma redenti: perch&eacute; lasciare col culo scoperto i dirigenti che si dovranno immolare (che dovranno scomparire) per dimostrare il rinnovamento dell&rsquo;azienda? Suvvia un po&rsquo; di spirito di corpo!!!</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Continuiamo con i cui prodest! I sindacati CGIL CISL e UIL (e ci dispiace anche qualche sindacato di base): si sono da subito schierati su posizioni supine-fataliste. &ldquo;Non c&rsquo;&egrave; niente da fare&rdquo;, &ldquo;non ci rimane che accettare&rdquo;, &ldquo;salviamo il salvabile&rdquo; e via cos&igrave;. Dietro questo atteggiamento si possono leggere i peggiori e loschi episodi di connivenza fra azienda e strutture sindacali.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Ad esempio la CGIL avrebbe 55.000 ore di permessi sindacali (corrispondenti a circa 2 milioni di euro), per distacchi vari. &Egrave; ovvio che con una simile situazioni ci si senta tirati un po&rsquo; in mezzo<br>
Cosa &egrave; avvenuto nelle retrovie? quali accordi quali garanzie ? quali magheggi? Ci&ograve; che non si sa si pu&ograve; per bene immaginare&hellip;</p>
<p><strong>I VERI PROTAGONISTI: I LAVORATORI</strong></p>
<p>In questo caso bastano poche parole, chiare e forti per spigare il tutto. I veri protagonisti sono stati i lavoratori e le lavoratrici incredibilmente determinati uniti e lucidi. Fin dall&rsquo;inizio attenti a non farsi turlupinare e sempre in posizione vigile e propositiva.</p>
<p><strong>I SUPPORTERS: OVVERO LO STILE LIBERO NELLA VERTENZA</strong></p>
<p>Visti gli attacchi subiti ci tocca di spiegare anche il nostro ruolo in tutto questo. Certo avremmo evitare queste righe ma viste le insinuazioni, le dicerie, le falsit&agrave; di cui siamo stati bersaglio &egrave; forse meglio spendere qualche parola sul ruolo (di supporter) di san precario.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">La rete san precario &egrave; un&rsquo;agenzia di conflitto e di tutela per i lavoratori precari o meno (chi non lo &egrave; al giorno d&rsquo;oggi?). Negli aeroporti milanesi &egrave; presente da una decina di anni ed &egrave; conosciuta per aver sostenuto lotte e diritti di <a title="Vertenze San Precario" href="/vertenze-san-precario">moltissimi lavoratori e lavoratrici</a>. Essendo san precario riconosciuto come un sindacato atipico &ndash; nell&rsquo;organizzazione e nello stile, (siamo sempre dalla parte dei lavoratori e dei precari, non siamo mai stati infettati dal virus del tesseramento, non scambiamo consulenze, non promettiamo resurrezioni, promozioni e non vendiamo indulgenze e neanche pentole) siamo stati contattati da subito da un nutrito gruppo di lavoratori per un confronto</p>
<p><strong>QUINDI COSA &Egrave; SUCCESSO?</strong></p>
<p>Agli inizi di maggio un gruppo di lavoratori contattano per un confronto un pool di avvocati e inviati del santo precario che negli anni ha seguito diverse vertenze negli aeroporti l&rsquo;incontro si ripete riempendosi di fervore e partecipazione. <a href="/wp-content/uploads/2014/06/lettera-avv.pdf">Ne nasce una lettera che, da una parte comunica all&rsquo;azienda che qualsivoglia operazione messa in atto non dovr&agrave; attaccare i diritti acquisiti dei lavoratori, dall&rsquo;altra diffida i sindacati di aprire trattative sulle spalle e sulla testa dei lavoratori</a>.<br>
La lettera viene firmata da quasi 400 lavoratori. La reazione da parte dell&rsquo;azienda e degli altri sindacati &egrave; stizzita nel migliore dei casi e isterica nel peggiore. 400 firme sono tante, nell&rsquo;era della crisi sindacale per alcuni sono anche troppe.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">I sindacati ci attaccano. Affermano che non abbiamo alcun titolo ad intervenire nella vicenda, come se le 400 firme (pi&ugrave; dei tesserati di CGIL) non fossero sufficienti. Sempre i sindacati firmatari nei loro comunicati affermano che ci&ograve; che diciamo in merito alle conseguenze legali di ci&ograve; che &egrave; stato messo in piedi non corrisponde a verit&agrave;.<br>
E&rsquo; chiaro che l&rsquo;entrata in gioco di un soggetto diverso da quelli previsti, un soggetto che come sanno bene sguazza in puro stile libero nel pantano aeroportuale, ha messo in agitazione tante persone. Accadono quindi una serie di fatti torbidi che per&ograve; non distraggono i lavoratori dal focus del problema. Bisogna votare no, pena il solito pasticcio in stile italiano (truffa, arraffa, confondi, licenzia e incassa): la situazione &egrave; complicata, c&rsquo;&egrave; poco tempo, c&rsquo;&egrave; sfiducia sull&rsquo;andamento e la gestione del voto, per organizzare una campagna di informazione contro corrente ci si basa quindi su strumenti basilari: email di spiegazione e un fitto passaparola, con una base di 400 persone (che non appare cos&igrave; esigua). I lavoratori formano poi delle ronde per controllare il corretto svolgimento delle elezioni.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Il fronte del s&igrave; teme e il giorno prima del voto <a href="/wp-content/uploads/2014/06/comunicato_contro_avv.pdf">cerca ulteriormente di screditare i sanprecaristi, bollati degli avventurieri</a>,&nbsp; ma in verit&agrave; come vi avevamo gi&agrave; detto <a href="/wp-content/uploads/2014/06/comunicato-santo-vota-NO.pdf">San Precario &egrave; solo un supporters</a> e sono i lavoratori i veri protagonisti infatti&hellip;..</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><strong>IL LIETO FINE&hellip;.E LA RIMESSA IN GIOCO</strong></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Il referendum finisce a 944 lavoratori contro l&rsquo;accordo 686 a favore. E questo non &egrave; il fischio di fine partita bens&igrave; il fischio d&rsquo;inizio. Nel primo comunicato stampa l&rsquo;azienda parla di esuberi e comunica in modo laconico di non aver pi&ugrave; interlocutori, sculacciando i sindacati confederali per non essere riusciti a &ldquo;convincere i lavoratori a farsi del male&rdquo;. Adesso annuncia sacrifici ed esuberi (<a title="Rappresentanza da ripensare o Informazione da ripensare?!" href="/rappresentanza-da-ripensare-o-informazione-da-ripensare.html">col supporto della stampa compiacente</a>)</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">La manovra &egrave; chiara: bisogna convincere i dipendenti Sea che il loro no &egrave; stato un voto suicida e che il supporto di san precario &egrave; un supporto negativo, controproducente. E&rsquo; certo anche che non avendo interlocutori di sorta l&rsquo;azienda cercher&agrave; d&rsquo;inventarsene qualcuno.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">San Precario invece continuer&agrave; il confronto con i lavoratori e cercher&agrave; di costruire una campagna di agitazione e comunicazione per spiegare i maneggi e i magheggi occorsi nelle retrovie partendo dalla multa</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Non pu&ograve; accadere che un anno prima dell&rsquo;expo quando si attendono 20.000.000 di turisti in arrivo (a piedi? in bicicletta?) un&rsquo;azienda come la Sea dichiari degli esuberi. E&rsquo; vero che &ldquo;hanno la faccia come il culo&rdquo;, ma questa &egrave; difficile da digerire sopratutto se verranno coinvolte per bene il Comune e le sue tante parole sull&rsquo;opportunit&agrave; expo (il silenzio della Lega su tutto il caso &egrave; stato emblematico).</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">L&rsquo;unico accordo possibile &egrave; il mantenimento di tutti i diritti dei lavoratori. Se verifica ci deve essere questa avverr&agrave; dopo Expo.</p>
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					<comments>/laccordo-sindacale-expo-del-23-luglio-2013.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Thu, 10 Oct 2013 21:37:42 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=36905</guid><description>di Jo Vannelli <p>thx Effimera</p> <p>In una nota ufficiale il presidente del consiglio, Enrico Letta, ha definito l&rsquo;accordo sindacale del 23 luglio 2013 un modello nazionale sia per il procedimento che lo caratterizza, sia, e ovviamente, per il contenuto. Vale la pena di esaminarlo e cercare di comprendere, dal punto di vista precario, di che si tratta. L&rsquo;intesa &egrave; siglata dalla societ&agrave; Expo 2015 e dalle tre organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) sia come federazioni milanesi del terziario sia come articolazione territoriale milanese di ogni confederazione. Il primo dato importante &egrave; la ricucitura dell&rsquo;unit&agrave; sindacale, ricucitura che costituisce un </p><p><a href="/laccordo-sindacale-expo-del-23-luglio-2013.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><a href="/wp-content/uploads/2013/10/Noexpo-2015.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-36906" alt="Noexpo-2015" src="/wp-content/uploads/2013/10/Noexpo-2015-300x165.jpg" width="300" height="165" srcset="/wp-content/uploads/2013/10/Noexpo-2015-300x165.jpg 300w, /wp-content/uploads/2013/10/Noexpo-2015-150x82.jpg 150w, /wp-content/uploads/2013/10/Noexpo-2015.jpg 331w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px"></a>di Jo Vannelli
<p>thx <a title="Effimera" href="http://quaderni.sanprecario.info/2013/09/nuovi-confini-di-sfruttamento-laccordo-sindacale-expo-del-23-luglio-di-jo-vannelli/" target="_blank">Effimera</a></p>
<p>In una nota ufficiale il presidente del consiglio, Enrico Letta, ha definito l&rsquo;accordo sindacale del 23 luglio 2013 un modello nazionale sia per il procedimento che lo caratterizza, sia, e ovviamente, per il contenuto. Vale la pena di esaminarlo e cercare di comprendere, dal punto di vista precario, di che si tratta.<br><span id="more-36905"></span><strong>L&rsquo;intesa &egrave; siglata dalla societ&agrave; Expo 2015 e dalle tre organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil)</strong> sia come federazioni milanesi del terziario sia come articolazione territoriale milanese di ogni confederazione. Il primo dato importante &egrave; la ricucitura dell&rsquo;unit&agrave; sindacale, ricucitura che costituisce un elemento di discontinuit&agrave; rispetto al recente passato; nel settore terziario il contratto nazionale porta la firma di Fisascat-Cisl e di Uiltucs-Uil, ma non della Filcams-Cgil che pure, quanto ad iscritti, &egrave; la principale organizzazione. Con accenti meno traumatici la rottura ricordava quella del settore metalmeccanico, ed era il frutto di una scelta politica di scontro (emarginare il polo di dissenso, indebolire il sindacato di sinistra e costringerlo ad aperta adesione per accelerare il processo di precarizzazione). Il protocollo del 23 luglio chiude una stagione, riapre la concertazione, affida nuovamente al sindacato nel suo unitario complesso la funzione di guida affidabile del processo di liberalizzazione selvaggia nell&rsquo;uso della manodopera.</p>
<p>Non a caso la critica pi&ugrave; severa all&rsquo;accordo del 23 luglio non proviene dall&rsquo;area legata a SEL, ma dai settori pi&ugrave; apertamente convinti di procedere nell&rsquo;opera di demolizione del pacchetto di diritti acquisito negli anni passati dai lavoratori stabili. In particolare il professor Michele Tiraboschi (Guida al Lavoro del 30 agosto, edita da Il Sole 24 Ore) mostra notevole irritazione a fronte della ritrovata unit&agrave; dei tre sindacati e lascia apertamente trasparire astio verso la Cgil; a dire del professor Tiraboschi la restituzione alla contrattazione di una sorta di primato rispetto alla legge costituisce solo un freno a quella che lui definisce innovazione (in sostanza flessibilit&agrave; incondizionata e precarizzazione senza limiti).</p>
<p>Expo 2015 &egrave; una societ&agrave; per sua natura di larghe intese: per il 40% appartiene al ministero, per il 20% al Comune di Milano, per il 20% alla Regione Lombardia, con un 10% ciascuno alla Provincia e alla Camera di Commercio. L&rsquo;accordo &egrave; dunque varato con l&rsquo;approvazione di Pisapia e Bracco, di Maroni e Camusso. Infatti la richiesta di estendere il modello &egrave; stata oggetto di un incontro/studio che ha visto l&rsquo;adesione sia dell&rsquo;avvocato Ambrosoli che dell&rsquo;avvocato Ichino; la strada della concertazione &egrave; aperta, con uno sbocco di rappresentanza reso pi&ugrave; rapido dalla sentenza della Corte Costituzionale in favore della Fiom e contro la Fiat (altro elemento che conduce a ritenere chiusa una stagione ed aperta un&rsquo;altra, questa volta di larga intesa). Probabilmente nei prossimi giorni Fiat e Fiom definiranno l&rsquo;accordo sulla rappresentanza chiudendo il contenzioso giudiziario sul punto; i delegati torneranno ad avere pieni diritti sindacali. L&rsquo;intesa milanese anticipa i tempi e previene; e insieme si disegna il futuro normativo dei lavoratori che saranno chiamati all&rsquo;Expo.</p>
<p>L&rsquo;accordo del 23 luglio si compone di otto articoli e cinque allegati. Il primo articolo (che secondo me ha provocato l&rsquo;ira del professor Tiraboschi) vara un sistema (si chiama proprio cos&igrave;, involontariamente evocando il vocabolario di Roberto Saviano) delle relazioni sindacali. Il sistema prevede un&nbsp; osservatorio di cui fanno parte i firmatari; e cos&igrave; si assicura l&rsquo;esclusione del sindacalismo di base, anche laddove riescano ad eleggere RSU (infatti sono ammessi non gli eletti, ma i soggetti firmatari). Per chi accetta l&rsquo;accordo e la concertazione ci saranno permessi retribuiti, strumenti e locali idonei dentro Expo; per i riottosi l&rsquo;emarginazione. E le cooperative che forniscono manodopera a basso costo (della Lega come di CL) si preparano al banchetto, oliando i registratori di cassa.</p>
<p>I punti focali sono quelli previsti negli articoli 4, 5 e 6 dell&rsquo;accordo 23 luglio. L&rsquo;articolo 4 vara nuove figure professionali legate all&rsquo;evento (operatore e tecnico del grande evento) allo scopo di aprire la strada al contratto precario di apprendistato (allegato 2, esperienza giovani: da 7 a 12 mesi) definito espressamente fondato su organizzazioni snelle, e con la curiosa dimenticanza delle tutele antimafia nei meccanismi di ingaggio degli apprendisti.</p>
<p>L&rsquo;articolo 5 regola lo stage&nbsp; la cui durata viene elevata a sette mesi e legittimata fino al 60% dell&rsquo;organico: dunque sei lavoratori su dieci, nell&rsquo;organizzazione che l&rsquo;accordo accetta e promuove, sono soggetti in tirocinio, ricattabili, senza diritti e sottopagati. La norma si chiude indicando il rimborso spese (niente stipendio, solo rimborso) di euro 516,00 lordi mensili (sarebbe bello sapere come nella contrattazione si sia giunti al 516,00 invece di 517,00 o 514,00; ci segnala tuttavia una compagna che si tratta probabilmente della conversione in euro del vecchio milione di lire, segno palese che sono funzionari pubblici d&rsquo;avanguardia); e consapevoli che con 516,00 euro lordi &egrave; difficile poi mangiare viene generosamente aggiunto un buono pasto di euro 5,29 ma solo per i giorni di effettiva presenza (chi si ammala non mangia, meglio stia a dieta). Dunque la ritrovata unit&agrave; sindacale, in piena armonia con la giunta milanese delle speranze arancioni, ci ha portati a questo straordinario risultato (che Letta indica quale modello nazionale, rimanendo serio mentre lo racconta ai suoi soci del Bildenberg e della Trilateral): il 60% dei lavoratori di Expo 2015 ricever&agrave; la paga di 516,00 euro lordi. Complimenti vivissimi, Sacconi non aveva mai osato tanto nonostante la sua originaria formazione nel sindacato.</p>
<p>Ma il capolavoro normativo &egrave; quello dell&rsquo;articolo 6, in tema di volontariato. Nel nostro ordinamento vige il principio (principio che la Corte di Cassazione ha sempre ribadito e che &egrave; una delle basi su cui poggia il diritto del lavoro) secondo il quale la prestazione lavorativa si presume onerosa (per capirci: a pagamento). Fino al 23 luglio 2013 chi lavora deve essere pagato, si presume che non lo faccia gratis. Ma i firmatari, non contenti di pagare il 60% del personale con 516,00 euro lordi mensili, hanno trovato larga intesa nell&rsquo;affiancare al lavoro sottopagato anche quello gratuito: il volontariato appunto. Ci spiega l&rsquo;articolo 6 che Expo 2015 vuole coinvolgere la societ&agrave; civile. Come? E&rsquo; semplice (primo comma dell&rsquo;art. 6): garantendo (sic!) la partecipazione tramite prestazione di attivit&agrave; volontaria personale e gratuita quale espressione di partecipazione solidariet&agrave; e pluralismo in un evento universale promosso dal Bureau International .</p>
<p><strong>L&rsquo;allegato 5 (il programma volontari del sito espositivo) indica le mansioni dei volontari gratuiti: accogliere i visitatori all&rsquo;ingresso, indirizzare verso le biglietterie e le aree di prenotazione, dare le informazioni, distribuire materiali, insomma tutti i compiti tradizionali di assistenza fieristica. La norma consente di abrogare la presunzione di onerosit&agrave; (il diritto al salario) grazie all&rsquo;intesa sindacale, i rappresentanti dei lavoratori li hanno finalmente condotti alla meta: la vita messa a valore, ma senza ricevere corrispettivo</strong> (in barba a Fumagalli invece di reddito senza lavoro avremo il lavoro senza reddito e chi si oppone &egrave; un brigatista).</p>
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					<comments>/la-singolar-tenzone-tra-san-precario-e-manutencoop.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Wed, 09 Oct 2013 22:39:09 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=36902</guid><description>di milanofiera <p>Lo scorso maggio Manutencoop Facility Management spa, societ&agrave; leader nel settore dei servizi alle imprese, ha vinto l&rsquo;appalto per la gestione del campo base in uso alle maestranze di Expo 2015. L&rsquo;appalto, del valore di oltre 4 milioni di euro, riguarda la gestione degli alloggi, pulizia, vigilanza armata e non armata, manutenzione e coordinamento del campo base. Il gruppo Manutencoop, colosso che nel 2012 ha fatturato complessivamente oltre un miliardo di euro e appartenente alla galassia delle cosiddette Coop rosse, oltre a numerose esternalizzazioni di aziende private &egrave; presente in modo massiccio anche in appalti di imprese pubbliche. </p><p><a href="/la-singolar-tenzone-tra-san-precario-e-manutencoop.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><a href="/wp-content/uploads/2013/10/bruce_lee_dark_art.jpg"><img class="alignleft  wp-image-36903" alt="bruce_lee_dark_art" src="/wp-content/uploads/2013/10/bruce_lee_dark_art-300x187.jpg" width="240" height="150" srcset="/wp-content/uploads/2013/10/bruce_lee_dark_art-300x187.jpg 300w, /wp-content/uploads/2013/10/bruce_lee_dark_art-150x93.jpg 150w, /wp-content/uploads/2013/10/bruce_lee_dark_art-1024x640.jpg 1024w, /wp-content/uploads/2013/10/bruce_lee_dark_art-400x250.jpg 400w, /wp-content/uploads/2013/10/bruce_lee_dark_art-900x562.jpg 900w, /wp-content/uploads/2013/10/bruce_lee_dark_art.jpg 1440w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px"></a>di <a title="milanofiera" href="http://milano-fiera.net/2013/10/09/la-singolar-tenzone-tra-san-precario-e-manutencoop/" target="_blank">milanofiera</a>
<p>Lo scorso maggio Manutencoop Facility Management spa, societ&agrave; leader nel settore dei servizi alle imprese, ha vinto<a title="l&rsquo;appalto per la gestione del campo base" href="http://www.expo2015.org/sites/default/files/rich_text_editor/gare/allegati/avviso_appalto_aggiudicato_sito_global_service.pdf" target="_blank"> l&rsquo;appalto per la gestione del campo base</a> in uso alle maestranze di Expo 2015. L&rsquo;appalto, del valore di oltre 4 milioni di euro, riguarda la gestione degli alloggi, pulizia, vigilanza armata e non armata, manutenzione e coordinamento del campo base. Il gruppo Manutencoop, colosso che nel 2012 ha fatturato complessivamente oltre un miliardo di euro e appartenente alla galassia delle cosiddette Coop rosse, oltre a numerose esternalizzazioni di aziende private &egrave; presente in modo massiccio anche in appalti di imprese pubbliche. Infatti &egrave; presente all&rsquo;interno degli ospedali, presso diversi comuni con il servizio di raccolta rifiuti e pulizia strade &ndash; fino al 2009 era nel capitale sociale di A.Se.R. spa la societ&agrave; che si occupa della raccolta rifiuti nel Comune di Rho &ndash; e si &egrave; aggiudicata una buona fetta del maxiappalto per il servizio di pulizia degli edifici scolastici.</p>
<p><span id="more-36902"></span>Nei mesi scorsi Auchan S.p.a., azienda della grande distribuzione organizzata (GDO) presente in Italia con pi&ugrave; di 50 ipermercati, e Manutencoop Facility Management spa hanno concluso un contratto che sancisce l&rsquo;esternalizzazione, ossia la cessione, del reparto manutenzione finora gestito internamente da Auchan.</p>
<p>Il trasferimento di ramo d&rsquo;azienda, che in questo caso ha coinvolto 118 lavoratori sparsi nei vari punti vendita della penisola, &egrave; una pratica molto usata dalle aziende cos&igrave; da potersi dedicare al core business alleggerendosi dei lavoratori e diminuendo le voci di spesa. Alcuni di questi lavoratori hanno deciso di impugnare la decisione di esternalizzare il reparto manutenzione appogiandosi al <a title="Punto San Precario di Rho" href="http://www.sosfornace.org/san-precario-rho/" target="_blank">Punto San Precario di Rho</a> principalmente per due motivi: in primo luogo, l&rsquo;operazione risultava poco chiara per via della trasformazione societaria avvenuta a febbraio 2013 con la quale Auchan ha provveduto a spacchettare l&rsquo;organico creando il gruppo dei 118 addetti interessati con spostamenti di reparto basati su criteri in alcuni casi discrezionali, senza tener conto delle mansioni fino ad allora svolte, e in qualche caso persino punitivi; in secondo luogo, tutta &egrave; avvenuto in un contesto di silenzio assoluto, dove Auchan comunicava a mala pena lo stretto necessario, creando un clima di diffidenza e di sfiducia, che ha spinto un gruppo di lavoratori ad attivarsi per chiarire la loro condizione. Molto spesso, infatti, dietro un&rsquo;esternalizzazione si nasconde la volont&agrave; di lasciare a casa i lavoratori. Cos&igrave; &egrave; avvenuto, ad esempio, per <a title="i lavoratori di Telecom esternalizzati" href="http://www.zeusnews.it/n.php?c=19890" target="_blank">i lavoratori di Telecom esternalizzati</a> nel 2004 in Manutencoop Private Sector e Solutions s.p.a. per i quali &egrave; stata avviata la procedura di mobilit&agrave; sulla commessa Telecom.</p>
<p>Per il gruppo di lavoratori che si sono attivati &egrave; cominciato un periodo caratterizzato da contatti, rigorosamente individuali, con i responsabili dell&rsquo;azienda che chiedevano lumi sulla vertenza, pressioni e intimidazioni per ritirare le azioni legali (&ldquo;se perdi la causa, Manutencoop potrebbe licenziarti perch&egrave; hai dimostrato di non avere fiducia nell&rsquo;azienda!&rdquo;), quindi telefonate e convocazioni in sede per colloqui con i loro avvocati, e infine ricatti e trasferimenti temporanei a centinaia di chilometri da casa.</p>
<p>Durante l&rsquo;attivo dei rappresentati sindacali della Filcams Cgil del 1&deg; ottobre scorso, San Precario <a title="ha volantinato le malefatte di Auchan e Manutencoop" href="http://www.sosfornace.org/alla-cgil-non-far-sapere-quante-cattiva-manutencoop/" target="_blank">ha volantinato le malefatte di Auchan e Manutencoop</a> a tutti i lavoratori presenti. Prima &egrave; stata proibita la diffusione del volantino ai delegati e alle delegate presenti all&rsquo;interno della Camera del Lavoro, con la scusa che il comunicato non era pertinente con l&rsquo;ordine del giorno, ma la distribuzione poteva essere fatta nel piazzale antistante.</p>
<p>Successivamente neanche il piazzale era pi&ugrave; idoneo, poich&eacute; propriet&agrave; privata della CGIL, e bisognava spostarsi gi&ugrave; dai gradini, sul marciapiede. Insomma, alla Cgil non bisogna fare sapere quanto &egrave; cattiva Manutencoop. Del resto, <a title="l&rsquo;accordo sindacale del 23 luglio scorso" href="http://milano-fiera.net/2013/07/23/un-expo-gestito-con-lavoro-gratuito/" target="_blank">l&rsquo;accordo sindacale del 23 luglio scorso</a> relativo al sito Expo crea un sistema di relazioni sindacali agibile solo dalle organizzazioni firmatarie e prevede l&rsquo;utilizzo indiscriminato e scorretto di apprendisti, stagisti, lavoratori non salariati (o &ldquo;volontari&rdquo;) e lavoratori forzati (ossia i carcerati) per i sei mesi del grandeevento.</p>
<p>Questi sono gli effetti del memorandum del 2007 con il quale gi&agrave; allora Cgil Cisl e Uil si impegnavano a mantenere la &lsquo;pace sociale&rsquo; nei sei mesi di Expo e nel periodo precedente relativo alla preparazione dell&rsquo;evento. In sostanza, Manutencoop non si critica se non lo fanno per primi i confederali e comunque non lo fanno perch&eacute; giocano tutti assieme la stessa partita nella stessa squadra per Expo 2015. I sindacati confederali, quindi, hanno preventivamente attaccato il megafono al chiodo in nome di Expo 2015 a tutto discapito dei diritti dei lavoratori.</p>
<p>Quali conseguenze? Facciamo un&rsquo;ipotesi prendendo in considerazione un&rsquo;altra societ&agrave; che lavora all&rsquo;interno dei cantieri. Se un domani il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza della Mantovani spa volesse denunciare condizioni di lavoro disumane con turni di 12/13 ore al giorno per accelerare i cantieri &ndash; si tratta di un&rsquo;ipotesi &ndash; ovviamente con il mancato rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro (dato che esiste un orario massimo di lavoro che non potrebbe essere superato neanche con un accordo sindacale) e intendesse denunciare questo stato di cose, la &lsquo;docilit&agrave; sindacale&rsquo; di Cgil Cisl Uil porterebbe all&rsquo;isolamento di questo lavoratore, il quale non potrebbe svolgere il proprio ruolo di rls. E questo perch&eacute; se si accetta che societ&agrave; come Manutencoop su altri appalti possano fare come vogliono implicitamente lo si accetta anche all&rsquo;interno dei cantieri di Expo, con buona pace di tutti i vari protocolli per la sicurezza e i diritti dei lavoratori siglati in questi anni. A questo punto, perch&eacute; non dovrebbero comportarsi nella stessa maniera anche la Mantovani o la CMC? Tanto, Expo 2015 spa non dice nulla perch&eacute; questa situazione fa il suo gioco e le permette di arrivare puntuale all&rsquo;appuntamento del 1&deg; maggio 2015, mentre chi dovrebbe dire qualcosa per tutelare i diritti dei lavoratori non dice nulla perch&eacute; ha firmato degli accordi in cui si legava le mani da solo.</p>
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					<comments>/alla-cgil-non-far-sapere-quante-cattiva-manutencoop.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Mon, 07 Oct 2013 15:56:43 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=36899</guid><description>Ci risiamo! La CGIL, in versione Filcams, ha provato a vietare la diffusione del comunicato, firmato punto San Precario di Rho, che denuncia i ricatti e le ritorsioni di Manutencoop nei confronti dei manutentori ex Auchan, colpiti da provvedimenti che impongono trasferte a centinaia di chilometri da casa perch&egrave; hanno osato contestare, per vie legali, la cessione del ramo d&rsquo;azienda. <p>Prima &egrave; stata proibita la diffusione del volantino ai delegati e alle delegate presenti all&rsquo;interno della Camera del Lavoro, con la scusa che il comunicato non era pertinente con l&rsquo;ordine del giorno, ma la distribuzione poteva essere fatta nel piazzale </p><p><a href="/alla-cgil-non-far-sapere-quante-cattiva-manutencoop.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><a href="/wp-content/uploads/2013/10/cgil-non-guardiamo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-36900" alt="cgil-non-guardiamo" src="/wp-content/uploads/2013/10/cgil-non-guardiamo-300x224.jpg" width="146" height="129"></a>Ci risiamo!<br>
La CGIL, in versione <strong>Filcams</strong>, ha provato a vietare la diffusione del <a title="comunicato" href="/i-ricatti-di-manutencoop.html" target="_blank">comunicato</a>, firmato<strong> punto San Precario di Rho</strong>, che denuncia i ricatti e le ritorsioni di Manutencoop nei confronti dei manutentori ex Auchan, colpiti da provvedimenti che impongono trasferte a centinaia di chilometri da casa perch&egrave; hanno osato contestare, per vie legali, la cessione del ramo d&rsquo;azienda.
<p>Prima &egrave; stata <strong>proibita la diffusione del volantino</strong> ai delegati e alle delegate presenti all&rsquo;interno della<strong> Camera del Lavoro</strong>, con la scusa che il comunicato non era pertinente con l&rsquo;ordine del giorno, ma la distribuzione poteva essere fatta nel piazzale antistante.<br>
Successivamente neanche il piazzale era pi&ugrave; idoneo, poich&eacute; propriet&agrave; privata della CGIL, e bisognava spostarsi gi&ugrave; dai gradini, sul marciapiede.</p>
<p><span id="more-36899"></span>Eccoci di fronte all&rsquo;ennesima pessima figura della CGIL.<br>
Un clamoroso autogol che non ha giustificazioni poich&eacute;, i lavoratori in questione fanno parte della categoria che era riunita e, soprattutto, sono vittime degli espedienti che le aziende utilizzano per risparmiare sfoltendo il personale e che i sindacati accettano senza preoccuparsi troppo delle conseguenze, tanto meno delle condizioni di lavoro.<br>
Ma forse<strong> &egrave; proibito opporsi ad accordi ratificati in silenzio anche dalla CGIL</strong>, o magari l&rsquo;aver toccato i gioielli di famiglia (Manutencoop &egrave; tra le pi&ugrave; potenti societ&agrave; della Lega delle cooperative, le &ldquo;coop rosse&rdquo;) li ha messi in allerta..</p>
<p>Il fatto ha avuto luogo marted&igrave; 1 ottobre alla Camera del Lavoro di Milano in occasione del ritrovato attivo unitario, anche se la Filcams CGIL non ha firmato l&rsquo;ultimo contratto, dove veniva presentata la piattaforma unitaria per il rinnovo del CCNL del commercio.</p>
<p>Una assemblea unitaria e una piattaforma unitaria, targata <strong>Expo 2015</strong>, perch&egrave; le tre sigle l&rsquo;unitariet&agrave; l&rsquo;hanno ritrovata firmando il penoso accordo sindacale Expo del 23 luglio 2013, che crea un sistema di relazioni sindacali agibile solo dalle organizzazioni firmatarie e prevede l&rsquo;utilizzo indiscriminato e scorretto di apprendisti, stagisti, lavoratori non salariati (o &ldquo;volontari&rdquo;) e lavoratori forzati (ossia i carcerati) per i sei mesi del grande evento.</p>
<p>E qualcuno lo ha gi&agrave; definito <em>&ldquo;modello nazionale&rdquo;</em>.</p>
<p>Probabilmente, ancora una volta, la categoria del commercio verr&agrave; utilizzata come banco di prova per sperimentare modelli contrattuali che abbassano i costi per le aziende e aumentano la precariet&agrave; e il grado di ricattabilit&agrave; per i lavoratori e le lavoratrici, ultimamente colpiti dal decreto sulle liberalizzazioni delle aperture, ma da sempre caratterizzati da un&rsquo;estrema flessibilit&agrave; ed elasticit&agrave; soprattutto oraria.</p>
<p>Certo &egrave; che gli atteggiamenti mostrati sono molto simili a quelli delle aziende (ad esempio quando si volantina in un centro commerciale), il confronto sta a zero e la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici restano subordinati ai vari ruoli che la CGIL tenta di ritagliarsi o di farsi assegnare nel processo di liberalizzazione selvaggia nell&rsquo;uso della manodopera.<br>
Comunque il comunicato &egrave; andato a ruba!</p>
<p>Info:<br><a title="www.sosfornace.org" href="http://www.sosfornace.org/" target="_blank">www.sosfornace.org</a> &ndash; <a title="www.precaria.org " href="/" target="_blank">www.precaria.org </a><br>
email: rho@sanprecario.info &ndash; puglimagiu@gmail.com</p>
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					<comments>/numeri.html#comments</comments><creator></creator><pubdate>Fri, 08 Apr 2011 09:51:02 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=33537</guid><description>Quello che sta per iniziare &egrave; un mese di assoluto rilievo per ci&ograve; che concerne la lotta alla precariet&agrave;. Andiamo in ordine. <p>Il 9 di aprile ci sar&agrave; l&rsquo;iniziativa &ldquo;Il nostro tempo &egrave; adesso&rdquo;, indetta da una serie di associazioni e realt&agrave; precarie e spalleggiata con forza dalla Cgil che ha messo a disposizione i suoi mezzi e le sue strutture. Dal 15 al 17 a Roma si terranno gli Stati generali della precariet&agrave;, patrocinati da San Precario, l&rsquo;icona pop dei precari e delle precarie. Gli Stati generali giungono alla terza edizione &egrave; sono l&rsquo;espressione pi&ugrave; verace delle lotte autorganizzate </p><p><a href="/numeri.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><a rel="attachment wp-att-33538" href="/numeri.html/smorf1521263593"><img class="alignleft size-full wp-image-33538" style="margin: 2px 4px;" title="smorf1521263593" src="/wp-content/uploads/2011/04/smorf1521263593.jpg" alt="" width="132" height="146" srcset="/wp-content/uploads/2011/04/smorf1521263593.jpg 250w, /wp-content/uploads/2011/04/smorf1521263593-135x150.jpg 135w" sizes="(max-width: 132px) 100vw, 132px"></a>Quello che sta per iniziare &egrave; un mese di assoluto rilievo per ci&ograve; che concerne la lotta alla precariet&agrave;. Andiamo in ordine.
<p>Il 9 di aprile ci sar&agrave; l&rsquo;iniziativa &ldquo;Il nostro tempo &egrave; adesso&rdquo;, indetta da una serie di associazioni e realt&agrave; precarie e spalleggiata con forza dalla Cgil che ha messo a disposizione i suoi mezzi e le sue strutture. Dal 15 al 17 a Roma si terranno gli Stati generali della precariet&agrave;, patrocinati da San Precario, l&rsquo;icona pop dei precari e delle precarie. Gli Stati generali giungono alla terza edizione &egrave; sono l&rsquo;espressione pi&ugrave; verace delle lotte autorganizzate dei precari e delle precarie. &Egrave; una grande fucina di idee che riunisce comitati, realt&agrave; in lotta, gruppi grandi e piccoli, e una miriade di precari e precarie che si muovono pi&ugrave; o meno coordinati a partire dal lavoro, dal sociale o dalla rete.</p>
<p><span id="more-33537"></span>Il primo maggio si terr&agrave; l&rsquo;undicesima edizione della Mayday che come scrive il Manifesto &ldquo;che piaccia o no, &egrave; la pi&ugrave; importante manifestazione del primo maggio in Italia&rdquo;. Al Manifesto pu&ograve; non piacere, ma ai precari piace tanto, infatti ogni anno partecipano pi&ugrave; di centomila persone. Infine, il 6 di maggio ci sar&agrave; lo sciopero generale indetto dalla Cgil. Qualcuno lo ha chiamato sciopericchio, qualcun altro come Uniti per lo sciopero (sigla che unisce Fiom, movimenti e associazionismo) cercher&agrave; di generalizzare lo sciopero, cio&egrave; di allargarne la base d&rsquo;interesse e l&rsquo;efficacia.</p>
<p>In queste quattro date si possono leggere i differenti approcci con cui in Italia, a sinistra, si affronta la questione precariet&agrave;. Sappiamo di fare un torto a tutti/e facendo delle semplificazioni che riducono inesorabilmente la ricchezza delle posizioni, delle idee, delle rivendicazioni messe in campo. Per&ograve; per amor di chiarezza correremo questo rischio.</p>
<p>La manifestazione del 9 aprile, &ldquo;Il nostro tempo &egrave; adesso&rdquo;, &egrave; stata indetta da un cartello di sigle che fanno riferimento a percorsi, a siti, ad associazioni che vivono nella precariet&agrave;. Molte di queste associazioni non sono legate alla Cgil, ma la presenza del sindacato pi&ugrave; grande d&rsquo;Italia si avverte ogni giorno di pi&ugrave;. Male? Bene? Qualcuno userebbe un vecchio adagio: &ldquo;meglio tardi che mai&rdquo;. Negli ultimi quindici anni la Cgil dopo aver favorito l&rsquo;introduzione della precariet&agrave; ha avuto momenti di tentennamento, che di volta in volta si sono tradotti in atteggiamenti deboli, contradditori, grosse esternazioni seguite da piccoli fatti. Il Nidil, la branca sindacale che si occupa dei precari, &egrave; di fatto fallita, avversata dalle altre categorie e poco efficace nel tutelare i precari. Con l&rsquo;avvento di Susanna Camusso alla guida della Cgil il vento sembra cambiare direzione e l&rsquo;investimento sul nove si &egrave; fatto vero e massiccio.</p>
<p>Ma i problemi sono come i nodi, giungono subito al pettine. L&rsquo;approccio con cui si affronta la tematica precaria &egrave; parziale. Se ne riconosce la complessit&agrave; (&ldquo;la precariet&agrave; colpisce la vita intera&rdquo;), il carattere infettivo (&ldquo;uccide il futuro&rdquo;) e l&rsquo;aspetto generazionale. Tutte cose vere, ma nel migliore dei casi incomplete. Precari e precarie non sono pi&ugrave; soltanto i giovani, soprattutto dopo la crisi. E il futuro lo si riconquista se i diritti ricominciano a scorrere nelle arterie di questa societ&agrave; vampirizzata salla precariet&agrave;. Ma quali diritti? E come conquistarli? Domande a cui non &egrave; stata data risposta. A volte l&rsquo;assenza di risposta suona come una risposta in s&egrave;. Camusso gioca la chiave comunicativa per fare il lifting (perch&eacute; no, lo fanno tutti nell&rsquo;Italia di Berlusconi) a una Cgil un p&ograve; invecchiata, e i precari diventano i suoi testimonials. Andr&agrave; proprio cos&igrave;? Vedremo. Sicuramente la disillusione, il ritardo e le tante incertezze che hanno coinvolto il sindacato nelle vertenze dei precari non permetteranno ulteriori tentennamenti: se son fiori fioriranno.</p>
<p>Una situazione in parte simile si creer&agrave; durante lo sciopero generale del 6 maggio. Lo sciopero che la direzione della Cgil non avrebbe mai voluto indire &egrave; stato ottenuto tramite l&rsquo;azione (involontariamente) congiunta del cartello Uniti contro la crisi e le associazioni padronali del pubblico impiego, dei metalmeccanici e del commercio. Ci spieghiamo meglio. Dal basso si &egrave; creata una spinta molto forte che ha chiesto a gran voce uno sciopero generale, che ha avuto la sua &ldquo;prima&rdquo; durante la manifestazione del 16 ottobre e che ha continuato a pretenderlo in ogni occasIone utile. Dall&rsquo;altro lato le firme di Csil e Uil, senza la Cgil, nei contratti dei meccanici, del pubblico impiego e del commercio hanno messo in grave imbarazzo il sindacato maggioritario del paese costringendolo a una scelta scomoda. Il cartello Uniti contro la crisi (ora divenuto Uniti per lo sciopero) ha un&rsquo;elaborazione molto avanzata della questione precariet&agrave;, ne ammette il ruolo centrale nei processi di valorizzazione e, passo importantissimo, ha cominciato a introdurre nella piattaforma rivendicativa la richiesta del reddito di cittadinanza.</p>
<p>Dobbiamo dire che la parola &ldquo;reddito&rdquo; pronunciata dal segretario del sindacato dei metalmeccanici durante i comizi finali del 16 di ottobre &egrave; stato un segnale molto significativo. Tutto bene dunque? Be&rsquo; non proprio. &Egrave; vero che lo sciopero generale &egrave; stato strappato anche grazie a una spinta dal basso, ed &egrave; altrettanto vero che alcune aperture della Fiom spostano in avanti il baricentro delle rivendicazioni. Ci&ograve; che ci lascia perplessi &egrave; che i precari, evocatissimi, rimangono relegati sullo sfondo, mal rappresentati dai movimenti e dai metalmeccanici. Uno sciopero generale che accetta un piano d&rsquo;analisi molto avanzato sulla questione della precariet&agrave; e che vi si vuole opporre con forza &egrave; scivolato proprio sul punto pi&ugrave; dolente.</p>
<p>I precari, quella massa informe e non rappresentata, fluida e intergenerazionale ma al contempo con un baricentro pi&ugrave; giovane della media dei lavoratori, non sono stati considerati degni di un approccio politico di primo piano. Citare la disgregazione, l&rsquo;irrapresentabilit&agrave; dei precari, la loro difficolt&agrave; a scioperare per dimostrare la loro impotenza &egrave; un ulteriore prova di confusione. La precariet&agrave; &egrave; esattamente questa atomizzazione e irrapresentabilit&agrave;,e non si pu&ograve; ignorare che le sconfitte sociali e sindacali di questo paese sono il suo frutto avvelenato. L&rsquo;impotenza di chi non ha diritti (precari e migranti) rende il fronte di resistenza friabile. &Egrave; proprio per questo che serve un loro coinvolgimento diretto in giornate di lotta in cui, con un nuovo patto generazionale, si colpisca tutti insieme i profitti di chi precarizza e restringe i diritti. Non c&rsquo;&egrave; altra strada.</p>
<p>La lotta alla precariet&agrave; non pu&ograve; essere altro che la sfida di favorire, costruire, evidenziare la presa di parola delle generazioni precarie all&rsquo;interno e non all&rsquo;esterno dei processi di produzione di valore. L&rsquo;esito positivo o negativo della nostra azione dipende da quanti precari e precarie diventeranno soggetto attivo. Se precari e precarie costruiranno un modo di prendere parola e di affermare le proprie ragioni dentro e contro ai processi produttivi allora vinceremo tutti. Se verranno evocati o trattati come opinionisti o societ&agrave; civile, non saranno n&eacute; i metalmeccanici a salvarci (hanno gi&agrave; difficolt&agrave; a salvarsi da s&eacute;), n&eacute; Susanna Camusso nelle sue peripezie politiche.</p>
<p>Quindi come si suol dire la verit&agrave; sta nel mezzo, e questo mezzo &egrave; ben rappresentato dal ragionamento che sta a monte degli Stati generali della precariet&agrave; e della proposta di Sciopero precario. Bisogna fare quello che &ldquo;Il nostro tempo &egrave; adesso&rdquo; ha fatto nelle ultime due settimane e che San Precario sta cercando di costruire tassello dopo tassello da sette anni: contattare ogni piccola aggregazione di precari. Poi questo lavoro di networking va innestato all&rsquo;interno di un&rsquo;idea di sciopero esemplare dove i precari godano delle migliori condizioni per esprimere la propria forza.</p>
<p>Perch&eacute; se noi precari ci fermassimo si bloccherebbe il paese.</p>
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