<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
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	<description>cospira precario</description><lastbuilddate>Tue, 14 Apr 2020 10:01:59 +0000</lastbuilddate><language>it-IT</language><updateperiod>
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	1	</updatefrequency><generator>https://wordpress.org/?v=5.4</generator><item><title>L&rsquo;unico precario buono &egrave; il precario muto</title><link>/lunico-precario-buono-e-il-precario-muto.html
					<comments>/lunico-precario-buono-e-il-precario-muto.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Thu, 25 Nov 2010 07:17:22 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=32318</guid><description>E&rsquo; il lontano 2007, un sacco di tempo fa, le nubi della crisi sono ancora distanti, nascoste oltre l&rsquo;orizzonte, ma non &egrave; che si sta meglio. E&rsquo; l&rsquo;alba della settima MayDay, il Primo Maggio dei precari, che di anno in anno miete partecipazioni record, generando invidia e risentimento fra le molte &ldquo;istituzioni della sinistra&rdquo;. Eh, s&igrave;, perch&egrave; questa manifestazione giovane, troppo allegra ed irriverente &egrave; un sassolone nella scarpa della politica. E&rsquo; fastidioso il volume con cui i precari declamano le loro rivendicazioni, sono fastidiose le loro rivendicazioni, per dire infine, arrivando al succo, che sono fastidiosi gli stessi precari. <p><a href="/lunico-precario-buono-e-il-precario-muto.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><a href="/wp-content/uploads/2010/11/pagina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32319" title="pagina" src="/wp-content/uploads/2010/11/pagina-242x300.jpg" alt="" width="122" height="151" srcset="/wp-content/uploads/2010/11/pagina-242x300.jpg 242w, /wp-content/uploads/2010/11/pagina-121x150.jpg 121w, /wp-content/uploads/2010/11/pagina-400x494.jpg 400w, /wp-content/uploads/2010/11/pagina.jpg 779w" sizes="(max-width: 122px) 100vw, 122px"></a>E&rsquo; il lontano 2007, un sacco di tempo fa, le nubi della crisi sono  ancora distanti, nascoste oltre l&rsquo;orizzonte, ma non &egrave; che si sta  meglio. <br>
 E&rsquo; l&rsquo;alba della settima MayDay, il Primo Maggio dei precari, che di  anno in anno miete partecipazioni record, generando invidia e  risentimento fra le molte &ldquo;istituzioni della sinistra&rdquo;. <br>
 Eh, s&igrave;, perch&egrave; questa manifestazione giovane, troppo allegra ed  irriverente &egrave; un sassolone nella scarpa della politica. E&rsquo; fastidioso il  volume con cui i precari declamano le loro&nbsp; rivendicazioni, sono  fastidiose le loro rivendicazioni, per dire infine, arrivando al succo,  che sono fastidiosi gli stessi precari. <br>
 Se si limitassero a lamentarsi&hellip; ma no, anzi pretendono pure di prender parola.
<p><br class="spacer_"></p>
<p><span id="more-32318"></span></p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2010/11/cgil1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32320" title="cgil1" src="/wp-content/uploads/2010/11/cgil1-300x104.jpg" alt="" width="180" height="62" srcset="/wp-content/uploads/2010/11/cgil1-300x104.jpg 300w, /wp-content/uploads/2010/11/cgil1-1024x356.jpg 1024w, /wp-content/uploads/2010/11/cgil1-150x52.jpg 150w, /wp-content/uploads/2010/11/cgil1-400x139.jpg 400w, /wp-content/uploads/2010/11/cgil1.jpg 1684w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px"></a>E la parola dei precari genera il panico perch&egrave; ribalta completamente  il quadro di riferimento, le categorie concettuali e infine, pi&ugrave;  importante, la gerarchia &ldquo;naturale&rdquo; fra rappresentati e rappresentanti.  Cos&igrave;, negli anni, con la crescita del Primo Maggio precario si &egrave;  assistito anche alla nascita di nuovo di uno sport: se devi parlare  della MayDay, parlane male.</p>
<p>E via col liscio: ravers, writers, devastatori, teppisti, drogati,  scappati di casa, senza-meta, compagni che sbagliano, compagni che  sballano, compagni che ballano. <br>
 Parole, parole e parole&hellip; sparate per denigrare e sminuire, che per&ograve;  nel loro insieme, lo ammettiamo, descrivono bene i giovani di oggi &ndash; il  pluricitato precariato metropolitano &ndash; e ci convincono, dato che lo  vediamo ogni giorno dall&rsquo;interno, che &egrave; proprio cos&igrave;; la MayDay ogni  anno fa il pieno perch&egrave; &egrave; una manifestazione aperta, oceanica, che parla  un linguaggio fresco, politicamente nuovo ed incisivo e che si porta in  seno tutte le contraddizioni proprie delle nuove generazioni. E le  affronteremo tutte queste contraddizioni, una per una. I risultati per&ograve;  sono netti e positivi. Oltre la MayDay, ogni anno, sono molte centinaia  coloro che si rivolgono ai Punti San Precario aperti nella citt&agrave; per  dare battaglia sul proprio luogo di lavoro. Una sinergia virtuosa che fa  leva sul linguaggio per rinnovare e rimpolpare le pratiche del  conflitto.</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2010/11/manif8.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32321" title="city_1" src="/wp-content/uploads/2010/11/manif8-300x118.jpg" alt="" width="180" height="71" srcset="/wp-content/uploads/2010/11/manif8-300x118.jpg 300w, /wp-content/uploads/2010/11/manif8-1024x405.jpg 1024w, /wp-content/uploads/2010/11/manif8-150x59.jpg 150w, /wp-content/uploads/2010/11/manif8-400x158.jpg 400w, /wp-content/uploads/2010/11/manif8.jpg 1206w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px"></a>Il pezzo forte di quella MayDay 2007 &egrave; il free&amp;free press <a href="http://city.precaria.org/">City of Gods</a>,  un prodotto editoriale della rabbia precaria, che &egrave; gi&agrave; al quarto  numero, per un totale di 100.000 copie distribuite principalmente nelle  metropolitane, e come potete vedere &egrave; un concentrato di sapienza e  cattiveria precaria. Esce con le edizioni di Milano, Roma,  Bergamo, Livorno e racconta la precariet&agrave; dal punti di vista del  protagonismo precario, non dalla sfiga. <br>
 Quell&rsquo;anno sembra che l&rsquo;isolamento della MayDay debba terminare, uno  spiraglio si apre fra le maglie dell&rsquo;embargo mediatico, pure il  manifesto pubblica 4 pagine di City of Gods nell&rsquo;edizione del primo  maggio&hellip; E la sera dopo la manifestazione, scoppia la bagarre: il  subvertising della campagna della Cgil ha infastidito i piani alti del  sindacato pi&ugrave; alto d&rsquo;Italia. Il manifesto si scusa (con la Cgil),  prostrandosi, ci d&agrave; degli stronzi, dei cattivoni in malafede, e fa uno  due o pi&ugrave; pezzi per chiedere scusa (alla Cgil) mentre il sindacato  minaccia di affondare il quotidiano comunista che naviga gi&agrave; in cattive  acque. Proviamo a replicare, ma la nostra risposta, che viene pubblicata  fra le lettere, viene tagliata e contenuta da una premessa (loro) e da  una conclusione (loro) in cui ripetono le scuse (alla Cgil).</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2010/11/montezemolo2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32322" title="montezemolo2" src="/wp-content/uploads/2010/11/montezemolo2-300x106.jpg" alt="" width="180" height="64" srcset="/wp-content/uploads/2010/11/montezemolo2-300x106.jpg 300w, /wp-content/uploads/2010/11/montezemolo2-150x53.jpg 150w, /wp-content/uploads/2010/11/montezemolo2-400x141.jpg 400w, /wp-content/uploads/2010/11/montezemolo2.jpg 814w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px"></a>Perch&egrave; questo momento amarcord? Perch&egrave; i precari hanno la memoria lunga  e la campagna &ldquo;Disposti a tutto&rdquo;, le frasi della Camusso a  RadioPopolare, i vaneggiamenti sul &ldquo;culto di San Precario&rdquo; riportati da  Repubblica ci raccontano di un&rsquo;Italia in crisi, dove le &ldquo;istituzioni di  una parte della sinistra sindacale e mediatica&rdquo; affilano le lame per  riprendere l&rsquo;offensiva esattamente da quel punto, puntando ad  un&rsquo;invasione di campo giocata tutta sui linguaggi&nbsp; (artefatti da agenzie  di comunicazioni) e sulla spinta mediatica (pagate a fior di abbonamenti  e finanziamenti). <br>
 Che male c&rsquo;&egrave;, potrebbe dire qualcuno? La domanda &egrave; giusta ma la  risposta &egrave; scontata: costoro sono per l&rsquo;abolizione del precariato,  espressione che sottointende una bestialit&agrave; reazionaria (immaginate se  nella fine dell&rsquo;Ottocento qualcuno si fosse permesso di dire che andava  abolito il proletariato&hellip;) per due motivi:</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2010/11/pagina-manifestro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32323" title="pagina manifestro" src="/wp-content/uploads/2010/11/pagina-manifestro-203x300.jpg" alt="" width="122" height="180" srcset="/wp-content/uploads/2010/11/pagina-manifestro-203x300.jpg 203w, /wp-content/uploads/2010/11/pagina-manifestro-694x1024.jpg 694w, /wp-content/uploads/2010/11/pagina-manifestro-101x150.jpg 101w, /wp-content/uploads/2010/11/pagina-manifestro-400x589.jpg 400w, /wp-content/uploads/2010/11/pagina-manifestro.jpg 780w" sizes="(max-width: 122px) 100vw, 122px"></a>1) perch&egrave; si ostina a non tenere conto delle profonde trasformazioni  che la societ&agrave; italiana ha subito negli ultimi trent&rsquo;anni &ndash;  trasformazioni pessime per i lavoratori, e non certo per colpa della  MayDay &ndash; perorando un&rsquo;ipotesi di ritorno al passato che non sta ne in  cielo n&egrave; in terra e che sa molto di restaurazione finalizzata al  recupero del proprio potere politico (negli ultimi tempi decisamente diminuito). Potere che verr&agrave; utilizzato per ottenere nuovi  diritti per tutti? Ma va l&agrave;: potere che verr&agrave; sfruttato, potete  scommetterci, per strappare una maggior quota azionistica nel patto  sociale per lo sviluppo che la Cgil sta contrattando con la Confindustria  (produttivit&agrave; , competitivit&agrave;, e bla e bla e blablabl&agrave;); <br>
 2) perch&egrave; dall&rsquo;espressione &ldquo;abolire il precariato&rdquo; si evince che la  parola dei precari (il cui insieme costituisce il precariato) in fondo  in fondo non ha peso, perch&egrave; in prospettiva essi non dovranno pi&ugrave;  esistere, e quindi rappresentano un&rsquo;escrescenza transitoria, casuale, e  il loro apporto alla costruzione delle battaglie per il futuro non pu&ograve;  che essere occasionale.</p>
<p><em>Noi la pensiamo diversamente, siamo precari, rappresentiamo le  generazioni pi&ugrave; o meno&nbsp; giovani che hanno pagato quel poco di ricchezza  che questo paese ha prodotto, siamo connaturati alla metropoli, ovvero  alle parti connesse col tessuto globale in questa italietta provinciale.  Quindi devono essere le nostre parole e le nostre rivendicazioni la base  su cui si costruisce l&rsquo;alternativa. </em></p>
<p>Stop. Il resto sono cazzate.</p>
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					<comments>/mayday-2009-un-fiume-in-piena.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Thu, 28 May 2009 12:08:35 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false"></guid><description><p align="justify">Quest&rsquo;anno la Mayday di Milano ha esondato come un fiume in piena. E&rsquo; diventata, per la prima volta nei suoi nove anni di et&agrave;, una vera festa di popolo. Non c&rsquo;&egrave; altro modo per raccontarla: la Mayday &egrave; il primo maggio dell&rsquo;Italia del secondo millennio.</p> <p></p> E&rsquo; un&rsquo;arca di No&egrave; che contiene il corpo vivo del lavoro precario. Porta in strada decine e decine di migliaia di persone giovani e incazzate. Ne fa esplodere la rabbia e la gioia, e copre, per una volta, la faccia oscura di una metropoli triste, votata solo al profitto. E&rsquo; <p><a href="/mayday-2009-un-fiume-in-piena.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/whiLfabK5xk"><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/whiLfabK5xk"></embed></object>

<p align="justify">Quest&rsquo;anno la Mayday di Milano ha esondato come un fiume in piena. E&rsquo;<br>
diventata,  per la prima volta nei suoi nove anni di et&agrave;, una vera festa<br>
di popolo. Non c&rsquo;&egrave; altro modo per raccontarla: la Mayday &egrave; il primo<br>
maggio dell&rsquo;Italia del secondo millennio.</p>
<p><span id="more-15474"></span></p>
<div>E&rsquo; un&rsquo;arca di No&egrave; che contiene<br>
il corpo vivo del lavoro precario. Porta in strada decine e decine di<br>
migliaia di persone giovani e incazzate. Ne fa esplodere la rabbia e la<br>
gioia, e copre, per una volta, la faccia oscura di una metropoli triste,<br>
votata solo al profitto.<br>
E&rsquo; un giorno potente, di festa, che raccoglie un impegno continuo<br>
e costante sviluppato durante un intero anno di<br>
cospirazione e agitazione, analisi e lotte. Nel 2001 era un&rsquo;idea: centri<br>
sociali e sindacati di base sono scesi in piazza il primo maggio per<br>
parlare di precariet&agrave; (questa sconosciuta) e trasformazioni del lavoro.<br>
Oggi, e vedremo l&rsquo;anno prossimo cosa sar&agrave; la sua decima edizione, le<br>
piccole categorie della politica di movimento sono sommerse da un mare di<br>
persone vive, di precari e precarie, migranti, studenti. Sono assordate e<br>
sovrastate da una folla voci, grida, canti, musica, slogan, manifesti,<br>
volantini, sound system. Centomila persone.<br>
Una cosa che riempie il cuore.</div>

<p align="justify">&ldquo;Aspiranti veline offresi per posto fisso in parlamento. No contratti<br>
co.co.de&rdquo;, lo leggiamo su uno striscione appeso al primo piano su un<br>
balcone di Via Torino. Anche quest&rsquo;anno San Precario ci ha donato una<br>
giornata di sole, calda e luminosa. L&rsquo;ideale per i carri a pedali dello<br>
spezzone no-oil che apre la parade, con la musica alimentata da pannelli<br>
solari, a indicare la necessit&agrave; e la possibilit&agrave; di un futuro di sviluppo<br>
diverso. Con loro, la creativit&agrave; di Serpica Naro, la stilista precaria<br>
ribelle e open source sfila vestita di rosa. Dietro, arrivano i camion<br>
alimenti dal vecchio gasolio: i migranti, i ragazzi di Rho con la loro<br>
mega-piovra che indica le tentacolari politiche di speculazione che Moratti<br>
&amp; co. cercano di preparare per l&rsquo;Expo 2015. Poi, lavoratori, lavoratori,<br>
lavoratori.</p>
<p align="justify">San Precario guida il carro dell&rsquo;Intelligence precaria e dei collettivi dei<br>
call center, degli operatori sociali, degli autorganizzati della scala. E<br>
poi gli Universi precari dei lavoratori della conoscenza della conoscenza<br>
(ricercatori, redattori, giornalisti free lance e precari) e gli studenti<br>
dell&rsquo;Onda, accompagnati dalla ministra Anna Adamolo. Segue il monumento<br>
brianzolo a trazione sonora: un carro che racconta un&rsquo;anno di azione e<br>
opposizione nella provincia di Monza, tutta fatta di veline, vetrine e<br>
precariet&agrave;. I&rsquo;m homeless, I&rsquo;m precario, non sono solo slogan ma anche le<br>
azioni con cui il Foa Boccaccio presidia il proprio territorio, rispondendo<br>
colpo su colpo all&rsquo;amministrazione monzese che a suon di propaganda cerca<br>
di convincere i giovani a schierarsi fra le fila inebetite degli<br>
sfigati&amp;precari&amp;contenti.</p>
<p align="justify">Tra il mare di persone si diffonde il nuovo numero di City of Gods, il free<br>
press fatto da giornalisti precari, free lance, attivisti dei gruppi di<br>
lavoratori. Il nostro City racconta le nostre storie, le nostre vite,<br>
sovverte i linguaggi della politica tradizionale. E&rsquo; l&rsquo;opposto del<br>
volantino politico: &egrave; pop (pure troppo, direte), &egrave; colorato e allegro,<br>
prende per il culo i professionisti della pubblicit&agrave; e del marketing<br>
politico. Per&ograve; &egrave; pieno di contenuti, &egrave; un giornale vero. In copertina,<br>
il poster della Mayday e il titolo: Rotta verso il futuro!</p>
<p align="justify">E la nave che fa rotta verso il futuro non &egrave; quella che rischia di<br>
affondare, quella del neoliberismo, della finanza che detta legge su tutto<br>
il mondo. Ma nemmeno quella della sinistra ormai esplosa in mille schegge<br>
identitarie, a discutere di falcemartello mentre il mondo gli sfugge da<br>
sotto i piedi. La nostra &egrave; l&rsquo;arca di un&rsquo;alleanza fra generazioni diverse,<br>
fra precari e migranti, fra i sempre meno garantiti e chi le garanzie non<br>
le ha mai viste. I suoi linguaggi sono nuovi, la sua estetica anche. Per<br>
fortuna non soffriamo dell&rsquo;agorafobia di chi davanti a uno spaccato cos&igrave;<br>
ampio di societ&agrave; giovane si ritrae con la puzza al naso, rinchiudendosi<br>
nelle piccole comodit&agrave; della propria identit&agrave;.<br>
Per noi &egrave; da questa gente, in questa gente, dalle contraddizioni che<br>
vive tutti i giorni e dalla sua energia che possono nascere nuove idee e quei<br>
soggetti capaci di opporsi all&rsquo;attacco formidabile condotto da questo governo e dalle<br>
imprese contro il contratto nazionale, la sicurezza sui posti di lavoro, il<br>
diritto allo sciopero, la scuola e la sanit&agrave; pubbliche.</p>
<p align="justify">Ma il dato su cui poggia questa santa alleanza sta proprio nella giovinezza<br>
di chi anima la Mayday. E&rsquo; una garanzia del fatto che a loro, a noi, non si<br>
potranno presentare soluzioni che non siano veramente all&rsquo;altezza dei<br>
tempi. Siamo consapevoli che il lavoro e lo sfruttamento hanno forme troppo<br>
diverse da quelle del novecento. Sul poster della Mayday sono indicati i<br>
cardini della nostra evoluzione: reddito, diritti nel lavoro e oltre il<br>
lavoro, liberi saperi e conflitto. La loro crisi &egrave; iniziata l&rsquo;anno<br>
passato, la nostra da dieci anni e pi&ugrave;. E&rsquo; ora che le imprese paghino<br>
entrambi i conti. Tremonti la pensa diversamente: la sua risposta alla<br>
crisi della globalizzazione &egrave; letteralmente Dio, Patria<br>
e Famiglia, come ha scritto nel suo libro: un ritorno a un passato buio, di<br>
identit&agrave; rigide e odio, un passato ingiusto e anche palloso. Gli sgherri<br>
leghisti e fascisti al governo stanno declinando questa formula nel modo<br>
pi&ugrave; feroce possibile.</p>
<p align="justify">Eppure noi sentiamo davvero il bisogno di fare rotta verso il futuro,<br>
insieme a questa gente che ha riempito le strade in una giornata di festa.<br>
Anche se la stampa non si &egrave; accorta del fatto che a Milano, come accade da<br>
anni, &egrave; sfilata la manifestazione del primo maggio pi&ugrave; grande d&rsquo;Europa,<br>
che esprime contenuti precisi e trascina con s&egrave; un&rsquo;enorme carica vitale.<br>
Chi dice che la Mayday non &egrave; politica ma solo una festa, non si rende che<br>
esprimere gioia, cos&igrave; come rabbia, significa rompere quel meccanismo vizioso<br>
che vuole raccontare la precariet&agrave; solo dal punto di vista della sfiga.<br>
Non si gioisce della sfiga, ma della consapevolezza di potersi opporre ad essa.</p>
<p align="justify">Il percorso della Mayday 2009 a Milano &egrave; passato per <a href="https://web.archive.org/web/20090601231100/http://italy.euromayday.org:80/countdown/blog.php" target="_self" rel="noopener noreferrer">un countdown pieno diazioni</a> e proseguito il 23 maggio con la manifestazione nazionale dei migranti. A fine mese, il 30 e il 31 maggio all&rsquo;Auditorium del Liceo Carducci (MM1 e<br>
MM2- Loreto) l&rsquo;urlo di liberazione della MayDay trover&agrave; una prima risposta<br>
nel c<a href="index.php/Fatti-e-Misfatti/Welfare-mon-amour-Garanzia-di-reddito-e-accesso-ai-beni-comuni-in-tempo-di-crisi.html" target="_self" rel="noopener noreferrer">onvegno nazionale sul welfare metropolitano</a> , organizzato<br>
dall&rsquo;Associazione San Precario in collaborazione con Associazione BioS e<br><a href="http://www.bin-italia.org/" target="_self" rel="noopener noreferrer">Associazione Bin-Italia</a>. A inizio giugno con un momento di confronto sulla violenza di genere,<br>
che abbiamo <a href="index.php/Intelligence-Precaria/Comunicato-n%C2%B0-1.-Testosterone-partout-justice-nulle-part.html" target="_self" rel="noopener noreferrer">visto all&rsquo;opera purtroppo anche durante la Mayday</a>. Dal 18 giugno ci sar&agrave; l&rsquo;<a href="http://it.hackmeeting.org/" target="_self" rel="noopener noreferrer">Hackmeeting</a> a Milano (preceduto da 10 giorni di warm up), l&rsquo;incontro degli hacker<br>
italiani che si dedicano a mettere in pratica la riappropriazione e la<br>
liberazione dei saperi. Infine, a luglio, arriveranno gli Stati generali<br>
della precariet&agrave;&hellip;<br>
Stay tuned.
</p>
<p align="justify">May day! May day!</p>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/mayday-2009-un-fiume-in-piena.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/mayday-2009-un-fiume-in-piena.html/feed</commentrss><comments>0</comments></item><item><title>Comunicato n&deg; 1. Testosterone partout, justice nulle part</title><link>/comunicato-n%c2%b0-1-testosterone-partout-justice-nulle-part.html
					<comments>/comunicato-n%c2%b0-1-testosterone-partout-justice-nulle-part.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Fri, 08 May 2009 12:14:20 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false"></guid><description> Comunicato n&deg; 1 Testosterone partout, justice nulle part  <p> Al termine della MayDay di Milano, il primo maggio scorso, &egrave; avvenuto un fatto gravissimo: l&rsquo;abuso di un uomo su una donna. Come uomini e donne che partecipano al processo di costruzione della MayDay, ci sentiamo direttamente coinvolt* in quello che &egrave; successo e siamo rimasti colpiti nel cuore dal fatto che sia accaduto in uno dei nostri spazi. Anzi, in quello che per noi &egrave; uno degli ultimi spazi residui di libert&agrave; ed espressivit&agrave; della citt&agrave; di Milano. </p> <p> </p><p></p> <p> A mente un po&rsquo; pi&ugrave; </p><p><a href="/comunicato-n%c2%b0-1-testosterone-partout-justice-nulle-part.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><p>
Comunicato n&deg; 1<br>
Testosterone partout, justice nulle part
</p>
<p>
Al termine della MayDay di Milano, il primo maggio scorso, &egrave;<br>
avvenuto un fatto gravissimo: l&rsquo;abuso di un uomo su una donna. Come<br>
uomini e donne che partecipano al processo di costruzione della MayDay,<br>
ci sentiamo direttamente coinvolt* in quello che &egrave; successo e siamo<br>
rimasti colpiti nel cuore dal fatto che sia accaduto in uno dei nostri<br>
spazi. Anzi, in quello che per noi &egrave; uno degli ultimi spazi residui di<br>
libert&agrave; ed espressivit&agrave; della citt&agrave; di Milano.
</p>
<p>

</p><p><span id="more-15374"></span></p>
<p>
A mente un po&rsquo; pi&ugrave; fredda rispetto alle prime ore dopo il fatto, ci<br>
sentiamo di scrivere ancora qualche riflessione, che dirigiamo a chi ha<br>
partecipato alla MayDay, a chi l&rsquo;ha seguita da lontano o da vicino, a<br>
chi ci ha criticato e attaccato e a chi ci ha aiutato a capire cosa<br>
fosse successo. Soprattutto le dirigiamo alla ragazza che ha subito<br>
sulla sua pelle la violenza, a cui va il nostro abbraccio sincero.
</p>
<p>
Vogliamo che questo episodio serva per riflettere sulla violenza, su<br>
quella di tutti. Sulla violenza di genere, prima di tutto, ma anche su<br>
quella di chi si vuol fare giustizia da s&egrave;, come &egrave; successo venerd&igrave;<br>
scorso in piazza Castello. Ce lo diciamo da anni: le violenze avvengono<br>
in casa, avvengono sul lavoro, avvengono ovunque. Perch&eacute; i nostri<br>
luoghi dovrebbero esserne immuni? Lo dicevamo, certo, ma ora la<br>
crescita della MayDay ci ha messo di fronte a una giornata che<br>
rappresenta uno spaccato troppo ampio della societ&agrave; per poter essere<br>
immune da alcunch&eacute;. Anche tra le persone che partecipano alla MayDay<br>
c&rsquo;&egrave; chi &egrave; stato contagiato dal lessico del maschilismo imperante, dal<br>
declino culturale e politico del nostro paese.
</p>
<p>
Non l&rsquo;abbiamo visto solo nella violenza sessuale che &egrave; accaduta, ma<br>
anche nella reazione violenta dei presenti (per tacer della polizia che<br>
ha manganellato colpendo a caso, nel mucchio, e senza un motivo). Lo<br>
abbiamo letto negli articoli di giornale, nelle dichiarazioni di De<br>
Corato e Penati che hanno usato l&rsquo;accaduto in modo strumentale, per far<br>
campagna elettorale. L&rsquo;abbiamo visto nei commenti nauseabondi di chi ha<br>
accusato la vittima di esserla andata a cercare. Infine, l&rsquo;abbiamo<br>
letto nel nostro primo comunicato, scritto con fretta e stanchezza, in<br>
cui abbiamo infilato un paio di espressioni e un paio di mancanze che<br>
hanno causato giuste critiche.
</p>
<p>
La questione di genere &egrave; da sempre interna ai nostri percorsi<br>
politici. La stessa MayDay, grazie alla sua componente pink e alla<br>
partecipazione delle donne e di gruppi e collettivi che lavorano sul<br>
nesso tra genere e precariet&agrave;, ha sempre assunto il genere come<br>
tematica centrale. Anche per questo abbiamo riflettuto a lungo su come<br>
affrontare questo problema e abbiamo deciso di avviare un percorso di<br>
costruzione di una tavola rotonda di confronto, da svolgersi nelle<br>
prossime settimane. Vogliamo riprendere le questioni di genere e<br>
renderle in modo ancora pi&ugrave; forte una componente importante della Long<br>
MayDay, facendo in modo che ci accompagnino fino al prossimo primo<br>
maggio.
</p>
<p>
Chiediamo a tutte le realt&agrave; e le persone che hanno partecipato ai<br>
percorsi legati alla MayDay negli ultimi nove anni di aiutarci ad<br>
aprire un confronto per assumere insieme la responsabilit&agrave; collettiva<br>
di questo percorso. Vogliamo che anche in futuro la MayDay continui a<br>
essere uno spazio aperto, di partecipazione, allergico alle sirene<br>
securitarie e alle spinte a rinchiudersi nel territorio sicuro, ma<br>
claustrofobico, delle proprie identit&agrave;.
</p>
<p>
	Milano, 6 maggio 2009<br><a href="mailto:info@euromayday.org">info@euromayday.org</a>
</p>
<p>
Intelligence Precaria<br>
Chainworkers<br>
City of Gods<br>
Punto San Precario<br>
Serpica Naro<br>
Autorganizzati della Scala<br>
Diversamente Strutturati<br>
Operai Sociali<br>
Rete Colsenter<br>
Re.Re.Pre. &ndash; Rete dei Redattori Precari<br>
Uninversi.org<br>
Ambulatorio Medico Popolare [Milano]<br>
Sexyshock [Bologna]<br>
FOA Boccaccio [Monza]<br>
Cascina Autogestita Torchiera senzacqua [Milano]<br>
Corsari Milano<br>
SOS Fornace [Rho]<br>
CSA Magazzino47 [Brescia]<br>
CSA Paci&rsquo; Paciana [Bergamo]<br>
Pacio &ndash; spazio libero [Piacenza]</p>
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					<comments>/mayday-mai-cosi-tanti-tra-musica-e-rabbia.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Sun, 03 May 2009 11:07:17 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false"></guid><description> Pi&ugrave; di centomila hanno sfilato a Milano per la nona edizione: confederali battuti 20 a 1  <p>&ldquo;Aspiranti veline offresi per posto fisso in parlamento. No contratti co.co.de&rdquo;. Cos&igrave; recitava uno striscione appeso al primo piano di uno stabile all&rsquo;inizio di Via Torino, una delle arterie centrali di Milano dove &egrave; sfilata la grande parade dell&rsquo;EuroMayDay009. </p> Un&rsquo;ironia che calza a pennello con lo spirito della MayDay. Quella di quest&rsquo;anno &egrave; stata la nona edizione, ma lo smalto, l&rsquo;ironia, l&rsquo;invettiva, la rabbia, il desiderio di cambiare sono sempre quelle degli inizi. Con una differenza: quest&rsquo;anno hanno partecipato pi&ugrave; <p><a href="/mayday-mai-cosi-tanti-tra-musica-e-rabbia.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><img style="margin: 5px; float: left" src="/images/stories/giipri00010120090503.jpeg" alt="giipri00010120090503.jpeg" title="giipri00010120090503.jpeg" width="283" height="171"><em>Pi&ugrave; di centomila hanno sfilato a Milano per la nona edizione: confederali battuti 20 a 1 </em>
<p>&ldquo;Aspiranti veline offresi per posto fisso in parlamento. No contratti<br>
co.co.de&rdquo;. Cos&igrave; recitava uno striscione appeso al primo piano di uno<br>
stabile all&rsquo;inizio di Via Torino, una delle arterie centrali di Milano<br>
dove &egrave; sfilata la grande parade dell&rsquo;EuroMayDay009.
</p>
<div align="justify">
Un&rsquo;ironia<br>
che calza a pennello con lo spirito della MayDay. Quella di quest&rsquo;anno<br>
&egrave; stata la nona edizione, ma lo smalto, l&rsquo;ironia, l&rsquo;invettiva, la<br>
rabbia, il desiderio di cambiare sono sempre quelle degli inizi. Con<br>
una differenza: quest&rsquo;anno hanno partecipato pi&ugrave; di 100mila giovani. Una cifra che &egrave; il segno dei<br>
tempi e della consapevolezza raggiunta dal lavoro precario. Nulla a<br>
confronto delle migliaia che avevano sfilato nel 2001. E nulla al<br>
confronto&nbsp; dei 5mila che nella mattinata aveva seguito le bandiere di<br>
Cgil, Cisl e Uil. MayDay batte il sindacato confederale 20 a 1.
</div>
<p><span id="more-15314"></span></p>
<p align="justify">
Gi&agrave; poco dopo mezzogiorno in P.za XXIV maggio, cuore del&nbsp; quartiere Ticinese, si raccolgono i primi carri che, dopo il paziente lavoro di preparazione, cominciano a sfilare poco dopo le 15.00, accompagnati dai colori e dalla vivacit&agrave; della moltitudine precaria. Musica a tutto volume intervallata da proclami, proposte, narrazioni della quotidiana realt&agrave; precaria, che &egrave; anche e soprattutto precariet&agrave; di vita.
</p>
<p align="justify">
Il lungo serpentone colorato &egrave; stato aperto dal carro no-oil, a pedali, con la musica alimentata da pannelli solari, a indicare la necessit&agrave; e la possibilit&agrave; di un futuro eco-compatibile, attraversato dai colori pink delle Serpiche.
</p>
<p align="justify">
Seguivano i carri delle realt&agrave; migranti e precarie, rappresentanza e denuncia delle contraddizioni della metropoli e del lavoro milanese. I ragazzi di Rho (C.S. Fornace) erano caratterizzati da un&rsquo;enorme piovra a indicare le politiche tentacolari di speculazione edilizia che Moratti &amp; C. cercano di attuare con l&rsquo;Expo 2015.
</p>
<p align="justify">
San Precario faceva bella mostra di s&eacute; davanti al carro dell&rsquo;Intelligence Precaria e dell&rsquo;Associazione Bios, nuova realt&agrave; di azione post-sindacale, gi&agrave; nota in citt&agrave; per gli interventi (con successo) nella telefonia (caso Omnia) e nei settori dei servizi di trasporto e distribuzione posta (caso TnT), gli operari sociali che hanno distribuito il kit, e gli autorganizzati della Scala a ritmo di Spazio Petardo e Oscar White&nbsp; denunciavano la situazione di speculazione edilizia e malattie causate dalla&nbsp; presenza di amianto nelle <em>case white</em> di Rogoredo, alle porte di Milano.
</p>
<p align="justify">
I precari della conoscenza (dall&rsquo;universit&agrave;, agli studenti, ai giornalisti e redattori precari) oltre a distribuire il nuovo numero della free &ldquo;free&rdquo; press dei precari &ldquo;City of Gods&rdquo; presentavano e declamavano la carta dei diritti dei lavoratori della conoscenza.<br>
La creativit&agrave; e la capacit&agrave; di rappresentazione scenica raggiungevano l&rsquo;apice con il carro delle realt&agrave; metropolitane dell&rsquo;hinterland milanese e di Monza, dove le problematiche della casa e del controllo sociale (telecamere, cancelli e via dicendo) venivano denunciate come due facce uguali delle politiche sicuritarie e repressive che oggi sono diventate normalit&agrave;.
</p>
<p align="justify">
Il tutto condito da continui spostamenti dei manifestanti da un carro all&rsquo;altro in un caos di musica e &ldquo;speakeraggi&rdquo; continui, a cui non potevano certo sottrarsi anche i carri delle realt&agrave; del sindacalismo di base. Cub e Sdl seguivano le realt&agrave; di movimento con interventi informativi soprattutto a sostegno dello sciopero generale di tutto il sindacalismo di base per il 15 maggio.
</p>
<div align="justify">
All&rsquo;ingresso in P.za Duomo la Parade &egrave; passata tra due ali straripanti di folla, incuriosita e richiamata dalla musica pompata dalle casse montate sui carri. E&rsquo; stata l&rsquo;occasione per comunicare con quella parte della citt&agrave; che almeno non si rifiuta di ascoltare. Milano sta facendo guerra all&rsquo;intelligenza. Milano grida aiuto, MayDay, MayDay. Ma non si tratta di un urlo di disperazione, &egrave; piuttosto un urlo di potenza e creativit&agrave;, che trae linfa dalla gioia di lottare, dalla gioia di essere visibili in una realt&agrave; sociale che sull&rsquo;invisibilit&agrave; e lo sfruttamento della precariet&agrave; basa la creazione della sua ricchezza.<br>
Man mano che la Parade avanzava, nuove persone venivano irresistibilmente chiamate a partecipare. I microfoni dei carri passavano da mano in mano.<br>
Interventi sulla crisi finanziaria (noi, sia chiaro, non la pagheremo), sullo scandalo dei 300 milioni di euro persi dal Comune di Milano per le speculazioni sui derivati (da usare invece per un welfare metropolitano), aperture di nuove vertenze, la condizione dei migranti, la difficolt&agrave; di arrivare a fine mese, la necessit&agrave; di poter accedere a un reddito continuativo e garantito si rincorrevano nelle strade di Milano.<br>
La partecipazione quest&rsquo;anno &egrave; stata sicuramente pi&ugrave; attiva rispetto ad altre edizioni. La MayDay &egrave; festa, ma festa arrabbiata e sicura delle proprie ragioni. Il serpentone colorato si &egrave; poi concluso in P.za Castello con una certezza: in quest&rsquo;anno di crisi, la MayDay, pi&ugrave; che mai, non &egrave; un punto di arrivo n&eacute; d&rsquo;approdo, ma solo un punto di partenza. Da oggi in poi Milano ne vedr&agrave; delle belle.
<p>MayDay Milano
</p></div>
<p>
&nbsp;</p>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/mayday-mai-cosi-tanti-tra-musica-e-rabbia.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/mayday-mai-cosi-tanti-tra-musica-e-rabbia.html/feed</commentrss><comments>0</comments></item><item><title>City of Gods, Speciale Mayday &lsquo;09: cercalo a Milano e Roma</title><link>/city-of-gods-speciale-mayday-09-cercalo-a-milano-e-roma.html
					<comments>/city-of-gods-speciale-mayday-09-cercalo-a-milano-e-roma.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Thu, 30 Apr 2009 10:44:53 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false"></guid><description>In occasione della EuroMayday009 ecco in edizione straordinaria un nuovo numero della free&amp;free press precaria City of Gods . In esclusiva, all&rsquo;interno, l&rsquo;inserto speciale Alitalia: qui troverete spiegati tutti i divertenti trucchi usati dalla famosa banda Colaninno, insieme a governo e sindacati, per mandare a casa i lavoratori, speculare sul titolo, beccare utili, mollare debiti, far valutare la compagnia di bandiera quasi un miliardo di euro, ma scucire solo 250 milioni. Altro che gioco delle tre carte!  <p> Per riuscire in questa grande magia (sparizione dei costi, moltiplicazione delle entrate), il ruolo dei giornali &egrave; stato decisivo: sfoderate le </p><p><a href="/city-of-gods-speciale-mayday-09-cercalo-a-milano-e-roma.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded>In occasione della <a href="https://web.archive.org/web/20161115030543/http://italy.euromayday.org/" target="_self" rel="noopener noreferrer">EuroMayday009</a>  ecco in edizione straordinaria un nuovo numero della free&amp;free press precaria <a href="http://city.precaria.org/" target="_self" rel="noopener noreferrer">City of Gods</a><br>
. In esclusiva, all&rsquo;interno, l&rsquo;inserto speciale Alitalia: qui troverete<br>
spiegati tutti i divertenti trucchi usati dalla famosa banda Colaninno,<br>
insieme a governo e sindacati, per mandare a casa i lavoratori,<br>
speculare sul titolo, beccare utili, mollare debiti, far valutare la<br>
compagnia di bandiera quasi un miliardo di euro, ma scucire solo 250<br>
milioni. Altro che gioco delle tre carte!<br><br><span id="more-15324"></span>
<p>
Per riuscire in questa grande magia (sparizione dei costi,<br>
moltiplicazione delle entrate), il ruolo dei giornali &egrave; stato decisivo:<br>
sfoderate le migliori faccia di palta della categoria, dipendenti e<br>
precari Alitalia vengono descritti &ldquo;come una banda di maiali che<br>
fagocitano tutto&rdquo;, &ldquo;privilegiati, pazzi, viziati, egoisti&rdquo; mentre il<br>
solerte valletto Vespa d&agrave; consigli su &ldquo;come arrendersi alla logica del<br>
mercato&rdquo;. Decisivo, come sempre, l&rsquo;ottimo cislino Bonanni, pronto, al<br>
solito, con &ldquo;la penna in pugno&rdquo;. Leggete su City tutti i retroscena di<br>
una solenne fregatura mascherata da trionfo nazionale. Nessun organo di<br>
informazione ha raccontato questa bella storia fino in fondo.</p>
<p>Nelle pagine interne viene dedicato spazio alla crisi dell&rsquo;editoria e<br>
al rinnovo del contratto dei giornalisti. Inutile aggiungere che nulla,<br>
in tale accordo, &egrave; stato aggiunto a favore del lavoro precario che<br>
costituisce il nocciolo del lavoro nei media: &ldquo;diminuiti i compensi,<br>
cacciati i contratti a termine&rdquo;. Chi di penna ferisce, di precariet&agrave;<br>
perisce (vedi sopra).</p>
<p>Parlano poi i lavoratori della conoscenza che, a Milano, si sono<br>
autorganizzati e affiliati tra di loro. Mentre, in questo caso, i<br>
sindacati se ne stanno con le mani in mano non avendo niente da firmare<br>
con una qualsiasi controparte purch&eacute; sia, i lavoratori della conoscenza<br>
&ndash; che producono comunicazione, formazione, simboli, che lavorano nei<br>
media e nell&rsquo;industria culturale &ndash; hanno deciso di scriversi da s&eacute; le<br>
proprie carte dei diritti. A City spiegano tutto in anteprima: come &egrave;<br>
iniziata questa attrazione tra loro e a che scopo (reddito garantito e<br>
servizi di base).</p>
<p>Focus speciale sui migranti e sulla manifestazione generale che si<br>
terr&agrave; il 23 maggio a Milano. Non perdetevi l&rsquo;articoli sui lavoratori di<br>
Omnia network che si sono ritrovati, dopo l&rsquo;esternalizzazione, in una<br>
scatola piena di debiti (gran bel giochetto anche questo).</p>
<p>Infine, City of Gods presenta un inserto unico de Il Sole 24 ore<br>
dedicato alla crisi economica e alla legge regionale del Lazio sul<br>
reddito del quale neppure il neo-direttore Gianni Riotta era a<br>
conoscenza.</p>
<p>In occasione della Mayday di quest&rsquo;anno, la free press dei precari<br>
verr&agrave; distribuita gratuitamente in 30.000 copie, durante le parade di<br>
Roma e Milano. Non perdete una copia di City of gods, primo maggio &rsquo;09,<br>
speciale Alitalia. Lo trovate alla MayDay. Vi aspettiamo alla MayDay.
</p>
<p>
<a href="http://city.precaria.org/city7/city_7_milano.pdf" target="_self" rel="noopener noreferrer">SCARICA il nuovo numero di City of Gods</a></p>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/city-of-gods-speciale-mayday-09-cercalo-a-milano-e-roma.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/city-of-gods-speciale-mayday-09-cercalo-a-milano-e-roma.html/feed</commentrss><comments>0</comments></item></channel></rss></body></html>
