<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><html><body>		<div class="eucookielaw-banner fixedon-top" id="eucookielaw-in-html">
			<div class="well">
				<h1 class="banner-title"></h1>
				<div class="banner-message">La normativa europea sulla privacy e la protezione dei dati personali, richiede che tu venga informato sull'utilizzo dei cookie che viene fatto su questo sito. <a href="/informativa-privacy">In questa pagina troverai l'informativa dettagliata</a>. Finquando non premerai approvi potrai riscontrare dei comportamenti anomali. Tuttavia per bloccare i cookie di terze parti è necessario accedere alle impostazioni del browser e procedere al blocco manuale.</div>
				
				<p class="banner-agreement-buttons text-right">
					<a href="/tag/cobas/feed?__eucookielaw=disagree" class="disagree-button btn btn-danger" onclick="(new EUCookieLaw()).reject(); return false;">I disagree</a>
					<a href="/tag/cobas/feed?__eucookielaw=agree" class="agree-button btn btn-primary" onclick="(new EUCookieLaw()).enableCookies(); return false;">I agree</a>
				</p>
			</div>
		</div><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"><channel><title>cobas &ndash; Precaria</title><link href="/tag/cobas/feed" rel="self" type="application/rss+xml"><link>/
	<description>cospira precario</description><lastbuilddate>Thu, 16 Apr 2020 16:43:27 +0000</lastbuilddate><language>it-IT</language><updateperiod>
	hourly	</updateperiod><updatefrequency>
	1	</updatefrequency><generator>https://wordpress.org/?v=5.4</generator><item><title>Da che parte stare</title><link>/da-che-parte-stare-2.html
					<comments>/da-che-parte-stare-2.html#comments</comments><creator></creator><pubdate>Wed, 13 May 2009 09:04:00 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false"></guid><description> &nbsp;  <p style="text-align: center" class="MsoBodyText2"> CONTRO LA CRISI E CONTRO IL RAZZISMO! Campagna Nazionale &ldquo;Da che parte stare&rdquo; </p> <p style="text-align: center" class="MsoBodyText2"> &nbsp; </p> <p> </p> MILANO &ndash; 23 MAGGIO 2009 <p style="text-align: center" class="MsoNormal" align="center"> MANIFESTAZIONE NAZIONALE </p> <p> </p><p></p> <p style="text-align: justify"> La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti. Eppure, per rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. &Egrave; razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il &ldquo;pacchetto sicurezza&rdquo; inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta, vogliono ridurre i </p><p><a href="/da-che-parte-stare-2.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><h2><strong></strong><br></h2>
<p style="text-align: center" class="MsoNormal" align="center">
&nbsp;
</p>
<p style="text-align: center" class="MsoBodyText2">
<a href="images/stories/dachepartestare.jpg" class="jcebox"><img style="margin: 5px; float: left; width: 144px; height: 199px" src="/images/stories/thumbnails/thumb_dachepartestare.jpg" alt="dachepartestare.jpg" title="dachepartestare.jpg" width="144" height="199"></a><strong>CONTRO LA CRISI E CONTRO IL RAZZISMO!<br></strong><strong>Campagna Nazionale &ldquo;Da che parte stare&rdquo;</strong>
</p>
<p style="text-align: center" class="MsoBodyText2">
&nbsp;
</p>

<p><!-- Post Body Copy -->				</p>
<div class="post-bodycopy clearfix">
<h2 style="text-align: center">MILANO &ndash; 23 MAGGIO 2009</h2>
<p style="text-align: center" class="MsoNormal" align="center">
<strong><span style="font-size: 16pt; font-family: Tahoma">MANIFESTAZIONE NAZIONALE</span></strong>
</p>
<p>
</p></div>
<p><span id="more-15394"></span></p>
<p style="text-align: justify">
<strong>La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti:</strong><br>
donne e uomini, italiani e migranti. Eppure, per rispondere alla crisi,<br>
il governo produce e sancisce differenze. &Egrave; razzismo istituzionale: la<br>
legge Bossi-Fini e il &ldquo;pacchetto sicurezza&rdquo; inseguono il sogno di una<br>
forza lavoro usa e getta, vogliono ridurre i migranti e le migranti<br>
alla perenne espellibilit&agrave;. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in<br>
cassa integrazione, sospesi dal lavoro e licenziati vedono ogni<br>
progetto di vita frantumarsi di fronte ai loro occhi. Tra i lavoratori,<br>
i precari con contratti a termine e senza garanzie sono messi alla<br>
porta per primi. Tra i lavoratori, i migranti vivono una doppia<br>
precariet&agrave;, sanno che il permesso di soggiorno non sar&agrave; rinnovato, la<br>
clandestinit&agrave; &egrave; una minaccia pi&ugrave; vicina, l&rsquo;espulsione una possibilit&agrave;<br>
sempre presente. Per questo &egrave; ora di scegliere <strong>DA CHE PARTE STARE.</strong>
</p>
<p style="text-align: justify">
<strong>Il razzismo istituzionale colpisce duro:</strong><br>
il Governo Berlusconi, con la Lega Nord in prima fila e buona parte dei<br>
media, hanno dato il via ad una campagna di odio che si indirizza<br>
prevalentemente contro i &ldquo;clandestini&rdquo; ma criminalizza tutti i migranti<br>
giustificando il loro sfruttamento. La proposta di un &ldquo;contributo&rdquo; per<br>
il rinnovo dei permessi &ndash; che si aggiunge al furto dei contributi<br>
previdenziali e pensionistici che non possono essere ritirati &ndash; mostra<br>
che il salario dei migranti &egrave; considerato risorsa sempre disponibile.<br>
Si tratta di denaro che, con quello di tutti i lavoratori, pagher&agrave;<br>
nuovi Centri di identificazione ed espulsione. E mentre il razzismo<br>
istituzionale si legittima sul corpo delle donne facendo strada a ronde<br>
e linciaggi popolari, la violenza continua nelle case, i tagli alla<br>
scuola e al welfare pretendono di rinchiudere tutte le donne tra le<br>
mura domestiche, riservando alle migranti solo un posto da &ldquo;badanti&rdquo;.<br>
Per questo &egrave; ora di scegliere <strong>DA CHE PARTE STARE.</strong>
</p>
<p style="text-align: justify">
<strong>La crisi mostra spietatamente che lo sfruttamento non conosce differenze:</strong><br>
tutti hanno mutui e affitti da pagare, l&rsquo;incubo del giorno dopo. Il<br>
razzismo istituzionale impedisce per&ograve; ai migranti di sperare persino<br>
nelle gi&agrave; povere &ldquo;misure anticrisi&rdquo;. Ammortizzatori sociali, piani<br>
edilizi, bonus beb&egrave; non li riguardano: devono solo pagare, e farlo in<br>
silenzio. L&rsquo;abolizione del divieto di denunciare i migranti irregolari<br>
che si rivolgono alle strutture sanitarie &egrave; l&rsquo;espressione pi&ugrave; meschina<br>
di una strategia che vuole produrre una clandestinit&agrave; politica oltre<br>
che legale. Impedire di certificare la nascita dei figli e delle figlie<br>
dei migranti senza documenti pone un&rsquo;ipoteca sulle prossime<br>
generazioni. Per questo &egrave; ora di scegliere <strong>DA CHE PARTE STARE.</strong>
</p>
<p style="text-align: justify">
Contro i colpi duri della crisi e del razzismo istituzionale, la risposta deve essere altrettanto forte. &Egrave; ora di scegliere <strong>DA CHE PARTE STARE</strong>,<br>
e tutti e tutte siamo chiamati in causa. Le organizzazioni autonome dei<br>
migranti, che in questi anni hanno tenuto alta la lotta contro la legge<br>
Bossi-Fini, le associazioni e i movimenti antirazzisti, i sindacati,<br>
tutti siamo tenuti a schierarci contro questa politica del razzismo.<br>
Fino a quando i migranti saranno esposti al ricatto, tutti saranno pi&ugrave;<br>
ricattabili. &Egrave; tempo di ritessere il filo della solidariet&agrave;, di avviare<br>
in ogni territorio una nuova grande azione concreta di lotta capace di<br>
opporsi a un attacco alle condizioni di vita che colpisce prima di<br>
tutto i migranti, ma non solo i migranti.
</p>
<p style="text-align: justify">
<strong>&Egrave; ORA DI STARE DALLA PARTE DEI MIGRANTI E DELLE MIGRANTI.</strong><br>
Per questo, facciamo appello a tutti i lavoratori, le lavoratrici, gli<br>
studenti e le studentesse, le associazioni e i sindacati, affinch&eacute;<br>
siano parte di questa lotta. Con questo appello inizia il percorso per<br>
una mobilitazione che arrivi a una grande manifestazione nazionale il<br>
23 maggio a Milano, una citt&agrave; del nord dove pi&ugrave; evidenti sono le<br>
caratteristiche dell&rsquo;offensiva del razzismo istituzionale e pi&ugrave; marcati<br>
gli effetti della crisi. <strong>Affinch&eacute; gli effetti della legge Bossi-Fini non amplifichino quelli della crisi, NOI CHIEDIAMO:</strong>
</p>
<p style="text-align: justify">
&ndash; che i permessi di soggiorno siano congelati in caso di licenziamento, cassa integrazione, mobilit&agrave;, sospensione dal lavoro;
</p>
<p style="text-align: justify">
&ndash; che i migranti, cos&igrave; come tutti quei<br>
lavoratori che non usufruiscono di ammortizzatori, partecipino alla<br>
pari di ogni altro lavoratore a ogni misura di sostegno e vedano<br>
salvaguardati i contributi che hanno versato;
</p>
<p style="text-align: justify">
&ndash; che i migranti e tutti i lavoratori<br>
possano rinegoziare i loro mutui in caso di perdita del lavoro; il<br>
blocco degli sfratti per tutti i lavoratori e le lavoratrici nella<br>
stessa condizione, perch&eacute; sappiamo che un migrante senza contratto di<br>
locazione &egrave; un lavoratore clandestino;
</p>
<p style="text-align: justify">
&ndash; il mantenimento del divieto di<br>
denuncia dei migranti senza documenti che si rivolgono alle strutture<br>
sanitarie e della possibilit&agrave; di registrare la nascita dei loro figli;
</p>
<p style="text-align: justify">
<span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">&ndash;<br>
il ritiro della proposta di un permesso di soggiorno a punti e di<br>
qualunque tipo di &ldquo;contributo&rdquo; economico, sia esso di 80 o di 200 &euro;,<br>
per le pratiche di rinnovo dei permessi. </span>
</p>
<p style="text-align: justify">
&ndash; il blocco della costruzione di nuovi<br>
centri di identificazione ed espulsione, l&rsquo;utilizzo dei fondi stanziati<br>
per iniziative a favore di tutti i lavoratori colpiti dalla crisi, la<br>
cancellazione di ogni norma che preveda l&rsquo;allungamento dei tempi di<br>
detenzione, la chiusura dei CIE.
</p>
<p style="text-align: justify">
&ndash; la garanzia di accesso al diritto<br>
d&rsquo;asilo e il blocco immediato dei respingimenti alla frontiera in<br>
attesa della promulgazione di una legge organica in materia.
</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">
<span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma">PER ADESIONI: <a href="mailto:da.che.parte.stare@gmail.com"><strong><span style="color: #666666">da.che.parte.stare@gmail.com</span></strong></a></span>
</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">
<span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma">SITO INTERNET: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma"><span><strong><span style="color: #666666">www.dachepartestare.org</span></strong></span></span>
</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">
<span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma">FACEBOOK: cerca tra gli eventi &ldquo;Da che parte stare &ndash; Milano 23 Maggio 2009&rdquo;</span>
</p>
<p>
Coordinamento immigrati Brescia<br>
Coordinamento migranti Bologna e provincia<br>
Rete migranti Torino<br>
MayDay Milano<br>
Impronte &ndash; Rete per la libert&agrave; di movimento Roma<br>
Rete 28 aprile<br>
Associazione Citt&agrave; migrante &ndash; Reggio Emilia<br>
Coordinamento migranti FIOM-CGIL &ndash; Parma<br>
Coordinamento lavoratori immigrati CGIL &ndash; Reggio Emilia<br>
Coordinamento immigrati CGIL &ndash; Brescia<br>
Coordinamento migranti FIOM-CGIL &ndash; Bologna<br>
Associazione diritti per tutti &ndash; Brescia<br>
Sportello Illegale CSOA Gabrio &ndash; Torino<br>
Cittadinanza globale &ndash; Verona<br>
Ya Basta! &ndash; Bologna<br>
Coordinamento migranti Terza Italia &ndash; Senigallia<br>
Coordinamento migranti basso mantovano<br>
Sinistra critica &ndash; movimento per la sinistra anticapitalista<br>
Laboratorio femminista Kebedech Seyoum<br>
CSOA Casaloca &ndash; Milano<br>
Coordinamento Nord sud del mondo<br>
Associazione culturale &ldquo;Carlo Giuliani&rdquo; &ndash; San lazzaro &ndash; Ozzano (BO)<br>
Comitato di solidariet&agrave; con profughi e migranti &ndash; Torino<br>
Asociaci&oacute;n Real Juvenil &ndash; Milano<br>
Case di Plastica &ndash; Milano<br>
Assocaf&eacute; (Asociaci&oacute;n Cultura Arte Fuerza al Exterior) &ndash; Milano<br>
Associazione Antigone &ndash; Milano Citt&agrave; Aperta<br>
Sinistra Critica &ndash; Milano<br>
Rete Antirazzista Campana<br>
Coordinamento Immigrati Bergamo<br>
Lavoratori migranti FIOM &ndash; Bergamo<br>
Rete Antirazzista Catanese<br>
CUB<br>
Coordinamento migranti Verona<br>
Le radici e le ali ONLUS &ndash; Milano<br>
Carta<br>
Agenzia per la Pace &ndash;Valtellina,Valchiavenna e Alto Lario<br>
Rete Milano Citt&agrave; Aperta<br>
Naga<br>
Associazione Todo Cambia &ndash; Milano<br>
Coordinamento Nazionale Migranti FIOM<br>
Sinistra critica Calabria<br>
Sinistra critica Firenze<br>
Il Coordinamento lavoratori della Scuola &ldquo;3 ottobre&rdquo;<br>
Cobas Scuola &ndash; Cosenza<br>
Associazione Arcobaleno insieme senza frontiere &ndash; Sondrio<br>
Associazione I Rom per il futuro &ndash; Torino<br>
SdL intercategoriale<br>
Csa Magazzino 47 &ndash; Brescia<br>
Sinistra critica &ndash; Mantova<br>
Scuola Popolare Migranti &ndash; Cologno Monzese<br>
Partito della Rifondazione Comunista &ndash; Sinistra Europea<br>
PRC &ndash; Lombardia<br>
PRC &ndash; Federazione di Milano<br>
Associazione ALFABETI Onlus &ndash; quartiere S. Siro Milano<br>
Rete italiana di solidariet&agrave; con il popolo kurdo &ndash; Milano<br>
Comunit&agrave; kurda &ndash; Milano<br>
L&rsquo;Alternativa &ndash; San Paolo d&rsquo;Argon (Bg)<br>
Rete nazionale sicurezza sul lavoro &ndash; Ravenna<br>
Associazione culturale Umoja &ndash; Parma<br>
CISDA FVG &ndash; sportello operativo Coordinamento Italiano Sostegno Donne<br>
Afgane &ndash; Trieste<br>
Unione Migranti &ndash; Sondrio<br>
Coordinamento Rifugiati e Migranti di Amnesty<br>
Cantiere<br>
Comitato per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo<br>
Comitato in supporto dei rifugiati di Milano<br>
Ambulatorio Medico Popolare</p>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/da-che-parte-stare-2.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/da-che-parte-stare-2.html/feed</commentrss><comments>1</comments></item><item><title>Da che parte stare</title><link>/da-che-parte-stare.html
					<comments>/da-che-parte-stare.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Fri, 03 Apr 2009 12:48:52 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false"></guid><description>La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti. Eppure, per rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. &Egrave; razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il "pacchetto sicurezza" inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta, vogliono ridurre i migranti e le migranti alla perenne espellibilit&agrave;. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione, sospesi dal lavoro e licenziati vedono ogni progetto di vita frantumarsi di fronte ai loro occhi. Tra i lavoratori, i precari con contratti a termine e senza garanzie sono messi alla porta per primi. Tra i <p><a href="/da-che-parte-stare.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded>La crisi colpisce duro, la crisi<br>
colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti. Eppure, per<br>
rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. &Egrave;<br>
razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il "pacchetto<br>
sicurezza" inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta,<br>
vogliono ridurre i migranti e le migranti alla perenne espellibilit&agrave;.<br>
Tutti i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione, sospesi<br>
dal lavoro e licenziati vedono ogni progetto di vita frantumarsi di<br>
fronte ai loro occhi. Tra i lavoratori, i precari con contratti a<br>
termine e senza garanzie sono messi alla porta per primi. Tra i<br>
lavoratori, i migranti vivono una doppia precariet&agrave;, sanno che il<br>
permesso di soggiorno non sar&agrave; rinnovato, la clandestinit&agrave; &egrave; una<br>
minaccia pi&ugrave; vicina, l&rsquo;espulsione una possibilit&agrave; sempre<br>
presente. Per questo &egrave; ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.<br><br><span id="more-15154"></span><br>Il razzismo istituzionale colpisce<br>
duro: il Governo Berlusconi, con la Lega Nord in prima fila e buona<br>
parte dei media, hanno dato il via ad una campagna di odio che si<br>
indirizza prevalentemente contro i "clandestini" ma criminalizza<br>
tutti i migranti giustificando il loro sfruttamento. La proposta di<br>
un "contributo" per il rinnovo dei permessi &ndash; che si aggiunge<br>
al furto dei contributi previdenziali e pensionistici che non possono<br>
essere ritirati &ndash; mostra che il salario dei migranti &egrave; considerato<br>
risorsa sempre disponibile. Si tratta di denaro che, con quello di<br>
tutti i lavoratori, pagher&agrave; nuovi Centri di identificazione ed<br>
espulsione. E mentre il razzismo istituzionale si legittima sul corpo<br>
delle donne facendo strada a ronde e linciaggi popolari, la violenza<br>
continua nelle case, i tagli alla scuola e al welfare pretendono di<br>
rinchiudere tutte le donne tra le mura domestiche, riservando alle<br>
migranti solo un posto da "badanti". Per questo &egrave; ora di<br>
scegliere DA CHE PARTE STARE. 
<p>
La crisi mostra spietatamente che lo<br>
sfruttamento non conosce differenze: tutti hanno mutui e affitti da<br>
pagare, l&rsquo;incubo del giorno dopo. Il razzismo istituzionale<br>
impedisce per&ograve; ai migranti di sperare persino nelle gi&agrave; povere<br>
"misure anticrisi". Ammortizzatori sociali, piani edilizi, bonus<br>
beb&egrave; non li riguardano: devono solo pagare, e farlo in silenzio.<br>
L&rsquo;abolizione del divieto di denunciare i migranti irregolari che si<br>
rivolgono alle strutture sanitarie &egrave; l&rsquo;espressione pi&ugrave; meschina<br>
di una strategia che vuole produrre una clandestinit&agrave; politica oltre<br>
che legale. Impedire di certificare la nascita dei figli e delle<br>
figlie dei migranti senza documenti pone un&rsquo;ipoteca sulle prossime<br>
generazioni. Per questo &egrave; ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.
</p>
<p>
Contro i colpi duri della crisi e del<br>
razzismo istituzionale, la risposta deve essere altrettanto forte. &Egrave;<br>
ora di scegliere DA CHE PARTE STARE, e tutti e tutte siamo chiamati<br>
in causa. Le organizzazioni autonome dei migranti, che in questi anni<br>
hanno tenuto alta la lotta contro la legge Bossi-Fini, le<br>
associazioni e i movimenti antirazzisti, i sindacati, tutti siamo<br>
tenuti a schierarci contro questa politica del razzismo. Fino a<br>
quando i migranti saranno esposti al ricatto, tutti saranno pi&ugrave;<br>
ricattabili. &Egrave; tempo di ritessere il filo della solidariet&agrave;, di<br>
avviare in ogni territorio una nuova grande azione concreta di lotta<br>
capace di opporsi a un attacco alle condizioni di vita che colpisce<br>
prima di tutto i migranti, ma non solo i migranti.
</p>
<p>
&Egrave; ORA DI STARE DALLA PARTE DEI<br>
MIGRANTI E DELLE MIGRANTI. Per questo, facciamo appello a tutti i<br>
lavoratori, le lavoratrici, gli studenti e le studentesse, le<br>
associazioni e i sindacati, affinch&eacute; siano parte di questa lotta.<br>
Con questo appello inizia il percorso per una mobilitazione che<br>
arrivi a una grande manifestazione nazionale entro il mese di maggio<br>
in una citt&agrave; del nord, dove pi&ugrave; evidenti sono le caratteristiche<br>
dell&rsquo;offensiva del razzismo istituzionale e pi&ugrave; marcati gli<br>
effetti della crisi. Affinch&eacute; gli effetti della legge Bossi-Fini non<br>
amplifichino quelli della crisi, NOI CHIEDIAMO:
</p>
<p>
&ndash; che i permessi di soggiorno siano<br>
congelati in caso di licenziamento, cassa integrazione, mobilit&agrave;,<br>
sospensione dal lavoro;
</p>
<p>
&ndash; che i migranti, cos&igrave; come tutti quei<br>
lavoratori che non usufruiscono di ammortizzatori, &nbsp;partecipino<br>
alla pari di ogni altro lavoratore a ogni misura di sostegno e vedano<br>
salvaguardati i contributi che hanno versato;
</p>
<p>
&ndash; che i migranti e tutti i lavoratori<br>
possano rinegoziare i loro mutui in caso di perdita del lavoro; il<br>
blocco degli sfratti per tutti i lavoratori e le lavoratrici nella<br>
stessa condizione, perch&eacute; sappiamo che un migrante senza contratto<br>
di locazione &egrave; un lavoratore clandestino;
</p>
<p>
&ndash; il mantenimento del divieto di<br>
denuncia dei migranti senza documenti che si rivolgono alle strutture<br>
sanitarie e della possibilit&agrave; di registrare la nascita dei loro<br>
figli;
</p>
<p>
&ndash; il blocco della costruzione di nuovi<br>
centri di identificazione ed espulsione, l&rsquo;utilizzo dei fondi<br>
stanziati per iniziative a favore di tutti i lavoratori colpiti dalla<br>
crisi, la cancellazione di ogni norma che preveda l&rsquo;allungamento<br>
dei tempi di detenzione, la chiusura dei CIE.
</p>
<p>
&ndash; la garanzia di accesso al diritto<br>
d&rsquo;asilo e il blocco immediato dei respingimenti alla frontiera in<br>
attesa della promulgazione di una legge organica in materia.
</p>
<p>
&nbsp;
</p>
<p>
Coordinamento immigrati<br>
Brescia<br>
Coordinamento migranti Bologna e provincia<br>
Rete<br>
migranti Torino<br>
MayDay Milano<br>
Impronte &ndash; Rete per la libert&agrave;<br>
di movimento Roma<br>
ADL-COBAS Federato RDB/CUB Padova, Treviso,<br>
Rovigo<br>
Rete 28 aprile<br>
Associazione Citt&agrave; migrante &ndash; Reggio<br>
Emilia<br>
Coordinamento migranti Fiom-CGIL &ndash; Parma<br>
Coordinamento<br>
lavoratori immigrati CGIL &ndash; Reggio Emilia<br>
Coordinamento<br>
immigrati CGIL &ndash; Brescia<br>
Associazione diritti per tutti &ndash;<br>
Brescia<br>
Sportello Illegale CSOA Gabrio &ndash; Torino<br>
Razzismo Stop<br>
Padova e Venezia<br>
Cittadinanza globale &ndash; Verona<br>
Ya Basta! &ndash;<br>
Bologna<br>
Coordinamento migranti Terza Italia &ndash;<br>
Senigallia<br>
Coordinamento migranti basso mantovano<br>
Sinistra<br>
critica &ndash; movimento per la sinistra anticapitalista<br>
Laboratorio<br>
femminista Kebedech Seyoum<br>
CSOA Casaloca &ndash; Milano<br>
Coordinamento<br>
Nord Sud del mondo</p>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/da-che-parte-stare.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/da-che-parte-stare.html/feed</commentrss><comments>0</comments></item><item><title>Welfare all&rsquo;ambrosiana</title><link>/welfare-allambrosiana.html
					<comments>/welfare-allambrosiana.html#respond</comments><creator></creator><pubdate></pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false"></guid><description> Welfare all&rsquo;ambrosiana Il marketing dei diritti negati targato Milano  <p> La notizia era gi&agrave; nota agli addetti ai lavori ma la presentazione ufficiale &egrave; avvenuta solo il 12 gennaio. Fondazione per il Welfare Ambrosiano. A leggerla di primo acchito sulla prima pagina del sito del Comune di Milano (http://www.comune.milano.it/porta/wps/portal/CDMHome) verrebbe da DIRE: Oh finalmente! Che bella iniziativa. Comune, Provincia, Camera di Commercio e sindacati confederali uniti nell&rsquo;aiuto ai soggetti in difficolt&agrave; lavorativa, leggasi vecchi e nuovi precari.&nbsp; </p> <p></p> Gli enti sopracitati contribuiscono alla nuova fondazione per quasi 8 milioni di euro. Palazzo Marino, da solo, ha versato <p><a href="/welfare-allambrosiana.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded>
Welfare all&rsquo;ambrosiana<br>
Il marketing dei diritti negati targato<br>
Milano<br><a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDMHome"><img style="margin: 5px; float: left" src="/images/stories/milano2.jpg" alt="milano2.jpg" title="milano2.jpg" width="93" height="129"></a>

<p>
La notizia era gi&agrave; nota agli addetti ai lavori ma la presentazione<br>
ufficiale &egrave; avvenuta solo il 12 gennaio. Fondazione per il Welfare Ambrosiano. A<br>
leggerla di primo acchito sulla prima pagina del sito del Comune di Milano (<a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDMHome">http://www.comune.milano.it/porta/wps/portal/CDMHome</a>)<br>
verrebbe da DIRE: Oh finalmente! Che bella iniziativa. Comune, Provincia, Camera<br>
di Commercio e sindacati confederali uniti nell&rsquo;aiuto ai soggetti in difficolt&agrave;<br>
lavorativa, leggasi vecchi e nuovi precari.&nbsp;
</p>
<p><span id="more-245"></span></p>
<div align="justify">
Gli enti sopracitati contribuiscono<br>
alla nuova fondazione per quasi 8 milioni di euro. Palazzo Marino, da solo, ha<br>
versato nelle sue casse ben 2 milioni di euro. <br>
I beneficiari dei fondi di<br>
garanzia e di microcredito sono concessi a: &lsquo;<em>lavoratori in difficolt&agrave; e senza<br>
adeguata assistenza che lavorano abitualmente a Milano"</em>. <em>"Strumenti&nbsp; temporanei<br>
adeguati per affrontare periodi di disagio a patto che i beneficiari dimostrino<br>
di avere capacit&agrave;, e in prospettiva risorse finanziarie adeguate per<br>
fronteggiarli con le proprie forze"</em>. 
<p>Quindi per: <br>
1. redditi da<br>
lavoro temporaneamente inadeguati rispetto ai bisogni primari, <br>
2. perdita o<br>
riduzione del tempo di lavoro connesso a maternit&agrave; o paternit&agrave; entro i 2 anni di<br>
et&agrave; del bambino<br>
3. Assenza o riduzione del tempo di lavoro connesso alle<br>
disabilit&agrave; di famigliari<br>
4. Indebitamento determinato da reddito familiare<br>
limitato per bisogni primari<br>
5. Situazioni di rischio economico determinate<br>
da eventi traumatici </p>
<p>In nessuna parte del documento si parla di<br>
precariet&agrave; di reddito e di vita, la causa principale del determinarsi degli<br>
eventi dal punto 1 al 5. A dirlo non &egrave; l&rsquo;ultimo volantino dei Cobas ma il<br>
recente documento del Fondo Monetario Internazionale sull&rsquo;analisi delle cause<br>
scatenanti la crisi economica in atto. Il paradosso pi&ugrave; evidente della<br>
Fondazione &egrave; che i suoi promotori sono i maggiori responsabili dell&rsquo;esplosione<br>
del precariato milanese. Sia per averla promossa, che per averla incoraggiata e<br>
legittimata che per non averla combattuta prima che dilagasse con i suoi<br>
pericolosi tentacoli. <br>
La Camera di Commercio, Industria e Artigianato prima<br>
tra tutte, visto che dai lontani anni Ottanta si &egrave; batte per la limitazione dei<br>
diritti dei lavoratori, per l&rsquo;introduzione delle domeniche e dei sabati<br>
lavorativi senza maggiorazioni di salario, per la risoluzione extragiudiziale<br>
delle controversie sul lavoro. Ma anche gli altri &lsquo;benefattori&rsquo; non sono esenti<br>
da pecche.
</p></div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
Tra i sedicenti novelli &lsquo;Robin Hood&rsquo; dei precari meneghini c&rsquo;&egrave; il<br>
Sindaco di un ente, il Comune di Milano che negli ultimi 20 anni a forza di<br>
esternalizzazioni, privatizzazioni, appalti e cessione di servizi ha quasi<br>
dimezzato i propri dipendenti, modificando sostanzialmente il loro reddito e la<br>
loro vita. E che si appresta a rifarlo nel futuro, come dichiarato da pi&ugrave;<br>
esponenti della Giunta durante la presentazione del Bilancio 2008.
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
Il nostro<br>
attuale Sindaco Letizia Moratti evidentemente non ha mai chiesto ai suoi<br>
collaboratori pi&ugrave; stretti, quelli che vede quotidianamente e che lavorano nei<br>
cinque piani di Palazzo Marino, con quali tipo di contratti sono assunti. <strong>Si<br>
accorgerebbe di essere circondata anche da precari mascherati con contratti di<br>
consulenza, contratti interinali prolungati ben oltre i 3 anni previsti dalla<br>
legge, contratti di collaborazione continuata e continuativa, stagisti.</strong> Loro<br>
certo non possono permettersi, visto gli orari che sono obbligati a<br>
fare,&rsquo;riduzioni di lavoro connesse a paternit&agrave; o maternit&agrave; entro i due anni&rsquo;. A<br>
meno di non correre il rischio di trovarsi in "<em>Situazioni di rischio economico<br>
determinate da eventi traumatici"</em> come solo un licenziamento pu&ograve; essere per un<br>
precario. Anzi, incredibile a dirsi, anche ad alcune mamme assunte a tempo<br>
indeterminato nel Comune di Milano, &egrave; difficile far valere il proprio diritto a<br>
non fare straordinari per accudire i neonati. C&rsquo;&egrave; di pi&ugrave;. <strong>L&rsquo;ultimo D.L. sul<br>
pubblico impiego delega al Dirigente la decisione di concedere o meno il<br>
part-time alle neomamme, diritto automatico fino a 6 mesi fa.</strong>
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
Molti tra i 17<br>
mila dipendenti del Comune di Milano, potrebbero rientrare nella categoria dei <em><br>
"redditi da lavoro temporaneamente inadeguati rispetto ai bisogni primari"</em> visto<br>
che oltre la met&agrave; dei comunali non raggiunge uno stipendio base di 1100 Euro e<br>
la maggiorparte &egrave; titolare di un mutuo o di un finanziamento. Freulein Letizia<br>
preferisce pagare doppi stipendi a Bonetti Baroggi e Borghini, nominare<br>
dirigenti &lsquo;amici&rsquo; e senza titoli a 90mila euro annui, mortificando le decine di<br>
laureati presenti in organico a 1000 euro al mese. <br>
Anche la Provincia di<br>
Milano non pu&ograve; presentarsi illibata sull&rsquo;altare del Welfare, una parola dal<br>
significato tanto fumoso che in un sondaggio commissionato al guru Renato<br>
Mannheimer, meno del 15% degli intervistati ammetteva di conoscere. Provate a<br>
chiedere cosa ne pensano gli &lsquo;inseritori&rsquo; di dati dell&rsquo;ex Ufficio di<br>
collocamento di viale Jenner, assunti da una cooperativa. Oppure i dipendenti<br>
dei Centri per il lavoro, consulenti, operatori, capi-progetto, oggi distribuiti<br>
in tante sedi sul territorio e sacrificati/privatizzati sull&rsquo;altare<br>
dell&rsquo;efficienza. <br><strong>Anche i sindacati confederali non sono esenti da colpe.<br>
Fanno mostra di una faccia che chiamare di bronzo &egrave; un eufemismo vista la<br>
protervia dei volti sorridenti che appaiono sul sito internet del Comune.</strong> Il<br>
comportamento della Camera del Lavoro di Corso di porta Vittoria di fronte alle<br>
lotte dei precari autorganizzati del Comune, dipendenti dell&rsquo;ente in alcuni casi<br>
da pi&ugrave; di 5 anni, si commenta da solo. Diversi precari a tempo determinato,<br>
scaduti e non richiamati dopo anni di servizio al Comune si sono sentiti<br>
rispondere dai responsabili dell&rsquo;Ufficio legale: <strong>&lsquo;Non c&rsquo;&egrave; nulla da fare. Il<br>
Comune ha tutto il diritto di farlo. E&rsquo; nella legalit&agrave;. Non possiamo farci<br>
nulla."</strong> <strong>Nessuno stop </strong>(peraltro prevista dalla legge Treu) chiesto a Palazzo<br>
Marino per le decine di interinali contrattualizzati a fronte di dipendenti con<br>
anni di anzianit&agrave; seppur precaria che avevano superato concorsi e reclamavano un<br>
posto di lavoro stabile. <strong>Nessuna azione in sostegno dei precari </strong>nella recente<br>
vertenza sulle stabilizzazioni, permessa da un&rsquo;apposita legge del governo Prodi,<br>
ma elusa a Milano da una pratica talmente limitativa che ha riguardato un numero<br>
irrisorio di lavoratori. <strong>Nessuna vera lotta,</strong> ma molti taciti e colpevoli<br>
silenzi, in difesa delle migliaia di posti di lavoro che il Comune di Milano ha<br>
tagliato negli ultimi 15 anni dai bidelli agli amministrativi e agli insegnanti<br>
delle Scuole Civiche, dai commessi ai guardiani dei musei, dai portieri ai<br>
dipendenti dell&rsquo;Acquedotto dall&rsquo;intero settore sportivo, dai Servizi Funerari a<br>
quello dell&rsquo;assistenza sociale e dei servizi per i disabili, dalla manutenzione<br>
del verde ai prossimi che hanno gi&agrave; in agenda.
</div>
<div align="justify">
Colpe ancora pi&ugrave; gravi, specie da<br>
parte sindacale, se si guardi ai risultati di iniziative analoghe di aiuto ai<br>
&lsquo;soggetti deboli&rsquo;, 28 assunti in tre anni per 2 milioni di euro di investimento<br>
pubblico, nel tanto reclamizzato Sportello Marco Biagi di Quarto Oggiaro.<br>
Iniziativa gestita insieme all&rsquo;assessore al lavoro di Alleanza Nazionale<br>
Mascaretti. <br>
Ma forse non ci sarebbe tanto da sorprendersi visto che accanto<br>
a Letizia Moratti fino a pochi mesi fa c&rsquo;era un tal Giampiero Borghini, dal<br>
doppio stipendio da consigliere regionale e direttore generale del Comune di<br>
Milano. S&igrave; proprio lui, l&rsquo;ultimo &lsquo;compagno&rsquo; sindaco di Milano, figliol prodigo<br>
di quel riformismo milanese che ha nella Camera del Lavoro i suoi ultimi<br>
residui. Gli altri stanno gi&agrave; in Forza Italia o quasi. Carlo Tognoli a capo del<br>
Policlinico. Loris Zaffra all&rsquo;Aler. Con tutte le loro clientele, pluridecennali.<br><br>
Meno marketing e pi&ugrave; coerenza, meno pubblicit&agrave; e pi&ugrave; fatti concreti, sarebbe<br>
lo slogan da consigliare agli enti della Fondazione Welfare Ambrosiano. Errare,<br>
come hanno fatto gli enti promotori della Fondazione in questi ultimi anni, &egrave;<br>
umano. Perseverare nello sbaglio, mentre la crisi sta tagliando il reddito di<br>
migliaia di milanesi, potre essere molto pi&ugrave; che bestiale.&nbsp;
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/welfare-allambrosiana.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/welfare-allambrosiana.html/feed</commentrss><comments>0</comments></item><item><title>Welfare all&rsquo;ambrosiana</title><link>/welfare-allambrosiana.html
					<comments>/welfare-allambrosiana.html#respond</comments><creator></creator><pubdate></pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false"></guid><description> Welfare all&rsquo;ambrosiana Il marketing dei diritti negati targato Milano  <p align="justify"> La notizia era gi&agrave; nota agli addetti ai lavori ma la presentazione ufficiale &egrave; avvenuta solo il 12 gennaio. Fondazione per il Welfare Ambrosiano. A leggerla di primo acchito sulla prima pagina del sito del Comune di Milano (http://www.comune.milano.it/porta/wps/portal/CDMHome) verrebbe da DIRE: Oh finalmente! Che bella iniziativa. Comune, Provincia, Camera di Commercio e sindacati confederali uniti nell&rsquo;aiuto ai soggetti in difficolt&agrave; lavorativa, leggasi vecchi e nuovi precari.&nbsp; </p> <p></p> Gli enti sopracitati contribuiscono alla nuova fondazione per quasi 8 milioni di euro. Palazzo Marino, da solo, <p><a href="/welfare-allambrosiana.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><strong>Welfare all&rsquo;ambrosiana<br>
Il marketing dei diritti negati targato<br>
Milano</strong><br><a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDMHome"><img style="margin: 5px; float: left" src="/images/stories/milano2.jpg" alt="milano2.jpg" title="milano2.jpg" width="93" height="129"></a>

<div align="justify">
</div>
<p align="justify">
La notizia era gi&agrave; nota agli addetti ai lavori ma la presentazione<br>
ufficiale &egrave; avvenuta solo il 12 gennaio. Fondazione per il Welfare Ambrosiano. A<br>
leggerla di primo acchito sulla prima pagina del sito del Comune di Milano (<a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDMHome">http://www.comune.milano.it/porta/wps/portal/CDMHome</a>)<br>
verrebbe da DIRE: Oh finalmente! Che bella iniziativa. Comune, Provincia, Camera<br>
di Commercio e sindacati confederali uniti nell&rsquo;aiuto ai soggetti in difficolt&agrave;<br>
lavorativa, leggasi vecchi e nuovi precari.&nbsp;
</p>
<p><span id="more-244"></span></p>
<div align="justify">
Gli enti sopracitati contribuiscono<br>
alla nuova fondazione per quasi 8 milioni di euro. Palazzo Marino, da solo, ha<br>
versato nelle sue casse ben 2 milioni di euro. <br>
I beneficiari dei fondi di<br>
garanzia e di microcredito sono concessi a: &lsquo;<em>lavoratori in difficolt&agrave; e senza<br>
adeguata assistenza che lavorano abitualmente a Milano"</em>. <em>"Strumenti&nbsp; temporanei<br>
adeguati per affrontare periodi di disagio a patto che i beneficiari dimostrino<br>
di avere capacit&agrave;, e in prospettiva risorse finanziarie adeguate per<br>
fronteggiarli con le proprie forze"</em>. 
<p>Quindi per: <br>
1. redditi da<br>
lavoro temporaneamente inadeguati rispetto ai bisogni primari, <br>
2. perdita o<br>
riduzione del tempo di lavoro connesso a maternit&agrave; o paternit&agrave; entro i 2 anni di<br>
et&agrave; del bambino<br>
3. Assenza o riduzione del tempo di lavoro connesso alle<br>
disabilit&agrave; di famigliari<br>
4. Indebitamento determinato da reddito familiare<br>
limitato per bisogni primari<br>
5. Situazioni di rischio economico determinate<br>
da eventi traumatici </p>
<p>In nessuna parte del documento si parla di<br>
precariet&agrave; di reddito e di vita, la causa principale del determinarsi degli<br>
eventi dal punto 1 al 5. A dirlo non &egrave; l&rsquo;ultimo volantino dei Cobas ma il<br>
recente documento del Fondo Monetario Internazionale sull&rsquo;analisi delle cause<br>
scatenanti la crisi economica in atto. Il paradosso pi&ugrave; evidente della<br>
Fondazione &egrave; che i suoi promotori sono i maggiori responsabili dell&rsquo;esplosione<br>
del precariato milanese. Sia per averla promossa, che per averla incoraggiata e<br>
legittimata che per non averla combattuta prima che dilagasse con i suoi<br>
pericolosi tentacoli. <br>
La Camera di Commercio, Industria e Artigianato prima<br>
tra tutte, visto che dai lontani anni Ottanta si &egrave; batte per la limitazione dei<br>
diritti dei lavoratori, per l&rsquo;introduzione delle domeniche e dei sabati<br>
lavorativi senza maggiorazioni di salario, per la risoluzione extragiudiziale<br>
delle controversie sul lavoro. Ma anche gli altri &lsquo;benefattori&rsquo; non sono esenti<br>
da pecche.
</p></div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
Tra i sedicenti novelli &lsquo;Robin Hood&rsquo; dei precari meneghini c&rsquo;&egrave; il<br>
Sindaco di un ente, il Comune di Milano che negli ultimi 20 anni a forza di<br>
esternalizzazioni, privatizzazioni, appalti e cessione di servizi ha quasi<br>
dimezzato i propri dipendenti, modificando sostanzialmente il loro reddito e la<br>
loro vita. E che si appresta a rifarlo nel futuro, come dichiarato da pi&ugrave;<br>
esponenti della Giunta durante la presentazione del Bilancio 2008.
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
Il nostro<br>
attuale Sindaco Letizia Moratti evidentemente non ha mai chiesto ai suoi<br>
collaboratori pi&ugrave; stretti, quelli che vede quotidianamente e che lavorano nei<br>
cinque piani di Palazzo Marino, con quali tipo di contratti sono assunti. <strong>Si<br>
accorgerebbe di essere circondata anche da precari mascherati con contratti di<br>
consulenza, contratti interinali prolungati ben oltre i 3 anni previsti dalla<br>
legge, contratti di collaborazione continuata e continuativa, stagisti.</strong> Loro<br>
certo non possono permettersi, visto gli orari che sono obbligati a<br>
fare,&rsquo;riduzioni di lavoro connesse a paternit&agrave; o maternit&agrave; entro i due anni&rsquo;. A<br>
meno di non correre il rischio di trovarsi in "<em>Situazioni di rischio economico<br>
determinate da eventi traumatici"</em> come solo un licenziamento pu&ograve; essere per un<br>
precario. Anzi, incredibile a dirsi, anche ad alcune mamme assunte a tempo<br>
indeterminato nel Comune di Milano, &egrave; difficile far valere il proprio diritto a<br>
non fare straordinari per accudire i neonati. C&rsquo;&egrave; di pi&ugrave;. <strong>L&rsquo;ultimo D.L. sul<br>
pubblico impiego delega al Dirigente la decisione di concedere o meno il<br>
part-time alle neomamme, diritto automatico fino a 6 mesi fa.</strong>
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
Molti tra i 17<br>
mila dipendenti del Comune di Milano, potrebbero rientrare nella categoria dei <em><br>
"redditi da lavoro temporaneamente inadeguati rispetto ai bisogni primari"</em> visto<br>
che oltre la met&agrave; dei comunali non raggiunge uno stipendio base di 1100 Euro e<br>
la maggiorparte &egrave; titolare di un mutuo o di un finanziamento. Freulein Letizia<br>
preferisce pagare doppi stipendi a Bonetti Baroggi e Borghini, nominare<br>
dirigenti &lsquo;amici&rsquo; e senza titoli a 90mila euro annui, mortificando le decine di<br>
laureati presenti in organico a 1000 euro al mese. <br>
Anche la Provincia di<br>
Milano non pu&ograve; presentarsi illibata sull&rsquo;altare del Welfare, una parola dal<br>
significato tanto fumoso che in un sondaggio commissionato al guru Renato<br>
Mannheimer, meno del 15% degli intervistati ammetteva di conoscere.
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
Provate a<br>
chiedere cosa ne pensano gli &lsquo;inseritori&rsquo; di dati dell&rsquo;ex Ufficio di<br>
collocamento di viale Jenner, assunti da una cooperativa. Oppure i dipendenti<br>
dei Centri per il lavoro, consulenti, operatori, capi-progetto, oggi distribuiti<br>
in tante sedi sul territorio e sacrificati/privatizzati sull&rsquo;altare<br>
dell&rsquo;efficienza. 
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
<strong>Anche i sindacati confederali non sono esenti da colpe.<br>
Fanno mostra di una faccia che chiamare di bronzo &egrave; un eufemismo vista la<br>
protervia dei volti sorridenti che appaiono sul sito internet del Comune.</strong> Il<br>
comportamento della Camera del Lavoro di Corso di porta Vittoria di fronte alle<br>
lotte dei precari autorganizzati del Comune, dipendenti dell&rsquo;ente in alcuni casi<br>
da pi&ugrave; di 5 anni, si commenta da solo. Diversi precari a tempo determinato,<br>
scaduti e non richiamati dopo anni di servizio al Comune si sono sentiti<br>
rispondere dai responsabili dell&rsquo;Ufficio legale: <strong>&lsquo;Non c&rsquo;&egrave; nulla da fare. Il<br>
Comune ha tutto il diritto di farlo. E&rsquo; nella legalit&agrave;. Non possiamo farci<br>
nulla."</strong>
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
<strong>Nessuno stop </strong>(peraltro prevista dalla legge Treu) chiesto a Palazzo<br>
Marino per le decine di interinali contrattualizzati a fronte di dipendenti con<br>
anni di anzianit&agrave; seppur precaria che avevano superato concorsi e reclamavano un<br>
posto di lavoro stabile. <strong>Nessuna azione in sostegno dei precari </strong>nella recente<br>
vertenza sulle stabilizzazioni, permessa da un&rsquo;apposita legge del governo Prodi,<br>
ma elusa a Milano da una pratica talmente limitativa che ha riguardato un numero<br>
irrisorio di lavoratori.
</div>
<div align="justify">
<strong>Nessuna vera lotta,</strong> ma molti taciti e colpevoli<br>
silenzi, in difesa delle migliaia di posti di lavoro che il Comune di Milano ha<br>
tagliato negli ultimi 15 anni dai bidelli agli amministrativi e agli insegnanti<br>
delle Scuole Civiche, dai commessi ai guardiani dei musei, dai portieri ai<br>
dipendenti dell&rsquo;Acquedotto dall&rsquo;intero settore sportivo, dai Servizi Funerari a<br>
quello dell&rsquo;assistenza sociale e dei servizi per i disabili, dalla manutenzione<br>
del verde ai prossimi che hanno gi&agrave; in agenda.
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
Colpe ancora pi&ugrave; gravi, specie da<br>
parte sindacale, se si guardi ai risultati di iniziative analoghe di aiuto ai<br>
&lsquo;soggetti deboli&rsquo;, 28 assunti in tre anni per 2 milioni di euro di investimento<br>
pubblico, nel tanto reclamizzato Sportello Marco Biagi di Quarto Oggiaro.<br>
Iniziativa gestita insieme all&rsquo;assessore al lavoro di Alleanza Nazionale<br>
Mascaretti. 
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
Ma forse non ci sarebbe tanto da sorprendersi visto che accanto<br>
a Letizia Moratti fino a pochi mesi fa c&rsquo;era un tal Giampiero Borghini, dal<br>
doppio stipendio da consigliere regionale e direttore generale del Comune di<br>
Milano. S&igrave; proprio lui, l&rsquo;ultimo &lsquo;compagno&rsquo; sindaco di Milano, figliol prodigo<br>
di quel riformismo milanese che ha nella Camera del Lavoro i suoi ultimi<br>
residui. Gli altri stanno gi&agrave; in Forza Italia o quasi. Carlo Tognoli a capo del<br>
Policlinico. Loris Zaffra all&rsquo;Aler. Con tutte le loro clientele, pluridecennali.<br></div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
Meno marketing e pi&ugrave; coerenza, meno pubblicit&agrave; e pi&ugrave; fatti concreti, sarebbe<br>
lo slogan da consigliare agli enti della Fondazione Welfare Ambrosiano. Errare,<br>
come hanno fatto gli enti promotori della Fondazione in questi ultimi anni, &egrave;<br>
umano. Perseverare nello sbaglio, mentre la crisi sta tagliando il reddito di<br>
migliaia di milanesi, potre essere molto pi&ugrave; che bestiale.&nbsp;
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/welfare-allambrosiana.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/welfare-allambrosiana.html/feed</commentrss><comments>0</comments></item><item><title>La polizia replica alle critiche riguardo i fatti di piazza Navona</title><link>/la-polizia-replica-alle-critiche-riguardo-i-fatti-di-piazza-navona.html
					<comments>/la-polizia-replica-alle-critiche-riguardo-i-fatti-di-piazza-navona.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Fri, 31 Oct 2008 14:09:16 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false"></guid><description>Le forze dell&rsquo;ordine respingono con forza le accuse, mosse da pi&ugrave; parti, circa la lentezza con cui sono intervenute per bloccare l&rsquo;aggressione perpetrata della squadraccia fascista ai danni degli studenti e dei Cobas in piazza Navona, mercoled&igrave; scorso. Ma proprio nel comunicato diffuso per respingere le accuse si scorge un filo di rammarico. Si viene infatti a scoprire che la polizia &egrave; corsa ai ripari prendendo le giuste misure per poter intervenire in modo adeguato e con pi&ugrave; prontezza, affinch&egrave; un fatto del genere non accada pi&ugrave;. <p></p> La soluzione del futuro &egrave; rappresentata dall&rsquo;ultimo grande acquisto, leggiamo infatti nel <p><a href="/la-polizia-replica-alle-critiche-riguardo-i-fatti-di-piazza-navona.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><img class="alignright size-medium wp-image-37643" src="/wp-content/uploads/2008/10/lamborghini-lp560-4-polizia-01_1440x655c.jpg-300x136.jpg" alt="" width="300" height="136" srcset="/wp-content/uploads/2008/10/lamborghini-lp560-4-polizia-01_1440x655c.jpg-300x136.jpg 300w, /wp-content/uploads/2008/10/lamborghini-lp560-4-polizia-01_1440x655c.jpg-1024x466.jpg 1024w, /wp-content/uploads/2008/10/lamborghini-lp560-4-polizia-01_1440x655c.jpg-150x68.jpg 150w, /wp-content/uploads/2008/10/lamborghini-lp560-4-polizia-01_1440x655c.jpg-768x349.jpg 768w, /wp-content/uploads/2008/10/lamborghini-lp560-4-polizia-01_1440x655c.jpg-400x182.jpg 400w, /wp-content/uploads/2008/10/lamborghini-lp560-4-polizia-01_1440x655c.jpg.jpg 1440w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px">Le forze dell&rsquo;ordine respingono con forza le accuse, mosse da pi&ugrave; parti, circa la lentezza con cui sono intervenute per bloccare l&rsquo;aggressione perpetrata della squadraccia fascista ai danni degli studenti e dei Cobas in piazza Navona, mercoled&igrave; scorso.<br>
Ma proprio nel comunicato diffuso per respingere le accuse si scorge un filo di rammarico. Si viene infatti a scoprire che la polizia &egrave; corsa ai ripari prendendo le giuste misure per poter intervenire in modo adeguato e con pi&ugrave; prontezza, affinch&egrave; un fatto del genere non accada pi&ugrave;.
<p><span id="more-227"></span></p>
<div align="justify">La soluzione del futuro &egrave; rappresentata dall&rsquo;ultimo grande acquisto,<br>
leggiamo infatti nel comunicato diffuso alla stampa che &ldquo;la Polizia del<br>
Lazio ha una nuova supercar, una Lamborghini Gallardo LP560-4, con 560<br>
CV!&rdquo;. Il mezzo &egrave; presentato come &ldquo;uno strumento sicuramente prezioso di<br>
prevenzione della sicurezza&hellip;&rdquo;<br>
Inoltre, in previsione di altri raid razzisti e fascisti, la vettura &egrave;<br>
stata attrezzata &ldquo;anche al pronto intervento sanitario: il bagagliaio<br>
anteriore della vettura ospita una speciale attrezzatura frigobox per<br>
il trasporto urgente di organi per trapianti; mentre per il soccorso<br>
d&rsquo;emergenza delle persone pi&ugrave; deboli di cuore, l&rsquo;equipaggiamento<br>
comprende un defibrillatore cardiaco&rdquo;.<br>
Le reazioni della societ&agrave; civile romana sono entusiaste; nei parchetti,<br>
nelle piazze, nelle portinerie di tutta Italia non si parla d&rsquo;altro ed<br>
i commenti sono unanimi: &ldquo;chiss&agrave; quanto &egrave; costata, ci toccher&agrave; subire<br>
qualche taglio ulteriore alla spesa sociale&hellip; ma almeno da oggi il<br>
pronto intervento della polizia sar&agrave; assicurato!&rdquo;.<br>
E, aggiungiamo noi, anche se mai dovessero arrivare in ritardo visto il<br>
traffico caotico dell&rsquo;urbe un poco potranno sempre medicare le vittime<br>
dei raid fascisti del blocco studentesco.<br>
Voci di corridoio raccontano della gioia che sta invadendo le caserme<br>
di tutta la capitale al grido unanime: &ldquo;N&egrave; rossi, n&egrave; Gelmini, ora e<br>
sempre Lamborghini!&rdquo;.</div>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/la-polizia-replica-alle-critiche-riguardo-i-fatti-di-piazza-navona.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/la-polizia-replica-alle-critiche-riguardo-i-fatti-di-piazza-navona.html/feed</commentrss><comments>0</comments></item></channel></rss></body></html>
