<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><html><body>		<div class="eucookielaw-banner fixedon-top" id="eucookielaw-in-html">
			<div class="well">
				<h1 class="banner-title"></h1>
				<div class="banner-message">La normativa europea sulla privacy e la protezione dei dati personali, richiede che tu venga informato sull'utilizzo dei cookie che viene fatto su questo sito. <a href="/informativa-privacy">In questa pagina troverai l'informativa dettagliata</a>. Finquando non premerai approvi potrai riscontrare dei comportamenti anomali. Tuttavia per bloccare i cookie di terze parti è necessario accedere alle impostazioni del browser e procedere al blocco manuale.</div>
				
				<p class="banner-agreement-buttons text-right">
					<a href="/tag/contratto/feed?__eucookielaw=disagree" class="disagree-button btn btn-danger" onclick="(new EUCookieLaw()).reject(); return false;">I disagree</a>
					<a href="/tag/contratto/feed?__eucookielaw=agree" class="agree-button btn btn-primary" onclick="(new EUCookieLaw()).enableCookies(); return false;">I agree</a>
				</p>
			</div>
		</div><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"><channel><title>contratto &ndash; Precaria</title><link href="/tag/contratto/feed" rel="self" type="application/rss+xml"><link>/
	<description>cospira precario</description><lastbuilddate>Sat, 22 Sep 2012 11:13:43 +0000</lastbuilddate><language>it-IT</language><updateperiod>
	hourly	</updateperiod><updatefrequency>
	1	</updatefrequency><generator>https://wordpress.org/?v=5.4</generator><item><title>26 settembre: Redattori precari in cerca di un contratto</title><link>/26-settembre-redattori-precari-in-cerca-di-un-contratto.html
					<comments>/26-settembre-redattori-precari-in-cerca-di-un-contratto.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Sat, 22 Sep 2012 11:11:40 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=35807</guid><description>Redattore, traduttrice, autore, grafica? Sei uno dei tanti precari che lavorano nelle case editrici milanesi e vorresti saperne di pi&ugrave; e confrontarti sui problemi legati alla tua condizione lavorativa? La rete dei redattori precari di Milano (ReRePre) e San Precario ti invitano a un incontro in vista delle scadenze contrattuali di fine anno. <p>La riforma del lavoro &egrave; stata approvata a luglio: che ripercussioni avr&agrave; in un settore ad alto tasso di precariet&agrave; come l&rsquo;editoria? Come cambieranno (se cambieranno) i nostri rapporti di lavoro? Per ora in molte case editrici tutto tace&hellip; E poi c&rsquo;&egrave; il Collegato lavoro, approvato dal </p><p><a href="/26-settembre-redattori-precari-in-cerca-di-un-contratto.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><a href="/wp-content/uploads/2012/09/invito_avvocato3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-35808" title="invito_avvocato3" src="/wp-content/uploads/2012/09/invito_avvocato3-120x300.jpg" alt="" width="120" height="300" srcset="/wp-content/uploads/2012/09/invito_avvocato3-120x300.jpg 120w, /wp-content/uploads/2012/09/invito_avvocato3-60x150.jpg 60w" sizes="(max-width: 120px) 100vw, 120px"></a>Redattore, traduttrice, autore, grafica? Sei uno dei tanti precari che lavorano nelle case editrici milanesi e vorresti saperne di pi&ugrave; e confrontarti sui problemi legati alla tua condizione lavorativa? La rete dei redattori precari di Milano (<a href="http://www.rerepre.org/">ReRePre</a>) e San Precario ti invitano a un incontro in vista delle scadenze contrattuali di fine anno.
<p>La riforma del lavoro &egrave; stata approvata a luglio: che ripercussioni avr&agrave; in un settore ad alto tasso di precariet&agrave; come l&rsquo;editoria? Come cambieranno (se cambieranno) i nostri rapporti di lavoro? Per ora in molte case editrici tutto tace&hellip; E poi c&rsquo;&egrave; il Collegato lavoro, approvato dal governo precedente: un vero e proprio condono per chi ha sfruttato il lavoro precario. Ne parleremo con l&rsquo;avvocato di San Precario e con i precari e le precarie di Rerepre Milano.</p>
<p>L&rsquo;appuntamento &egrave; per mercoled&igrave; 26 settembre, ore 19 allo spazio <a href="http://www.pianoterralab.org/">PianoTerra</a> di via Confalonieri 3 (quartiere Isola) a Milano, dove &egrave; attivo l&rsquo;<a href="/apre-a-milano-linfopoint-di-san-precario.html">Infopoint San Precario</a>. Tratteremo dei cambiamenti in atto e delle principali forme di contratto in uso oggi nelle case editrici (a progetto, Partita Iva e interinale) per capire come &egrave; possibile migliorare le nostre condizioni.</p>
<p><em>&ldquo;Un mondo popolato da precari &egrave; il mondo che sognano le imprese. Un mondo pensato e creato dai precari &egrave; il loro incubo peggiore&rdquo;</em></p>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/26-settembre-redattori-precari-in-cerca-di-un-contratto.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/26-settembre-redattori-precari-in-cerca-di-un-contratto.html/feed</commentrss><comments>0</comments></item><item><title>ComuneMi/Precari: accordo separato</title><link>/comunemiprecari-accordo-separato.html
					<comments>/comunemiprecari-accordo-separato.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Mon, 16 Jan 2012 23:35:23 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=34756</guid><description><a href="/comunemiprecari-accordo-separato.html">Prosegui la lettura</a>
]]&gt;</description><encoded><a href="/comunemiprecari-accordo-separato.html/precari-comune-2" rel="attachment wp-att-34759"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-34759" title="precari comune" src="/wp-content/uploads/2012/01/precari-comune1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150"></a>Venerd&igrave; 13 gennaio l&rsquo;ennesimo tavolo di incontro tra l&rsquo;amministrazione del Comune e i sindacati sul tema della precariet&agrave; si &egrave; concluso con la firma di un accordo separato.<br>
Hanno apposto una firma con riserva i funzionari di Uil e Cgil mentre il sindacato di base Usb, la Cisl e il Csa non han firmato il documento che il Comune definisce &lsquo;superamento della precariet&agrave;&rsquo; nel comunicato diramato ai media.
<p><span id="more-34756"></span><br>
Il componenti del Comitato precari del comune, presenti tra il folto pubblico, sono venuti in possesso del testo solo nel pomeriggio di sabato 14 gennaio, e dopo aver studiato le 4 pagine di cui si compone insieme ad alcuni esperti in diritto del lavoro, hanno deciso di respingerlo all&rsquo;unanimit&agrave; e di continuare a tener alta l&rsquo;attenzione.</p>
<p>Votare si o no?</p>
<p>Il testo firmato &egrave; stato e verr&agrave; discusso dai precari in due diversi appuntamenti.<br>
Stasera dalle ore 17 in un presidio organizzato davanti palazzo Marino insieme ai rilevatori (precari) del censimento che ha visto la partecipazione di una cinquantina tra precari e sindacalisti.<br>
Domani, alle ore 9 la Cgil e la Uil hanno indetto un&rsquo;assemblea aperta a tutti i tempi determinati del Comune alla Camera del lavoro di porta Vittoria, per discuterne l&rsquo;approvazione e spiegarne i contenuti, che vengono valutati positivamente nonostante siano solo un primo passo che affronta il problema dei precarizzati dal Comune di Milano.<br>
Al termine dell&rsquo;assemblea il testo verr&agrave; sottoposto alla ratifica dei lavoratori tramite il voto.<br>
Il documento si occupa unicamente del personale assunto a tempo determinato con graduatorie vigenti nel 2011, una platea di circa 700 lavoratori a fronte degli oltre 7000 contratti non a tempo indeterminato stipulati dall&rsquo;Amministrazione tra il 2006 e il 2011. Gli interinali, le partite iva a unico committente e i contratti a progetto non sono citati, mentre particolare attenzione viene data tempi determinati dei settori di particolare rilevanza sociale, come l&rsquo;istruzione, e la formazione. Tali profili rappresentano la netta maggioranza tra i precari iscritti alle graduatorie a tempo determinato scadute il 31.12.2011.</p>
<p>Se 8 ore vi sembran poche&hellip;</p>
<p>Il confronto tra sindacati e amministrazione &egrave; durato dalle 14.30 alle 23 di venerd&igrave; e si &egrave; svolto al secondo piano della sede delle risorse umane del Comune, in via Bergognone, nei pressi della stazione f.s. di Porta Genova.<br>
Molto qualificata la partecipazione dei vertici politici della giunta Pisapia: Chiara Bisconti, assessore con delega al personale, il braccio destro del Sindaco Paolo Limonta e il direttore generale del Comune Davide Amede Corritore, sopraggiunto a sera inoltrata.<br>
Oltre a una decina di sindacalisti e ai dirigenti del Comune Nunzio Dragonetti, Arcari, Draisci e Almasio, in sala spiccava la presenza di numerosi precari che secondo le norme di legge oltre a non poter votare proprie rappresentanze sindacali sono stati ammessi ai tavoli delle trattative solo come semplici uditori.</p>
<p>Conti senza l&rsquo;oste</p>
<p>Commenti positivi all&rsquo;accordo separato sono stati postati su facebook sia da Paolo Limonta, che aveva fatto da intermediario tra le richieste dei precari, le esigenze dei sindacati e gli equilibri della Giunta, che da Patrizia Quartieri, pi&ugrave; volte incontrata dal Comitato precari.<br>
Il comunicato del Comune di Milano parla di una firma di tutti i sindacati, che in realt&agrave; non esiste, mentre l&rsquo;assessore Bisconti dichiara: &lsquo;di aver dato la massima attenzione alle richieste dei lavoratori&rsquo;, dimenticando che i precari non si erano ancora espressi. La firma giunge pochi giorni dopo la lettera a firma del Presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo indirizzata ai vertici della Giunta in cui si chiedeva uno stop alle assunzioni di collaboratori di fiducia deliberate nei primi 5 mesi di mandato (52 per un costo vicino ai 4,5 miloni di euro per i 5 anni di mandato, nda). Lettera a cui aveva fatto seguito un Sos Precario, un appello in favore dei precari firmato tra gli altri dai vertici della Federazione della Sinistra tra cui Luciano Muhlbauer, Massimo Gatti e Anita Sonego, oltre che dalla stessa Quartieri, da Luca Gibillini e da Mirko Mazzali consiglieri di Sel.</p>
<p>&hellip; la ciliegina sulla torta</p>
<p>Nonostante gli sforzi della Giunta,diversi precari disoccupati da mesi hanno espresso delle perplessit&agrave; sui tempi e sulle procedure delle future assunzioni, che restano impegni dai tempi, dai numeri e dalle risorse indefinite. Una delle loro principali richieste, la composizione di una graduatoria per soli titoli da utilizzare per assunzioni sia a tempo determinato che per le stabilizzazioni, &egrave; l&rsquo;ultimo dei punti dell&rsquo;accordo e il Comune si impegna solo a &lsquo;valutare la possibilit&agrave; di prendere in considerazione tale ipotesi&rsquo;.<br>
Forte delusione invece, &egrave; stata espressa sia da precari che da molti dipendenti del Comune riguardo alle due nuove delibere di nomina di altri 2 collaboratori di fiducia della giunta, Alessandra Spada e Giuseppe Maniscalco, votate dalla Giunta proprio mentre era in corso l&rsquo;estenuante trattativa.<br>
Tra i punti dell&rsquo;accordo valutati positivamente da tutti i soggetti coinvolti vi sono la proroga delle graduatorie scadute lo scorso 31 dicembre, l&rsquo;istituzione di una commissione tecnica che dovr&agrave; seguire i termini specifici previsti dal testo, e le due delibere di Giunta da approvare entro il 31 gennaio che dovranno mettere per iscritto gli impegni raggiunti. Tutte le parti coinvolte seguiranno con attenzione questi importanti passaggi. Il rischio &egrave; un allargamento del fronte precario viste le norme previste dal decreto governativo sulle liberalizzazioni. Entro il 31 marzo il Comune dovr&agrave; procedere alla vendita dei servizi e settori privatizzati negli ultimi 20 anni, Milanosport e Milanoristorazione in primis: dismissioni che potrebbero tradursi in precariet&agrave; e disoccupazione per molti milanesi.</p>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/comunemiprecari-accordo-separato.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/comunemiprecari-accordo-separato.html/feed</commentrss><comments>0</comments></item><item><title>Federmeccanica: disdetto contratto 2008</title><link>/federmeccanica-disdetto-contratto-2008.html
					<comments>/federmeccanica-disdetto-contratto-2008.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Tue, 07 Sep 2010 16:45:36 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=31370</guid><description>Repubblica.it &ndash; 7 settembre 2010 <p>MILANO &ndash; Il direttivo di Federmeccanica ha dato mandato al presidente Pierluigi Ceccardi di comunicare fin d&rsquo;ora il recesso dal contratto nazionale siglato il 20 gennaio 2008 e valido fino al 2012. Lo stesso Ceccardi ha spiegato che la decisione di considerare gi&agrave; spirato il contratto &egrave; avvenuta &ldquo;a fronte delle minacciate azioni giudiziarie della Fiom relative all&rsquo;applicazione di tale accordo&rdquo; ed &egrave; comunicata &ldquo;in via meramente tecnica e cautelativa allo scopo di garantire la migliore tutela delle aziende&rdquo;. La disdetta avviene a far data dal primo gennaio 2012. Per Landini, segretario generale della Fiom, </p><p><a href="/federmeccanica-disdetto-contratto-2008.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><em>Repubblica.it &ndash; 7 settembre 2010</em>
<p><strong>MILANO </strong>&ndash; Il  direttivo di Federmeccanica ha dato mandato al presidente Pierluigi  Ceccardi di comunicare fin d&rsquo;ora il recesso dal contratto nazionale  siglato il 20 gennaio 2008 e valido fino al 2012. Lo stesso Ceccardi ha  spiegato che la decisione di considerare gi&agrave; spirato il contratto &egrave;  avvenuta &ldquo;a fronte delle minacciate azioni giudiziarie della Fiom  relative all&rsquo;applicazione di tale accordo&rdquo; ed &egrave; comunicata &ldquo;in via  meramente tecnica e cautelativa allo scopo di garantire la migliore  tutela delle aziende&rdquo;. La disdetta avviene a far data dal primo gennaio  2012. Per Landini, segretario generale della Fiom, &egrave; una &ldquo;decisione  politica grave, irresponsabile e illegittima&rdquo;.</p>
<p><strong>L&rsquo;invito Fiom: &ldquo;Non si ceda a diktat Fiat&rdquo;</strong>.  Proprio la Fiom, attraverso il segretario generale Maurizio Landini,  aveva invitato nelle ultime ore Federmeccanica a non accettare quello  che viene visto come un &ldquo;diktat&rdquo; di Fiat, perch&eacute; &ldquo;meccanismi di  confronto sotto diktat alla lunga non aiutano neanche le imprese&rdquo;. In  sostanza, la Fiom aveva invitato gli industriali della meccanica a non  cedere alle pressioni di Marchionne, che senza deroghe al contratto del  2008 aveva paventato l&rsquo;uscita di Fiat da Federmeccanica. &ldquo;I problemi che  la crisi pone si possono affrontare anche discutendo di investimenti e  di maggiore utilizzo degli impianti. Senza bisogno di deroghe ma  applicando il contratto nazionale e le regole che ci sono&rdquo; aveva  concluso Landini.<br><strong><br>
 &ldquo;Nessun<br><script src="http://www.repubblica.it/static/js/common/jx_speciale.js" type="text/javascript"></script></strong></p>
<p><script src="http://oas.repubblica.it/RealMedia/ads/adstream_jx.ads/repubblica.it/nz/economia/interna/1421620626@Middle"></script><br><br>
 diktat, tutelare aziende&rdquo;.  &ldquo;Fiat non ha spinto per niente &ndash; &egrave; la replica di Ceccardi -,  l&rsquo;accelerazione che abbiamo imposto oggi &egrave; per tutelare le esigenze  delle aziende metalmeccaniche e di un milione di lavoratori che  dipendono da esse&rdquo;.</p>
<p><strong>&ldquo;Relazioni industriali da adeguare&rdquo;</strong>.  Il presidente di Federmeccanica ha poi spiegato che &ldquo;il consiglio  direttivo ha preso in esame l&rsquo;evoluzione dei rapporti sindacali nel  settore dopo il rinnovo del contratto nazionale del 15 ottobre 2009 e la  vicenda relativa allo stabilimento Fiat di Pomigliano d&rsquo;Arco&rdquo;. &ldquo;Il  convincimento unanime &egrave; la necessit&agrave; di proseguire con determinazione  nell&rsquo;adeguamento delle relazioni industriali, sindacali e contrattuali  alla domanda di maggior affidabilit&agrave; e flessibilit&agrave; che proviene dalle  imprese per consentire loro una migliore tenuta rispetto all&rsquo;urto della  competizione globale&rdquo;.</p>
<p><strong>&ldquo;Cgil partecipi a cambio delle regole&rdquo;</strong>.  &ldquo;E&rsquo;&nbsp; urgente &ndash; prosegue Ceccardi &ndash; una regolamentazione condivisa del  sistema di rappresentanza, sulla cui necessit&agrave; esiste generale consenso e  disponibilit&agrave; dichiarata dalle parti&rdquo;. Tale regolamentazione, ricorda  il presidente di federmeccanica, &egrave; prevista dall&rsquo;accordo  interconfederale del 15 aprile 2009, non sottoscritto dalla Cgil. Alla  domanda se l&rsquo;auspicio &egrave; che anche l&rsquo;organizzazione guidata da Guglielmo  Epifani possa sedersi al tavolo, Ceccardi ha replicato: &ldquo;Assolutamente  s&igrave;, l&rsquo;auspicio &egrave; che le confederazioni attivino al pi&ugrave; presto un tavolo  per regolamentare la materia per via pattizia&rdquo;.</p>
<p><strong>Landini: &ldquo;Strappo alla democrazia&rdquo;</strong>.  Appresa la decisione di Federmeccanica, Maurizio Landini esprime un  giudizio durissimo: &ldquo;E&rsquo; una decisione politica grave, irresponsabile e  illegittima. Il contratto del 2008 &egrave; in vigore fino alla fine del 2011 e  ha una sua ultrattivit&agrave; qualora venga presentata una piattaforma per il  suo rinnovo&rdquo;. Si tratta secondo il leader della Fiom di &ldquo;uno strappo  alle regole democratiche grave perch&eacute; si impedisce ai lavoratori di  decidere sul loro contratto e si sceglie di trattare con i sindacati che  non hanno alcun mandato in questa direzione e in ogni caso  rappresentano la minoranza dei dipendenti metalmeccanici&rdquo;.</p>
<p><strong>Fiom: &ldquo;Noi non ci saremo&rdquo;</strong>.  Quanto all&rsquo;incontro del 15 settembre, in cui Federmeccanica e sindacati  si confronteranno sulle possibili deroghe al contratto nazionale dei  metalmeccanici, Landini spiega che &ldquo;la Fiom non parteciper&agrave; a tavoli che  cancellano il contratto nazionale. Non partecipiamo perch&eacute; non sono  trattative ma semplicemente dettature della Fiat&rdquo;.</p>
<p><strong>&ldquo;Importante manifestazione del 16 ottobre&rdquo;</strong>.  Domani, al comitato centrale della Fiom &ldquo;decideremo&nbsp; tutte le  iniziative necessarie- conclude Landini -. E pi&ugrave; importante ancora &egrave; la  manifestazione del 16 ottobre per la difesa dei diritti del contratto e  della democrazia del nostro Paese&rdquo;.</p>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/federmeccanica-disdetto-contratto-2008.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/federmeccanica-disdetto-contratto-2008.html/feed</commentrss><comments>0</comments></item><item><title>Contratto Chimici: produttivit&agrave; vs anzianit&agrave;</title><link>/contratto-chimici-produttivita-vs-anzianita.html
					<comments>/contratto-chimici-produttivita-vs-anzianita.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Wed, 23 Dec 2009 21:17:20 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/contratto-chimici-produttivita-vs-anzianita.html</guid><description>Dopo il commercio arrivano i chimici. Nel silenzio quasi assoluto, un&rsquo;altra importante categoria di lavoratori ha un nuovo contratto firmato insieme da Cgil, Cisl e Uil. Il contratto che recepisce alcune delle norme della riforma contrattuale del gennaio 2009 sar&agrave; valido per oltre 200mila lavoratori nel triennio 2010-2012 e prevede un aumento lordo (il netto va decurtato di circa il 40% della cifra) di 150 euro medie da corrispondere in tre fasi successive di cui solo 135 lorde medie andranno a finire direttamente nelle tasche dei lavoratori, in tre tranche temporali. 13 euro vanno al fondo integrativo pensionistico Fonchim. 2 <p><a href="/contratto-chimici-produttivita-vs-anzianita.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><img class="alignleft size-full wp-image-22864" title="chimica" src="/wp-content/uploads/2009/12/chimica.jpeg" alt="chimica" width="114" height="121">Dopo il commercio arrivano i chimici. Nel silenzio quasi assoluto, un&rsquo;altra importante categoria di lavoratori ha un nuovo contratto firmato insieme da Cgil, Cisl e Uil. Il contratto che recepisce alcune delle norme della riforma contrattuale del gennaio 2009 sar&agrave; valido per oltre 200mila lavoratori nel triennio 2010-2012 e prevede un aumento lordo (il netto va decurtato di circa il 40% della cifra) di 150 euro medie da corrispondere in tre fasi successive di cui solo 135 lorde medie andranno a finire direttamente nelle tasche dei lavoratori, in tre tranche temporali. 13 euro vanno al fondo integrativo pensionistico Fonchim. 2 euro andranno inoltre a chi non ha il contratto integrativo di secondo livello, la grande maggioranza delle imprese chimico-farmaceutiche.
<p><span id="more-22834"></span> Introdotto anche il premio variabile di produttivit&agrave;, che prevede una valutazione di tre parametri: assenteismo medio, presenze personali e fatturato.</p>
<p>Abolizione degli scatti di anzianit&agrave;.<br>
 Nonostante il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, dichiari che: &lsquo;Non si sono applicate le linee guida del cosiddetto accordo separato&rsquo;, il contratto dei chimici abolisce per sempre gli scatti di anzianit&agrave;, aumenta a 4 anni il limite legale al succedersi dei contratti a tempo determinato, aumenta a 3 anni la validit&agrave; di norme e aumenti decisi, oltre a lasciare spazio a enti bilaterali sindacati-imprese per materie quali aumenti di cassa integrazione, ricollocazione lavorativa e mobilit&agrave;.</p>
<p>Limitato l&rsquo;intervento del giudice del lavoro.<br>
 Inoltre le parti si impegnano a favorire l&rsquo;arbitrato e la conciliazione. Due istituti, che limitano la possibilit&agrave; che un lavoratore possa far causa all&rsquo;azienda presso un Giudice del Lavoro. All&rsquo;atto dell&rsquo;assunzione infatti,il lavoratore sar&agrave; di fatto obbligato a firmare una rinuncia a fare causa all&rsquo;azienda se non tramite un organismo di parte, formato da sindacati e imprese, che si arroga la competenza in materia di diritto del lavoro.</p>
<p>Ricatto della precariet&agrave; alzato a 4 anni.<br>
 La logica che muove l&rsquo;accordo &egrave; desumibile da un&rsquo;altra dichiarazione di Epifani che, se non fosse affermata in questo contesto sembrerebbe una barzelletta:<br>
 &ldquo;La soluzione del superamento degli scatti nel riconoscere un aumento a tutti i lavoratori, salvaguardando anche i pi&ugrave; giovani, rappresenta un incentivo a una maggiore contrattazione sui temi della professionalit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Lotte e abolizione degli scatti<br>
 Invece &egrave; vero il contrario. Gli scatti di anzianit&agrave; furono introdotti dopo lunghe lotte sindacali costate centinaia di ore di scioperi e licenziamenti a migliaia di lavoratori, per avere almeno nella parte riguardante l&rsquo;et&agrave;, un aumento automatico e sicuro. Non sottoposto alla contrattazione sindacale, sottratto ai tempi dilatati delle concessioni imprenditoriali. Un aumento &lsquo;vero&rsquo;, accessibile a tutti, anche ai pi&ugrave; giovani che abbiano maturato anzianit&agrave; aziendale. Questo automatismo, conquistato in autonomia dai lavoratori grazie alla loro unit&agrave;, &egrave; sempre stato inviso alle associazioni imprenditoriali, in quanto non sottoposto a contrattazione. Durante gli ultimi 20 anni grazie ad accordi inseriti tra le righe dei chilometrici rinnovi contrattuali, gli scatti di anzianit&agrave; sono stati limitati in pi&ugrave; modi. Sia chiamandoli progressioni orizzontali, sia allungando i periodi di anzianit&agrave; entro i quali partivano gli aumenti, sia escludendo i contratti a termine e tutti gli altri precari dal periodo entro il quale scattava l&rsquo;anzianit&agrave;. In pratica se un lavoratore aveva lavorato per 5 anni a termine in un&rsquo;azienda non godeva di scatti di anzianit&agrave;, che veniva conteggiata solo dal primo giorno di assunzione a tempo indeterminato.</p>
<p>Il bluff delle votazioni e l&rsquo;esclusione dei precari.<br>
 Il segretario del pi&ugrave; grande sindacato italiano esprime soddisfazione anche per la ratifica, prevista, dell&rsquo;accordo tramite votazioni nei posti di lavoro. Come se non sapesse che nel 90% delle imprese chimiche sono presenti solo RSU Cgil Cisl e Uil, anche grazie alla legge che riserva loro il 33% netto di partenza in ogni votazione sindacale. E che i precari, non tutti giovani come la retorica della &lsquo;lotta al precariato&rsquo; vorrebbe farci credere, presenti in quelle aziende per legge non potranno votare. Non potranno esprimere la loro idea su questo rinnovo nemmeno quei tempi determinati condannati dal contratto a rimanere 4 anni sospesi tra il baratro della mancanza di un reddito e quello, pi&ugrave; silenzioso, dell&rsquo;obbedienza totale. E che, se licenziati, invece  di scegliersi liberamente un avvocato e portare l&rsquo;azienda dinanzi a un giudice dovranno obbligatoriamente riferirsi a un organo di persone scelte e pagate da chi ha firmato quel contratto.<br>
 Stefano Mansi, Stefo</p>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/contratto-chimici-produttivita-vs-anzianita.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/contratto-chimici-produttivita-vs-anzianita.html/feed</commentrss><comments>0</comments></item><item><title>L&rsquo;ultima beffa del lavoro precario &ldquo;Apri la partita Iva o ti licenzio&rdquo;</title><link>/lultima-beffa-del-lavoro-precario-apri-la-partita-iva-o-ti-licenzio.html
					<comments>/lultima-beffa-del-lavoro-precario-apri-la-partita-iva-o-ti-licenzio.html#comments</comments><creator></creator><pubdate>Mon, 09 Nov 2009 11:08:42 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=18994</guid><description>Dopo anni di contratti a termine, i lavoratori sono trasformati in &ldquo;fornitori&rdquo; Non cambia nulla: stesso orario e stesso ufficio. Ma l&rsquo;impresa risparmia oltre il 33% <p>ROMA &ndash; L&rsquo;ultima frontiera della precariet&agrave; si chiama &ldquo;partita Iva&rdquo;. Altro che indice dell&rsquo;indomabile vitalit&agrave; imprenditoriale. Questa &egrave; tutta un&rsquo;altra storia che non riguarda neanche un po&rsquo; le seducenti formule del capitalismo personale. Qui si parla di cocopro: collaboratori a progetto costretti a diventare titolari di &ldquo;partita Iva&rdquo; per non perdere il lavoro, anche se precario.</p> <p style="margin-bottom: 0cm;">Difficile stimare quanti siano i lavoratori in transizione verso l&rsquo;imprenditoria forzata. Nessuno l&rsquo;ha fatto, ma non </p><p><a href="/lultima-beffa-del-lavoro-precario-apri-la-partita-iva-o-ti-licenzio.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		H3 { margin-bottom: 0.21cm } 		H3.cjk { font-family: "Arial Unicode MS", sans-serif } 		H3.ctl { font-family: "Tahoma" } 		H1 { margin-bottom: 0.21cm } 		H1.western { font-family: "Times New Roman", serif } 		H1.cjk { font-family: "Arial Unicode MS", sans-serif } 		H1.ctl { font-family: "Tahoma" } --><span style="font-size: small;">Dopo anni di contratti a termine, i lavoratori sono trasformati in &ldquo;fornitori&rdquo; Non cambia nulla: stesso orario e stesso ufficio. Ma l&rsquo;impresa risparmia oltre il 33%</span>
<p><strong>ROMA</strong> &ndash; L&rsquo;ultima frontiera della 	precariet&agrave; si chiama &ldquo;partita Iva&rdquo;. Altro che 	indice dell&rsquo;indomabile vitalit&agrave; imprenditoriale. Questa &egrave; 	tutta un&rsquo;altra storia che non riguarda neanche un po&rsquo; le seducenti 	formule del capitalismo personale. Qui si parla di cocopro: 	collaboratori a progetto costretti a diventare titolari di &ldquo;partita 	Iva&rdquo; per non perdere il lavoro, anche se precario.</p>
<div id="Sezione1" dir="ltr">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Difficile 	stimare quanti siano i lavoratori in transizione verso 	l&rsquo;imprenditoria forzata. Nessuno l&rsquo;ha fatto, ma non ci si sbaglia se 	si ipotizzano decine di migliaia di persone. Si vedr&agrave; meglio 	quando l&rsquo;Inps render&agrave; pubblici i numeri sui nuovi iscritti al 	Fondo Gestione Separata. L&igrave;, dati del 2007, le &ldquo;partite 	Iva&rdquo; di professionisti non iscritti ad albi o associazioni 	erano circa 250 mila, 30 mila in pi&ugrave; in un solo anno. Reddito 	medio intorno ai 15 mila euro, poco pi&ugrave; di mille al mese. Dai 	web designer ai grafici pubblicitari; dai redattori delle grandi 	case editrici ai lobbysti, fino all&rsquo;antica, tradizionale, 	segretaria, imprenditrice di se stessa per&ograve;. Tutti 	rigorosamente a mono-committenza, cio&egrave; fornitori di una sola 	azienda. Insomma, false &ldquo;partite iva&rdquo;.</p>
<p>Di certo 	questo &egrave; un altro capitolo della via italiana alla 	flessibilit&agrave;, in cui con il concorso della Grande Recessione, 	l&rsquo;obiettivo principale di molte aziende &egrave; quello di tagliare 	i costi per provare a sopravvivere.<br>
 Il fenomeno non &egrave; 	nuovo, va detto, ma con la crisi &egrave; riaffiorato dovunque, nel 	ricco settentrione terziarizzato come nella indolente area del 	lavoro para-pubblico romano. Ed &egrave; un fenomeno che spinge una 	categoria gi&agrave; debole ai livelli pi&ugrave; bassi della scala 	della precariet&agrave;. &ldquo;Le partite Iva diventano sostitutive 	dei cocopro&rdquo;, commenta Patrizio Di Nicola, sociologo alla 	Sapienza di Roma, tra i pi&ugrave; attenti studiosi dell&rsquo;universo 	magmatico del lavoro precario. Questa &egrave; la verit&agrave;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A compiere il percorso da atipico a 	&ldquo;libero professionista&rdquo;, senza pi&ugrave; nemmeno un 	accenno di diritti e di tutele, &egrave; ancora la generazione dei 	trentenni, l&rsquo;ala marginale del mercato del lavoro.<br>
 Eppure questo 	pezzo di knowledge worker, lavoratori della conoscenza, 	intellettuali moderni, flessibili e innovativi, avrebbe dovuto 	rappresentare l&rsquo;avanguardia di una sorta di neo- borghesia in una 	societ&agrave; post-industriale. Questa, a sua volta, avrebbe dovuto 	spingere verso un incremento della produttivit&agrave; e arrestare 	il nostro declino, sfruttando le nuove tecnologie. La realt&agrave; 	&egrave; stata diversa e si &egrave; tradotta soprattutto in un 	progressivo e malcelato tradimento nei confronti di una generazione 	di giovani professionisti.</p>
<p>A quella generazione appartiene 	anche Astrid D&rsquo;Eredit&agrave;, archeologa, tarantina di nascita, 	romana di adozione. Racconta che da piccola provava quasi invidia 	per chi possedeva la tessera di Metro, il grande supermercato 	all&rsquo;ingrosso per i professionisti, gli imprenditori, le partite Iva, 	appunto.<br>
 Quei capannoni blu con scritta in giallo a lettere 	maiuscole erano &ndash; per lei &ndash; il simbolo delle libert&agrave; di 	impresa, del dinamismo aziendale, dell&rsquo;individualismo contro il 	pigro tran tran dell&rsquo;impiego fisso. Entrare o meno al Metro faceva 	la differenza. Era uno spartiacque quasi di classe sociale, certo di 	modelli culturali. &ldquo;Ora &ndash; dice &ndash; ho la partita Iva, ma non sono 	mai entrata al Metro&rdquo;. Ecco. Lei aveva un contratto di 	collaborazione finch&eacute; lavorava in Puglia, poi a Roma ha 	scoperto che senza partita Iva non si fa nulla nel suo settore. Si 	deve essere &ldquo;imprenditori di se stessi&rdquo;, come si diceva 	agli albori della flessibilit&agrave;. Racconta: &ldquo;La frase 	tipica che ti rivolgono &egrave; questa: ovviamente bisogna che lei 	si apra una partita Iva&hellip; &ldquo;. E si comincia: non pi&ugrave; 	dipendenti o para-dipendenti, bens&igrave; fornitori. Sulla carta. 	Perch&eacute; nei fatti non cambia nulla: stesso stipendio (ma senza 	contributi), stesso orario, stesso vincolo di subordinazione. In 	alcuni contratti l&rsquo;ipocrisia rompe ogni indugio e precisa a scanso 	di equivoci: &ldquo;Il fornitore non avr&agrave; i benefici previsti 	per i dipendenti, inclusi assicurazioni, pensione, assistenza e 	altri benefit riservati agli impiegati&rdquo;. E ancora: &ldquo;Le 	suddette attivit&agrave; hanno carattere professionale autonomo e 	non potranno mai essere configurate come rapporti di lavoro 	subordinato o di collaborazione&rdquo;.</p>
<p>Osserva Fulvio 	Fammoni, segretario confederale della Cgil: &ldquo;Sono due le 	motivazioni principali che spingono in questa direzione: il costo 	per le aziende che si riduce all&rsquo;osso e, poi, la totale liber&agrave; 	d&rsquo;azione sulle partite Iva che possono essere lasciate a casa, 	prima, e riprese, poco dopo&rdquo;.<br>
 L&rsquo;Italia &egrave; la patria 	del lavoro autonomo: il 27% dell&rsquo;occupazione complessiva, il triplo 	rispetto alla Danimarca e il Lussemburgo, il doppio rispetto alla 	Germania, la Gran Bretagna, la Francia e l&rsquo;Olanda. Ci supera solo la 	Grecia. Tutto questo, tra l&rsquo;altro, ha aiutato anche l&rsquo;anomalia delle 	partite Iva. Si calcola, per esempio, che con le partite Iva le 	aziende risparmino circa il 25% rispetto a un contratto di 	collaborazione e oltre il 33% rispetto a un contratto di dipendenza.</p>
<p>Carla S., 31 anni, pubblicitaria genovese ha provato a 	resistere perch&eacute; non ha mai ambito a far parte del celebrato 	universo delle partite Iva. Da tre anni lavora in una delle pi&ugrave; 	grande agenzie pubblicitarie del capoluogo ligure. Prima cocopro 	rinnovato, quindi contratto a termine. Poi la crisi arriva in 	azienda. Il consulente del lavoro suggerisce al titolare di 	ricorrere ai contratti di apprendistato. Ma Carla, che comunque 	tornerebbe indietro all&rsquo;inizio della sua carriera, &egrave; troppo 	&ldquo;vecchia&rdquo; per l&rsquo;apprendistato perch&eacute; ha appena 	superato la soglia dei trent&rsquo;anni. &ldquo;Sono una classica 	bambocciona, vivo con i miei genitori. Ma non potrei fare altrimenti 	con 1.100 euro al mese&rdquo;.<br>
 Anche per questo all&rsquo;inizio ha 	detto no alla partita Iva e, in questo caso, al lavoro a casa. Poi 	ha quasi accettato, ha aperto una trattativa, ha chiesto il doppio 	per le spese che dovr&agrave; sostenere. Le hanno replicato che lo 	stipendio resta uguale e che dovr&agrave; anche formare le due nuove 	apprendiste. A Carla, come succede spesso, l&rsquo;azienda ha proposto di 	aiutarla nel tenere la contabilit&agrave;. Queste sono le aziende 	&ldquo;pi&ugrave; illuminate&rdquo;, come le ha chiamate Andrea Bajani 	nel suo cinico racconto &ldquo;Mi spezzo ma non m&rsquo;impiego&rdquo;, 	uscito qualche anno fa per Einaudi.</p>
<p>Anche ad Andrea Brutti, 	trentenne consulente ambientale, hanno imposto di diventare 	&ldquo;imprenditore&rdquo;, dopo anni di contratti di collaborazione a 	progetto. &ldquo;C&rsquo;&egrave; un problema di costi&rdquo;, mi dissero. 	Per un po&rsquo; ha fatto anche il doppio lavorista con partita Iva: un 	po&rsquo; lobbysta per una associazione ambientalista un po&rsquo; impiegato in 	un&rsquo;altra. Poi ha dovuto mollare il secondo lavoro perch&eacute; gli 	orari erano incompatibili. Nemmeno un contratto a tempo determinato 	&egrave; ormai un&rsquo;alternativa. &ldquo;Con 800 euro al mese per 35 ore 	di presenza a settimana non mi conviene&rdquo;. Questa &egrave; la 	trappola della partita Iva.</p>
<p>Infine c&rsquo;&egrave; Federico D., 	manager di 39 anni, trasformato in pochi frettolosi minuti in 	partita Iva, dopo otto anni da dirigente in una multinazionale di 	servizi ospedalieri. &ldquo;Era un venerd&igrave; pomeriggio quando 	venni chiamato dal mio capo. Ho una notizia cattiva e una buona, mi 	disse velocemente. La cattiva &egrave; che il tuo contratto si 	trasforma in consulenza, la buona &egrave; che il trattamento netto 	migliora. Poi mi mise in mano la lettera di licenziamento&rdquo;. Ma 	cos&rsquo;&egrave; cambiato? &ldquo;Nulla. Stesso orario, stesso ufficio, 	stesso lavoro. Ma per l&rsquo;azienda io non sono pi&ugrave; un costo, 	bens&igrave; un investimento&rdquo;. Una finzione contabile. Gi&agrave;.</p>
</div>
<p>Da repubblica 9/11/09</p>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/lultima-beffa-del-lavoro-precario-apri-la-partita-iva-o-ti-licenzio.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/lultima-beffa-del-lavoro-precario-apri-la-partita-iva-o-ti-licenzio.html/feed</commentrss><comments>1</comments></item></channel></rss></body></html>
