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	<description>cospira precario</description><lastbuilddate>Tue, 14 Apr 2020 10:04:28 +0000</lastbuilddate><language>it-IT</language><updateperiod>
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					<comments>/precari-di-tutti-i-fast-food-unitevi.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Wed, 03 Oct 2012 13:32:13 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=35835</guid><description>Dalle casse e dai banconi dei caff&eacute; di Starbucks, da chi cucina pizze per Pizza Hut e prepara panini da Jimmy John&rsquo;s sono nate nuove esperienze di sindacalismo e di organizzazione dei lavoratori simbolo della precariet&agrave;. <p>Il 10 ottobre, a Milano, San Precario vi invita a un incontro con Erik Forman, ex barista di Starbucks, licenziato dalla famosa catena di caff&eacute; e poi tra i fondatori della Starbucks Union per gli IWW, il glorioso sindacato Industrial Workers of the World. Erik &egrave; stato anche uno degli organizzatori dei lavoratori delle paninoteche Jimmy John&rsquo;s. Si &egrave; trattato della prima campagna sindacale </p><p><a href="/precari-di-tutti-i-fast-food-unitevi.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><a href="/wp-content/uploads/2012/10/pizza-hut-logo-yellow.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-35836" title="pizza-hut-logo-yellow" src="/wp-content/uploads/2012/10/pizza-hut-logo-yellow-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" srcset="/wp-content/uploads/2012/10/pizza-hut-logo-yellow-300x181.jpg 300w, /wp-content/uploads/2012/10/pizza-hut-logo-yellow-150x90.jpg 150w, /wp-content/uploads/2012/10/pizza-hut-logo-yellow-400x242.jpg 400w, /wp-content/uploads/2012/10/pizza-hut-logo-yellow.jpg 554w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px"></a>Dalle casse e dai banconi dei caff&eacute; di Starbucks, da chi cucina pizze per Pizza Hut e prepara panini da Jimmy John&rsquo;s sono nate nuove esperienze di sindacalismo e di organizzazione dei lavoratori simbolo della precariet&agrave;.
<p>Il 10 ottobre, a Milano, San Precario vi invita a un incontro con Erik Forman, ex barista di Starbucks, licenziato dalla famosa catena di caff&eacute; e poi tra i fondatori della <a href="https://web.archive.org/web/20180831223219/http://www.starbucksunion.org/">Starbucks Union</a> per gli IWW, il glorioso sindacato Industrial Workers of the World. Erik &egrave; stato anche uno degli organizzatori dei lavoratori delle paninoteche Jimmy John&rsquo;s. Si &egrave; trattato della prima campagna sindacale in un fast food americano dagli anni Settanta.</p>
<p>Parleremo di come negli Usa &egrave; stato possibile ricominciare a fare sindacalismo nei luoghi simbolo della precariet&agrave;, i fast food. E di come la crisi del 2007 ha peggiorato le condizioni di lavoro dei precari ma ha anche ridato vita ai movimenti dei lavoratori, dal Wisconsin a Occupy Wall Street.</p>
<p>L&rsquo;incontro si terr&agrave; a partire dalle 19 presso l&rsquo;Infopoint San Precario al <a href="http://www.pianoterralab.org/">PianoTerra</a>, in via Confalonieri 3 a Milano, zona Isola</p>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/precari-di-tutti-i-fast-food-unitevi.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/precari-di-tutti-i-fast-food-unitevi.html/feed</commentrss><comments>0</comments></item><item><title>Cartoline da Milano. Welfare ti amiamo, ci manchi.</title><link>/cartoline-da-milano-welfare-ti-amiamo-ci-manchi.html
					<comments>/cartoline-da-milano-welfare-ti-amiamo-ci-manchi.html#comments</comments><creator></creator><pubdate>Tue, 23 Jun 2009 12:19:23 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false"></guid><description>A Milano, due giorni di convegno , il 30 e 31 maggio, organizzati nell&rsquo;ambito della Long MayDay, dalle Associazioni BioS e San Precario, in collaborazione con il Bin-Italia per costruire una autonoma mappatura della realt&agrave; territoriale lombarda, tra nuovi modelli di creazione della ricchezza e precariet&agrave; strutturale. E per ragionare di reddito, stato sociale, nuovi diritti del comune. <p>[TESTI e AUDIO del convegno]</p> <p>Un silenzio imbarazzante, un vuoto, un&rsquo;assenza, quando non una frattura tra bisogni reali e scelte pubbliche, quando non uno sganciamento tra corpo sociale e istituzioni. Da un lato una politica incapace di dare forma a un welfare </p><p><a href="/cartoline-da-milano-welfare-ti-amiamo-ci-manchi.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><img style="margin: 5px; float: left;" src="/images/stories/light_maggio.jpg" alt="/images/stories/light_maggio.jpg" width="108" height="173">A Milano, <a href="index.php/Fatti-e-Misfatti/Welfare-mon-amour-Garanzia-di-reddito-e-accesso-ai-beni-comuni-in-tempo-di-crisi.html" target="_parent" rel="noopener noreferrer">due giorni di convegno</a> , il 30 e 31 maggio, organizzati nell&rsquo;ambito della Long MayDay, dalle Associazioni BioS e San Precario, in collaborazione con il <a href="http://www.bin-italia.org/" target="_parent" rel="noopener noreferrer">Bin-Italia</a> per costruire una autonoma mappatura della realt&agrave; territoriale lombarda, tra nuovi modelli di creazione della ricchezza e precariet&agrave; strutturale. E per ragionare di reddito, stato sociale, nuovi diritti del comune.
<p>[<a href="cartoline-da-milano-welfare-ti-amiamo-ci-manchi.html#materia" target="_self" rel="noopener noreferrer">TESTI e AUDIO del convegno</a>]</p>
<p>Un silenzio imbarazzante, un vuoto, un&rsquo;assenza, quando non una frattura<br>
 tra bisogni reali e scelte pubbliche, quando non uno sganciamento tra<br>
 corpo sociale e istituzioni. Da un lato una politica incapace di dare<br>
 forma a un welfare (e a un reddito) opportuno nella presente situazione<br>
 di crisi e adeguato a un contesto dove precarizzazione,<br>
 globalizzazione, femminilizzazione del lavoro e finanziarizzazione<br>
 dell&rsquo;economia hanno gi&agrave; da tempo scombinato gli assi tradizionali del<br>
 problema. Dall&rsquo;altro i movimenti, le realt&agrave; lavorative, i soggetti che<br>
 in questi anni hanno contribuito a costruire una pratica, analitica,<br>
 rivendicativa, conflittuale sui territori e nelle imprese.</p>
<p><span id="more-15504"></span></p>
<p>Cartoline da Milano, laboratorio straordinario dove, a valle dell&rsquo;ultima MayDay, il 30 e il 31 maggio, precari, attivisti, studiosi, ricercatori si sono ritrovati per ragionare di reddito, welfare, nuovi diritti del comune. &ldquo;Welfare mon amour&rdquo; si &egrave; chiamato l&rsquo;appuntamento, organizzato dall&rsquo;agenzia di agitazione sindacale BioS, l&rsquo;associazione San Precario insieme al Bin Italia. Il convegno ha riunito per due giorni i soggetti co-produttori della ricchezza lombarda (un quarto del Pil nazionale) che si sono interrogati al di fuori di ogni tentazione localista. L&rsquo;obiettivo &egrave; stato piuttosto quello di creare una autonoma mappatura del modello produttivo lombardo, tra migranti e lavoro cognitivo, tra speculazioni edilizie e terziario avanzato. L&rsquo;intendimento quello ci capire la crisi in atto, le sue ricadute immediate e i suoi scenari futuri, comprese alcune possibili, inedite, alleanze che la recessione potrebbe suggerire. Prima tra le altre quella tra lavoro dipendente e&nbsp; lavoro precario, alcune del tutto inedite e ispirate sul momento dalla discussione, tra settori incredibilmente distanti tra loro (la produzione materiale della fabbrica e l&rsquo;immateriale del comparto moda).<br>
 Con il 63% delle attivit&agrave; nei servizi (il 22,7% delle quali nel terziario cosiddetto immateriale) e un milione di migranti (su quattro milioni totali) che forniscono un gettito fiscale di 5,5 miliardi di euro l&rsquo;anno, Milano &egrave; punta avanzata del capitalismo contemporaneo in Italia, inteso nella sua accezione pi&ugrave; larga. Milano assiste al passaggio dalla centralit&agrave; della produzione materiale verso la produzione di servizi (anche le varie forme di &ldquo;badantato&rdquo; fornite dagli immigrati ai cittadini milanesi ne fanno parte). Assiste alla flessibilizzazione estrema della sua forza lavoro perch&eacute; le attivit&agrave; cognitive e relazionali pi&ugrave; di altre si prestano all&rsquo;individualizzazione del rapporto di lavoro.<br>
 Non &egrave; un caso che i settori che pi&ugrave; hanno contribuito alla crescita del Pil lombardo (+30% negli anni 2000, ovvero + 14% in termini reali, al netto dell&rsquo;inflazione) siano stati i settori del terziario avanzato e immateriale a pi&ugrave; alta prestazione cognitiva (+38,2%) e quello delle costruzioni (+52,7%). Il primo ha superato il settore manifatturiero come quota del valore aggiunto lombardo (29,3% contro il 28%), il secondo pesa per il 5,4%, ma &egrave; assolutamente probabile che la sua quota aumenti grazie all&rsquo;Expo 2015. Due settori, nella diversit&agrave;, ad alta intensit&agrave; precaria: il primo &ndash; quello dei &ldquo;servizi cognitivi&rdquo; &ndash; caratterizzato da una nuova generazione istruita, oggi svalorizzata in termini salariari e di prestazione ma ancora prigioniera del mito del lavoro (fintamente) creativo e dalle suggestioni immaginifiche della &ldquo;carriera&rdquo;; il secondo &ndash; quello delle costruzioni &ndash; composto in prevalenza da forza lavoro migrante, privata di diritti e criminalizzata ma costretta a sudare nei cantieri per la sopravvivenza. Pur nelle difformit&agrave; delle situazioni illustrate &egrave; evidente che la ricchezza, a Milano e in Lombardia, si fonda sullo sfruttamento della condizione precaria. Una ricchezza che, tuttavia, viene distribuita solo in minima parte a chi lavora: nella regione lombarda, contrariamente al dato nazionale, la fetta pi&ugrave; grande del Pil va ad appannaggio della rendita e del profitto (45%), contro il 40% che va al lavoro (la quota rimanente sono imposte indirette).<br>
 Nell&rsquo;ultimo decennio, la governance politico-economica applicata al territorio lombardo dai diversi livelli istituzionali (comuni, provincia, regione), ha imboccato due strade principali. Ha privatizzato i servizi primari dello stato sociale (sottoposti comunque alla spada di Damocle della sussidiariet&agrave;), canalizzando risorse importanti verso la sanit&agrave; e l&rsquo;istruzione privata. E ha implementato un workfare su modello anglosassone (ma senza l&rsquo;efficienza delle prestazioni pubbliche pagate). Non &egrave; un caso, allora, se nulla &egrave; stato davvero immaginato sul fronte delle politiche di welfare e di sostegno al reddito, poich&eacute; l&rsquo;impostazione delle politiche sociali del welfare milanese vede ogni forma di tutela delle persone in situazione di povert&agrave; e precariet&agrave; &ldquo;normalmente rubricate solo sotto la voce &lsquo;costi&rsquo;&rdquo; (Costanzo Ranci, docente di Sociologia presso il Politecnico di Milano). Laura Curcio, giudice del lavoro a Milano, ha, di rimando, sottolineato la totale inadeguatezza della struttura degli ammortizzatori sociali attualmente disponibili.&nbsp; Eppure, secondo Alessandro Santoro dell&rsquo;Universit&agrave; Bicocca di Milano, gi&agrave; ora esisterebbe &ldquo;spazio per un intervento di gestione delle risorse all&rsquo;interno del bilancio&nbsp; regionale&rdquo;. Massimo Laratro, avvocato dell&rsquo;Associazione San Precario, ha invece sottolineato i punti critici e le potenzialit&agrave; del supporto legale come strumento (non come fine) che favorisce la consapevolezza in realt&agrave; lavorative troppo spesso frammentate e individualizzate.</p>
<p>L&rsquo;area &ldquo;metrolombarda&rdquo;, ad alta densit&agrave; abitativa, ha anche assistito, in questi anni, a un inarrestabile processo di cementificazione con scarso rispetto delle esigenze di vivibilit&agrave; degli abitanti. La sperequazione sociale e abitativa&nbsp; conseguente&nbsp; (&ldquo;Milano &egrave; una citt&agrave; di case senza abitanti e di abitanti senza casa&rdquo; ha detto Gabriele Rabaiotti, urbanista del Politecnico di Milano) &egrave; andata addirittura a scapito della pi&ugrave; volte sbandierata capacit&agrave; competitivit&agrave; di Milano e hinterland. Se a tutto ci&ograve; aggiungiamo un clima repressivo e di controllo della socialit&agrave; che non ha quasi uguali in Europa, le buie tinte del quadro milanese si completano.<br>
 Partendo da queste belle figurine, le realt&agrave; sociali che a Milano pi&ugrave; hanno sperimentato pratiche innovative nella comunicazione sociale, nell&rsquo;attivit&agrave; sindacale e nell&rsquo;azione politica (ovvero le reti della Mayday milanese) hanno avviato, con questo Convegno, un percorso di elaborazione comune, aprendosi ad altre dimensioni politiche e associative, per cominciare a tracciare i binari di una possibile vertenza socio-territoriale nello spazio (nevralgico) della rimodulazione e ridefinizione di un welfare metropolitano.<br>
 A tale proposito, si &egrave; costituito un asse privilegiato con l&rsquo;associazione Bin-Italia (Basic Income Network &ndash; Italia), nata nel novembre 2008 allo scopo di diffondere &ndash; come ha sottolineato il suo presidente Luca Santini &ndash;nel dibattito politico e culturale italiano la parola d&rsquo;ordine del &ldquo;diritto al reddito&rdquo; nel tentativo di orientare finalmente, in questo senso, le scelte pubbliche. Numerosi sono al riguardo i &ldquo;cantieri di dibattito&rdquo; aperti (cfr. <a href="http://www.bin-italia.org/" target="_parent" rel="noopener noreferrer">Bin-Italia</a>). Abbiamo a che fare con un diritto di tipo primario, esito di una partecipazione produttiva alla creazione di ricchezza, che non viene riconosciuta pienamente (come nel caso della precariet&agrave;). Va pensato non come misura anti-povert&agrave; di tipo redistributivo, lungo le classiche linee del welfare del dopoguerra (tipo estensione degli ammortizzatori sociali), ma piuttosto come intervento distributivo direttamente mediato nell&rsquo;ambito della contrattazione industriale e sociale. Una contrattazione che oggi deve innervare il luogo produttivo per eccellenza del processo di accumulazione contemporaneo, ovvero il territorio.</p>
<p>A tal fine Milano si propone di continuare a ragionare sulla costituzione di una Cassa sociale per il reddito, costituita dai soggetti che operano sul territorio &ndash; lavoro, capitale produttivo, immobiliare, finanziario, cognitivo &ndash; e in grado di intervenire nella determinazione della remunerazione del lavoro, fissando livelli di salario minimo e garantendo continuit&agrave; di reddito, a prescindere dalla condizione professionale.<br>
 In secondo luogo, intende avviare una discussione e commisurare l&rsquo;intervento politico-sindacale per la riappropriazione e la fruibilit&agrave; di quei beni comuni e pubblici (ambiente; acqua; mobilit&agrave;; formazione&hellip;) che oggi vengono sempre pi&ugrave; canalizzati verso la privatizzazione, per il profitto di pochi. Infine, si &egrave; ribadita l&rsquo;esigenza di intervenire sulle politiche del territorio, politiche che&nbsp; favoriscano per esempio la disponibilit&agrave; di case in locazione a prezzi calmierati e viceversa disincentivino il tenerle sfitte e vuote. Contemporaneamente, verranno studiati possibili meccanismi di controllo della gestione del patrimonio immobiliare (rivalutazione del catasto), nonch&eacute; di quella territoriale e ambientale, sottoposto a crescente speculazione immobiliare.<br>
 Verranno creati gruppi di lavoro specifici, su questi temi. Verranno ulteriormente utilizzati tutti gli indicatori e gli analizzatori capaci di completare la mappa delle necessit&agrave; di intervento nel territorio lombardo. Il movimento milanese, insomma, si rimbocca le maniche e mette in connessione i saperi: quel silenzio, quel vuoto, quella assenza di cui si diceva all&rsquo;inizio vanno assolutamente colmati.</p>
<p id="materia">&nbsp;</p>
<p><strong>MATERIALI<br></strong></p>
<p><em><strong>Slides&nbsp; (pdf) </strong></em></p>
<p><em><strong>&ndash; </strong></em><a href="images/convegno_welfare/presentazione%20bin-italia.pdf" target="_parent" rel="noopener noreferrer">slide presentazione Bin-Italia</a></p>
<p>&ndash;&nbsp; <a href="images/convegno_welfare/prima_sessione.pdf" target="_parent" rel="noopener noreferrer">slide prima sessione convegno</a></p>
<p>&ndash;&nbsp; <a href="images/convegno_welfare/seconda_sessione.pdf" target="_parent" rel="noopener noreferrer">slide seconda sessione convegno</a></p>
<p><em><strong>Audio (mp3)<br></strong></em></p>
<p>Prima sessione:</p>
<p>&ndash; <span id="mp3jWrap_0" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_0" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_0" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_0"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_0"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_0" style="font-size:12px;">introduzione di Andrea Fumagalli</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_0"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_0" style="display:none;"></span><script>
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 &ndash; <span id="mp3jWrap_1" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_1" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_1" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_1"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_1"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_1" style="font-size:12px;">intervento di Frenchi</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_1"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_1" style="display:none;"></span><script>
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 &ndash; <span id="mp3jWrap_2" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_2" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_2" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_2"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_2"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_2" style="font-size:12px;">intervento di Luca Santini</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_2"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_2" style="display:none;"></span><script>
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 &ndash; <span id="mp3jWrap_3" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_3" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_3" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_3"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_3"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_3" style="font-size:12px;">secondo intervento Fumagalli</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_3"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_3" style="display:none;"></span><script>
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 &ndash; <span id="mp3jWrap_4" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_4" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_4" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_4"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_4"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_4" style="font-size:12px;">intervento Piera</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_4"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_4" style="display:none;"></span><script>
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 &ndash; <span id="mp3jWrap_5" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_5" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_5" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_5"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_5"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_5" style="font-size:12px;">intervento Cristina</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_5"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_5" style="display:none;"></span><script>
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 &ndash; <span id="mp3jWrap_6" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_6" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_6" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_6"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_6"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_6" style="font-size:12px;">intervento Francesca</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_6"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_6" style="display:none;"></span><script>
MP3jPLAYLISTS.inline_6 = [
	{ name: "07_intervento_francy", formats: ["mp3"], mp3: "/wp-content/uploads/audio/convegno_welfare/07_intervento_francy.mp3", counterpart:"", artist: "", image: "", imgurl: "" }
];
</script><script>MP3jPLAYERS[6] = { list: MP3jPLAYLISTS.inline_6, tr:0, type:'single', lstate:'', loop:false, play_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pause_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pp_title:'', autoplay:false, download:false, vol:100, height:'' };</script> (<a href="http://diversamentestrutturati.noblogs.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Diversamente Strutturati</a>)<br>
 &ndash; <span id="mp3jWrap_7" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_7" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_7" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_7"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_7"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_7" style="font-size:12px;">intervento Fabrizio</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_7"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_7" style="display:none;"></span><script>
MP3jPLAYLISTS.inline_7 = [
	{ name: "08_intervento_fabri", formats: ["mp3"], mp3: "/wp-content/uploads/audio/convegno_welfare/08_intervento_fabri.mp3", counterpart:"", artist: "", image: "", imgurl: "" }
];
</script><script>MP3jPLAYERS[7] = { list: MP3jPLAYLISTS.inline_7, tr:0, type:'single', lstate:'', loop:false, play_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pause_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pp_title:'', autoplay:false, download:false, vol:100, height:'' };</script> (Da Che Parte Stare)<br>
 &ndash; <span id="mp3jWrap_8" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_8" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_8" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_8"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_8"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_8" style="font-size:12px;">intervento Davide</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_8"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_8" style="display:none;"></span><script>
MP3jPLAYLISTS.inline_8 = [
	{ name: "09_intervento_davide", formats: ["mp3"], mp3: "/wp-content/uploads/audio/convegno_welfare/09_intervento_davide.mp3", counterpart:"", artist: "", image: "", imgurl: "" }
];
</script><script>MP3jPLAYERS[8] = { list: MP3jPLAYLISTS.inline_8, tr:0, type:'single', lstate:'', loop:false, play_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pause_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pp_title:'', autoplay:false, download:false, vol:100, height:'' };</script> (<a href="http://www.operaisociali.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Operai Sociali</a>)<br>
 &ndash; <span id="mp3jWrap_9" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_9" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_9" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_9"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_9"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_9" style="font-size:12px;">intervento Valentina</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_9"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_9" style="display:none;"></span><script>
MP3jPLAYLISTS.inline_9 = [
	{ name: "10_intervento_vale", formats: ["mp3"], mp3: "/wp-content/uploads/audio/convegno_welfare/10_intervento_vale.mp3", counterpart:"", artist: "", image: "", imgurl: "" }
];
</script><script>MP3jPLAYERS[9] = { list: MP3jPLAYLISTS.inline_9, tr:0, type:'single', lstate:'', loop:false, play_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pause_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pp_title:'', autoplay:false, download:false, vol:100, height:'' };</script> (<a href="http://colsenter.noblogs.org/" target="_self" rel="noopener noreferrer">rete Colsenter</a>)</p>
<p>Seconda sessione:</p>
<p>&ndash; <span id="mp3jWrap_10" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_10" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_10" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_10"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_10"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_10" style="font-size:12px;">intervento C.Ranci</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_10"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_10" style="display:none;"></span><script>
MP3jPLAYLISTS.inline_10 = [
	{ name: "01_intervento_ranci", formats: ["mp3"], mp3: "/wp-content/uploads/audio/convegno_welfare/01_intervento_ranci.mp3", counterpart:"", artist: "", image: "", imgurl: "" }
];
</script><script>MP3jPLAYERS[10] = { list: MP3jPLAYLISTS.inline_10, tr:0, type:'single', lstate:'', loop:false, play_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pause_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pp_title:'', autoplay:false, download:false, vol:100, height:'' };</script><br>
 &ndash; <span id="mp3jWrap_11" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_11" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_11" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_11"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_11"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_11" style="font-size:12px;">intervento G. Rabaiotti</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_11"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_11" style="display:none;"></span><script>
MP3jPLAYLISTS.inline_11 = [
	{ name: "02_intervento_rabaiotti", formats: ["mp3"], mp3: "/wp-content/uploads/audio/convegno_welfare/02_intervento_rabaiotti.mp3", counterpart:"", artist: "", image: "", imgurl: "" }
];
</script><script>MP3jPLAYERS[11] = { list: MP3jPLAYLISTS.inline_11, tr:0, type:'single', lstate:'', loop:false, play_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pause_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pp_title:'', autoplay:false, download:false, vol:100, height:'' };</script><br>
 &ndash; <span id="mp3jWrap_12" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_12" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_12" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_12"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_12"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_12" style="font-size:12px;">intervento Massimo Laratro</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_12"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_12" style="display:none;"></span><script>
MP3jPLAYLISTS.inline_12 = [
	{ name: "03_intervento_laratro", formats: ["mp3"], mp3: "/wp-content/uploads/audio/convegno_welfare/03_intervento_laratro.mp3", counterpart:"", artist: "", image: "", imgurl: "" }
];
</script><script>MP3jPLAYERS[12] = { list: MP3jPLAYLISTS.inline_12, tr:0, type:'single', lstate:'', loop:false, play_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pause_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pp_title:'', autoplay:false, download:false, vol:100, height:'' };</script> (avvocato Associazione Bios)<br>
 &ndash; <span id="mp3jWrap_13" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_13" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_13" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_13"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_13"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_13" style="font-size:12px;">intervento L.Curcio</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_13"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_13" style="display:none;"></span><script>
MP3jPLAYLISTS.inline_13 = [
	{ name: "04_intervento_curcio", formats: ["mp3"], mp3: "/wp-content/uploads/audio/convegno_welfare/04_intervento_curcio.mp3", counterpart:"", artist: "", image: "", imgurl: "" }
];
</script><script>MP3jPLAYERS[13] = { list: MP3jPLAYLISTS.inline_13, tr:0, type:'single', lstate:'', loop:false, play_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pause_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pp_title:'', autoplay:false, download:false, vol:100, height:'' };</script><br>
 &ndash; <span id="mp3jWrap_14" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_14" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_14" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_14"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_14"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_14" style="font-size:12px;">intervento Sartori</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_14"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_14" style="display:none;"></span><script>
MP3jPLAYLISTS.inline_14 = [
	{ name: "05_intervento_sartori", formats: ["mp3"], mp3: "/wp-content/uploads/audio/convegno_welfare/05_intervento_sartori.mp3", counterpart:"", artist: "", image: "", imgurl: "" }
];
</script><script>MP3jPLAYERS[14] = { list: MP3jPLAYLISTS.inline_14, tr:0, type:'single', lstate:'', loop:false, play_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pause_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pp_title:'', autoplay:false, download:false, vol:100, height:'' };</script></p>
<p>Tavola rotonda:</p>
<p>&ndash; <span id="mp3jWrap_15" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_15" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_15" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_15"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_15"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_15" style="font-size:12px;">introduzione</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_15"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_15" style="display:none;"></span><script>
MP3jPLAYLISTS.inline_15 = [
	{ name: "01_intro_domenica", formats: ["mp3"], mp3: "/wp-content/uploads/audio/convegno_welfare/01_intro_domenica.mp3", counterpart:"", artist: "", image: "", imgurl: "" }
];
</script><script>MP3jPLAYERS[15] = { list: MP3jPLAYLISTS.inline_15, tr:0, type:'single', lstate:'', loop:false, play_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pause_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pp_title:'', autoplay:false, download:false, vol:100, height:'' };</script><br>
 &ndash; <span id="mp3jWrap_16" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_16" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_16" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_16"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_16"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_16" style="font-size:12px;">intervento Zoe</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_16"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_16" style="display:none;"></span><script>
MP3jPLAYLISTS.inline_16 = [
	{ name: "02_intervento_zoe", formats: ["mp3"], mp3: "/wp-content/uploads/audio/convegno_welfare/02_intervento_zoe.mp3", counterpart:"", artist: "", image: "", imgurl: "" }
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</script><script>MP3jPLAYERS[16] = { list: MP3jPLAYLISTS.inline_16, tr:0, type:'single', lstate:'', loop:false, play_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pause_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pp_title:'', autoplay:false, download:false, vol:100, height:'' };</script> (<a href="http://www.serpicanaro.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Serpica Naro</a>)<br>
 &ndash; <span id="mp3jWrap_17" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_17" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_17" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_17"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_17"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_17" style="font-size:12px;">intervento di Frenchi</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_17"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_17" style="display:none;"></span><script>
MP3jPLAYLISTS.inline_17 = [
	{ name: "03_intervento_frenchi", formats: ["mp3"], mp3: "/wp-content/uploads/audio/convegno_welfare/03_intervento_frenchi.mp3", counterpart:"", artist: "", image: "", imgurl: "" }
];
</script><script>MP3jPLAYERS[17] = { list: MP3jPLAYLISTS.inline_17, tr:0, type:'single', lstate:'', loop:false, play_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pause_txt:'&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;', pp_title:'', autoplay:false, download:false, vol:100, height:'' };</script><a target="_blank" rel="noopener noreferrer"> </a></p>
<p>le registrazioni degli intereventi della tavola rotonda sono ancora in fase di editing audio, saranno aggiornate mano a mano nelle prossime settimane.</p>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/cartoline-da-milano-welfare-ti-amiamo-ci-manchi.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/cartoline-da-milano-welfare-ti-amiamo-ci-manchi.html/feed</commentrss><comments>3</comments></item><item><title>MayDay 2009: un fiume in piena</title><link>/mayday-2009-un-fiume-in-piena.html
					<comments>/mayday-2009-un-fiume-in-piena.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Thu, 28 May 2009 12:08:35 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false"></guid><description><p align="justify">Quest&rsquo;anno la Mayday di Milano ha esondato come un fiume in piena. E&rsquo; diventata, per la prima volta nei suoi nove anni di et&agrave;, una vera festa di popolo. Non c&rsquo;&egrave; altro modo per raccontarla: la Mayday &egrave; il primo maggio dell&rsquo;Italia del secondo millennio.</p> <p></p> E&rsquo; un&rsquo;arca di No&egrave; che contiene il corpo vivo del lavoro precario. Porta in strada decine e decine di migliaia di persone giovani e incazzate. Ne fa esplodere la rabbia e la gioia, e copre, per una volta, la faccia oscura di una metropoli triste, votata solo al profitto. E&rsquo; <p><a href="/mayday-2009-un-fiume-in-piena.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/whiLfabK5xk"><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/whiLfabK5xk"></embed></object>

<p align="justify">Quest&rsquo;anno la Mayday di Milano ha esondato come un fiume in piena. E&rsquo;<br>
diventata,  per la prima volta nei suoi nove anni di et&agrave;, una vera festa<br>
di popolo. Non c&rsquo;&egrave; altro modo per raccontarla: la Mayday &egrave; il primo<br>
maggio dell&rsquo;Italia del secondo millennio.</p>
<p><span id="more-15474"></span></p>
<div>E&rsquo; un&rsquo;arca di No&egrave; che contiene<br>
il corpo vivo del lavoro precario. Porta in strada decine e decine di<br>
migliaia di persone giovani e incazzate. Ne fa esplodere la rabbia e la<br>
gioia, e copre, per una volta, la faccia oscura di una metropoli triste,<br>
votata solo al profitto.<br>
E&rsquo; un giorno potente, di festa, che raccoglie un impegno continuo<br>
e costante sviluppato durante un intero anno di<br>
cospirazione e agitazione, analisi e lotte. Nel 2001 era un&rsquo;idea: centri<br>
sociali e sindacati di base sono scesi in piazza il primo maggio per<br>
parlare di precariet&agrave; (questa sconosciuta) e trasformazioni del lavoro.<br>
Oggi, e vedremo l&rsquo;anno prossimo cosa sar&agrave; la sua decima edizione, le<br>
piccole categorie della politica di movimento sono sommerse da un mare di<br>
persone vive, di precari e precarie, migranti, studenti. Sono assordate e<br>
sovrastate da una folla voci, grida, canti, musica, slogan, manifesti,<br>
volantini, sound system. Centomila persone.<br>
Una cosa che riempie il cuore.</div>

<p align="justify">&ldquo;Aspiranti veline offresi per posto fisso in parlamento. No contratti<br>
co.co.de&rdquo;, lo leggiamo su uno striscione appeso al primo piano su un<br>
balcone di Via Torino. Anche quest&rsquo;anno San Precario ci ha donato una<br>
giornata di sole, calda e luminosa. L&rsquo;ideale per i carri a pedali dello<br>
spezzone no-oil che apre la parade, con la musica alimentata da pannelli<br>
solari, a indicare la necessit&agrave; e la possibilit&agrave; di un futuro di sviluppo<br>
diverso. Con loro, la creativit&agrave; di Serpica Naro, la stilista precaria<br>
ribelle e open source sfila vestita di rosa. Dietro, arrivano i camion<br>
alimenti dal vecchio gasolio: i migranti, i ragazzi di Rho con la loro<br>
mega-piovra che indica le tentacolari politiche di speculazione che Moratti<br>
&amp; co. cercano di preparare per l&rsquo;Expo 2015. Poi, lavoratori, lavoratori,<br>
lavoratori.</p>
<p align="justify">San Precario guida il carro dell&rsquo;Intelligence precaria e dei collettivi dei<br>
call center, degli operatori sociali, degli autorganizzati della scala. E<br>
poi gli Universi precari dei lavoratori della conoscenza della conoscenza<br>
(ricercatori, redattori, giornalisti free lance e precari) e gli studenti<br>
dell&rsquo;Onda, accompagnati dalla ministra Anna Adamolo. Segue il monumento<br>
brianzolo a trazione sonora: un carro che racconta un&rsquo;anno di azione e<br>
opposizione nella provincia di Monza, tutta fatta di veline, vetrine e<br>
precariet&agrave;. I&rsquo;m homeless, I&rsquo;m precario, non sono solo slogan ma anche le<br>
azioni con cui il Foa Boccaccio presidia il proprio territorio, rispondendo<br>
colpo su colpo all&rsquo;amministrazione monzese che a suon di propaganda cerca<br>
di convincere i giovani a schierarsi fra le fila inebetite degli<br>
sfigati&amp;precari&amp;contenti.</p>
<p align="justify">Tra il mare di persone si diffonde il nuovo numero di City of Gods, il free<br>
press fatto da giornalisti precari, free lance, attivisti dei gruppi di<br>
lavoratori. Il nostro City racconta le nostre storie, le nostre vite,<br>
sovverte i linguaggi della politica tradizionale. E&rsquo; l&rsquo;opposto del<br>
volantino politico: &egrave; pop (pure troppo, direte), &egrave; colorato e allegro,<br>
prende per il culo i professionisti della pubblicit&agrave; e del marketing<br>
politico. Per&ograve; &egrave; pieno di contenuti, &egrave; un giornale vero. In copertina,<br>
il poster della Mayday e il titolo: Rotta verso il futuro!</p>
<p align="justify">E la nave che fa rotta verso il futuro non &egrave; quella che rischia di<br>
affondare, quella del neoliberismo, della finanza che detta legge su tutto<br>
il mondo. Ma nemmeno quella della sinistra ormai esplosa in mille schegge<br>
identitarie, a discutere di falcemartello mentre il mondo gli sfugge da<br>
sotto i piedi. La nostra &egrave; l&rsquo;arca di un&rsquo;alleanza fra generazioni diverse,<br>
fra precari e migranti, fra i sempre meno garantiti e chi le garanzie non<br>
le ha mai viste. I suoi linguaggi sono nuovi, la sua estetica anche. Per<br>
fortuna non soffriamo dell&rsquo;agorafobia di chi davanti a uno spaccato cos&igrave;<br>
ampio di societ&agrave; giovane si ritrae con la puzza al naso, rinchiudendosi<br>
nelle piccole comodit&agrave; della propria identit&agrave;.<br>
Per noi &egrave; da questa gente, in questa gente, dalle contraddizioni che<br>
vive tutti i giorni e dalla sua energia che possono nascere nuove idee e quei<br>
soggetti capaci di opporsi all&rsquo;attacco formidabile condotto da questo governo e dalle<br>
imprese contro il contratto nazionale, la sicurezza sui posti di lavoro, il<br>
diritto allo sciopero, la scuola e la sanit&agrave; pubbliche.</p>
<p align="justify">Ma il dato su cui poggia questa santa alleanza sta proprio nella giovinezza<br>
di chi anima la Mayday. E&rsquo; una garanzia del fatto che a loro, a noi, non si<br>
potranno presentare soluzioni che non siano veramente all&rsquo;altezza dei<br>
tempi. Siamo consapevoli che il lavoro e lo sfruttamento hanno forme troppo<br>
diverse da quelle del novecento. Sul poster della Mayday sono indicati i<br>
cardini della nostra evoluzione: reddito, diritti nel lavoro e oltre il<br>
lavoro, liberi saperi e conflitto. La loro crisi &egrave; iniziata l&rsquo;anno<br>
passato, la nostra da dieci anni e pi&ugrave;. E&rsquo; ora che le imprese paghino<br>
entrambi i conti. Tremonti la pensa diversamente: la sua risposta alla<br>
crisi della globalizzazione &egrave; letteralmente Dio, Patria<br>
e Famiglia, come ha scritto nel suo libro: un ritorno a un passato buio, di<br>
identit&agrave; rigide e odio, un passato ingiusto e anche palloso. Gli sgherri<br>
leghisti e fascisti al governo stanno declinando questa formula nel modo<br>
pi&ugrave; feroce possibile.</p>
<p align="justify">Eppure noi sentiamo davvero il bisogno di fare rotta verso il futuro,<br>
insieme a questa gente che ha riempito le strade in una giornata di festa.<br>
Anche se la stampa non si &egrave; accorta del fatto che a Milano, come accade da<br>
anni, &egrave; sfilata la manifestazione del primo maggio pi&ugrave; grande d&rsquo;Europa,<br>
che esprime contenuti precisi e trascina con s&egrave; un&rsquo;enorme carica vitale.<br>
Chi dice che la Mayday non &egrave; politica ma solo una festa, non si rende che<br>
esprimere gioia, cos&igrave; come rabbia, significa rompere quel meccanismo vizioso<br>
che vuole raccontare la precariet&agrave; solo dal punto di vista della sfiga.<br>
Non si gioisce della sfiga, ma della consapevolezza di potersi opporre ad essa.</p>
<p align="justify">Il percorso della Mayday 2009 a Milano &egrave; passato per <a href="https://web.archive.org/web/20090601231100/http://italy.euromayday.org:80/countdown/blog.php" target="_self" rel="noopener noreferrer">un countdown pieno diazioni</a> e proseguito il 23 maggio con la manifestazione nazionale dei migranti. A fine mese, il 30 e il 31 maggio all&rsquo;Auditorium del Liceo Carducci (MM1 e<br>
MM2- Loreto) l&rsquo;urlo di liberazione della MayDay trover&agrave; una prima risposta<br>
nel c<a href="index.php/Fatti-e-Misfatti/Welfare-mon-amour-Garanzia-di-reddito-e-accesso-ai-beni-comuni-in-tempo-di-crisi.html" target="_self" rel="noopener noreferrer">onvegno nazionale sul welfare metropolitano</a> , organizzato<br>
dall&rsquo;Associazione San Precario in collaborazione con Associazione BioS e<br><a href="http://www.bin-italia.org/" target="_self" rel="noopener noreferrer">Associazione Bin-Italia</a>. A inizio giugno con un momento di confronto sulla violenza di genere,<br>
che abbiamo <a href="index.php/Intelligence-Precaria/Comunicato-n%C2%B0-1.-Testosterone-partout-justice-nulle-part.html" target="_self" rel="noopener noreferrer">visto all&rsquo;opera purtroppo anche durante la Mayday</a>. Dal 18 giugno ci sar&agrave; l&rsquo;<a href="http://it.hackmeeting.org/" target="_self" rel="noopener noreferrer">Hackmeeting</a> a Milano (preceduto da 10 giorni di warm up), l&rsquo;incontro degli hacker<br>
italiani che si dedicano a mettere in pratica la riappropriazione e la<br>
liberazione dei saperi. Infine, a luglio, arriveranno gli Stati generali<br>
della precariet&agrave;&hellip;<br>
Stay tuned.
</p>
<p align="justify">May day! May day!</p>
<h3>Related Images:</h3> [<a href="/mayday-2009-un-fiume-in-piena.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] ]]&gt;</encoded><commentrss>/mayday-2009-un-fiume-in-piena.html/feed</commentrss><comments>0</comments></item><item><title>Comunicato n&deg; 1. Testosterone partout, justice nulle part</title><link>/comunicato-n%c2%b0-1-testosterone-partout-justice-nulle-part.html
					<comments>/comunicato-n%c2%b0-1-testosterone-partout-justice-nulle-part.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Fri, 08 May 2009 12:14:20 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false"></guid><description> Comunicato n&deg; 1 Testosterone partout, justice nulle part  <p> Al termine della MayDay di Milano, il primo maggio scorso, &egrave; avvenuto un fatto gravissimo: l&rsquo;abuso di un uomo su una donna. Come uomini e donne che partecipano al processo di costruzione della MayDay, ci sentiamo direttamente coinvolt* in quello che &egrave; successo e siamo rimasti colpiti nel cuore dal fatto che sia accaduto in uno dei nostri spazi. Anzi, in quello che per noi &egrave; uno degli ultimi spazi residui di libert&agrave; ed espressivit&agrave; della citt&agrave; di Milano. </p> <p> </p><p></p> <p> A mente un po&rsquo; pi&ugrave; </p><p><a href="/comunicato-n%c2%b0-1-testosterone-partout-justice-nulle-part.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><p>
Comunicato n&deg; 1<br>
Testosterone partout, justice nulle part
</p>
<p>
Al termine della MayDay di Milano, il primo maggio scorso, &egrave;<br>
avvenuto un fatto gravissimo: l&rsquo;abuso di un uomo su una donna. Come<br>
uomini e donne che partecipano al processo di costruzione della MayDay,<br>
ci sentiamo direttamente coinvolt* in quello che &egrave; successo e siamo<br>
rimasti colpiti nel cuore dal fatto che sia accaduto in uno dei nostri<br>
spazi. Anzi, in quello che per noi &egrave; uno degli ultimi spazi residui di<br>
libert&agrave; ed espressivit&agrave; della citt&agrave; di Milano.
</p>
<p>

</p><p><span id="more-15374"></span></p>
<p>
A mente un po&rsquo; pi&ugrave; fredda rispetto alle prime ore dopo il fatto, ci<br>
sentiamo di scrivere ancora qualche riflessione, che dirigiamo a chi ha<br>
partecipato alla MayDay, a chi l&rsquo;ha seguita da lontano o da vicino, a<br>
chi ci ha criticato e attaccato e a chi ci ha aiutato a capire cosa<br>
fosse successo. Soprattutto le dirigiamo alla ragazza che ha subito<br>
sulla sua pelle la violenza, a cui va il nostro abbraccio sincero.
</p>
<p>
Vogliamo che questo episodio serva per riflettere sulla violenza, su<br>
quella di tutti. Sulla violenza di genere, prima di tutto, ma anche su<br>
quella di chi si vuol fare giustizia da s&egrave;, come &egrave; successo venerd&igrave;<br>
scorso in piazza Castello. Ce lo diciamo da anni: le violenze avvengono<br>
in casa, avvengono sul lavoro, avvengono ovunque. Perch&eacute; i nostri<br>
luoghi dovrebbero esserne immuni? Lo dicevamo, certo, ma ora la<br>
crescita della MayDay ci ha messo di fronte a una giornata che<br>
rappresenta uno spaccato troppo ampio della societ&agrave; per poter essere<br>
immune da alcunch&eacute;. Anche tra le persone che partecipano alla MayDay<br>
c&rsquo;&egrave; chi &egrave; stato contagiato dal lessico del maschilismo imperante, dal<br>
declino culturale e politico del nostro paese.
</p>
<p>
Non l&rsquo;abbiamo visto solo nella violenza sessuale che &egrave; accaduta, ma<br>
anche nella reazione violenta dei presenti (per tacer della polizia che<br>
ha manganellato colpendo a caso, nel mucchio, e senza un motivo). Lo<br>
abbiamo letto negli articoli di giornale, nelle dichiarazioni di De<br>
Corato e Penati che hanno usato l&rsquo;accaduto in modo strumentale, per far<br>
campagna elettorale. L&rsquo;abbiamo visto nei commenti nauseabondi di chi ha<br>
accusato la vittima di esserla andata a cercare. Infine, l&rsquo;abbiamo<br>
letto nel nostro primo comunicato, scritto con fretta e stanchezza, in<br>
cui abbiamo infilato un paio di espressioni e un paio di mancanze che<br>
hanno causato giuste critiche.
</p>
<p>
La questione di genere &egrave; da sempre interna ai nostri percorsi<br>
politici. La stessa MayDay, grazie alla sua componente pink e alla<br>
partecipazione delle donne e di gruppi e collettivi che lavorano sul<br>
nesso tra genere e precariet&agrave;, ha sempre assunto il genere come<br>
tematica centrale. Anche per questo abbiamo riflettuto a lungo su come<br>
affrontare questo problema e abbiamo deciso di avviare un percorso di<br>
costruzione di una tavola rotonda di confronto, da svolgersi nelle<br>
prossime settimane. Vogliamo riprendere le questioni di genere e<br>
renderle in modo ancora pi&ugrave; forte una componente importante della Long<br>
MayDay, facendo in modo che ci accompagnino fino al prossimo primo<br>
maggio.
</p>
<p>
Chiediamo a tutte le realt&agrave; e le persone che hanno partecipato ai<br>
percorsi legati alla MayDay negli ultimi nove anni di aiutarci ad<br>
aprire un confronto per assumere insieme la responsabilit&agrave; collettiva<br>
di questo percorso. Vogliamo che anche in futuro la MayDay continui a<br>
essere uno spazio aperto, di partecipazione, allergico alle sirene<br>
securitarie e alle spinte a rinchiudersi nel territorio sicuro, ma<br>
claustrofobico, delle proprie identit&agrave;.
</p>
<p>
	Milano, 6 maggio 2009<br><a href="mailto:info@euromayday.org">info@euromayday.org</a>
</p>
<p>
Intelligence Precaria<br>
Chainworkers<br>
City of Gods<br>
Punto San Precario<br>
Serpica Naro<br>
Autorganizzati della Scala<br>
Diversamente Strutturati<br>
Operai Sociali<br>
Rete Colsenter<br>
Re.Re.Pre. &ndash; Rete dei Redattori Precari<br>
Uninversi.org<br>
Ambulatorio Medico Popolare [Milano]<br>
Sexyshock [Bologna]<br>
FOA Boccaccio [Monza]<br>
Cascina Autogestita Torchiera senzacqua [Milano]<br>
Corsari Milano<br>
SOS Fornace [Rho]<br>
CSA Magazzino47 [Brescia]<br>
CSA Paci&rsquo; Paciana [Bergamo]<br>
Pacio &ndash; spazio libero [Piacenza]</p>
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					<comments>/mayday-mai-cosi-tanti-tra-musica-e-rabbia.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Sun, 03 May 2009 11:07:17 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false"></guid><description> Pi&ugrave; di centomila hanno sfilato a Milano per la nona edizione: confederali battuti 20 a 1  <p>&ldquo;Aspiranti veline offresi per posto fisso in parlamento. No contratti co.co.de&rdquo;. Cos&igrave; recitava uno striscione appeso al primo piano di uno stabile all&rsquo;inizio di Via Torino, una delle arterie centrali di Milano dove &egrave; sfilata la grande parade dell&rsquo;EuroMayDay009. </p> Un&rsquo;ironia che calza a pennello con lo spirito della MayDay. Quella di quest&rsquo;anno &egrave; stata la nona edizione, ma lo smalto, l&rsquo;ironia, l&rsquo;invettiva, la rabbia, il desiderio di cambiare sono sempre quelle degli inizi. Con una differenza: quest&rsquo;anno hanno partecipato pi&ugrave; <p><a href="/mayday-mai-cosi-tanti-tra-musica-e-rabbia.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><img style="margin: 5px; float: left" src="/images/stories/giipri00010120090503.jpeg" alt="giipri00010120090503.jpeg" title="giipri00010120090503.jpeg" width="283" height="171"><em>Pi&ugrave; di centomila hanno sfilato a Milano per la nona edizione: confederali battuti 20 a 1 </em>
<p>&ldquo;Aspiranti veline offresi per posto fisso in parlamento. No contratti<br>
co.co.de&rdquo;. Cos&igrave; recitava uno striscione appeso al primo piano di uno<br>
stabile all&rsquo;inizio di Via Torino, una delle arterie centrali di Milano<br>
dove &egrave; sfilata la grande parade dell&rsquo;EuroMayDay009.
</p>
<div align="justify">
Un&rsquo;ironia<br>
che calza a pennello con lo spirito della MayDay. Quella di quest&rsquo;anno<br>
&egrave; stata la nona edizione, ma lo smalto, l&rsquo;ironia, l&rsquo;invettiva, la<br>
rabbia, il desiderio di cambiare sono sempre quelle degli inizi. Con<br>
una differenza: quest&rsquo;anno hanno partecipato pi&ugrave; di 100mila giovani. Una cifra che &egrave; il segno dei<br>
tempi e della consapevolezza raggiunta dal lavoro precario. Nulla a<br>
confronto delle migliaia che avevano sfilato nel 2001. E nulla al<br>
confronto&nbsp; dei 5mila che nella mattinata aveva seguito le bandiere di<br>
Cgil, Cisl e Uil. MayDay batte il sindacato confederale 20 a 1.
</div>
<p><span id="more-15314"></span></p>
<p align="justify">
Gi&agrave; poco dopo mezzogiorno in P.za XXIV maggio, cuore del&nbsp; quartiere Ticinese, si raccolgono i primi carri che, dopo il paziente lavoro di preparazione, cominciano a sfilare poco dopo le 15.00, accompagnati dai colori e dalla vivacit&agrave; della moltitudine precaria. Musica a tutto volume intervallata da proclami, proposte, narrazioni della quotidiana realt&agrave; precaria, che &egrave; anche e soprattutto precariet&agrave; di vita.
</p>
<p align="justify">
Il lungo serpentone colorato &egrave; stato aperto dal carro no-oil, a pedali, con la musica alimentata da pannelli solari, a indicare la necessit&agrave; e la possibilit&agrave; di un futuro eco-compatibile, attraversato dai colori pink delle Serpiche.
</p>
<p align="justify">
Seguivano i carri delle realt&agrave; migranti e precarie, rappresentanza e denuncia delle contraddizioni della metropoli e del lavoro milanese. I ragazzi di Rho (C.S. Fornace) erano caratterizzati da un&rsquo;enorme piovra a indicare le politiche tentacolari di speculazione edilizia che Moratti &amp; C. cercano di attuare con l&rsquo;Expo 2015.
</p>
<p align="justify">
San Precario faceva bella mostra di s&eacute; davanti al carro dell&rsquo;Intelligence Precaria e dell&rsquo;Associazione Bios, nuova realt&agrave; di azione post-sindacale, gi&agrave; nota in citt&agrave; per gli interventi (con successo) nella telefonia (caso Omnia) e nei settori dei servizi di trasporto e distribuzione posta (caso TnT), gli operari sociali che hanno distribuito il kit, e gli autorganizzati della Scala a ritmo di Spazio Petardo e Oscar White&nbsp; denunciavano la situazione di speculazione edilizia e malattie causate dalla&nbsp; presenza di amianto nelle <em>case white</em> di Rogoredo, alle porte di Milano.
</p>
<p align="justify">
I precari della conoscenza (dall&rsquo;universit&agrave;, agli studenti, ai giornalisti e redattori precari) oltre a distribuire il nuovo numero della free &ldquo;free&rdquo; press dei precari &ldquo;City of Gods&rdquo; presentavano e declamavano la carta dei diritti dei lavoratori della conoscenza.<br>
La creativit&agrave; e la capacit&agrave; di rappresentazione scenica raggiungevano l&rsquo;apice con il carro delle realt&agrave; metropolitane dell&rsquo;hinterland milanese e di Monza, dove le problematiche della casa e del controllo sociale (telecamere, cancelli e via dicendo) venivano denunciate come due facce uguali delle politiche sicuritarie e repressive che oggi sono diventate normalit&agrave;.
</p>
<p align="justify">
Il tutto condito da continui spostamenti dei manifestanti da un carro all&rsquo;altro in un caos di musica e &ldquo;speakeraggi&rdquo; continui, a cui non potevano certo sottrarsi anche i carri delle realt&agrave; del sindacalismo di base. Cub e Sdl seguivano le realt&agrave; di movimento con interventi informativi soprattutto a sostegno dello sciopero generale di tutto il sindacalismo di base per il 15 maggio.
</p>
<div align="justify">
All&rsquo;ingresso in P.za Duomo la Parade &egrave; passata tra due ali straripanti di folla, incuriosita e richiamata dalla musica pompata dalle casse montate sui carri. E&rsquo; stata l&rsquo;occasione per comunicare con quella parte della citt&agrave; che almeno non si rifiuta di ascoltare. Milano sta facendo guerra all&rsquo;intelligenza. Milano grida aiuto, MayDay, MayDay. Ma non si tratta di un urlo di disperazione, &egrave; piuttosto un urlo di potenza e creativit&agrave;, che trae linfa dalla gioia di lottare, dalla gioia di essere visibili in una realt&agrave; sociale che sull&rsquo;invisibilit&agrave; e lo sfruttamento della precariet&agrave; basa la creazione della sua ricchezza.<br>
Man mano che la Parade avanzava, nuove persone venivano irresistibilmente chiamate a partecipare. I microfoni dei carri passavano da mano in mano.<br>
Interventi sulla crisi finanziaria (noi, sia chiaro, non la pagheremo), sullo scandalo dei 300 milioni di euro persi dal Comune di Milano per le speculazioni sui derivati (da usare invece per un welfare metropolitano), aperture di nuove vertenze, la condizione dei migranti, la difficolt&agrave; di arrivare a fine mese, la necessit&agrave; di poter accedere a un reddito continuativo e garantito si rincorrevano nelle strade di Milano.<br>
La partecipazione quest&rsquo;anno &egrave; stata sicuramente pi&ugrave; attiva rispetto ad altre edizioni. La MayDay &egrave; festa, ma festa arrabbiata e sicura delle proprie ragioni. Il serpentone colorato si &egrave; poi concluso in P.za Castello con una certezza: in quest&rsquo;anno di crisi, la MayDay, pi&ugrave; che mai, non &egrave; un punto di arrivo n&eacute; d&rsquo;approdo, ma solo un punto di partenza. Da oggi in poi Milano ne vedr&agrave; delle belle.
<p>MayDay Milano
</p></div>
<p>
&nbsp;</p>
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