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	<description>cospira precario</description><lastbuilddate>Wed, 15 Apr 2015 15:17:00 +0000</lastbuilddate><language>it-IT</language><updateperiod>
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					<comments>/presentazione-piccola-enciclopedia-precaria.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Wed, 15 Apr 2015 15:17:00 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=37307</guid><description>dai Quaderni di San Precario <p>Mercoled&igrave; 22 Aprile 025 &ndash; dalle 19 con Aperitivo! &ndash; presso Piano Terra Lab in via Confalonieri 3 &ndash; Milano.</p> <p>La rivista i Quaderni di San Precario &egrave; nata alla fine del 2010 in contemporanea con il primo appuntamento degli Stati generali della precariet&agrave;, organizzato dal collettivo San Precario a Milano. Nel libro Piccola Enciclopedia Precaria (a cura di Cristina Morini e Paolo Vignola), pubblicato da Agenzia X Edizioni, si trovano raccolti tutti i lemmi pubblicati sulla rivista in cinque numeri, oltre ad alcuni interventi significativi. Da &ldquo;bioeconomia&rdquo; a &ldquo;trappola della precariet&agrave;&rdquo;, le parole scelte </p><p><a href="/presentazione-piccola-enciclopedia-precaria.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><a href="/wp-content/uploads/2015/04/piccola-enciclopedia-precaria.jpg"><img class="alignright  wp-image-37308" src="/wp-content/uploads/2015/04/piccola-enciclopedia-precaria-200x300.jpg" alt="piccola enciclopedia precaria" width="221" height="332" srcset="/wp-content/uploads/2015/04/piccola-enciclopedia-precaria-200x300.jpg 200w, /wp-content/uploads/2015/04/piccola-enciclopedia-precaria-100x150.jpg 100w, /wp-content/uploads/2015/04/piccola-enciclopedia-precaria-400x601.jpg 400w, /wp-content/uploads/2015/04/piccola-enciclopedia-precaria-466x700.jpg 466w, /wp-content/uploads/2015/04/piccola-enciclopedia-precaria.jpg 639w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px"></a>dai Quaderni di San Precario
<p>Mercoled&igrave; 22 Aprile 025 &ndash; dalle 19 con Aperitivo!&nbsp;&ndash;&nbsp;presso Piano Terra Lab in via Confalonieri 3 &ndash; Milano.</p>
<p>La rivista i Quaderni di San Precario &egrave; nata alla fine del 2010 in contemporanea con il primo appuntamento degli Stati generali della precariet&agrave;, organizzato dal collettivo San Precario a Milano. Nel libro Piccola Enciclopedia Precaria (a cura di Cristina Morini e Paolo Vignola), pubblicato da Agenzia X Edizioni, si trovano raccolti tutti i lemmi pubblicati sulla rivista in cinque numeri, oltre ad alcuni interventi significativi. Da &ldquo;bioeconomia&rdquo; a &ldquo;trappola della precariet&agrave;&rdquo;, le parole scelte e analizzate sono sempre orientate dal &ldquo;punto di vista precario&rdquo;. Un punto di vista che si propone di setacciare e utilizzare criticamente tutti gli strumenti, giuridici, teorici e conflittuali, dentro un&rsquo;ottica offensiva e non di semplice resistenza.<br>
In una fase in cui la norma della precarizzazione esistenziale sembra arrivata a compimento con il Jobs Act del governo di Matteo Renzi allo scopo di annichilire il conflitto e di ricomprendere ogni discorso, questi lemmi, questi testi, possono aiutare a posizionarsi nella giungla precaria e a ricordare il valore e il significato dell&rsquo;agire politico. Dalle straordinarie autorappresentazioni della MayDay alla parola dei precari e delle precarie.<br><strong>Oltre al collettivo San Precario, saranno presenti alla presentazione del libro e alla discussione collettiva Sergio Bologna, Roberto Faure, Andrea Fumagalli, Gianni Giovannelli, Cristina Morini, Fant Precario e altre e altri.</strong></p>
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					<comments>/negli-aeroporti-milanesi-i-lavoratori-hanno-vinto.html#comments</comments><creator></creator><pubdate>Sat, 14 Jun 2014 13:06:03 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=37162</guid><description>E&rsquo; un caso emblematico quello di Sea Handling, che in un colpo solo accorpa tutte le magagne e le nefandezze della gestione imprenditoriale di aziende di pubblica utilit&agrave;, della collusione stato-imprese e delle politiche concertative sindacali. Sea &egrave; la societ&agrave; che gestisce i due scali milanesi, Malpensa e Linate. Malpensa (con il piano Malpensa2000, ve lo ricordate?) doveva essere il volano dell&rsquo;economia lombarda cos&igrave; come si dice &ndash; 15 anni dopo &ndash; che dovrebbe essere Expo. Sappiamo tutti come &egrave; andata.  <p>I faraonici numeri di passeggeri attesi e di merci &ndash; che dovevano far diventare Malpensa il principale hub </p><p><a href="/negli-aeroporti-milanesi-i-lavoratori-hanno-vinto.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><a href="/wp-content/uploads/2014/06/logosea.gif"><img class="alignright size-full wp-image-37163" src="/wp-content/uploads/2014/06/logosea.gif" alt="logosea" width="250" height="191"></a>E&rsquo; un caso emblematico quello di Sea Handling, che in un colpo solo&nbsp;accorpa tutte le magagne e le nefandezze della gestione imprenditoriale di&nbsp;aziende di pubblica utilit&agrave;, della collusione stato-imprese e delle&nbsp;politiche concertative sindacali. Sea &egrave; la societ&agrave; che gestisce i due scali milanesi, Malpensa e Linate.&nbsp;Malpensa (con il piano Malpensa2000, ve lo ricordate?) doveva essere il&nbsp;volano dell&rsquo;economia lombarda cos&igrave; come si dice &ndash; 15 anni dopo &ndash; che&nbsp;dovrebbe essere Expo. Sappiamo tutti come &egrave; andata. <span id="more-37162"></span>
<p>I faraonici numeri di&nbsp;passeggeri attesi e di merci &ndash; che dovevano far diventare Malpensa il&nbsp;principale hub italiano &ndash; vengono del tutto disattesi. Malpensa inizia un&nbsp;declino, favorito anche dalla crisi di Alitalia che non mantiene fede alla&nbsp;promessa di far diventare Malpensa il proprio hub e sposta il centro dei&nbsp;suoi traffici a Fiumicino. Anche un totale inesperto di aeroporti sapeva&nbsp;che nessuna compagnia di bandiera, nell&rsquo;epoca dello sviluppo low cost,&nbsp;avrebbe potuto permettersi il lusso di tenere aperti due hub nello stesso&nbsp;paese, tranne i dirigenti di Sea, ovviamente.</p>
<p>Il &ldquo;tradimento&rdquo; di Alitalia&nbsp;nei confronti di Sea (che porta al dimezzamento del traffico aereo di&nbsp;Malpensa a met&agrave; anni 2000) viene in parte compensato con un intervento&nbsp;statale che consente un aumento di capitale soprattutto di Sea Handling (la&nbsp;societ&agrave; adibita al trasporto merci), partecipata al 100% da Sea, con soldi&nbsp;pubblici (quindi con i soldi dei cittadini) per compensare le perdite&nbsp;dovute ai mancati e promessi introiti.</p>
<p>Peccato che tale iniziativa incorra subito nelle ira della Autority Europea&nbsp;Garante della Concorrenza, che dopo un&rsquo;accurata inchiesta, definisce tali&nbsp;interventi &ldquo;aiuti di Stato ad un impresa, con effetti di lesione della&nbsp;competizione nel settore&rdquo;. Infatti, per la Commissione europea, i 360 milioni di euro ricevuti da Sea Handling, una societ&agrave; del gruppo, sotto&nbsp;forma di aumenti di capitale tra il 2002 e il 2010 sono &ldquo;incompatibili&rdquo; con le norme della unione europea sugli aiuti di Stato e devono quindi essere restituiti &ldquo;con gli&nbsp;interessi&rdquo;.</p>
<p>E qui siamo ai nostri giorni. Sea non ha i 360 milioni da restituire (ora&nbsp;saliti a 452 con gli interessi) e pensa quindi di dichiarare fallimento,&nbsp;essere messa in liquidazione (cos&igrave; da non pagare la multa) e rifondarsi&nbsp;sotto nuovo nome. Operazione che pare, nonostante molti dubbi, possibile,&nbsp;perch&eacute; per il nostro diritto fallimentare solo le imprese (e non i&nbsp;cittadini) possono dichiarare fallimento e quindi vedersi annullare con un&nbsp;colpo di bacchetta magica tutti i debiti pregressi. Si dovrebbe quindi cambiare forma ma non sostanza.</p>
<p>E invece, i dirigenti&nbsp;SEA con in testa l&rsquo;Ad Pietro Modiano e con la collusione dei sindacati confederali, approfittano di questa situazione per avviare un processo di&nbsp;ristrutturazione dell&rsquo;azienda. Nella passaggio dalla vecchia Sea Handling alla nuova Airport Handling si &ldquo;perdono&rdquo; circa 550 lavoratori su 2300 (300&nbsp;messi in stand by in attesa di una futura ma incerta ricollocazione e 230&nbsp;dismessi in seguito a incentivi e buone uscite), le buste paga di tutte/i&nbsp;si alleggeriscono di circa 1700 euro all&rsquo;anno (-9% di uno stipendio gi&agrave; misero), i giorni di ferie diminuiscono (da 22 a 20) e i giorni di riposo&nbsp;si dimezzano (-6).</p>
<p>Questo &egrave; infatti il contenuto dell&rsquo;accordo che &egrave; stato siglato tra azienda&nbsp;e Cgil, Cisl, Uil, Ugl nel mese scorso al momento della costituzione della nuova societ&agrave;. I sindacati lo hanno giustificato con la necessit&agrave; di&nbsp;mantenere l&rsquo;occupazione (!) in un momento di crisi e in cui l&rsquo;ex Sea&nbsp;Handling aveva perdite di circa 11,5 milioni di euro, pur avendo il&nbsp;monopolio del comparto cargo a Malpensa come a Linate. Si tratta di perdite&nbsp;dovute proprio al mancato decollo di Malpensa, alla dipartita di Alitalia&nbsp;Cargo e alla gestione della direzione Sea, da cui molti sindacalisti hanno&nbsp;tratto beneficio.</p>
<p>L&rsquo;accordo, dopo non poche fatiche, grazie all&rsquo;opposizione di Adl, Cub e&nbsp;San Precario, viene posto ai voti e, contro ogni previsione (confederale) , i &laquo;no&raquo; sono stati 944 (58%) contro 686 &laquo;s&igrave;&raquo; (42%). Soprattutto a Malpensa,&nbsp;lo scalo pi&ugrave; colpito dall&rsquo;intesa, il rifiuto dell&rsquo;accordo va oltre il 62%.</p>
<p>Non paghi di questo circa 300 lavoratori avevano comunque impugnato&nbsp;l&rsquo;accordo aprendo una vertenza legale con il Punto San Precario di Milano.</p>
<p>In questa vicenda, dove la collusione dei &ldquo;furbetti del quartierino&rdquo;&nbsp;produce danni, viene sanzionata a livello europeo e i sindacati&nbsp;tradizionali sono cinghia di trasmissione di una gestione clientelare e&nbsp;poco trasparente, i lavoratori hanno voluto dare un segnale chiaro e forte:&nbsp;non ci facciamo prendere pi&ugrave; per i fondelli, non siamo pi&ugrave; disponibili a&nbsp;essere gli unici soggetti su cui si scaricano colpe altrui e soprattutto&nbsp;vogliamo essere noi i protagonisti della trattativa e del passaggio di&nbsp;societ&agrave; senza delegare nulla a esponenti sindacali incompetenti e&nbsp;arrendevoli. Un segnale di speranza per questo paese.</p>
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					<comments>/nella-tana-del-leone-o-del-coniglio.html#comments</comments><creator></creator><pubdate>Thu, 04 Jul 2013 13:35:24 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=36790</guid><description>Report semiserio ma purtroppo realistico di un&rsquo;audizione alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sulla disoccupazione giovanile. <p>&Egrave; la prima volta che San Precario entra nelle segrete stanze del potere. E lo fa non in punta di piedi ma con la forza delle sue argomentazioni e l&rsquo;autorevolezza di chi da pi&ugrave; di 10 anni affronta, combatte e vince qualche battaglia contro la precariet&agrave; (come oggi in Mondadori). Ringraziamo i membri della Commissione Lavoro del M5S per averci dato questa opportunit&agrave;.</p> <p>Nell&rsquo;audizione alla XI Commissione Lavoro, relativa all'&rdquo;Indagine conoscitiva sulle politiche in favore dell&rsquo;occupazione giovanile&rdquo;, San Precario ha fatto notare come </p><p><a href="/nella-tana-del-leone-o-del-coniglio.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><a href="/wp-content/uploads/2013/07/parlamento.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-36792" alt="parlamento" src="/wp-content/uploads/2013/07/parlamento-300x169.jpeg" width="300" height="169" srcset="/wp-content/uploads/2013/07/parlamento-300x169.jpeg 300w, /wp-content/uploads/2013/07/parlamento-150x84.jpeg 150w, /wp-content/uploads/2013/07/parlamento-400x226.jpeg 400w, /wp-content/uploads/2013/07/parlamento-500x283.jpeg 500w, /wp-content/uploads/2013/07/parlamento.jpeg 696w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px"></a>Report semiserio ma purtroppo realistico di un&rsquo;audizione alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sulla disoccupazione giovanile.
<p>&Egrave; la prima volta che San Precario entra nelle segrete stanze del potere. E lo fa non in punta di piedi ma con la forza delle sue argomentazioni e l&rsquo;autorevolezza di chi da pi&ugrave; di 10 anni affronta, combatte e vince qualche battaglia contro la precariet&agrave; (<a title="Tempo scaduto per Mondatori" href="/tempo-scaduto-per-mondatori.html">come oggi in Mondadori</a>). Ringraziamo i membri della Commissione Lavoro del M5S per averci dato questa opportunit&agrave;.</p>
<p><span id="more-36790"></span>Nell&rsquo;audizione alla XI Commissione Lavoro, relativa all'&rdquo;Indagine conoscitiva sulle politiche in favore dell&rsquo;occupazione giovanile&rdquo;, San Precario ha fatto notare come da 30 anni si segua lo stesso schema (politico) di gioco, quello che prevede come condizione per aumentare l&rsquo;occupazione la necessit&agrave; di precarizzare il lavoro, diminuire i salari, ridurre i diritti. Il risultato &egrave; noto: poco reddito, pochi consumi, incertezza e ricatto dilagante, impoverimento, scarsa efficienza, bassa produttivit&agrave; e il tasso di disoccupazione che schizza in termini reali a oltre il 20% con quello giovanile che supera il 40%.</p>
<p>In un qualsiasi torneo di calcetto di serie D, un allenatore che avesse ottenuto simili risultati sarebbe stato licenziato sui due piedi e i suoi mirabolanti schemi di gioco buttati nel cesso. E pensare che qualche calcio di rigore era stato fortuitamente concesso. Ad esempio, che la crescita demografica &egrave; assai calata nell&rsquo;ultimo ventennio, per cui i giovani sono oggi un numero di gran lunga inferiore a quello degli anni &rsquo;70. Eppure il loro tasso di disoccupazione &egrave; pi&ugrave; alto di un terzo.</p>
<p>San Precario ha fatto anche notare che, proprio perch&eacute; questo schema non funziona, non funzionano, anzi sono deleteri, i suoi corollari. Ad esempio, che per far aumentare l&rsquo;occupazione, occorra incentivare le imprese dando loro regalie in termini di bonus, sgravi fiscali e contributivi. Il massimo lo si &egrave; raggiunto con il &ldquo;decreto del fare&rdquo; (mai nome pi&ugrave; ridicolo) del neo governo <em>Alfetta</em>, che vincola il bonus per l&rsquo;assunzione di giovani disoccupati solo a coloro che hanno meno di 29 anni, non hanno raggiunto il diploma o vivono da soli oppure coabitano con coetanei/e.</p>
<p>Di fronte a queste obiezioni, il presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, ex Ministro dell&rsquo;Industria e parlamentare PD, fino a quel momento assai disinteressato, ha cominciato ad alzare il sopracciglio mostrando i suoi occhi aguzzi. Lo sguardo si &egrave; fatto ancor pi&ugrave; preoccupato quando San Precario ha cominciato ad affermare che l&rsquo;unica seria e praticabile politica a favore dell&rsquo;occupazione era una politica che sostenesse la domanda e i consumi in modo ecocompatibile, garantendo maggiori salari, riformando gli ammortizzatori sociali tramite l&rsquo;istituzione di un reddito minimo incondizionato, in grado di migliorare la prestazione lavorativa e ridurre il ricatto della precariet&agrave;.</p>
<p>A questo punto, l&rsquo;attenzione si &egrave; fatta pi&ugrave; accesa. E sono cominciate le domande o le contro-argomentazioni. Alcune non siamo in grado di riportarle. Ricordiamo solo che ci si &egrave; lamentati, da parte del PD, che San Precario metteva in unico calderone le politiche sul lavoro sia del Centro Sinistra che del Centro Destra. Effettivamente, su questo punto, la nostra interlocutrice non aveva tutti i torti. Per brevit&agrave; San Precario non ha, infatti, ricordato che i provvedimenti in materia di flessibilit&agrave; &ndash; ovvero precariet&agrave; &ndash; del lavoro adottati dai governi di Centro Sinistra (dalle legge sulla mobilit&agrave;, al pacchetto Treu, alla riforma del tempo determinato) sono stati sicuramente pi&ugrave; deleteri di quelli adottati dal Centro-Destra (legge Biagi) e che solo unendosi (vedi governo Monti e legge Fornero e ora governo Alfetta) hanno raggiunto e possono ambire al massimo della perversione.</p>
<p>Ecco la registrazione audio: <span id="mp3jWrap_0" class="mjp-s-wrapper s-graphic unsel-mjp "><span id="playpause_wrap_mp3j_0" class="wrap_inline_mp3j" style="font-weight:700;"><span class="gfxbutton_mp3j play-mjp" id="playpause_mp3j_0" style="font-size:12px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;<span class="group_wrap"><span class="bars_mp3j"><span class="loadB_mp3j" id="load_mp3j_0"></span><span class="posbarB_mp3j" id="posbar_mp3j_0"></span></span><span class="T_mp3j" id="T_mp3j_0" style="font-size:12px;">Audizione Commissione Lavoro</span><span class="indi_mp3j" style="font-size:8.4px;" id="statusMI_0"></span></span></span></span><span class="s-nosolution" id="mp3j_nosolution_0" style="display:none;"></span><script>
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<p><iframe title="2/7/2013 Commissione Lavoro, le proposte di San Precario" width="640" height="480" src="https://www.youtube.com/embed/o942WJ738_A?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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					<comments>/san-precario-patrono-deuropa.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Fri, 18 Jan 2013 10:32:21 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=36451</guid><description>Una nuova fede sta facendo proseliti tra le elite europee: quella nella flessibilit&agrave; a tutti i costi e nella distruzione del contratto sociale con i lavoratori che ha tenuto insieme il continente dal dopoguerra. Estratti. Geert van Istendael <p>Conoscete la chiesa di San Precario? Anche senza guida non avrete difficolt&agrave; a trovarla, e una volta trovata avrete pi&ugrave; di un motivo per disperarvi. Perch&eacute; nella parrocchia di San Precario non c&rsquo;&egrave; posto per la speranza. La grande maggioranza dei parrocchiani vi lavora per uno stipendio da fame per garantire i privilegi dell&rsquo;alto clero. Un </p><p><a href="/san-precario-patrono-deuropa.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><em>15 gennaio 2013 &ndash; <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/source-profile/46711-nrc-handelsblad">NRC Handelsblad</a></em>
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<p><strong>Una nuova fede sta facendo proseliti tra le elite europee: quella nella flessibilit&agrave; a tutti i costi e nella distruzione del contratto sociale con i lavoratori che ha tenuto insieme il continente dal dopoguerra. Estratti.</strong></p>
<div id="content-author"><a href="http://www.presseurop.eu/it/content/author/194571-geert-van-istendael" rel="author">Geert van Istendael</a></div>
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<p>Conoscete la chiesa di San Precario? Anche senza guida non avrete difficolt&agrave; a trovarla, e una volta trovata avrete pi&ugrave; di un motivo per disperarvi. Perch&eacute; nella parrocchia di San Precario non c&rsquo;&egrave; posto per la speranza. La grande maggioranza dei parrocchiani vi lavora per uno stipendio da fame per garantire i privilegi dell&rsquo;alto clero. Un clero che ha sostituito la teologia con l&rsquo;economia.</p>
<p>I dati sulla crescita scintillano nella parrocchia di San Precario. Il bilancio &egrave; sempre in attivo. Com&rsquo;&egrave; possibile? Molto semplice: tagliando i salari e soprattutto vietando ogni forma di solidariet&agrave;. Basta con tutti quei costosi contributi sociali che bisognava pagare a pensionati egoisti, pigri disoccupati e malati immaginari. Evviva la minoranza privilegiata.</p>
<p>Com&rsquo;&egrave; fatta la parrocchia di San Precario? L&rsquo;edificio prevede solo dei muri senza finestre n&eacute; tetto per proteggere i parrocchiani dalla pioggia o dal sole. Inutile cercare di scalare i muri, ci si rovinerebbe solo le unghie. Sopra l&rsquo;altare aleggiano le lettere Tina, che in latino moderno vuol dire: There is no alternative &ndash; non c&rsquo;&egrave; alternativa.</p>
<p>Ma non pensate che la parrocchia San Precario sia solo il frutto della fantasia di un poeta malinconico. Esiste veramente. A Milano nel 2004 c&rsquo;&egrave; stata la prima processione con l&rsquo;icona di <a title="Opens in new window" href="/" target="_blank">San Precario</a>. La cosa che colpiva di pi&ugrave; era il fatto che il corteo era composto solo da giovani, neolaureati e nuovi disoccupati. Tutti giovani che imploravano clemenza ai piedi di San Precario.</p>
<p>Uno dei significati di <em>precarius</em> &egrave;: ottenuto con la preghiera o con la supplica. E di fatto i capricci di questo patrono sono imprevedibili. Oggi getta qualche moneta d&rsquo;oro in Europa, domani le lancer&agrave; con gesto disinvolto ai cinesi o ai nigeriani. Questa si chiama &ldquo;globalizzazione&rdquo;. E la globalizzazione &egrave; il futuro.</p>
<p>La mai tesi &egrave; che la crisi economica e finanziaria che imperversa gi&agrave; da quattro anni in Europa &egrave; utilizzata per distruggere le basi della civilt&agrave; europea, lo stato assistenziale e la democrazia. Da chi &egrave; utilizzata la crisi? Dalla Commissione europea e dalla Banca centrale europea, ma probabilmente anche dal consiglio e, fuori dall&rsquo;Europa, dal Fondo monetario internazionale, anche se in questa istituzione sta infuriando una lotta feroce sui suoi futuri orientamenti.</p>
<p>Nel frattempo in un numero sempre pi&ugrave; grande di stati membri dell&rsquo;Unione i politici si comportano da missionari, diffondendo il messaggio distruttore con cieco zelo religioso. E le file dei parrocchiani si ingrossano. Ogni giorno in Spagna, Portogallo, Grecia e Italia si pu&ograve; osservare come questo tipo di economia stia soffocando la giovent&ugrave;.</p>
<p>Nel novembre 2008 il sociologo politico pi&ugrave; importante della Germania contemporanea, J&uuml;rgen Habermas, ha parlato <a title="Opens in new window" href="http://www.zeit.de/2008/46/Habermas" target="_blank">su Die Zeit</a> di evidente ingiustizia sociale. Un&rsquo;affermazione che potremmo definire profetica. Le &eacute;lite al potere hanno rescisso in modo unilaterale la loro grande convenzione tacita con il cittadino, secondo cui la classe dominante poteva accumulare tutta la ricchezza che voleva purch&eacute; il cittadino qualunque potesse guadagnarsi da vivere e godere di un&rsquo;adeguata sicurezza sociale. Oggi questo patto &egrave; stato rotto.</p>
<p>Secondo i presidenti della Bce Mario Draghi, della Commissione Jos&eacute; Manuel Barroso e del Consiglio Herman Van Rompuy, la fine della crisi sta cominciando a prendere forma. Ma i mercati finanziari tengono l&rsquo;Europa sotto pressione. E per quanto l&rsquo;Europa si dia da fare, la situazione non cambier&agrave;. O cambier&agrave; solo per qualche ora, come la volta in cui la Spagna si &egrave; vista concedere cento miliardi di euro dalla Bce, o al massimo per un giorno intero o per una settimana.</p>
<p>Da quando Draghi ha ottenuto dal suo consiglio di amministrazione la possibilit&agrave; <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/2655091-draghi-cambia-la-partita">di comprare titoli di stato</a> dei paesi in difficolt&agrave; attraverso il Meccanismo di solidariet&agrave; europeo per ridurre in modo determinante gli interessi su queste obbligazioni, la pressione feroce dei mercati finanziari sembra ridursi. Ma questo significa anche che i paesi che avranno bisogno di questo aiuto saranno costretti a strisciare, a constatare che la democrazia avr&agrave; ceduto il posto alla tecnocrazia. La decisione della Bce significa anche creare di fatto del denaro. Potremmo quasi immaginare Draghi mentre sta letteralmente fabbricando banconote. E io che avevo sempre pensato che cose del genere le facesse solo gente come <a title="Opens in new window" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mobutu_Sese_Seko" target="_blank">Mobutu</a>!</p>
<h4>Draghi contro Beethoven</h4>
<p>Non sono solo i populisti, i comunisti o i fascisti ad aver capito che c&rsquo;&egrave; qualcosa di sbagliato nella tattica e nella strategia europea. Anche i comuni cittadini si sentono angosciati, cittadini che non desiderano altro che un alloggio decente, che vogliono avere dei figli, uno stipendio che permetta di far vivere in modo decente la loro famiglia. Ma non ci danno neppure questo, cercano di sottrarci questa piccola felicit&agrave; e ci spingono con la frusta verso la parrocchia di San Precario.</p>
<p>Un lavoro pagato un prezzo giusto, una piccola casa, una famiglia, sono quelle che definisco delle aspirazioni ragionevoli. Ma ormai si ha l&rsquo;impressione che solo un&rsquo;unica razionalit&agrave; abbia diritto di esistere, la razionalit&agrave; economica che prevede che la gente ricerchi sempre di massimizzare il proprio profitto.</p>
<p>Questa pace nella propria casa, nel proprio giardino e nella propria cucina, questa ambizione limitata ma sostenuta democraticamente &egrave; stata possibile solo grazie a uno dei pi&ugrave; grandi risultati della civilt&agrave; europea. Mi riferisco allo stato assistenziale o semplicemente alla sicurezza sociale. La sicurezza sociale, cos&igrave; come &egrave; stata costruita dal diciannovesimo secolo e soprattutto nel dopoguerra in Belgio, Svezia, Francia, Paesi Bassi e pi&ugrave; di recente in Germania, rappresenta il vero tesoro della civilt&agrave; europea. Un tesoro prezioso quanto i gioielli delle cattedrali francesi, le sinfonie di Beethoven, i quadri di Vermeer, il Faust di Goethe o i romanzi di Camus.</p>
<p>L&rsquo;edificazione e il mantenimento della sicurezza sociale esigono una visione strategica, dell&rsquo;immaginazione, delle conoscenze tecniche, dell&rsquo;ingegnosit&agrave;, della razionalit&agrave;. Doti simili a quelle utilizzate da Beethoven per comporre le sue sinfonie. E quando Draghi <a title="Opens in new window" href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970203960804577241221244896782.html" target="_blank">dice sul Wall Street Journal</a> che ormai il modello sociale dell&rsquo;Europa &egrave; scomparso e che il contratto sociale del continente &egrave; superato, non fa altro che porsi come un nemico di questa civilt&agrave; europea. In altre parole, Draghi fa parte dell&rsquo;alto clero della parrocchia di San Precario.</p>
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<p>Traduzione di <strong>Andrea De Ritis</strong></p>
<p><a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3271981-san-precario-patrono-d-europa">http://www.presseurop.eu/it/content/article/3271981-san-precario-patrono-d-europa</a></p>
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					<comments>/san-precario-call-for-31-marzo.html#comments</comments><creator></creator><pubdate>Sun, 25 Mar 2012 16:42:01 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=35266</guid><description>Per uno spezzone metropolitano della ri/generazione precaria <p>La crisi ha un merito: fa comprendere che il mondo del lavoro e del non lavoro stanno sulla stessa barca, e che rischia di affondare. Operai, migranti, atipiche, partite Iva mono-committenti, studenti, disoccupate, tutte e tutti precari. E la precariet&agrave; &egrave; allo stesso tempo unificante e frammentata. Unificante perch&eacute; &egrave; il modo attuale dello sfruttamento insito nel rapporto di lavoro, fatto di subalternit&agrave; e ricattabilit&agrave;. Frammentata, perch&eacute; ognuno la percepisce in modo diverso. Come reagire? Le forme sindacali non sono adeguate e le proposte dei partiti politici &ldquo;amici&rdquo; (si fa per dire) fanno </p><p><a href="/san-precario-call-for-31-marzo.html">Prosegui la lettura</a></p>
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<p>La crisi ha un merito: fa comprendere che il mondo del lavoro e del non lavoro stanno sulla stessa barca, e che rischia di affondare. Operai, migranti, atipiche, partite Iva mono-committenti, studenti, disoccupate, tutte e tutti precari. E la precariet&agrave; &egrave; allo stesso tempo unificante e frammentata. Unificante perch&eacute; &egrave; il modo attuale dello sfruttamento insito nel rapporto di lavoro, fatto di subalternit&agrave; e ricattabilit&agrave;. Frammentata, perch&eacute; ognuno la percepisce in modo diverso. Come reagire? Le forme sindacali non sono adeguate e le proposte dei partiti politici &ldquo;amici&rdquo; (si fa per dire) fanno acqua da ogni parte. La cassaintegrazione &egrave; scambismo politico e sperequazione.</p>
<p><span id="more-35266"></span>Solo un quarto dei licenziati ha diritto alla disoccupazione e solo quattro su dieci sono tutelati dall&rsquo;articolo 18: ci&ograve; se si tiene conto dei Cocopro e delle false partita iva, quindi della realt&agrave;. I migranti sono cittadini a tempo determinato vincolati dal cartoncino colorato d&rsquo;infamia del permesso di soggiorno. Da un fronte cos&igrave; framentato &egrave; difficile condurre una battaglia che parli a tutti di una nuova civilt&agrave; di diritti. Eppure &egrave; necessario e doveroso, e anche possibile.</p>
<p><!--more-->Serve una prospettiva. Sul debito, &egrave; imprescindibile rinegoziare quella parte che si pu&ograve; definire &ldquo;odiosa&rdquo; e &ldquo;illegittima&rdquo;: noi il debito non lo paghiamo, organizziamo le pratiche del diritto all&rsquo;insolvenza! Sul lavoro &egrave; necessario osare: salario minimo orario, aumenti salariali, riduzione delle tipologie contrattuali (e non un nuovo contratto che rende inagibile l&rsquo;art 18), un reddito di base incondizionato come sostegno al reddito che sostituisca gli ammortizzatori attuali distorti e iniqui, un welfare del comune per l&rsquo;accesso libero e gratuito a casa, mobilit&agrave;, conoscenza, energia, acqua: beni comuni sociali.</p>
<p><!--more-->Per questo ci piace pensare la partecipazione al corteo di Milano non come semplice messa in rete di r/esistenza precaria. Perch&egrave; rivendicare reddito di base incondizionato significa spostare il centro del proprio agire dal diritto al lavoro, al diritto alla scelta del lavoro. E, piaccia o non piaccia, &egrave; necessario per cambiare un brutto mondo costruito da brutti lavori necessario poterli rifiutare, meccanismo che sta alla base del conflitto.<br>
Rivendicare accesso a mobilit&agrave;, saperi, cultura significa affiancare al rifiuto e al conflitto un&rsquo;idea nuova di socialit&agrave; e benessere. Chiedere diritto a maternit&agrave;, istruzione e sanit&agrave; pubbliche, cittadinanza per migranti significa fondare una idea di futuro sulla solidariet&agrave; e universalit&agrave;. Per noi il corteo del 31 marzo 2012 sar&agrave; nel segno della ri/generazione precaria: narrazione della forza della cooperazione, capace di lasciare nella metropoli segni costruttivi di un altro modo di intendere territorio, beni comuni, saperi, relazioni e intelligenze precarie.</p>
<p>Milano, 31 Marzo 2012, ore 14 piazza medaglie d&rsquo;oro</p>
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