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	<description>cospira precario</description><lastbuilddate>Tue, 14 Apr 2020 08:47:58 +0000</lastbuilddate><language>it-IT</language><updateperiod>
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					<comments>/record-di-infortuni-nella-fabbrica-marcegaglia.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Wed, 30 Mar 2011 12:48:27 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=33352</guid><description>L&rsquo;anno scorso 135 incidenti su 1,183 dipendenti, quattro volte la media nazionale. Denuncia della Fiom lombarda: &ldquo;Situazione inaccettabile&rdquo;. Per la presidente della Confindustria il problema dipende dalla scarsa formazione dei lavoratori Secondo i dati Eurostat, gli infortuni sul lavoro in Italia ogni 100 mila occupati sono 2674 (dati del 2007 pubblicati dall&rsquo;Inail). Cio&egrave; 26,74 infortuni per ogni mille occupati. L&rsquo;Italia non &egrave; messa male perch&eacute; la media dell&rsquo;area Euro &egrave; pi&ugrave; alta: 3279 infortuni cio&egrave; 32,79 ogni mille occupati. <p>Nello stabilimento Marcegaglia di Gazoldo degli Ippoliti, in provincia di Mantova, l&agrave; dove l&rsquo;azienda </p><p><a href="/record-di-infortuni-nella-fabbrica-marcegaglia.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><em>Il Fatto Quotidiano &ndash;&nbsp;30 marzo 2011</em>
<p><strong>L&rsquo;anno scorso 135 incidenti su 1,183 dipendenti, quattro volte la media nazionale. Denuncia della Fiom lombarda: &ldquo;Situazione inaccettabile&rdquo;. Per la presidente della Confindustria il problema dipende dalla scarsa formazione dei lavoratori</strong></p>
<div id="testoarticolo">
<div><img class="alignleft" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/thumb/295x0/wp-content/uploads/2011/03/emma_marcegaglia.jpg" alt="" width="295" height="152"></div>
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<div id="testoarticolo"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/03/emma_marcegaglia.jpg"></a>Secondo i dati Eurostat, gli infortuni sul lavoro in Italia ogni 100 mila occupati sono 2674 (dati del 2007 pubblicati dall&rsquo;Inail). Cio&egrave; 26,74 infortuni per ogni mille occupati. L&rsquo;Italia non &egrave; messa male perch&eacute; la media dell&rsquo;area Euro &egrave; pi&ugrave; alta: 3279 infortuni cio&egrave; 32,79 ogni mille occupati.
<p>Nello stabilimento Marcegaglia di&nbsp;<strong>Gazoldo degli Ippoliti</strong>, in provincia di&nbsp;<strong>Mantova</strong>, l&agrave; dove l&rsquo;azienda della presidente di Confindustria ha la testa operativa, nel 2010 gli infortuni sul lavoro sono stati 135 su un totale di 1183 dipendenti. Per stare dentro la media Eurostat, la Marcegaglia avrebbe dovuto avere non pi&ugrave; di 32 infortuni all&rsquo;anno (31,63 per la precisione) invece ne ha avuti quattro volte di pi&ugrave;, il 300 per cento in pi&ugrave; della media italiana. E nei primi due mesi del 2011 gli infortuni nella stessa azienda sono stati gi&agrave; 20.</p>
<p>Una piccola strage che viene denunciata dalla Fiom-Cgil lombarda sulla base dei dati forniti dall&rsquo;azienda. Da cui emerge un bollettino medico impressionante: lo scorso anno, in 63 casi si &egrave; trattato di infortuni agli arti superiori, in 35 agli arti inferiori, in 23 al capo, in 6 al torace, in 6 casi alla colonna vertebrale- bacino. Il documento si dilunga anche sui tipi di infortunio: 46 ferite, 37 contusioni, 23 lussazioni-distorsioni, 11 fratture, 8 lesioni da sforzo, 7 da corpi estranei, 3 lesioni da agenti chimico-fisici. Infine, tra gli agenti di infortunio: materiali, sostanze e radiazioni; l&rsquo;ambiente di lavoro; le attrezzature e gli utensili; i mezzi di sollevamento e trasporto.</p>
<p>&ldquo;Siamo di fronte a una situazione inaccettabile &ndash; dice&nbsp;<strong>Mirco Rota</strong>, segretario generale Fiom Cgil Lombardia &ndash; . Un&rsquo;azienda non pu&ograve; permettersi di essere all&rsquo;avanguardia sul mercato a discapito della sicurezza dei lavoratori&rdquo;. La Marcegaglia, in effetti, &egrave; una delle aziende di punta del sistema industriale italiano: settore nevralgico, quello dell&rsquo;acciaio, circa 6.500 dipendenti distribuiti in 50 stabilimenti nel mondo (in Italia sono una quindicina) e soprattutto un nome blasonato, anche per il ruolo assunto da&nbsp;<strong>Emma Marcegaglia</strong>. Che si &egrave; pronunciata pi&ugrave; volte a favore della prevenzione degli infortuni.</p>
<p>Solo qualche mese fa, in una lunga intervista al quotidiano confindustriale<em> Il Sole 24 Ore</em>, ha affermato perentoriamente che &ldquo;il grave problema degli incidenti sul lavoro si sconfigge con la prevenzione e l&rsquo;informazione&rdquo;. Lo ha fatto dicendosi soddisfatta della riduzione, nel 2010, del numero dei morti sul lavoro in Italia sotto la soglia dei mille. Un dato contestato dall&rsquo;<strong>Osservatorio indipendente di Bologna</strong> che di morti ne ha contate 1080 e che aveva comunque verificato un aumento del 6 per cento rispetto al 2009. Tra l&rsquo;altro, a dispetto degli auspici di Marcegaglia o delle campagne del ministero del Lavoro &ndash; quelle in cui la &ldquo;colpa&rdquo; degli infortuni &egrave; scaricata sulla scarsa attenzione o sulla poca cura da parte dei lavoratori &ndash; gennaio 2011, sempre secondo l&rsquo;Osservatorio di Bologna, ha gi&agrave; oltre il 60 per cento in pi&ugrave; dei morti per infortuni sui luoghi di lavoro rispetto a gennaio 2010.</p></div>
<div></div>
<div>Il meglio di s&eacute; Marcegaglia lo diede per&ograve; in occasione del grave infortunio avvenuto nel suo stabilimento di Cremona dove, nel maggio del 2008, si verific&ograve; un incidente mortale in cui perse la vita&nbsp;<strong>Girolamo Di Maio</strong>, operaio trentaduenne con moglie e due bambini di tre e cinque anni. Rimase schiacciato da un pacco di tubi del peso di alcuni quintali che si &egrave; sganciato piombandogli addosso. L&rsquo;imprenditrice mantovana comment&ograve;: &ldquo;Riaffermo come imprenditrice e come presidente di Confindustria che l&rsquo;impegno sulla sicurezza sar&agrave; fortissimo. &Egrave; un gravissimo problema del paese&rdquo;.
<p>Del resto, lo slogan di Marcegaglia &egrave;: &ldquo;Fare informazione e soprattutto formazione. Non &egrave; inasprendo le pene che si fa pi&ugrave; formazione&rdquo;.&nbsp;<strong>Mauro Mantovanelli</strong> &egrave; il segretario della Fiom di Mantova da sei mesi e confessa che quando &egrave; entrato per la prima volta nello stabilimento di Contino della Marcegaglia (200 dipendenti, pi&ugrave; piccolo di quello di Gazoldo) &egrave; rimasto meravigliato: &ldquo;Non potevo credere che l&rsquo;azienda della presidente di Confindustria avesse una cura cos&igrave; bassa della salute e dell&rsquo;ambiente&rdquo;. &nbsp;Mantovanelli ha fatto diverse assemblee con i lavoratori e ha fatto fatica a credere quanto gli hanno riferito sulla temperatura nello stabilimento. In inverno si lavora anche a meno 2 gradi, secondo il sindacalista, e di fronte alla richiesta di accendere le stufe, hanno riferito i lavoratori in assemblea, la risposta dei capi &egrave; stata: &ldquo;Il gasolio costa troppo, riscaldatevi lavorando&rdquo;. &Eacute; difficile intravedere dove stia l&rsquo;informazione ma come formazione alle durezze della vita non c&rsquo;&egrave; male.</p></div>
<div></div>
<div>di&nbsp;Salvatore Cannav&ograve;</div>
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					<comments>/vittoria-dei-cittadini-il-tar-sospende-lordinanza-34-a-nerviano.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Sat, 11 Sep 2010 22:11:25 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=31397</guid><description>Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Lombardia ha accolto il ricorso contro l&rsquo;ordinanza n.34 presentato dai cittadini nervianesi riuniti nel Comitato No Ordinanza. L&rsquo;iniziativa e&rsquo; stata sostenuta dal Collettivo Oltre il Ponte di Nerviano, dallo Sportello San Precario e dal CS Fornace di Rho.Il provvedimento emanato dal Sindaco di Nerviano, con il sostegno espresso dai partiti di maggioranza e di opposizione, e&rsquo; stato sospeso dal TAR. Si tratta di una vittoria decisiva della collettivita&rsquo; nervianese contro politiche securitarie e populiste lontane anni luce dai reali bisogni dei cittadini. Il fronte trasversale PD-PDL-Lega dovrebbe riflettere sul destino di un&rsquo;Ordinanza tanto difesa <p><a href="/vittoria-dei-cittadini-il-tar-sospende-lordinanza-34-a-nerviano.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><a rel="attachment wp-att-31398" href="/vittoria-dei-cittadini-il-tar-sospende-lordinanza-34-a-nerviano.html/vittoria_3"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-31398" title="vittoria_3" src="/wp-content/uploads/2010/09/vittoria_3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150"></a>Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Lombardia ha accolto il ricorso contro l&rsquo;ordinanza n.34 presentato dai cittadini nervianesi riuniti nel Comitato No Ordinanza. L&rsquo;iniziativa e&rsquo; stata sostenuta dal Collettivo Oltre il Ponte di Nerviano, dallo Sportello San Precario e dal CS Fornace di Rho.Il provvedimento emanato dal Sindaco di Nerviano, con il sostegno espresso dai partiti di maggioranza e di opposizione, e&rsquo; stato sospeso dal TAR. <br>
Si tratta di una vittoria decisiva della collettivita&rsquo; nervianese contro politiche securitarie e populiste lontane anni luce dai reali bisogni dei cittadini. Il fronte trasversale PD-PDL-Lega dovrebbe riflettere sul destino di un&rsquo;Ordinanza tanto difesa quanto impopolare. Numerosi cittadini &ndash; tra cui molti giovani &ndash; si erano infatti mobilitati per chiedere l&rsquo;abolizione di un provvedimento considerato umiliante ed ingiusto. Ma nonostante cio&rsquo;, i nostri consiglieri comunali si erano espressi in una strenua difesa dell&rsquo;Ordinanza, senza badare alle preoccupazioni e alle perplessita&rsquo; sollevate dal Comitato cittadino. E&rsquo; infatti molto piu&rsquo; semplice ridurre i giovani a problematica per l&rsquo;ordine e la tranquillita&rsquo; di una Nerviano dormitorio, piuttosto che affrontare le croniche carenze che la caratterizzano&hellip; Il Sindaco, che aveva parlato di demagogia, farebbe bene a preoccuparsi di individuare aree pubbliche da destinare a spazi sociali ed aggregativi sul territorio comunale, come contenuto nel programma elettorale.
<p><span id="more-31397"></span></p>
<p>Il nostro appello per l&rsquo;abolizione dell&rsquo;Ordinanza n.34 si e&rsquo; cosi&rsquo; rivelato tutt&rsquo;altro che ideologico ed ha portato alla sospensione di un provvedimento che, come comunicato dal TAR e come era apparso evidente fin dalla sua emanazione, &egrave; &ldquo;suscettibile di arrecare una illegittima restrizione delle libert&agrave; costituzionali&rdquo;.Riportiamo quanto contenuto nella sentenza: [&hellip;] il provvedimento non evidenzia adeguatamente quali siano i gravi pericoli che minacciano l&rsquo;incolumit&agrave; e la sicurezza urbana (non si comprende, invero, in che senso l&rsquo;assembramento di gruppi di persone, l&rsquo;uso di apparecchi musicali ad alto volume, il posteggio selvaggio delle biciclette, l&rsquo;abbandono di rifiuti all&rsquo;interno di parchi pubblici, siano fatti di per s&eacute; idonei a favorire l&rsquo;insorgere di episodi criminali quali addirittura lo spaccio di stupefacenti e fenomeni di violenza). </p>
<p>[&hellip;] il contenuto estremamente generico ed impreciso delle prescrizioni impartite (a titolo esemplificativo: divieto &ldquo;di bivaccare o accamparsi abusivamente nelle aree verdi&rdquo;, divieto di &ldquo;assembramento di persone tale da costituire motivi di intralcio alla quiete pubblica&rdquo;, divieto di &ldquo;ogni tipo di gioco con l&rsquo;utilizzo di palloni&rdquo; all&rsquo;interno delle aree verdi, divieto di &ldquo;comportamenti in genere che determinano un utilizzo improprio delle aree pubbliche o di uso pubblico&rdquo;) &egrave; suscettibile di arrecare una illegittima restrizione delle libert&agrave; costituzionali.</p>
<p>L&rsquo;esito del ricorso rappresenta un precedente significativo ed un esempio palese di come si posscontribuire a cambiare le sorti del nostro territorio attraverso una partecipazione collettiva ed attiva. E&rsquo; una vittoria della partecipazione popolare, nell&rsquo;interesse di tutta la collettivita&rsquo; nervianese.Garantiremo inoltre il nostro supporto a tutti gli eventuali abitanti di Nerviano che sono stati assurdamente multati in seguito all&rsquo;emanazione dell&rsquo;ordinanza.Continueremo a batterci per una gestione ALTRA del territorio e per un&rsquo;ALTRA NERVIANO.a</p>
<p>Comitato No Ordinanza n.34 &ndash; collettivoltreilponte.wordpress.com/</p>
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					<comments>/questa-ordinanza-non-sha-da-fare.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Fri, 10 Sep 2010 14:48:49 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=31386</guid><description>Provvedimento incostituzionale. Va ritirato. Queste le conclusioni a cui &egrave; giunto il Tribunale amministrativo della Lombardia nel sospendere l&#146;ordinanza n. 34 del sindaco di Nerviano, il ragionier Enrico Cozzi eletto in una lista civica che si autodefinisce di &#145;centrosinistra&#146;. Diversi cittadini del paese a pochi chilometri da Rho, riuniti nel trasversale Comitato No Ordinanza avevano presentato ricorso contro la lunga serie di divieti imposti dall&#146;Amministrazione e votati anche dalla minoranza di centrodestra. <p></p> <p></p> <p></p> <p></p> <p>Vietato giocare a calcio, ascoltare musica, parcheggiare biciclette nei giardini pubblici. Proibiti gli assembramenti di persone, considerati dall&#146;amministrazione in cui figurano anche avvocati e </p><p><a href="/questa-ordinanza-non-sha-da-fare.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><a rel="attachment wp-att-31387" href="/questa-ordinanza-non-sha-da-fare.html/bravi"><img class="alignleft size-full wp-image-31387" title="bravi" src="/wp-content/uploads/2010/09/bravi.jpg" alt="" width="123" height="146"></a>Provvedimento incostituzionale. Va ritirato. Queste le conclusioni a cui &egrave; giunto il Tribunale amministrativo della Lombardia nel sospendere l&#146;ordinanza n. 34 del sindaco di Nerviano, il ragionier Enrico Cozzi eletto in una lista civica che si autodefinisce di &#145;centrosinistra&#146;. Diversi cittadini del paese a pochi chilometri da Rho, riuniti nel trasversale Comitato No Ordinanza avevano presentato ricorso contro la lunga serie di divieti imposti dall&#146;Amministrazione e votati anche dalla minoranza di centrodestra.
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<p>Vietato giocare a calcio, ascoltare musica, parcheggiare biciclette nei giardini pubblici. Proibiti gli assembramenti di persone, considerati dall&#146;amministrazione in cui figurano anche avvocati e un&#146;insegnante, &#145;comportamenti idonei a favorire spaccio di droga, violenza e criminalit&agrave;&#146;. L&rsquo;&#146;ordinanza era stata impugnata lo scorso 31 luglio dagli avvocati del Punto di assistenza sindacale San Precario &ndash; attivo da alcuni mesi nel vicino centro sociale La Fornace di Rho e da un anno in via Pichi a Milano &ndash; di concerto con il collettivo Oltre il Ponte di Nerviano Ad indignare molti cittadini nervianesi, tra i quali diversi genitori, il tempo e soldi pubblici sprecati dal Sindaco per reprimere situazioni gestibili con il buon senso in un momento in cui servirebbero ben altri interventi. La crisi economica, infatti, sta falcidiando decine di posti di lavoro in tutta l&#146;area del Sempione e molte famiglie nervianesi ne subiscono i contraccolpi. Tra i meno protetti i giovani, strozzati dalla precariet&agrave;, soggetti copiti maggiormente dai divieti imposti dell&rsquo;ordinanza comunale. <br>
 La sentenza del Tar arriva a ridicolizzare le motivazioni addotte dal Consiglio Comunale di Nerviano, considerate generiche e illogiche, tacciando le parti relative agli &#145;assembramenti di persone&#146; addirittura di anti-costituzionalit&agrave;.</p>
<p>Un&#146;accusa grave per uno dei pochi comuni milanesi ancora in orbita PD, partito di riferimento di Cozzi, da mesi impegnato in una campagna a difesa della Costituzione e della legalit&agrave;. Rimane in sospeso la questione delle multe, ben 4, affibiate ad altrettanti ragazzi nervianesi. La sensazione &egrave; che la vicenda sar&agrave; foriera di ulteriori sviluppi.</p>
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					<comments>/contratto-unico-boeri.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Sun, 17 Jan 2010 16:44:43 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/il-contratto-unico-precario-by-boeri-c.html</guid><description>La riforma del Welfare targata Boeri, che piace tanto alla pseudosinistra <p>Da cinque anni a questa parte l&rsquo;insicurezza di reddito &egrave; diventata di moda. Il tab&ugrave; di un tempo, guai a parlare di precariet&agrave;, &egrave; diventato trendy ed &egrave; tutto un fiorire di libri, articoli, film, opere teatrali che trattano dell&rsquo;argomento. Finch&egrave; si tratta di operazioni commerciali non meritano risposte. Troppo il disgusto per chi traveste il marketing di ipocriti &lsquo;scopi sociali&rsquo;. Ma quando la paura del futuro e la competizione per il reddito, riguarda milioni di persone e a scriverne sono economisti del calibro del professor Tito Boeri, una </p><p><a href="/contratto-unico-boeri.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded>La riforma del Welfare targata Boeri, che piace tanto alla pseudosinistra
<p><a rel="attachment wp-att-23504" href="/contratto-unico-boeri.html/boeri"><img class="alignleft" style="margin: 3px 4px;" title="Tito Boeri" src="../wp-content/uploads/2010/01/Boeri-240x300.jpg" alt="" width="125" height="155"></a>Da cinque anni a questa parte l&rsquo;insicurezza di reddito &egrave; diventata di moda. Il tab&ugrave; di un tempo, guai a parlare di precariet&agrave;, &egrave; diventato trendy ed &egrave; tutto un fiorire di libri, articoli, film, opere teatrali che trattano dell&rsquo;argomento.<br>
 Finch&egrave; si tratta di operazioni commerciali non meritano risposte. Troppo il disgusto per chi traveste il marketing di ipocriti &lsquo;scopi sociali&rsquo;. Ma quando la paura del futuro e la competizione per il reddito, riguarda milioni di persone e a scriverne sono economisti del calibro del professor Tito Boeri, una risposta &egrave; d&rsquo;obbligo.<br>
 Non fosse altro perch&eacute; l&rsquo;esimio docente della Bocconi, nonch&eacute; editorialista della Repubblica, coordinatore del sito www.lavoce.info, &egrave; tenuto in grande considerazione da tutti quei soggetti politici e sindacali che ancora si sforzano di definirsi &lsquo;riformisti&rsquo; o addirittura di &lsquo;sinistra&rsquo;. Le sue proposte trovano estimatori nella segreteria nazionale Cgil.<br>
 Il maggior pregio di &lsquo;Un nuovo contratto per tutti&rsquo; di Boeri e Garibaldi, edito nel 2008 da Chiarelettere editore, &egrave; quello di svelare quali siano le idee di riforma del lavoro di un&rsquo;ampia area delle elites italiane che puntualmente si tramutano in leggi, contratti e scelte di politica economica.</p>
<p><span id="more-23514"></span>Chi paga la riforma?<br>
 Partendo da una descrizione del mercato del lavoro, che purtroppo non rispetta pi&ugrave; l&rsquo;attualit&agrave; (la disoccupazione oggi non &egrave; pi&ugrave; ai livelli del 2007/2008) supportata da un buon riepilogo storico dal 1964 ad oggi, gli autori lanciano la proposta di un contratto di lavoro unico, a tempo indeterminato senza limitazioni di tempo. Basta con lo &lsquo;psicodramma&rsquo; (la definizione &egrave; dell&rsquo;autore) dell&rsquo;apposizione di un termine al contratto! Boeri parla di un mercato duale in cui gli atipici sono la parte emarginata. Per superare le differenze propone la creazione di un salario minimo orario, di un reddito minimo di sussistenza, indennit&agrave; di disoccupazione uguale per tutti, e una serie di diritti minimi inderogabili validi universalmente. Dopo 3 anni, durante i quali il licenziamento &egrave; concesso previo indennizzo economico, il contratto diventa a tempo indeterminato, simile a quelli che ancora conosciamo oggi. I soldi per finanziare un riforma cos&igrave; totale del lavoro? Ci sono, dice il professore, basta eliminare gli attuali sussidi (cassa integrazione, mobilit&agrave;, contratti di solidariet&agrave;, indennit&agrave; di disoccupazione), unificare il fondo INPS a quello della gestione separata dei Co.co.pro. e aumentare i contributi pensionistici dei &lsquo;precari&rsquo; fino ad arrivare al 33%. Aliquota oggi prevista da contratti a tempo indeterminato e determinato.</p>
<p>Boeri nel paese delle meraviglie<br>
 L&rsquo;esperienza degli ultimi 2 anni, per&ograve;, avrebbe dovuto mettere in guardia un economista esperto sulla validit&agrave; di ricette tanto teoriche. Lontane non solo dal drammatico vissuto quotidiano di lavoratori in nero, partite iva a unico committente, interinali e contratti a progetto, ma anche dalla presunta verit&agrave; scientifica. In realt&agrave; tali proposte rappresentano un pericolo per tutti i lavoratori, senza differenza di contratto. Infatti, &egrave; proprio in scritti come quello di Tito Boeri e Pietro Garibaldi, che gran parte delle classi dirigenti trovano la giustificazione tecnica per scelte che negli ultimi 20 anni, e non ci vuole un PhD alla New York University per capirlo, non sono andate a favore della maggioranza dei cittadini italiani.</p>
<p>Performance contro i fannulloni: i nuovi dogma dei tecnocrati<br>
 Per rendersene conto basti osservare che non solo le idee ma alcuni dei termini utilizzati in varie parti del libro, come merito, produttivit&agrave; e performance, siano i caposaldi di tutte le ultime leggi promulgate dal governo: dall&rsquo;accordo del 22 gennaio 2009 sulla riforma contrattuale, al Decreto legge Brunetta, passando per il rinnovo dei contratti del Commercio, il Decreto legge su conciliazione e arbitrato, il contratto nazionale dei Chimici fino ai nuovi contratti in discussione in questi mesi. Non tralasciando l&rsquo;intesa di fondo con la proposta di legge che prevede l&rsquo;abolizione dell&rsquo;articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, presentata da un altro professore, Pietro Ichino del P.d., l&rsquo;ideatore dell&rsquo;insulto diventato un ritornello, rivolto ai dipendenti di ministeri ed enti pubblici: &lsquo;fannulloni&rsquo;.<br>
 Fantasia al posto della giusta causa<br>
 Pensare di cambiare la situazione esistente con una legge, per quanto ambiziosa, &egrave; puro esercizio di fantasia. Manca tutta la parte relativa ai controlli, impossibili senza una seria riforma degli ispettorati del lavoro. Riformare per aggiungere, migliorare, investire e non per togliere la cassa integrazione, rimasta l&rsquo;unico argine alla crisi dilagante.<br>
 E quale sarebbe la forza capace di costringere imprenditori e multinazionali, studi di commercialisti e case editrici, fabbriche e aziende agricole a pagare il 33% dei contributi a tutti, visto che impiegano centinaia di migliaia di lavoratori in nero (0% di contributi) co.co.pro (24% ma 1/3 lo paga il lavoratore) partite iva a unico committente (0% e scaricabili negli studi di settore), apprendisti (contributi ridotti a seconda del contratto)? Boeri non ce lo dice. Secondo lui un buon parametro di controllo potrebbe essere il calcolo del reddito tramite l&rsquo;I.S.E.E., un&rsquo;autocertificazione oggi usata per accedere ai servizi sociali, alle case popolari, agli asili nido. Complimenti. Ottima soluzione l&rsquo;autocertificazione, in un paese dove 1/3 dell&rsquo;economia &egrave; sommersa, il nero diffusissimo e l&rsquo;evasione fiscale &egrave; recentemente stata condonata per legge.</p>
<p>I risultati delle riforme<br>
 Il risultato, come si &egrave; visto dopo l&rsquo;introduzione dei contratti formazione lavoro, della liberalizzazione del part-time, del lavoro interinale, sarebbe privare anche quelle persone che oggi riescono a farsi assumere a tempo indeterminato per 3 anni delle tutele loro garantite dalla legge. Se Boeri e Garibaldi avessero mai svolto lavori precari &lsquo;veri&rsquo; inoltre, saprebbero bene che la loro visione dell&rsquo;azienda che non licenzia il precario: &lsquo;perch&eacute; dopo tre anni il prezzo da pagare per le imprese che hanno investito cos&igrave; tanto in capitale umano sarebbe troppo alto&rsquo; &egrave; vera solo in minima parte.</p>
<p>Un silenzio assordante<br>
 Il libro inoltre, parlando degli anni che vanno dall&rsquo;esplosione incontrollata dei co.co.co. alla legalizzazione del caporalato (la Legge Treu sul lavoro interinale) fino alla precarizzazione di massa degli ultimi mesi, li definisce una &lsquo;Rivoluzione silenziosa&rsquo;. Secondo l&rsquo;autore i cambiamenti sarebbero avvenuti in silenzio, senza che nessuno quasi se ne accorgesse.<br>
 Che faccia tosta! Ma silenziosa per chi?<br>
 Non certo per i precari e per chi da anni cerca, inascoltato, di gridare ai quattro venti le follie di un mondo del lavoro diventato un incubo. Cercando di urlare al conducente: Ohh! Ma dove cazzo stai andando! O detto pi&ugrave; educatamente: di avvertire dei pericoli che la discontinuit&agrave; di reddito avrebbe provocato e che oggi sono sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Le lacrime di coccodrillo-Treu<br>
 Da leggere il curioso siparietto condito da smisurati elogi all&rsquo;ex ministro del lavoro Tiziano Treu e attuale responsabile lavoro del P.D. (quello che ha legalizzato l&rsquo;intermediazione di manodopera, un tempo conosciuta sotto il nome di caporalato). In una intervista del 2005 ha onestamente ammesso, bont&agrave; sua, che &egrave; normale che le aziende assumano interinali o contratti a progetto visto i costi minimi sia in termini di diritti che economici. Grande, ci ha messo 8 anni ad ammettere e capire che la sua riforma oltre a far emergere lavoro nero (forse) ha legalizzato una condizione lavorativa di forte inferiorit&agrave;. E non basta a placare il risentimento di intere generazioni di condannati al precariato, sapere che quelle norme furono sottoscritte da tutti i partiti presenti in parlamento dal 1993 ad oggi, comunisti inclusi, come fa cinicamente notare Boeri, che &egrave; anche consulente del Fondo Monetario Internazionale (F.M.I.).<br>
 Fermare le cause di lavoro<br>
 Nel libro manca tutta l&rsquo;analisi politica: cio&egrave; chi sono le forze che possono promuovere un vero allargamento dei diritti. Purtroppo e la riforma della legge sugli infortuni del lavoro &egrave; l&igrave; a dimostrarlo, sono molti i gruppi imprenditoriali e politici che spingono affinch&eacute; nemmeno gli incidenti sul lavoro siano puniti con maggior severit&agrave;. Se nemmeno 3 morti al giorno riescono a convincere le imprese della necessit&agrave; di controlli, come &egrave; possibile che vengano costrette a pagare il 33% di contributi? A meno che, ma questo Boeri non ce lo dice, da una certa data in avanti tutti i contratti diventassero unici, ovvero con la possibilit&agrave; dietro corrispettivo di essere sempre licenziati. E senza che i giudici o gli avvocati possano metterci il becco. E si, perch&eacute; come ci spiega il prof. Boeri: &lsquo;In Italia &egrave; davvero difficile licenziare e il livello di discrezionalit&agrave; dei giudici del lavoro &egrave; troppo alto&rsquo;.</p>
<p>Predica bene ma razzola&hellip;<br>
 Facciamo una controproposta all&rsquo;esimio. Se invece di predicare nuove regole per tutti Boeri iniziasse da casa sua, cio&egrave; dalla prestigiosa e costosa Universit&agrave; Bocconi? Faccia un giro negli uffici di via Sarfatti, troverebbe diversi precari (assunti a progetto) che in realt&agrave; sono dipendenti a tutti gli effetti. Alcuni di loro si sono affidati a San Precario e uno ha pure avuto il coraggio di far causa all&rsquo;Universit&agrave;. Ha ottenuto il riconoscimento di quanto gli spettava: un bel contratto a tempo indeterminato. Grazie alla sentenza di un giudice del lavoro del Tribunale di Milano.</p>
<p>Un nuovo compromesso sociale<br>
 Le trasformazioni del lavoro rendono urgente un nuovo compromesso tra lavoro e impresa, capace di superare gli enormi squilibri esistenti. La Repubblica non pu&ograve; continuare a lasciar fare, o peggio, legalizzare situazioni lavorative di precari a tutti gli effetti dipendenti nascosti dietro a paraventi di cooperative, finte partite Iva, co.co.pro., contratti interinali. Il costo sociale, di questa giungla nel lungo periodo diventer&agrave; insostenibile, provocando la paralisi del sistema pensionistico, delle indennit&agrave;, della cassa integrazione, e di tutte le forme di assistenza pubblica oggi esistenti. Una distruzione voluta che sta avanzando pericolosamente.<br>
 Le imprese non riescono o non vogliono pi&ugrave; pagare i contributi, lo Stato centrale vuole fare lo stesso con le pensioni e la liquidazione: &egrave; di questo che stiamo parlando. Non &egrave; pi&ugrave; possibile garantire lavori a tempo indeterminato, ci ripetono tutti. Quindi &egrave; indispensabile dare un reddito ai cittadini nei periodi di inattivit&agrave; lavorativa. Ma non &egrave; mettendo contro i lavoratori, indeterminati contro precari, che si otterr&agrave; maggiore giustizia.<br>
 E&rsquo; necessario recuperare risorse dalle voragini della nostra societ&agrave;, buchi neri che potrebbero da soli finanziare un nuovo sistema di sicurezza sociale accessibile a tutti i cittadini. Evasione fiscale, transazioni finanziarie, patrimoni immobiliari, concessioni demaniali, soppressione delle Province, certificazione delle e-mail, scannerizzazione degli archivi della Pubblica Amministrazione. L&rsquo;investimento su uno solo di questi settori, insieme al potenziamento e l&rsquo;ammodernamento degli Ispettorati del Lavoro, oggi ridotti alla deriva, &egrave; strettamente legato a una qualsiasi ipotesi di riforma. Senza controlli e sanzioni severe, la barca dello stato assistenziale tanto bombardata, finir&agrave; per affondare. Trascinando la maggioranza a fondo.</p>
<p>Il dovere dell&rsquo;azione<br>
 I precari, i lavoratori in nero, le partite Iva a 1000 euro al mese, hanno poco da sperare nelle promesse di riforma oggi in discussione. Pi&ugrave; che la fede in qualche economista illuminato o in un miracoloso ravvedimento di politici/manager causa della crisi, &egrave; necessaria l&rsquo;azione. Svelare il ricatto del reddito, premere sul riconoscimento delle istanze della maggioranza, informare; azioni che non possono pi&ugrave; essere vissute come una scelta. Sono un dovere civile, unico motore che possa portare al riconoscimento di diritti e dignit&agrave; per intere generazioni presenti e future.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong> Stefano Mansi</strong></em></p>
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					<comments>/christiania-precaria.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Tue, 15 Dec 2009 10:41:00 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=22094</guid><description>La migliore serata del CJA e di questa settimana a Copenhagen &egrave; stata interrotta e poi trasformata in una caccia all&rsquo;uomo dalla polizia dopo che gruppi di persone erano usciti da Christiania a lanciare sassi e costruire barricate. Ormai &egrave; un attacco in forze della polizia a chiunque cerchi vagamente non dico di manifestare, ma anche solo di esistere, e i riot continuano a peggiorare. <p>La polizia &egrave; entrata in forze nella cittadella occupata dopo aver lanciato lacrimogeni ovunque e ha arrestato duecento persone. Poi ha cominciato a entrare in tutti bar e spazi di Christiania per intimare alla gente </p><p><a href="/christiania-precaria.html">Prosegui la lettura</a></p>
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 barricate. Ormai &egrave; un attacco in forze della polizia a chiunque cerchi vagamente non dico di manifestare, ma anche solo di esistere, e i riot continuano a peggiorare.
<p><span id="more-22094"></span>La polizia &egrave; entrata in forze nella cittadella occupata dopo aver lanciato lacrimogeni ovunque e ha arrestato duecento persone. Poi ha cominciato a entrare in tutti bar e spazi di Christiania per intimare alla gente di andarsene se non volevano essere arrestati. Stessa cosa ha fatto nel tendone da circo dove poche ora prima avevano parlato Naomi Klein, Michael Hardt e Tadzo di CJA. Il bilancio finale &egrave; di 200 fermati, tra cui 7 dell&rsquo;autobus dei movimenti milanesi che sono stati rilasciati stamattina alle 5.</p>
<p>Tutto parte dalla discussione accesa ma condotta alla grande da Lisa &ndash; eccezionale attivista americana veterana di Seattle 1999 &ndash; e da Tadzo. Nonostante i diversi interventi di persone rabbiose per la condotta della polizia, che chiedevano di fare mercoled&igrave; 16 un&rsquo;azione violenta, CJA era riuscita a convincere le centinaia di persone nel tendone a tenere fissa la barra sulla strategia di disobbedienza civile non violenta. Ovazioni e grande carica, per la prima volta emozioni positive e la sensazione che le cose stessero prendendo la piega giusta.</p>
<p>Un paio d&rsquo;ore dopo, mentre nel tendone stava impazzando la festa con musica e centinaia di persone a sfogare la tensione e la felicit&agrave; accumulate, a 50 metri, appena fuori da Christiania, partono sassi, un&rsquo;auto prende fuoco, ci sono barricate in fiamme e gas lacrimogeni arrivano fino a dentro il tendone mentre si balla musica balcanica. In questo momento non sono in grado di dirvi se &egrave; stato un riot deliberato da parte dei neri o se la polizia ha fatto qualcosa che lo ha innescato. Comunque bastano pochi minuti per capire che si tratta di &ldquo;hardcore riot&rdquo; come dicono i danesi pi&ugrave;<br>
 esperti e responsabili, che sono preoccupati e stanno nel frattempo cercando di aprire uscite di sicurezza nel tendone, pronti al peggio.</p>
<p>Non ci vuole troppo tempo per capire che entreranno&hellip; la polizia che entra in forze a Christiania &egrave; un evento raro e quando succede non &egrave; mai indolore, tantomeno stasera: dentro al quartiere occupato c&rsquo;erano credo pi&ugrave; di duemila persone, senza contare i mille abitanti! Un fiume di polizia con camionette, cani, ruspe, ci resta un paio d&rsquo;ore e arresta un casino di gente. Anche decine di italiani ci finiscono in mezzo e sono arrestati, altri vengono accolti nelle case e nei laboratori e si nascondono.<br>
 Christiania viene fatta evacuare da tutta la gente che sta nei bar e nelle strade, ma noi siamo salvi &ndash; siamo scampati al rastrellamento iniziale. Si fanno barricate a Nemoland, vicino al chiosco dei felafel, e i bar pi&ugrave; malfamati e fricchettoni vengono perquisiti violentemente. La polizia se ne va dopo un&rsquo;ora anche se continuer&agrave; tutta notte a fare controlli nel<br>
 quartiere di Christianshavn.</p>
<p>Pochi minuti dopo la fine dei casini a Christiania arriva la notizia che auto in fiamme ci sono anche vicino a Ragnhildgade, il centro dove dormono tutti gli attivisti arrivati dall&rsquo;estero. Anche qui, la polizia &egrave; entrata e fa perquisizioni e fermi. Al quartiere di Norrebro, dove un tot dei nostri sono al Media Center per cercare di capire qualcosa e tenere i contatti con tutti, la situazione &egrave; invece tranquilla. Pero molte persone sono ancora detenute nella KlimaPrison e alcuni a quanto pare andranno sotto processo per gli scontri di stanotte. Seguite le notizie anche su <a title="Global Project" href="http://www.globalproject.info/">Global Project</a> e su <a title="Indymedia" href="https://web.archive.org/web/20170515002257/http://www.italy.indymedia.org:80/">Indymedia</a>.</p>
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