<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
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	<description>cospira precario</description><lastbuilddate>Thu, 22 Mar 2012 13:08:54 +0000</lastbuilddate><language>it-IT</language><updateperiod>
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					<comments>/stati-generali-della-precarieta-4-0.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Wed, 14 Mar 2012 18:19:02 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=35243</guid><description><p style="text-align: left;" align="center">C.S.O.A Officina 99 &ndash; via Carlo di Tocco &ndash; Gianturco &ndash; Napoli</p> <p>Mentre a Roma si gioca l&rsquo;enorme partita della riforma del mercato del lavoro che vede tra i grandi esclusi i precar@ la Rete degli Stati Generali della Precariet&agrave; torna a incontrarsi a Napoli per una serrata due giorni di workshop e dibattiti che non possono che avere la precariet&agrave; come tema centrale.</p> <p>Non certo la precariet&agrave; come strano animale da analizzare, o la precariet&agrave; come parola di moda con la quale infarcire astratti ragionamenti o vuote proposte politico-sindacali, bens&igrave; la precariet&agrave; come elemento caratterizzante </p><p><a href="/stati-generali-della-precarieta-4-0.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><a href="http://www.scioperoprecario.org/wp-content/uploads/2012/03/stati-generali-web.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-562" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="stati generali web" src="http://www.scioperoprecario.org/wp-content/uploads/2012/03/stati-generali-web-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300"></a>
<p style="text-align: left;" align="center"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: Calibri;">C.S.O.A Officina 99 &ndash; via Carlo di Tocco &ndash; Gianturco &ndash; Napoli</span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Mentre a Roma si gioca l&rsquo;enorme partita della riforma del mercato del lavoro che vede tra i grandi esclusi i precar@ la </span><strong style="font-family: Calibri;">Rete degli Stati Generali della Precariet&agrave;</strong><span style="font-family: Calibri;"> torna a incontrarsi a Napoli per una serrata due giorni di workshop e dibattiti che non possono che avere la precariet&agrave; come tema centrale.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Non certo </span><em style="font-family: Calibri;">la precariet&agrave;</em><span style="font-family: Calibri;"> come strano animale da analizzare, o la </span><em style="font-family: Calibri;">precariet&agrave;</em><span style="font-family: Calibri;"> come parola di moda con la quale infarcire astratti ragionamenti o vuote proposte politico-sindacali, bens&igrave; </span><em style="font-family: Calibri;">la precariet&agrave;</em><span style="font-family: Calibri;"> come elemento caratterizzante delle vite di milioni di persone a partire da coloro che animano gli Stati Generali della Precariet&agrave; e da chi le lotte le sta facendo portando alla due giorni le loro esperienze,</span><em style="font-family: Calibri;"> la precariet&agrave;</em><span style="font-family: Calibri;"> conosciuta nelle decine e decine di interventi nei luoghi di lavoro precario, </span><em style="font-family: Calibri;">la</em><em style="font-family: Calibri;">precariet&agrave;</em><span style="font-family: Calibri;"> vissuta da coloro che si rivolgono ai Punti San Precario per agire legalmente contro i precarizzatori. </span><span style="font-size: small;">E&rsquo; il Punto di Vista Precario</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Calibri;"><span id="more-35243"></span>Per chi si muove <em>nella precariet&agrave;</em>, come la Rete degli SgP, &egrave; inevitabile respingere al mittente il pacco Fornero-Monti come scritto nella lettera aperta al governo e consegnata al Ministro Fornero dalle donne precarie di Roma.</span> <span style="font-family: Calibri;">Gli SgP non possono che portare il punto di vista precario di chi non &egrave; rappresentato nei tavoli di consultazione, tra una politica che li mortifica e un sindacato che non li conosce. I precar@ non hanno scelto la loro condizione, ma sono il motore dell&rsquo;economia e le prime vittime della sua crisi e gli Stati Generali della Precariet&agrave;, non possono che portare il <span style="text-decoration: underline;">Punto di Vista Precario</span> di chi non &egrave; rappresentato nei tavoli di consultazione, tra una politica che li mortifica e un sindacato che non li conosce. &nbsp;</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Nella due giorni napoletana si continuer&agrave; il percorso nazionale iniziato nell&rsquo;ottobre del 2010 a Milano con tre workshop: Reddito, Punti San Precario, Comunicazione e un&rsquo;assemblea plenaria finale nella giornata di domenica.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;"><strong>Reddito</strong> &ndash; la posizione degli SgP &egrave; chiara: reddito di base incondizionato. Al di sotto di un certo livello di reddito questo deve essere garantito calcolandolo annualmente in base alla soglia di povert&agrave; relativa. Il reddito di base come unico strumento contro il ricatto e per agevolare la libera scelta del lavoro. Salari minimi per legge. </span><a href="http://quaderni.sanprecario.info/media/San_Precario_Quaderno_1.pdf" target="_blank"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">http://quaderni.sanprecario.info/media/San_Precario_Quaderno_1.pdf</span></a></p>
<p><strong style="font-family: Calibri;">Punti San Precario</strong><span style="font-family: Calibri;"> &ndash; un blob di cospirazione precaria che si sta diffondendo in molte citt&agrave; italiane. Pi&ugrave; di uno sportello sindacale, pi&ugrave; di uno sportello legale. Oltre il sindacato. Vere agenzie di conflitto e cospirazione precaria.</span></p>
<p><strong style="font-family: Calibri;">Comunicazione</strong><span style="font-family: Calibri;"> &ndash; strumento di contaminazione indispensabile per far passare i nostri contenuti e condividere azioni, pensieri, sogni, lotte, immaginari.</span></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: Calibri;">Calendario Lavori</span></span></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Sabato 17</span><span style="font-family: Calibri;"> &ndash; ore 11.30 inizio lavori prima dell&rsquo;inizio dei &nbsp;work shop ci sar&agrave; una introduzione alla due gg in plenaria &ndash; 13.30 pranzo &ndash; 15.00 ripresa lavori</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;"><span style="text-decoration: underline;">Domenica 18</span> &ndash; ore 10.30 inizio lavori (plenaria) &ndash; </span><span style="font-family: Calibri;">15.00 chiusura + pranzo</span></p>
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					<comments>/lettera-aperta-al-governo-sul-mercato-del-lavoro.html#comments</comments><creator></creator><pubdate>Fri, 02 Mar 2012 08:24:14 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=35163</guid><description>Caro Mario Monti e Ministri Tutti,  <p>A marzo regalerete la riforma del mercato del lavoro mentre avete rimandato al 2013 il riordino del sistema iniquo e arretrato degli ammortizzatori sociali. Il pacco Monti-Fornero &egrave; un passaggio fondamentale nelle politiche di flessibilizzazione realizzate negli ultimi due decenni. I progetti alla base della riforma provengono tutti e tre dal Partito Democratico &ndash; Ichino, Damiano, Nerozzi alias Boeri &ndash; e sono un esempio di &ldquo;ingegneria normativa&rdquo; che porter&agrave; a 47 il numero di tipologie contrattuali utilizzate nella giungla della precariet&agrave;. Tutto cambia perch&eacute; niente cambi, soprattutto per i precari. </p> <p>Attualmente l&rsquo;indennit&agrave; </p><p><a href="/lettera-aperta-al-governo-sul-mercato-del-lavoro.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><em><a href="/lettera-aperta-al-governo-sul-mercato-del-lavoro.html/governo-monti" rel="attachment wp-att-35164"><img class="alignleft  wp-image-35164" title="governo monti" src="/wp-content/uploads/2012/03/governo-monti-300x212.jpg" alt="" width="189" height="133" srcset="/wp-content/uploads/2012/03/governo-monti-300x212.jpg 300w, /wp-content/uploads/2012/03/governo-monti-150x106.jpg 150w, /wp-content/uploads/2012/03/governo-monti-400x282.jpg 400w, /wp-content/uploads/2012/03/governo-monti.jpg 403w" sizes="(max-width: 189px) 100vw, 189px"></a>Caro</em><br><em>Mario Monti e Ministri Tutti, </em>
<p><em>A marzo regalerete la riforma del mercato del lavoro mentre avete rimandato al 2013 il riordino del sistema iniquo e arretrato degli ammortizzatori sociali.</em><br><em>Il pacco Monti-Fornero&nbsp; &egrave; un passaggio fondamentale nelle politiche di flessibilizzazione realizzate negli ultimi due decenni. I progetti alla base della riforma provengono tutti e tre dal Partito Democratico &ndash; Ichino, Damiano, Nerozzi alias Boeri &ndash; e sono un esempio di &ldquo;ingegneria normativa&rdquo; che porter&agrave; a 47 il numero di tipologie contrattuali utilizzate nella giungla della precariet&agrave;. Tutto cambia perch&eacute; niente cambi, soprattutto per i precari. </em></p>
<p><span id="more-35163"></span><em>Attualmente l&rsquo;indennit&agrave; di disoccupazione copre il 25% dei licenziati, la cassa integrazione &ndash; in particolare quella in deroga &ndash; crea sperequazione, clientelismo e riguarda solo una parte dei lavori. L&rsquo;articolo 18 tutela (per modo di dire) solo il 60% della forza lavoro e sommando finte partite iva e parasubordinazioni la percentuale scende. E&rsquo; la concezione stessa dei diritti e delle tutele ad essere parziale e minoritaria, quindi perdente. Serve invece un&rsquo;idea ampia e convincente per unificare generazioni e lavori. I tavoli di negoziazione tra governo e sindacati non prendono affatto in considerazione la condizione di milioni di precari e precarie che quotidianamente producono ricchezza.</em><br><em>Nelle mani precarie c&rsquo;&egrave; invece la possibilit&agrave; di capovolgere l&rsquo;ordine dei problemi e delle priorit&agrave;: non pi&ugrave; garantiti contro precari, giovani contro meno giovani, nord contro sud, lavoro contro non lavoro, italiani contro migranti. Non gi&agrave; profitti garantiti alle grandi lobby ma accesso al reddito di base incondizionato, ai servizi fondamentali e ai beni comuni. </em><br><img title="Continua..." src="http://www.scioperoprecario.org/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt=""><em>Gli&nbsp; Stati Generali della Precariet&agrave; vogliono rovesciare il triste destino di questo marzo per trasformarlo nel mese dell&rsquo;attivazione e della cospirazione precaria. Dal Primo Marzo giorno dello sciopero migrante fino al 10 marzo gli Stati Generali della Precariet&agrave; apriranno in diverse citt&agrave; spazi di connessione, presa di parola e attivazione tra chi non si rassegna alla vita precaria, ma invece rivendica reddito di base incondizionato contro il ricatto della precariet&agrave;. </em></p>
<p><em>Nelle ultime settimane il Vostro governo ha portato avanti un&rsquo;incredibile offensiva mediatica a colpi di insulti e mortificanti luoghi comuni (sfigato se sei precario monotono se hai il posto fisso) per giustificare una riforma che, come gi&agrave; avvenuto per quella previdenziale, asseconda le direttive dell&rsquo;ortodossia monetarista di un&rsquo; Unione Europea che ha tradito chi la sognava come modello di coesione e solidariet&agrave; sociale, di diritti e libert&agrave;. E&rsquo; l&rsquo;ennesima riforma che non parte dalle esigenze di chi nel mercato del lavoro si muove o di chi ne rimane fuori, tanto &egrave; vero che sulla mancanza di fondi per i cosiddetti ammortizzatori sociali Voi, e ancor di pi&ugrave; i sindacati, avete messo una pietra tombale. Gli Stati Generali della Precariet&agrave;, non possono che portare il punto di vista precario di chi non &egrave; rappresentato nei tavoli di consultazione, tra una politica che li mortifica e un sindacato che non li conosce. Precari e precarie non hanno scelto la loro condizione, ma sono il motore dell&rsquo;economia e le prime vittime della sua crisi.</em></p>
<p><em>Garantire un reddito di base incondizionato, in grado di sostituire gli attuali distorti ammortizzatori sociali, non necessita di cifre iperboliche ma &egrave; del tutto possibile, come si dimostra nel n. 1 dei Quaderni di San Precario <a title="quaderni San Precario1" href="http://quaderni.sanprecario.info/media/San_Precario_Quaderno_1.pdf" target="_blank">http://quaderni.sanprecario.info/media/San_Precario_Quaderno_1.pdf</a>. Un reddito di base incondizionato che venisse finanziato dalla fiscalit&agrave; generale &ndash; ovvero dalla tassazione delle ricchezze &ndash; permetterebbe di diminuire quella parte del costo del lavoro rappresentata dai contributi sociali migliorando le retribuzioni (tra le pi&ugrave; basse d&rsquo;Europa), le opportunit&agrave; e l&rsquo;accesso al lavoro stesso liberando la precariet&agrave; dal ricatto come nessuna delle proposte sul tavolo governo-parti sociali. Il problema non &egrave; di sostenibilit&agrave; economica bens&igrave; di volont&agrave; politica. Prendere le risorse necessarie dalla fiscalit&agrave; generale rimette al centro la questione delle scelte politiche. Pochi esempi: dall&rsquo;introduzione di una tassa patrimoniale sui patrimoni superiori ai 500.000 euro e dalla tassazione delle rendite finanziarie si possono stimare incassi pari a 10,5 miliardi di Euro, il giusto ripristino della progressivit&agrave; delle imposte in un paese dove la forbice tra ricchi e poveri si va allargando a dismisura porterebbe a reperire ulteriori 1,2 miliardi. Una razionalizzazione della spesa pubblica, solo nel campo della spesa militare (vedi i 15 miliardi per gli F35) e delle grandi opere del trasporto (vedi la Torino-Lione), potrebbe consentire un risparmio di quasi 6 miliardi. </em></p>
<p><em>E per finire lanciamo un marzo di cospirazione precaria a cominciare dal Primo marzo all&rsquo;insegna dello sciopero migrante, perch&eacute; i migranti molti ormai di seconda generazione sono quasi un decimo della popolazione italiana e rappresentano una percentuale ancora maggiore della popolazione attiva. La loro condizione di cittadini a tempo determinato sotto ricatto perenne per il permesso di soggiorno, oltre che essere umanamente bestiale e indegna, si ripercuote su tutto l&rsquo;insieme dei lavoratori creando un dumping salariale pazzesco. Bisogna abolire la Bossi-Fini, che di fatto &egrave; una legge sul lavoro; la Turco-Napolitano e il reato di clandestinit&agrave;. E&rsquo; tempo di garantire ai migranti cittadinanza e pieni diritti. Per continuare dal 2 al 10&nbsp; con la settimana di attivazione contro la giungla della precariet&agrave; per il reddito di base incondizionato. </em></p>
<p><em>Si arriva poi al 17 e 18 a Napoli per nostro quarto appuntamento degli Stati Generali della Precariet&agrave;. Spazio di connessione e cooperazione tra reti che intervengono nella precariet&agrave;, nei luoghi di lavoro, nei territori, nei dibattiti, nelle assemblee, al di l&agrave; di sindacati e partiti e sviluppando proprio per questo un forte punto di vista precario che non nasce dall&rsquo;analisi della condizione precaria, ma dall&rsquo;azione e dal protagonismo dentro il meccanismo della precarizzazione e che porter&agrave;, tra le altre, alla costruzione dello sciopero precario.</em></p>
<p><em>La ricchezza che il mondo precario esprime &egrave; un tesoro da difendere dalle grinfie di un futuro di fallimento e da un immediato presente di austerity, da un lavoro sempre pi&ugrave; squalificato, sottopagato, demansionato e inaccessibile. Il miglior antidoto alla tecno-burocrazia del Vostro governo senza cuore e senza anima sono le intelligenze indipendenti che si liberano nella cospirazione precaria. </em></p>
<p><em>Voi potete continuare a far finta che non esistiamo e Vi assumerete questa responsabilit&agrave;. Gli Stati Generali della Precariet&agrave; si assumono quella di riprendersi il futuro.</em></p>
<p><em>Cordialmente</em></p>
<p>Stati Generali della Precariet&agrave;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="/lettera-aperta-al-governo-sul-mercato-del-lavoro.html/loghinoredditodibaseinondizionatoa" rel="attachment wp-att-35165"><img class="wp-image-35165" title="loghinoRedditodiBaseInondizionatoA" src="/wp-content/uploads/2012/03/loghinoRedditodiBaseInondizionatoA.png" alt="" width="99" height="99" srcset="/wp-content/uploads/2012/03/loghinoRedditodiBaseInondizionatoA.png 288w, /wp-content/uploads/2012/03/loghinoRedditodiBaseInondizionatoA-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 99px) 100vw, 99px"></a></p>
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					<comments>/oltre-il-15-ottobre-per-riprendere-il-cammino.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Thu, 27 Oct 2011 09:05:56 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=34491</guid><description> [See image gallery at www.precaria.org] In un panorama stantio come quello italiano non stupisce che il manifestarsi, a volte confuso, di nuove istanze e di nuovi attori sociali generi il panico nelle organizzazioni tradizionali e la confusione nei movimenti legati a forme tradizionali di conflitto. Non a caso questa data nasce fuori dall&rsquo;Italia, dalle acampadas spagnole figlie della crisi mondiale che sta mostrando tutta la fragilit&agrave; del vecchio continente e l&rsquo;inconsistenza dei singoli governi. &ldquo;que se vayan todos!&rdquo; gridano da Madrid a New York. <p>A qualche giorno di distanza dall&rsquo;emotivit&agrave; causata da quello che &egrave; accaduto in piazza, vorremmo </p><p><a href="/oltre-il-15-ottobre-per-riprendere-il-cammino.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><span style="color: #000000;"> [<a href="/oltre-il-15-ottobre-per-riprendere-il-cammino.html">See image gallery at www.precaria.org</a>] &nbsp;In un panorama stantio come quello italiano non stupisce che il manifestarsi, a volte confuso, di nuove istanze e di nuovi attori sociali generi il panico nelle organizzazioni tradizionali e la confusione nei movimenti legati a forme tradizionali di conflitto. Non a caso questa data nasce fuori dall&rsquo;Italia, dalle acampadas spagnole </span>figlie della crisi mondiale che sta mostrando tutta la fragilit&agrave; del vecchio continente e l&rsquo;inconsistenza dei singoli governi. &ldquo;que se vayan todos!&rdquo; gridano da Madrid a New York.
<p><span id="more-34491"></span>A qualche giorno di distanza dall&rsquo;emotivit&agrave; causata da quello che &egrave; <span style="color: #000000;">accaduto in piazza, vorremmo cominciare un ragionamento a mente pi&ugrave; serena. Il 15 ottobre italiano ha visto la partecipazione pi&ugrave; alta a livello europeo, molto superiore alle aspettative di chi aveva investito per la sua riuscita. Questo &egrave; dovuto anche alla natura transnazionale che l&rsquo;ha attraversata, a partire dagli incontri europei, e non solo, che l&rsquo;hanno anticipata, dall&rsquo;HubMeeting di Barcellona del 14-16 settembre all&rsquo;incontro di Tunisi sulle lotte mediterranee di inizio ottobre.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nonostante il provincialismo e il politicismo italici, presenti anche in molte componenti del movimento, il 15 O segna la fine di ogni velleit&agrave; e apre una prospettiva quanto meno europea. A Roma tutti si sono buttati a testa bassa tentando di arraffare l&rsquo;arraffabile, come ai saldi del supermercato. Alcuni cercavano visibilit&agrave;, altri voti, altri ancora un momento di gloria. E tutti sono rimasti a mani vuote, perch&eacute; le persone </span>giunte nella capitale da ogni parte d&rsquo;Italia non erano in vendita, non erano alla ricerca di nuovi riferimenti, n&eacute; tanto meno inseguivano vecchie fascinazioni romantiche. Il 15 ottobre era roba loro, <span style="color: #000000;">e di fronte al tentativo di sottrarglielo hanno reagito con rabbia verso </span>tutto ci&ograve; che per loro rappresenta chi <span style="color: #000000;">gli impedisce di fare, di essere. Espressione di questa rabbia cieca sono le auto bruciate in mezzo al corteo, espressione di questa rabbia sterile &egrave; il pietoso spettacolo delle delazioni contro i violenti, entrambe riedizioni gi&agrave; vecchie dell&rsquo;eterna guerra tra poveri. Entrambi dati </span>politici su cui ragionare e di cui tener conto.</p>
<p><span style="color: #000000;">Ma la manifestazione del 15 O ha anche visto la presenza di una nuova composizione sociale del lavoro, che vive nella maggioranza dei casi una condizione precaria diventata oramai generalizzata ed esistenziale, difficile da rappresentare nei termini classici della politica. Operai delle fabbriche in crisi, migranti, studenti, precari della distribuzione, dei call center e del terziario immateriale, hanno trovato l&rsquo;elemento catalizzatore nelle parole d&rsquo;ordine del diritto al reddito (incondizionato), dell&rsquo;insolvenza (noi il debito non lo paghiamo), di un nuovo welfare (il welfare del comune), di nuovi spazi di democrazia e di cittadinanza anche per coloro che oggi ne sono esclusi (i migranti), della ribellione contro una politica rinchiusa nei palazzi del privilegio. Questo va ben oltre le contingenze della politica italiana. Questo ci dicono le generazioni precarie.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Lo spettacolo ignobile e indecoroso della delazione, della gogna mediatica, della ricerca di una &ldquo;regia&rdquo; dei disordini che abbiamo visto in questi giorni ci disgusta e ci spaventa. Rigettiamo anche la &ldquo;strana alleanza&rdquo; tra Di Pietro e Maroni nel chiedere insieme un ulteriore giro di vite liberticida sul versante della repressione. Siamo coscienti che, seppur in modo contraddittorio, un&rsquo;eccedenza si &egrave; manifestata a Roma il 15 O. Ci opponiamo a qualsiasi tentativo di criminalizzazione. Non ci sono buoni e cattivi, ci sono solo indignati e incazzati e per questo chiediamo la liberazione dei capri espiatori caduti nelle maglie della repressione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Chi voleva un corteo di mera testimonianza &egrave; rimasto deluso. Al contempo, l&rsquo;irrappresentabilit&agrave; della nuova composizione sociale del precariato metropolitano non &egrave; di per se stessa una soluzione: nella giornata del 15 O si &egrave; espressa una rabbia legittima, ma in forme contraddittorie e incontrollabili. &Egrave; vero, oggi siamo in presenza di un esproprio rispetto al quale la violenza di piazza &egrave; ben poca cosa: l&rsquo;esproprio della vita e dei diritti che le nuove generazioni, i precari, i migranti sperimentano ogni giorno sulla loro pelle. &Egrave; da loro che bisogna partire per la costruzione di un conflitto vero, che non si limiti all&rsquo;autorappresentazione in piazza e che possa sperare di essere efficace. Ma la rivolta &ldquo;senza futuro&rdquo; &egrave; un orizzonte troppo stretto per l&rsquo;eccedenza che si &egrave; manifestata il 15 O, che un futuro lo vuole e se lo prender&agrave;.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In negativo il 15 ottobre ci ha detto che il movimento italiano, balzato improvvisamente indietro di 10 anni, &egrave; incapace di dare una forma efficace alla rabbia che monta. Tutti si sono preoccupati di difendere la propria opzione politica predeterminata: per la propria struttura, per l&rsquo;area politica, per l&rsquo;estetica della rivolta, o addirittura per qualche poltroncina. In questo contesto, molti precari e migranti non hanno potuto prendere veramente parola.</span></p>
<p>Per noi &egrave; sterile tornare a fare movimento per il movimento. Crediamo <span style="color: #000000;">che la precariet&agrave; sia la chiave di lettura del 15 ottobre e il </span><span style="color: #000000;"><em>punto di vista </em></span><em>precario</em> il <span style="color: #000000;">punto su cui appoggiare la leva per continuare a lavorare nei prossimi mesi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Vogliamo continuare a cospirare con i precari e le precarie per uscire dal ricatto che viviamo nei luoghi di lavoro. Vogliamo portare il conflitto l&agrave; dove il capitale fa i profitti: sul terreno della produzione.</span></p>
<p>Vogliamo farlo con strumenti nuovi e inclusivi, che permettano ai precari di cominciare, finalmente, a essere protagonisti del cambiamento.</p>
<p>Vogliamo continuare a tessere nuove connessioni precarie. questa &egrave; stata per noi la scommessa degli <em>Stati Generali della Precariet&agrave;</em> e dei <em>Torpedoni Precari</em> con cui siamo scesi in tanti a Roma il 15 O. Da qui ripartiamo per dare forma allo <em>sciopero precario</em>, per dimostrare che siamo <span style="color: #000000;">noi a creare la ricchezza di questo paese e che se smettessimo di farlo, tutto si fermerebbe.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per questo vorremmo ritrovarci nelle prossime settimane con tutti quei </span>soggetti (nella metropoli milanese e sul piano nazionale) che <span style="color: #000000;">nell&rsquo;ultimo anno hanno dato vita con noi agli </span><span style="color: #000000;"><em>Stati Generali della Precariet&agrave;</em></span><span style="color: #000000;"> e che vogliono continuare a costruire questo percorso.</span><br><strong><em>Rete San Precario &ndash; Milano</em></strong></p>
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					<comments>/15-ottobre-giornata-globale-contro-l%e2%80%99austerity-dal-diritto-all%e2%80%99insolvenza-allo-sciopero-precario.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Mon, 26 Sep 2011 17:05:11 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=34397</guid><description>Il 15 ottobre &egrave; stata lanciata una giornata, a carattere europeo, di mobilitazione contro l&rsquo;austerity e le politiche neoliberiste, assunte come strategiche dalla Commissione europea e dalla BCE e peraltro responsabili dell&rsquo;ultimo pesante ciclo di crisi globale e finanziaria che le banche e le grandi lobby hanno scatenato contro la cittadinanza tutta. Dal 15 al 18 Settembre abbiamo attraversato l&rsquo;hub meeting di Barcellona con le reti e le soggettivit&agrave; che in questa fase storica hanno scelto di riconoscersi in uno spazio politico comune, costituitosi un po&rsquo; ovunque fra le rivolte che hanno segnato una vasta parte dell&rsquo;area mediterranea <p><a href="/15-ottobre-giornata-globale-contro-l%e2%80%99austerity-dal-diritto-all%e2%80%99insolvenza-allo-sciopero-precario.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded><iframe title="15 ottobre: verso lo sciopero precario." src="https://player.vimeo.com/video/30404181?dnt=1&amp;app_id=122963" width="640" height="480" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen" allowfullscreen></iframe>Il 15 ottobre &egrave; stata lanciata una giornata, a carattere europeo, di mobilitazione contro l&rsquo;austerity e le politiche neoliberiste, assunte come strategiche dalla Commissione europea e dalla BCE e peraltro responsabili dell&rsquo;ultimo pesante ciclo di crisi globale e finanziaria che le banche e le grandi lobby hanno scatenato contro la cittadinanza tutta.<br><span id="more-34397"></span><br>
Dal 15 al 18 Settembre abbiamo attraversato l&rsquo;hub meeting di Barcellona con le reti e le soggettivit&agrave; che in questa fase storica hanno scelto di riconoscersi in uno spazio politico comune, costituitosi un po&rsquo; ovunque fra le rivolte che hanno segnato una vasta parte dell&rsquo;area mediterranea ed europea, arrivando a scalfire anche la nostra Italietta &ndash; dalla fiammata dello scorso autunno studentesco, culminata nei tumulti del 14 dicembre, fino alla pi&ugrave; solida resistenza Notav, radicata e sedimentata sul territorio dentro uno scontro politico condotto con grande intelligenza e radicalit&agrave;.
<p>Procedendo sul nuovo terreno di un vero protagonismo sociale contro le politiche di austerity, per il prossimo 15 ottobre vorremmo indicare un<br>
percorso, uno spazio di relazione e di movimento, un&rsquo;area di corteo ampia che determini una rottura del quadro di compatibilit&agrave; e di pacificazione sociale imposto dalla governance, anche oltre il governo Berlusconi: per la conquista di un piano costituente che rivendichi con orgoglio l&rsquo;autonomia e l&rsquo;indipendenza delle forme di vita comuni, nel lavoro e con il reddito oltre il lavoro, nelle scelte sociali e sessuali, che praticano la liberazione da un intero sistema di potere politico ed economico in crisi.</p>
<p>Vogliamo costruire questo percorso verso e oltre il 15 per affermare in quella giornata &ndash; e nelle giornate precedenti &ndash;, nelle pratiche e nella<br>
comunicazione, il punto di vista precario.<br>
Il lavoro non &egrave; un bene comune perch&eacute; azzerando i nostri diritti e negandoci ogni libert&agrave; di scelta lo hanno reso maledetto. Per questo &egrave; necessario conquistare un reddito di base incondizionato, non pagare il debito, riappropriarsi dei beni comuni e dei saperi, affermando la dimensione transnazionale di questa lotta, a partire dalle lotte dei migranti per la rottura del legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno.</p>
<p>Siamo sempre pi&ugrave; consapevoli che la reale alternativa alla crisi vive nei processi di indipendenza e cooperazione che sapremo creare nelle lotte.<br>
&ldquo;Non ci rappresenta nessuno&rdquo; &egrave; il&nbsp; motivo centrale della nuova sinfonia corale composta dalla sintesi dei ragionamenti, delle strategie e delle<br>
pratiche condivise fra tanta umanit&agrave; riunitasi a Barcellona, come anche il 24 e 25 settembre a Bologna.</p>
<p>Lo spazio costituente che si vuole definire oggi&nbsp; &egrave; quello che guarda, in una prospettiva di medio-lungo termine, alla costruzione, all&rsquo;affinamento e alla diffusione delle lotte contro la precariet&agrave; imposta dall&rsquo;attuale modello di governo del capitale a scapito delle nostre vite.</p>
<p>Una tappa fondamentale di questo percorso &egrave; la costruzione della giornata del 15 ottobre.<br>
Ecco perch&eacute; proponiamo di caratterizzare quella giornata e la nostra presenza alle mobilitazioni costruendo uno spazio sociale e di movimento che reclami il diritto all&rsquo;insolvenza, al reddito e alla libert&agrave; di movimento per tutti i soggetti che stanno pagando la crisi.</p>
<p>Partendo da questi contenuti, il 15 ottobre faremo valere il protagonismo dei precari e delle precarie e rilanceremo la scommessa dello sciopero<br>
precario.<br>
A dicembre sperimenteremo esperienze di sciopero dentro e contro la precariet&agrave;, un processo che metta in campo una comunicazione e una<br>
cooperazione tra le precarie e i precari a partire dalla crisi della rappresentanza politica e sindacale, uno sciopero che arrivi a colpire laddove fa pi&ugrave; male: dove si fanno i profitti, dove si produce e riproduce il capitale.</p>
<p>Per il 15 ottobre vogliamo costruire uno spazio di attraversamento per tutte le generazioni precarie che trasformi l&rsquo;indignazione in conflitto e che<br>
porti verso lo sciopero precario; vogliamo dare vita a una rete che realizzi iniziative comuni di avvicinamento dal 7 al 14 ottobre come promosso<br>
dall&rsquo;Hub-meeting&nbsp; di Barcellona, nella settimana di mobilitazione europea contro l&rsquo;austerity.<br>
Questa messa in rete &egrave; la modalit&agrave; che scegliamo per l&rsquo;interconnessione delle nostre esperienze: capace di includere i singoli come i collettivi, di<br>
intrecciarsi con altre reti e percorsi, di ridurre le distanze e la frammentazione, di far viaggiare i contenuti e le pratiche riproducibili dentro e fuori i confini dello stato-nazione, dentro e oltre la giornata del 15 ottobre.</p>
<p>*Stati generali della precariet&agrave;*<br>
www.scioperoprecario.org</p>
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					<comments>/i-precari-di-tutta-italia-a-bologna-per-preparare-il-loro-primo-sciopero-generale.html#respond</comments><creator></creator><pubdate>Mon, 26 Sep 2011 13:34:20 +0000</pubdate><category></category><category></category><category></category><guid ispermalink="false">/?p=34392</guid><description>da Il Fatto Quotidiano / Emilia Romagna &ndash; 25 settembre 2011 <p>Hanno organizzato gli stati generali er parlare delle esperienze e di come muoversi, anche dal punto di vista legale. &ldquo;Siamo qui per far sentire la nostra voce. Anche a rischio di perdere il lavoro&rdquo; Una riunione che doveva essere informale, ma che alla fine si &egrave; trasformata in un&rsquo;assemblea aperta: cos&igrave; si &egrave; aperta la due giorni degli Stati Generali, per organizzare il primo sciopero precario, previsto per il 15 ottobre prossimo. Al Vag61, in via Paolo Fabbri, a Bologna, ragazzi provenienti un po&rsquo; da tutta Italia si sono </p><p><a href="/i-precari-di-tutta-italia-a-bologna-per-preparare-il-loro-primo-sciopero-generale.html">Prosegui la lettura</a></p>
]]&gt;</description><encoded>da Il Fatto Quotidiano / Emilia Romagna &ndash; 25 settembre 2011
<p>Hanno organizzato gli stati generali er parlare delle esperienze e di come muoversi, anche dal punto di vista legale. &ldquo;Siamo qui per far sentire la nostra voce. Anche a rischio di perdere il lavoro&rdquo;<br>
Una riunione che doveva essere informale, ma che alla fine si &egrave; trasformata in un&rsquo;assemblea aperta: cos&igrave; si &egrave; aperta la due giorni degli Stati Generali, per organizzare il primo sciopero precario, previsto per il 15 ottobre prossimo.&nbsp; Al Vag61, in via Paolo Fabbri, a Bologna, ragazzi provenienti un po&rsquo; da tutta Italia si sono trovati per discutere di precariato, per raccontarsi le proprie esperienze, come sportelli san precario, risorsa per chi un contratto stabile e sicuro non ce l&rsquo;ha.</p>
<p>Prima dieci, poi una cinquantina di persone si sono sedute in cerchio, come alle assemblee d&rsquo;istituto&nbsp; in una scuola, e hanno parlato a turno di ci&ograve; che accade nella loro citt&agrave; e di come cambiare le cose a poco a poco in tutto il Paese. Perch&eacute; essere precari non &egrave; solo una condizione lavorativa, ma &egrave; anche uno stato esistenziale spesso rifiutato, che coinvolge tutte le fasce d&rsquo;et&agrave; e che tende a isolare gli individui, allontanandoli dalla rete sociale.</p>
<p>Un pomeriggio di workshop e di riflessione in preparazione alla giornata di oggi, la Costituente vera e propria, istituita per organizzare il grande sciopero in tutta Italia.</p>
<p>Molti i temi gi&agrave; discussi. Primo fra tutti la necessit&agrave; di stabilire una rete solida nel territorio italiano, di creare una sintonia che si traduca in una maggiore efficienza delle iniziative portate avanti. Poi si &egrave; parlato di battaglie, di sconfitte e di vittorie, di come la voglia di giustizia di chi &egrave; sfruttato si possa trasformare in partecipazione e conflitto, di come, per cambiare le cose, sia necessario denunciare e informare. &ldquo;Perch&eacute; l&rsquo;ignoranza &egrave; sempre un&rsquo;arma che si rivolge contro chi la impugna&rdquo;.</p>
<p>Il progetto degli Stati Generali &egrave; nato nell&rsquo;ottobre del 2010 e in questi mesi ha subito un&rsquo;espansione vertiginosa, portando alla nascita di Punti san precario in sempre pi&ugrave; citt&agrave; e regioni.</p>
<p>Milano, Roma, Bologna, Genova, Perugia, Caserta, Livorno, Bari. Sono solo alcune delle citt&agrave; rappresentate, solo alcuni dei luoghi dove la rete contro il precariato si &egrave; stabilita, fornendo un supporto a tutti coloro che questa condizione la subiscono.</p>
<p>Un supporto legale, pro bono, ma anche politico, una consulenza atta a spiegare al lavoratore quali siano le sue possibilit&agrave; di rivalsa, quali siano i suoi diritti.</p>
<p>&ldquo;Spesso&rdquo; racconta Massimo Laratro, avvocato del punto san precario di Milano, &ldquo;i giovani sono cos&igrave; abituati all&rsquo;idea di essere precari, e del lavoro precario in generale, che quando vengono espulsi da una realt&agrave;, da un circuito lavorativo, pensano sia normale. Noi spieghiamo loro come muoversi&rdquo;.</p>
<p>E la popolazione ha risposto a questa iniziativa con grande entusiasmo. Perch&eacute; la zona grigia che &egrave; il precariato esclude spesso da quelle forme di tutela e di supporto che esistono oggi, e a volte c&rsquo;&egrave; un vuoto da riempire che non &egrave; solo legale, ma anche politico e sindacale.</p>
<p>&ldquo;Solo nel 2011, da gennaio a oggi&rdquo;, racconta l&rsquo;avvocato Laratro, &ldquo;abbiamo seguito pi&ugrave; di 150 vertenze legali. Ma il lato giuridico &egrave; un aspetto marginale di ci&ograve; che facciamo. Oggi bisogna dare coraggio ai lavoratori, per uscire dall&rsquo;isolamento che questa condizione crea. Noi forniamo gli strumenti affinch&eacute; le persone si organizzino nella loro realt&agrave; professionale, ma alla fine sono loro gli attori&rdquo;.</p>
<p>Ci&ograve; che san precario vuole, ci&ograve; per cui lotta e scender&agrave; in piazza il 15 ottobre, non &egrave; solo la mobilitazione dei precari, ma l&rsquo;elezione del precariato come tema dominante dello sciopero. Il precariato inteso come male a cui serve una cura, una terapia fatta di un welfare pi&ugrave; vicino agli standard europei, del diritto all&rsquo;insolvibilit&agrave; in tempo di crisi, di una politica che non sia di austerity, ma di crescita e di una moneta come bene comune, e non riservata alle oligarchie economiche.</p>
<p>&ldquo;Noi non chiediamo molto&rdquo;, continua Laratro, &ldquo;ma senza maggiori risorse i precari continueranno a essere ricattati, e sotto ricatto non potranno rivendicare i loro diritti&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;Assemblea Costituente di oggi, a Bologna, sar&agrave; aperta a tutti, sindacati, movimenti, associazioni, cittadini. A tutti coloro che vorranno partecipare all&rsquo;organizzazione dello sciopero precario, che vorranno &ldquo;promuovere un&rsquo;ideologia basata sul cambiamento, su una trasformazione che deve avvenire sia dentro sia fuori dalla sfera del lavoro&rdquo;. Perch&eacute;, ricordano i ragazzi seduti in riunione, &ldquo;anche se &egrave; difficile per un precario scioperare e far pesare la propria assenza, pur rischiando di perdere il posto, se ci si organizza a rete, se tutti i precari incrociano le braccia, forse qualcosa pu&ograve; cambiare&rdquo;.</p>
<p>di Annalisa Dall&rsquo;Oca</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/25/i-precari-di-tutta-italia-a-bologna-per-preparare-il-loro-primo-sciopero-generale/159847/">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/25/i-precari-di-tutta-italia-a-bologna-per-preparare-il-loro-primo-sciopero-generale/159847/</a></p>
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