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Operatori del Sociale verso il 6° incontro nazionale. 23-24 Maggio ad Ancona

cosa-fai-di-belloCome preannunciato si svolgerà ad Ancona il 6° Incontro Nazionale degli Operatori Sociali presso la Casa delle Culture Ancona in via vallemiano, 46.
La “Rete Diritti Operatori/trici Sociali” di Ancona sta lavorando da mesi per l’organizzazione e a poche settimane dall’inizio dei lavori è già tutto pronto.

Leggendo il programma  si nota sin da subito una novità. La Rete Nazionale Op.Soc. ha predisposto un ampio spazio di tempo per incontrare e incontrarsi con i lavoratori del territorio anconetano e delle altre città che prenderanno parte all’assemblea per la prima volta . “Nei precedenti incontri ci siamo trovati ad avere poco tempo per i ragionamenti attorno alla piattaforma e al suo utilizzo, cosa che sentiamo ormai urgente e necessario. Questo succedeva perchè l’incontro nazionale veniva usato dalla realtà ospitante come possibilità di mettere in contatto i lavoratori del territorio con la rete nazionale cosa che, come ovvio, necessitava di molto tempo per l’ascolto delle diverse situazioni lavorative e di lotta ” racconta Cinzia degli EducatoriSenzaDiritti di Monza. ”Abbiamo pensato collettivamente di valorizzare questo momento perchè possa diventare una risorsa e un punto di forza della rete stessa invece che un impedimento. Sappiamo bene infatti quanto sia importante che i lavoratori abbiamo occasioni di incontro e di scambio di saperi. Nella giornata di sabato ci saranno due spazi per fare ciò. Uno alla mattina e l’altro alle 18 con la preziosa presentazione del libro “La Rivolta del Riso. Le frontiere del lavoro nelle imprese sociali tra pratiche di controllo e conflitti biopolitici” grazie alla presenza dei colleghi della rete OperatoriSociali Milano che insieme a molti altri hanno curato la stesura del testo”. Prosegui la lettura »

Rete Nazionale Operatori Sociali: si riparte da Ancona e da Rimini!

reteanconaBreve aggiornamento su un’identità in via di definizione e nuovi compagni di ventura

Dopo l’incontro di Venezia del 25 Ottobre 2014, che aveva sancito l’inizio di un nuovo anno di attività della Rete Nazionale degli Operatori Sociali, i lavori non si sono mai fermati nelle tante realtà locali di cui è animata la rete.
Torino, Napoli, Milano, Monza, Bologna, Venezia, Genova hanno continuato in questi mesi a dar vita ad una serie di iniziative tra cui una campagna per il riconoscimento della professionalità dell’educatore senza titolo a Bologna e a Milano la pubblicazione del libro “La Rivolta del Riso”. Le frontiere del lavoro nelle imprese sociali tra pratiche di controllo e conflitti biopolitici. (Sensibili alle foglie).
Ma il 28 febbraio 2015 c’è stato un inatteso e frizzante appuntamento ad Ancona: la sala Anpi di via Palestro era gremita di lavoratori e lavoratrici. Un grande risultato per la prima assemblea pubblica della neonata “Rete Diritti Operatori/trici Sociali” di Ancona che, insieme agli “Educattivi” di Rimini, sono entrati con entusiasmo nella Rete Nazionale. In questa occasione i diversi interventi hanno ribadito con forza la necessità di uscire dalla solitudine e la ricerca di un’identità collettiva che sia in grado di tornare a riaffermare e difendere i propri diritti. Alcune proposte concrete sono state messe sul piatto: una campagna per il riconoscimento della professionalità che vada oltre il titolo di studio, la creazione di un “manualetto di autodifesa”, una battaglia per il riconoscimento del lavoro estivo, l’unificazione dei diversi contratti che regolano il mondo del sociale, la diffusione della Piattaforma Nazionale della Rete…

Insomma un incontro molto positivo che rilancia il percorso su scala nazionale e che si arricchisce di nuovi compagni di strada. Avanti tutta!

Link alla petizione regionale dell’Emilia
Link alla Piattaforma Nazionale

Ancona – Report dell’assemblea operatori/trici Sociali

 

Job act: dal lavoro precario al lavoro gratuito

tutelecrescenti1. Ha ragione Renzi quando afferma che con l’approvazione definitiva del Job Act l’Italia volta pagina. L’Italia cambia, e sicuramente in peggio.

2. Il Job Act segna la definitiva chiusura del processo di precarizzazione del mercato del lavoro in Italia. Nel momento stesso in cui la precarietà diventa condizione istituzionalizzata di lavoro e di vita e quindi fattispecie “tipica” dei rapporti di lavoro, essa smette di rappresentare un problema. Non essendo più eccezione ma norma si dà per risolta ogni contraddizione a essa correlata.

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No al lavoro volontario all’Expo!

No al lavoro volontario all’Expo!

Mi chiamo Sergio. E’ un appello quello che vi sto per leggere. L’ho scritto io. E’ rivolto ai cittadini milanesi, a tutti gli italiani ma soprattutto ai giovani. Parla del lavoro gratuito per l’Expo di Milano. Un vero schifo, una vergogna, in un Paese con più del 40% di disoccupazione giovanile e con almeno 4 milioni di precari che vivono in mezzo a mille difficoltà.
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Per una metamorfosi della rappresentanza e del conflitto sociale

sabotagedi A. Fumagalli dal blog di Effimera

Le trasformazioni della composizione tecnica e politica del lavoro, verso una composizione sociale in cui l’uno si è fatto in due, impongono un ripensamento nelle forme della rappresentanza e del conflitto. A proposito di un dibattito in corso per pensare un nuovo sindacalismo.

 

La precarietà istituzionalizzata

Le recenti lotte nel settore della logistica hanno dimostrato l’esistenza di una tensione conflittuale mai doma, ma, al momento attuale, per limiti oggettivi e per la particolarità della situazione e della composizione tecno-sociale del lavoro, non sono (ancora?) in grado di farsi forza trainante. Nel corso dell’ultimo anno si è anche sviluppato un poderoso movimento per la casa e gli sgomberi recenti lo rendono ancor più attuale, visto che si tratta di una necessità di vita.

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