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No al lavoro volontario all’Expo!

No al lavoro volontario all’Expo!

Mi chiamo Sergio. E’ un appello quello che vi sto per leggere. L’ho scritto io. E’ rivolto ai cittadini milanesi, a tutti gli italiani ma soprattutto ai giovani. Parla del lavoro gratuito per l’Expo di Milano. Un vero schifo, una vergogna, in un Paese con più del 40% di disoccupazione giovanile e con almeno 4 milioni di precari che vivono in mezzo a mille difficoltà.
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Per una metamorfosi della rappresentanza e del conflitto sociale

sabotagedi A. Fumagalli dal blog di Effimera

Le trasformazioni della composizione tecnica e politica del lavoro, verso una composizione sociale in cui l’uno si è fatto in due, impongono un ripensamento nelle forme della rappresentanza e del conflitto. A proposito di un dibattito in corso per pensare un nuovo sindacalismo.

 

La precarietà istituzionalizzata

Le recenti lotte nel settore della logistica hanno dimostrato l’esistenza di una tensione conflittuale mai doma, ma, al momento attuale, per limiti oggettivi e per la particolarità della situazione e della composizione tecno-sociale del lavoro, non sono (ancora?) in grado di farsi forza trainante. Nel corso dell’ultimo anno si è anche sviluppato un poderoso movimento per la casa e gli sgomberi recenti lo rendono ancor più attuale, visto che si tratta di una necessità di vita.

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I veri obiettivi della politica sul lavoro di Renzi

jobs act precarietàthx Quaderni di San Precario – di Andrea Fumagalli

Non passa giorno che il nuovo governo Renzi, forte del 40% ottenuto alle elezioni europee, non emani una declamatoria in nome della semplificazione e delle riforme (Costituzione, Giustizia, Tasse, Legge elettorale, ecc.). Finora alle parole non sono seguiti i fatti. Con un’eccezione significativa: il mercato del lavoro. In questo campo, l’attivismo del governo – bisogna riconoscerlo – è stato particolarmente vivace e la trasformazione del decreto Poletti in legge, come prima parte del Jobs Act, ne è la testimonianza. E’ quindi necessario analizzare dove questo attivismo vada a parare. E il quadro che si prospetta non promette nulla di buono per i precarie e le precarie (siano essi/e occupati/e in modo stabile, in modo atipico o disoccupati/e). Nulla di nuovo sotto il sole, anzi d’antico….

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Cresce a Milano la protesta contro Expo 2015

operatrici socialiL’attacco questa volta non viene dalla Magistratura e nemmeno dai Comitati contro le Vie d’acqua, ma dai lavoratori del Comune, l’ente coinvolto più di ogni altro in Expo spa.

Critiche clamorose, se si consideri il ruolo di preminenza di palazzo Marino in Expo spa, si levano da tutte le rappresentanze sindacali che in una partecipate assemblea dello scorso 4 luglio hanno votato una mozione che denuncia le ricadute finora negative dell’esposizione universale sia sulla cittadinanza, che sui dipendenti comunali, precari compresi.

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Gli Wham! e il presidio del 3 luglio indetto dalla Rete Operatori Sociali Milano

wham-bar-3eg-300x187Club Tropicana, drinks are free,
Fun and sunshine – there’s enough for everyone.
All that’s missing is the sea,
But don’t worry, you can suntan!

Ve la ricordate?. Erano gli Wham!. Anno 1983. Quarto e ultimo singolo estratto dall’album Fantastic. Scritta da George Michael e Andrew Ridgeley.

Chissà perchè mi suona nelle orecchie più o meno in questo periodo dell’anno e vicino a qualche scadenza che ha a che fare con gli operatori sociali. Forse è solo per questa mia assurda necessità di avere una colonna sonora per tutto.

Prima di inoltrarci nel qui ed ora della faccenda di cui accenno nel titolo è meglio dare un piccolo sguardo al Bignami delle puntate precedenti: l’anno scorso, a poche ore dal presidio della Rete Operatori Sociali Milano, pubblicai la lettera dell’assessore Majorino. Era giugno e faceva un gran caldo. L’amministrazione comunale voleva dare un “bel taglio” ai centri diurni per i minori (sapete: c’è la crisi…) ma i lavoratori non si sono scoraggiati anzi si sono organizzati.
Francesca, educatrice di un centro diurno ricorda benissimo la telefonata che ricevette da un collega. “Mi propose di creare una rete degli operatori sociali e un’azione (sfociata poi in un presidio). Ho espresso il mio accordo ed entusiasmo e ho contattato le altre colleghe….poi attraverso conoscenze e contatti in pochi giorni è nata la rete!”. Hanno lottato e ottenuto una proroga. Sei mesi.

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La sfida della Moneta del comune e dell’istituzione finanziaria del comune: quali alternative reali?

celluleUn primo laboratorio di discussione avviato da Effimera

Report del Convegno del 21- 22 giugno – Milano – Macao

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Una discussione aperta, a volte concitata ma sempre diretta al punto, approfondita e soprattutto qualificata. Questi alcuni aggettivi per definire il Convegno di Milano dedicato alla Moneta del comune al quale hanno partecipato alcune delle migliori teste pensanti sull’argomento: da Christian Marazzi a Carlo Vercellone, da Massimo Amato a Stefano Lucarelli, da Tiziana Terranova ad Andrea Fumagalli, da Giorgio Griziotti a Marco Giustini, da Emanuele Braga a Jaromil, da Marco Sachy a Diego Weisz.

 

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3 Luglio 2014 Presidio in Piazza della Scala!

operatori socialiE’ Arrivato Il Momento Di Farci Sentire, Di Scendere In Piazza E Rivendicare I Nostri Diritti!!
E’ passato un anno dal primo presidio del 27 giugno 2013 contro i tagli nel sociale e la situazione è solo peggiorata!
La rete degli Operatori Sociali di Milano ha indetto un PRESIDIO DI PROTESTA E DI PROPOSTA che si terrà il 3 luglio 2014 alle 18.00 sotto palazzo Marino, in piazza della Scala!!!
L’evento è rivolto a tutti gli Operatori Sociali e alla cittadinanza e servirà a:
Informare la cittadinanza e i colleghi sulle reali ricadute dei tagli al sociale,
Chiedere conto delle intenzioni della giunta e dell’assessore Majorino relativamente al futuro del welfare e dei Servizi,
Far sentire la nostra Voce per mostrare che non subiremo lo smantellamento del sociale e dei nostri diritti di lavoratori.
per le organizzazioni, enti, associazioni che desiderano partecipare al presidio e sostenerci, chiediamo di NON PORTARE PROPRI SIMBOLI, BANDIERE, STRISCIONI.
Condividete pure l’evento e grazie a tutti per la solidarietà!
Ti aspettiamo!
Uniamoci e facciamoci sentire!

RETE DEGLI OPERATORI SOCIALI
Milano

http://operatorisociali.noblogs.org/
www.facebook.com/operatorisociali.milano

volantino da distribuire:

invito-per-presidio


Convegno: La sfida della Moneta del comune e dell’istituzione finanziaria del comune: quali alternative reali?

BANNER2-convegno-moneta-01-315x315Milano, 21-22 giugno 2014 – Presentazione e bozza preliminare di programma del convegno sulla moneta del comune, monete alternative e possibili implementazioni concrete a partire dal circuito dell’auto-produzione culturale. Effimera in collaborazione con Macao.

Macao, V.le Molise (Ex Macello), Passante Ferroviario fermata Porta Vittoria, Bus 90 91 93, Tram 12

diretta streaming

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Sea Handling: facciamo un po’ di chiarezza

sea_handling_stopPREMESSA

Ciò che è accaduto in questi giorni negli aeroporti metrolombardi merita una descrizione accurata, poiché i fatti oltre che essere oltraggiosi per la dignità e i diritti dei lavoratori costituiscono un lampante esempio del peggiore e collaudato stile italiano – confondi, truffa, piangi, arraffa e incassa – nella gestione del patrimonio di interesse pubblico.

L’ANTEFATTO

La Sea è l’azienda che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate. Attualmente l’azionista di maggioranza è il Comune di Milano con il 54% delle quote.
Negli anni passati (dal 2002 al 2010), dopo varie vicissitudini, Sea Handling S.p.A. avrebbe ricevuto dei finanziamenti pubblici sotto forma di ricapitalizzazioni da parte della capogruppo Sea S.p.A. Ciò ha mosso l’attenzione e sollecitato l’intervento della comunità europea garante dei vincoli di libera concorrenza nel settore. Ad esito del procedimento apertosi avanti alla Commissione Europea, Sea Handling S.p.A. è stata quindi condannata a restituire a Sea S.p.A. 360 milioni di euro (l’ammontare dei finanziamenti) oltre agli interessi per un importo complessivo di 452 milioni di euro.

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Rappresentanza da ripensare o Informazione da ripensare?!

PuntosanPrecarioCara S.ra Coppola, giornalista del Corriere della Sera
dal racconto da Lei effettuato si evince quanto poco Ella sia informata sulla bocciatura dell’accordo tra i vertici Sea ed i sindacati del 4.06.14.
In primo luogo, la questione non è salvare Sea Handling, che è costretta a chiudere per errori della dirigenza, ma preservare i diritti dei lavoratori che non hanno responsabilità alcuna. Sarà novecentesco considerare la dignità del lavoro qualcosa di importante, ma non si può essere sempre modernisti.
Quanto al “sedicente studio legale che promette miracoli” forse sarebbe il caso di citare il nome per esteso, giusto per non essere confusi per Ilprofeta&gliapostoli&associati a cui sembra riferirsi Lei. Infatti lo Studio Legale Associato Paulli Pironti Laratro é forse poco conosciuto dalle redazioni, ma é ben noto ai lavoratori, per i quali negli ultimi dieci anni ha seguito numerosi contenziosi giudiziari tra cui una vertenza per circa 200 lavoratori di Sea Handing portata a termine con successo; è stato il primo a far riconoscere, nel lontano 2005, l’illegittimità dei contratti precari in aeroporto. Quindi non si occupa di miracoli ma di diritti anche se i due campi di intervento sembrano convergere molto ultimamente.
Lo studio legale fa peraltro riferimento alla’associazione sindacale San Precario che da anni ogni primo maggio porta decine di migliaia di precari e di precarie in piazza.
Quindi meglio informarsi e non confondere la tutela legale dei diritti acquisiti dai lavoratori durante tutte le fasi della trattativa, con risibili e subdole manovre: non si sono promessi miracoli, si son voluti difendere diritti che – questo sì che é aberrante – vengono visti ormai come privilegi e non quali condizioni minime garantite dalla legge nei passaggi da una societá all’altra.
CI tocca citare un’altra imprecisione: non c’è mai stato alcun “volantino” ma una lettera raccomandata regolarmente sottoscritta da 377 lavoratori (tra Linate e Malpensa) e spedita a Sea S.p.A., Sea Handling, Airport Handling ed a tutte le organizzazioni sindacali.
Insomma nel leggere il suo resoconto ci siamo sentiti trattati un po’ come i becchini della Sea, quando in verità ci tocca il più modesto ruolo di officianti di parenti e amici traditi dal solito parente scroccone.

articolo Corriere della Sera del 15 Giugno 2014
Rappresentanze da ripensare di Alessandra Coppola

 

 


 

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