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Accademia Precaria: Reddito e storia

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Giovedì 13 Giugno – ore 21.00 @ Piano Terra

Dopo i primi due appuntamenti in cui si è analizzato la forma e il finanziamento della proposta di reddito di San Precario, è venuto il momento di affrontare l’aspetto più militante e politico di tutta la faccenda. Attraverso quali esperienze nasce la proposta? O meglio ancora: in che modo il reddito di base incondizionato interagirà con le nostre esperienze di vita e di lavoro?

Queste domande sono fondamentali per comprendere come, fra tutte le proposte di reddito possibili, solo alcune hanno l’effetto virtuoso di liberare tempo e vita, domando il lavoro, le sue costrizioni e i suoi ricatti.

E’ chiaro che l’impostazione della proposta di San Precario non poteva che nascere dall’esperienza tutta pratica e attiva dell’agenzia di conflitto omonima che per 8 anni ha difeso centinaia e centinaia di precari nelle vertenze più disparate e disperate.

Per capire il reddito questo appuntamento è imprescindibile. Solo con l’esperienza sul campo, nella melma precaria, si può lavorare il metallo duro ma duttile dell’intuizione teorica.
E, prima di parlare di reddito, San Precario ha militato per quasi due lustri nelle fucine della precarietà: vi racconteremo tutto di questa esperienza e delle sue implicazioni rivendicative.


Reddito di Base: incontro con il Movimento 5 Stelle

21_redditoSettimana scorsa San Precario ha avuto un lungo incontro con alcuni deputati e senatori del Movimento 5 Stelle, membri della Commissione Lavoro della Camera e del Senato e della Commissione Finanza della Camera. L’incontro rientra in una serie di contatti che il Movimento 5 Stelle sta avviando per dare corpo ad una proposta di legge per l’introduzione di un reddito di base. Vogliamo rendere pubblici gli argomenti trattati, non soltanto in nome della trasparenza dell’informazione, ma anche per sottolineare i punti cardini che San Precario ritiene imprescindibili per una proposta di legge in materia di reddito di base.

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Lavoratori della logistica occupano la sede INPS di Milano

inpsRimasti senza stipendio dal 15 maggio e ancora in attesa delle spettanze dei mesi scorsi, un gruppo di lavoratori ha occupato la sede dell’INPS di via Maurizio Gonzaga.

Di seguito la cronaca della giornata

 

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Principe Azzurro Cercasi: finale a sorpresa all’incontro nazionale degli Operatori del Sociale

caffè.jpgMa cosa c’entra una tazza di caffè se stiamo scrivendo dell’incontro tra gli Operatori del Sociale del 5 maggio 2013?

Andiamo con ordine. Nella prima domenica del mese di maggio 2013 50 operatori del sociale di – quasi – tutta Italia e un rappresentante degli utenti di Torino, si ritrovano al Piano Terra di  Milano con il pretenzioso intento di creare un coordinamento nazionale.

Nulla di nuovo sotto il sole direte voi. Potremmo allora citare più o meno inopportunamente, K. Gibran quando dice che “una sinfonia dice in ogni momento una sola grande cosa. A volte due o tre grandi cose e poi la ripete ancora e ancora ogni volta in modo diverso”.

L’atmosfera tra gli operatori è carica e c’è voglia di discutere e di fare insieme anche perché per molti questo incontro quasi-nazionale è una boccata d’ossigeno rispetto all’asfissia di certe situazioni locali, che sono tali non solo per la loro tragica condizione contrattuale ma anche per … se riuscite a terminare la frase avete anche trovato il senso dell’immagine della tazza, altrimenti vi consigliamo di proseguire la lettura.

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MAYDAY 2013: RIPRENDIAMOCI IL FUTURO

primoCarroIl mondo che conoscevamo solo fino a qualche anno fa è crollato davanti ai nostri occhi. La situazione italiana lo mostra in modo evidente. Il tessuto sociale è andato in mille pezzi.

C’è però la possibilità che dalla rottura di questi legami si crei energia e si sprigionino nuove forze dalla rivendicazione di bisogni e desideri.

La Mayday nasce da qui. Qui trova ogni anno la forza per prendere e farsi prendere per mano da decine di migliaia di persone, come è accaduto il 1 maggio 2013.

Una Mayday che, da sempre, assorbe quanto le accade intorno e per questo muta.

Soprattutto in questi ultimi anni, così difficilmente ascrivibili in esperienze già vissute. Prima hanno provato a sedarci con la logica dell’austerità, facendo saltare ogni livello della rappresentanza; ora ci riprovano con la logica della pacificazione nazionale, con il risultato di sancire definitivamente la distruzione di ogni patto sociale e quindi legittimare da una parte lo smantellamento totale del sistema di welfare e dall’altro favorire l’estensione della condizione precaria a tutti i settori della popolazione.

Quest’anno la nostra narrazione ha preso di mira la trasformazione neoliberista dei territori, esemplificata a Milano e in Lombardia da EXPO 2015. Un grande evento capace di ridisegnare politiche territoriali, finanziarie e lavorative. Un avamposto ideologico del capitale, un precipitato che sottende gestione mafiosa e affaristica dei finanziamenti pubblici, sbancamento di territori vivi e politiche aziendali volte a imporre ai lavoratori condizioni di ricatto, che durante questa Mayday abbiamo riassunto in tre parole -debito, cemento, precarietà- e in un carro comune, quello di apertura, chiassoso, comunicativo e militante, caratterizzato dalla rilettura del Monopoli nella versione critica improntata su EXPO a Milano chiamata Expopoli(s).

La Mayday013 ha articolato vertenze lavorative e lotte territoriali reali, costruendo una piattaforma concettuale e di conflitto che vuole arrivare al 1 maggio 2015, giorno di apertura dei cancelli di EXPO. E lo fa cercando e trovando un nuovo percorso -oggi quartiere Isola-Porta Nuova, domani i cancelli di EXPO- nuove parole e la partecipazione di una massa critica tale da non poter venire ignorata.

 

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Accademia Precaria: Reddito e comete

lunedì 29 aprile

la direzione del cambiamento: dal diritto al lavoro al diritto alla scelta del lavoro, verso i nuovi conflitti.


Operatori del Sociale: 5 maggio 2013 prove di collegamento

supereducatoreComitato Indignato o.s.s. di Venezia, Educatoricontroitagli di Bologna, Educatorisenzadiritti di Milano e Monza, Operatori Sociali non Dormienti di Torino, Salvailsociale di Genova, Operatori di Pisa, Collettivo degli Operatori del Sociale di Napoli. Questi i collettivi degli Operatori del Sociale che si sono dati appuntamento a Milano il 5 Maggio.

Forse per smaltire i postumi di una potente May Day 2013 sui temi di reddito diretto e indiretto, qualità e sfruttamento delle esistenze e dei territori . Questioni che un ingranaggio politico, culturale ed economico quale Expo 2015 porta drammaticamente all’evidenza.

Gli Operatori del Sociale si troveranno a Milano per discutere di sè, della loro condizione lavorativa sempre più precaria, di un sistema Welfare ormai ridotto all’osso, di una figura professionale, la loro, poco conosciuta e riconosciuta socialmente ed economicamente.

Abbiamo intervistato Valeria Drago, educatrice del collettivo EducatoriSenzaDiritti dell’area di Milano e Monza, per capire meglio di cosa si tratta.

Cosa vi aspettate dall’incontro di maggio?

Cercheremo innanzitutto di conoscerci meglio tra collettivi e di capire se ci sono le basi per costruire un coordinamento nazionale. Ci sembra onesto partire in questo modo sapendo quanto sia difficile mettere insieme i lavoratori. A dire il vero, prima ancora che mettere insieme i lavoratori, ci interessa confrontarci con gli altri collettivi per capire quali strategie hanno utilizzato per far prendere coscienza ai loro colleghi e scuoterli dal letargo in cui sembrano cullarsi. La condizione in cui siamo costretti è anche “merito” nostro, nel senso che spesso non abbiamo il coraggio di lottare per migliorarla.

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Accademia Precaria: introduzione al Reddito

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Mentre la crisi e la precarietà dilagano, centro destra e centro sinistra si apprestano a varare un ulteriore governo dell’emergenza le cui priorità sono quelle di sempre:tutelare profitti e rendite delle imprese. In un modo o nell’altro sembra che niente e nessuno possa invertire questo infausto declino.

Eppure, nel caos mediatico, quasi per incanto, per un breve lasso di tempo, le tematiche del reddito e dei nuovi diritti sono comparse nelle prime pagine dei giornali per poi scomparire in modo altrettanto repentino, manco fossero una cometa.

Noi, che siamo malati di precarietà ma anche inguaribili ottimisti crediamo che il grande giorno in cui si “faranno i conti” non sia troppo lontano e lottiamo costantemente affinchè ci si avvicini il più in fretta possibile al grande big bang.

Nel mentre, conoscendo i nostri polli, ovvero conoscendo l’atavica ottusità della sinistra istituzionale e sindacale di comprendere l’universo precario e la necessità di un radicale cambiamento di rotta, noi ci prepariamo con cura. Di reddito e di nuovi diritti ne parlano oramai tutti e tutte, cani e porci, ma ribadiamo che l’unico reddito veramente necessario a precari e precarie è quello che permette di rifiutare i lavori peggiori, ovvero di scegliere il conflitto.

Per comprendere il Reddito, per prepararsi al big bang, per partecipare al giorno dei conti, per discutere di nuovi diritti e infine, per seguire la cometa che indica la direzione del cambiamento vi invitiamo al ciclo di quattro incontri, interni all’accademia precaria.

lunedì 29 aprile – Reddito e comete
la direzione del cambiamento: dal diritto al lavoro al diritto alla scelta del lavoro, verso i nuovi conflitti.

mercoledì 8 maggio – Reddito e conticini
fino a oggi abbiamo pagato noi, da domani chi paga?

(data da stabilire)  – Reddito e storia
come nasce la proposta di reddito di base di San Precario

(data da stabilire)  – Reddito e bowling
perchè i nuovi diritti saranno lo strike delle vecchie istituzioni


MAYDAY 2013: ROAD TO/VS EXPO 2015

mayday2013La MayDay di quest’anno finirà il 1° Maggio del 2015, all’apertura di EXPO 2015.
Due anni per parlare di reddito diretto e indiretto, dei legami tra luoghi di vita e lavoro, di nocività e sviluppo, per fronteggiare un’Esposizione Universale che incombe sul territorio metrolombardo imponendo immaginari e devastando territori.

Perché EXPO è debito cemento e precarietà

Perché EXPO è un grande acceleratore di opere dannose.

Opporsi a questo “grande evento” vuol dire opporsi alla crisi e al ricatto del debito. Vuol dire opporsi alle nocività e all’economia del cemento coi suoi scempi ambientali realizzati in spregio all’interesse comune,

Vuol dire opporsi alla precarizzazione delle nostre esistenze lungo tutti i suoi assi: reddito, casa, mobilità, sapere, affetti.

PER TUTTE E TUTTI UNA SOLA GRANDE OPERA: REDDITO

Un reddito di base incondizionato come misura concreta di intervento contro la precarietà e nella precarietà, per rompere la gabbia del ricatto e del bisogno.

MAYDAY 2013

1° Maggio 2013 – Ore 15.00
Piazza  24 Maggio – Milano

Spot audio (11”)
Spot audio (21”)


MayDay: non è una semplice chiamata

2008-05-01-euromayday-berlinQuesta non è una semplice chiamata, ma il rilancio di un percorso chiamato MayDay.

A 13 anni dalla prima edizione, il 1° maggio del precariato metropolitano riafferma – tra continuità e rottura – la volontà di riversare nuova rabbia e nuove proposte nelle strade della città vetrina di EXPO 2015, in un tempo reso piccolo dalla crisi neoliberale.

Una Mayday che vuole parlare di reddito diretto e indiretto, dei legami tra luoghi di vita e lavoro, di nocività e sviluppo, per fronteggiare un’Esposizione Universale che incombe sul territorio metrolombardo imponendo immaginari, devastando territori e distribuendo risorse ad accoliti di casta e di classe dietro finte promesse per tutte e tutti. Una MayDay che si dà ampiezza di temi e che allarga la sua agenda di lotta a tutti i giorni che portano al 1° maggio 2015, data in cui dovrebbero aprirsi i cancelli di EXPO 2015.

Opporsi a questo “grande evento” vuol dire opporsi alla crisi e al ricatto del debito, al drenaggio delle risorse pubbliche verso ben noti centri di potere, allo scaricare i costi della crisi e delle speculazioni su territori e biografie.

Vuol dire opporsi alle nocività e all’economia del cemento coi suoi scempi ambientali realizzati in spregio alla volontà popolare, connettendosi alle resistenze territoriali esistenti nell’area metrolombarda (NoEXPO, NoTEM, NoPedemontata, ecc…) proprio a partire dalla condivisione di come EXPO 2015 sia un grande acceleratore di opere dannose.

Vuol dire opporsi allo sfruttamento del lavoro e alla negazione di dignità e diritti ai lavoratori dei poli e delle piattaforme logistiche, altra faccia di questo uso criminale dei territori e della precarietà. Vuol dire opporsi alla precarizzazione delle nostre esistenze lungo tutti i suoi assi – reddito, casa, mobilità, sapere, affetti – condizione tout court del lavoro e della vita, fenomeno definitivamente segnato dalla ristrutturazione e dalla messa a rendita dei territori della metropoli.

Vuol dire rivendicare un reddito di base incondizionato come misura concreta di intervento contro la precarietà e nella precarietà, per rompere la gabbia del ricatto e del bisogno.

Le realtà, i soggetti, i collettivi che parteciperanno alla costruzione della MayDay 2013 ti aspettano
mercoledì 10 aprile alle 21.30
a Piano Terra
via Confalonieri 3, Milano.


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