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Expo sì, Expo no, Expo un caz!

md14_card_fExpo sì, Expo no, Expo un caz! – per parafrasare una vecchia canzone di Ricky Gianco. Nel mio caso è andata proprio così: assunto da Coop Lombardia a tempo determinato, sono stato licenziato ancora prima di metterci piede, a Expo. Avrei dovuto lavorare nel rutilante “Supermercato del Futuro”, avevo già completato un periodo di formazione teorica e di addestramento pratico in un Ipercoop, e mi avevano anche già dato le uniformi – stilosissime come solo noi italiani sappiamo fare, casual senza rinunciare all’eleganza.

Il giorno prima dell’inaugurazione del mega evento, però, vengo convocato nella sede centrale. Ci spiace signor C. – afferma contrito il signore dell’ufficio personale – il nostro rapporto di lavoro termina qui. Il motivo? – chiedo. La Questura di Milano non le ha rilasciato il pass per accedere all’area Expo – risponde. E aggiunge: Non ne sappiamo le ragioni. Capisce che se non può entrare in Expo e noi l’abbiamo assunta per lavorare ad Expo, da parte nostra il contratto decade. Arrivederci.

Potete immaginare la mia faccia da triglia dopo questa metaforica pedata nel sedere. Cosa mai avrò fatto di male, essendo un giovanotto incensurato?. Penso a mia madre che mi dice di tagliarmi le basette una buona volta, al fatto di preferire il nero per il mio abbigliamento (è che sono negato con l’abbinamento dei colori), al fatto di ostinarmi ad andare ai cortei e a frequentare gli spazi sociali. Qualunque sia la ragione, forse sono troppo brutto per rappresentare l’eccellenza italica oppure qualche funzionario zelante pensa che sia potenzialmente pericoloso per Expo, peraltro su basi inesistenti. Quel che è certo è che non ricevo nulla di scritto, né dall’azienda né dalla Questura. Meno male che “La Coop sei tu”.

Così ora mi ritrovo senza un lavoro e con un licenziamento non ben motivato. Alla faccia degli slogan su occupazione, opportunità e rilancio, nella Milano di Expo succede anche questo. Non sapevo a che santo votarmi, poi per fortuna m’è apparso San Precario.


Germania, sciopero dei lavoratori del sociale

Sozialarbeiter streikenDopo una serie di “scioperi di avvertimento”, da venerdì 8 maggio un sindacato tedesco, i Ver.Di, ha dichiarato lo sciopero ad oltranza dei lavoratori del sociale.
Questa categoria, che formalmente categoria non è, è come in italia eterogenea e composta da diverse tipologie di lavoratori, di contratti, e di datori di lavoro.
Lo sciopero, pur volendosi rivolgere al più ampio spettro di tipologie esistenti, è nei fatti quasi esclusivamente sciopero dei lavoratori degli asili comunali, nella sola categoria del pubblico impiego. Le rivendicazioni sono principalmente due: un maggior riconoscimento della professionalità dei lavoratori del sociale, volto a superare le disparità del settore a seconda delle mansioni e del datore di lavoro, e una rivendicazione salariale. L’articolazione delle iniziative di lotta è su base territoriale, ogni asilo, ogni comune, ogni regione, lo declina a modo suo, con il sindacato che tenta di tirare le fila e chiede una trattativa per il nuovo contratto. Prosegui la lettura »


Operatori del Sociale verso il 6° incontro nazionale. 23-24 Maggio ad Ancona

cosa-fai-di-belloCome preannunciato si svolgerà ad Ancona il 6° Incontro Nazionale degli Operatori Sociali presso la Casa delle Culture Ancona in via vallemiano, 46.
La “Rete Diritti Operatori/trici Sociali” di Ancona sta lavorando da mesi per l’organizzazione e a poche settimane dall’inizio dei lavori è già tutto pronto.

Leggendo il programma  si nota sin da subito una novità. La Rete Nazionale Op.Soc. ha predisposto un ampio spazio di tempo per incontrare e incontrarsi con i lavoratori del territorio anconetano e delle altre città che prenderanno parte all’assemblea per la prima volta . “Nei precedenti incontri ci siamo trovati ad avere poco tempo per i ragionamenti attorno alla piattaforma e al suo utilizzo, cosa che sentiamo ormai urgente e necessario. Questo succedeva perchè l’incontro nazionale veniva usato dalla realtà ospitante come possibilità di mettere in contatto i lavoratori del territorio con la rete nazionale cosa che, come ovvio, necessitava di molto tempo per l’ascolto delle diverse situazioni lavorative e di lotta ” racconta Cinzia degli EducatoriSenzaDiritti di Monza. ”Abbiamo pensato collettivamente di valorizzare questo momento perchè possa diventare una risorsa e un punto di forza della rete stessa invece che un impedimento. Sappiamo bene infatti quanto sia importante che i lavoratori abbiamo occasioni di incontro e di scambio di saperi. Nella giornata di sabato ci saranno due spazi per fare ciò. Uno alla mattina e l’altro alle 18 con la preziosa presentazione del libro “La Rivolta del Riso. Le frontiere del lavoro nelle imprese sociali tra pratiche di controllo e conflitti biopolitici” grazie alla presenza dei colleghi della rete OperatoriSociali Milano che insieme a molti altri hanno curato la stesura del testo”. Prosegui la lettura »


Presentazione Piccola enciclopedia precaria

piccola enciclopedia precariadai Quaderni di San Precario

Mercoledì 22 Aprile 025 – dalle 19 con Aperitivo! – presso Piano Terra Lab in via Confalonieri 3 – Milano.

La rivista i Quaderni di San Precario è nata alla fine del 2010 in contemporanea con il primo appuntamento degli Stati generali della precarietà, organizzato dal collettivo San Precario a Milano. Nel libro Piccola Enciclopedia Precaria (a cura di Cristina Morini e Paolo Vignola), pubblicato da Agenzia X Edizioni, si trovano raccolti tutti i lemmi pubblicati sulla rivista in cinque numeri, oltre ad alcuni interventi significativi. Da “bioeconomia” a “trappola della precarietà”, le parole scelte e analizzate sono sempre orientate dal “punto di vista precario”. Un punto di vista che si propone di setacciare e utilizzare criticamente tutti gli strumenti, giuridici, teorici e conflittuali, dentro un’ottica offensiva e non di semplice resistenza.
In una fase in cui la norma della precarizzazione esistenziale sembra arrivata a compimento con il Jobs Act del governo di Matteo Renzi allo scopo di annichilire il conflitto e di ricomprendere ogni discorso, questi lemmi, questi testi, possono aiutare a posizionarsi nella giungla precaria e a ricordare il valore e il significato dell’agire politico. Dalle straordinarie autorappresentazioni della MayDay alla parola dei precari e delle precarie.
Oltre al collettivo San Precario, saranno presenti alla presentazione del libro e alla discussione collettiva Sergio Bologna, Roberto Faure, Andrea Fumagalli, Gianni Giovannelli, Cristina Morini, Fant Precario e altre e altri.


MINIMA ET PRECARIA Istruzioni per Partite Iva

10410467_947633415270066_2954078484151181503_nDopo KEEP CALM AND FIGHT JOBSACT, proseguono gli Aperitivi Succosi a cura di SUC, San Precario e Rete Redattori Precari, con un nuovo incontro-dibattito a tema #PartitaIva.
Ci vediamo mercoledì 18 marzo alle 19 per l’aperitivo.
Alle 20 apriamo le danze col commercialista!

@ Piano Terra, via Confalonieri 3, Milano


#freelance #coworking #rerepre #precari #Jobsact #gestioneseparata


Rete Nazionale Operatori Sociali: si riparte da Ancona e da Rimini!

reteanconaBreve aggiornamento su un’identità in via di definizione e nuovi compagni di ventura

Dopo l’incontro di Venezia del 25 Ottobre 2014, che aveva sancito l’inizio di un nuovo anno di attività della Rete Nazionale degli Operatori Sociali, i lavori non si sono mai fermati nelle tante realtà locali di cui è animata la rete.
Torino, Napoli, Milano, Monza, Bologna, Venezia, Genova hanno continuato in questi mesi a dar vita ad una serie di iniziative tra cui una campagna per il riconoscimento della professionalità dell’educatore senza titolo a Bologna e a Milano la pubblicazione del libro “La Rivolta del Riso”. Le frontiere del lavoro nelle imprese sociali tra pratiche di controllo e conflitti biopolitici. (Sensibili alle foglie).
Ma il 28 febbraio 2015 c’è stato un inatteso e frizzante appuntamento ad Ancona: la sala Anpi di via Palestro era gremita di lavoratori e lavoratrici. Un grande risultato per la prima assemblea pubblica della neonata “Rete Diritti Operatori/trici Sociali” di Ancona che, insieme agli “Educattivi” di Rimini, sono entrati con entusiasmo nella Rete Nazionale. In questa occasione i diversi interventi hanno ribadito con forza la necessità di uscire dalla solitudine e la ricerca di un’identità collettiva che sia in grado di tornare a riaffermare e difendere i propri diritti. Alcune proposte concrete sono state messe sul piatto: una campagna per il riconoscimento della professionalità che vada oltre il titolo di studio, la creazione di un “manualetto di autodifesa”, una battaglia per il riconoscimento del lavoro estivo, l’unificazione dei diversi contratti che regolano il mondo del sociale, la diffusione della Piattaforma Nazionale della Rete…

Insomma un incontro molto positivo che rilancia il percorso su scala nazionale e che si arricchisce di nuovi compagni di strada. Avanti tutta!

Link alla petizione regionale dell’Emilia
Link alla Piattaforma Nazionale

Ancona – Report dell’assemblea operatori/trici Sociali

 


KEEP CALM & FIGHT JOBS ACT

ape_SUC_keepCalmIl Jobs Act è sulla bocca di tutti da mesi, ma in pochi hanno capito davvero cosa sia. Il governo ha presentato diversi provvedimenti, ma nel caos di annunci e smentite non è facile vederci chiaro… Quali saranno i nuovi contratti? quali diritti e tutele? che cosa cambia per le p.iva? E soprattutto: come ci si può difendere ai tempi del Jobs Act?

Il punto San Precario e Spazio Ufficio Condiviso vi invitano a Piano Terra per parlarne insieme, con l’aiuto di due addetti ai lavori:
Massimo Laratro, avvocato, e Andrea Annoni, commercialista.

Mercoledì 25 febbraio @ Piano Terra, via Confalonieri 3, Milano

Aperitivo dalle 19, incontro ore 20


Job act: dal lavoro precario al lavoro gratuito

tutelecrescenti1. Ha ragione Renzi quando afferma che con l’approvazione definitiva del Job Act l’Italia volta pagina. L’Italia cambia, e sicuramente in peggio.

2. Il Job Act segna la definitiva chiusura del processo di precarizzazione del mercato del lavoro in Italia. Nel momento stesso in cui la precarietà diventa condizione istituzionalizzata di lavoro e di vita e quindi fattispecie “tipica” dei rapporti di lavoro, essa smette di rappresentare un problema. Non essendo più eccezione ma norma si dà per risolta ogni contraddizione a essa correlata.

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No al lavoro volontario all’Expo!

No al lavoro volontario all’Expo!

Mi chiamo Sergio. E’ un appello quello che vi sto per leggere. L’ho scritto io. E’ rivolto ai cittadini milanesi, a tutti gli italiani ma soprattutto ai giovani. Parla del lavoro gratuito per l’Expo di Milano. Un vero schifo, una vergogna, in un Paese con più del 40% di disoccupazione giovanile e con almeno 4 milioni di precari che vivono in mezzo a mille difficoltà.
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Per una metamorfosi della rappresentanza e del conflitto sociale

sabotagedi A. Fumagalli dal blog di Effimera

Le trasformazioni della composizione tecnica e politica del lavoro, verso una composizione sociale in cui l’uno si è fatto in due, impongono un ripensamento nelle forme della rappresentanza e del conflitto. A proposito di un dibattito in corso per pensare un nuovo sindacalismo.

 

La precarietà istituzionalizzata

Le recenti lotte nel settore della logistica hanno dimostrato l’esistenza di una tensione conflittuale mai doma, ma, al momento attuale, per limiti oggettivi e per la particolarità della situazione e della composizione tecno-sociale del lavoro, non sono (ancora?) in grado di farsi forza trainante. Nel corso dell’ultimo anno si è anche sviluppato un poderoso movimento per la casa e gli sgomberi recenti lo rendono ancor più attuale, visto che si tratta di una necessità di vita.

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Reddito di Base

San Precario

Quaderni di San Precario