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Quaderni di San Precario n. 5

QSP-5Accademia Precaria presenta il n. 5 dei Quaderni di San Precario.

Piano Terra, mercoledì 22 ottobre 2014, a partire dalle 19.00

I Quaderni di San Precario, espressione del punto di vista precario, rivista autoprodotta dalla sapienza precaria, sono arrivati al n. 5. E’ un buon traguardo, senza dubbio. Ma ancora non ci basta.

Nel n. 5 continua la presentazione di lemmi della Piccola Enciclopedia Precaria (PEP) che, in questo numero tratta, tra gli altri, i temi della forma della repressione, meritocrazia, reddito, trappola della precarietà. Ma è sul tema, ambiguo e scottante, della meritocrazia che si dipanano alcuni contributi nella sezione “soggettività precarie”. Non possiamo negare che dietro il tema della “meritocrazia” si nascondano pulsioni e opinioni quanto mai ambivalenti, meccanismi di consenso ma anche forme di controllo dell’eccedenza e strumento della misura della condizione precaria.

Ma in questo numero si discute anche della condizione precaria degli “educatori senza diritti” delle cooperative sociali e delle lotte della logistica che hanno caratterizzato, con successo, la primavera scorsa. La sezione territori, infine, con il beneplacito di San Precario (apparso in sogno a perorare la causa del redito di base incondizionato), insiste nel trattare lo scottante tema dell’Expo 2015. Mancano 18 mesi al I° maggio 2015 ma i motori cominciamo già a essere oliati…. Saranno presenti i precari e le precarie che hanno reso possibile la pubblicazione di questo numero


Gli Operatori sociali incontrano i cuochi del brancio!

1382060_309764382494713_1044221245_nIn vista della trasferta a Firenze del 27 ottobre per il 3° incontro Nazionale degli Operatori Sociali, vi invitiamo ad un pranzo sociale per autofinanziare la Rete degli Operatori sociali.

Dopo pranzo discuteremo (in maniera leggera, non vi preoccupate!) di welfare confrontandoci anche con l’esperienza messicana dell’Universidad de la Tierra che trae spunto dal pensiero di Ivan Illich.
..innaffieremo il tutto con del buon vino e ci delizieremo il palato con semplici manicaretti degli chef del Brancio.

al PianoTerra – Via Confalonieri 3, Milano

l’evento facebook:
PRANZO SOCIALE Non poteva venirci idea più originale!


Si apre la stagione di lotta dei lavoratori e delle lavoratrici precarie dell’editoria!

apri-gli-occhi-Webqsta-cultura-rende-schiaviWebOggi pomeriggio ci siamo presentati al Boookstore Mondadori di Corso Vittorio Emanuele, noi attivisti di San Precario insieme ai ReRePre  (Rete Redattori Precari), muniti di volantini e megafono per far conoscere ai lettori e agli impiegati delle librerie la realtà delle case editrici del gruppo.

“Sai come Mondadori tratta i suoi lavoratori?” era scritto sui volantini. “Il 50% dei lavoratori di Mondadori è precario, malpagato, sfruttato … Mondadori fa pagare la crisi ai suoi collaboratori, fregandosene della loro professionalità e della qualità dei libri”.

Infatti: da un censimento condotto dalla ReRePre nel 2012, si contavano circa 300  collaboratori precari nelle aziende di Mondadori Libri; a molti di loro, dopo anni di contratti a progetto illegittimi, quest’anno è stato chiesto di aprire una Partita Iva, e chi non ha accettato è stato lasciato a casa, senza nessun tipo di ammortizzatore sociale.

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Nuovi confini di sfruttamento: l’accordo sindacale Expo del 23 luglio 2013

Noexpo-2015di Jo Vannelli

thx Effimera

In una nota ufficiale il presidente del consiglio, Enrico Letta, ha definito l’accordo sindacale del 23 luglio 2013 un modello nazionale sia per il procedimento che lo caratterizza, sia, e ovviamente, per il contenuto. Vale la pena di esaminarlo e cercare di comprendere, dal punto di vista precario, di che si tratta.
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La singolar tenzone tra San Precario e Manutencoop

bruce_lee_dark_artdi milanofiera

Lo scorso maggio Manutencoop Facility Management spa, società leader nel settore dei servizi alle imprese, ha vinto l’appalto per la gestione del campo base in uso alle maestranze di Expo 2015. L’appalto, del valore di oltre 4 milioni di euro, riguarda la gestione degli alloggi, pulizia, vigilanza armata e non armata, manutenzione e coordinamento del campo base. Il gruppo Manutencoop, colosso che nel 2012 ha fatturato complessivamente oltre un miliardo di euro e appartenente alla galassia delle cosiddette Coop rosse, oltre a numerose esternalizzazioni di aziende private è presente in modo massiccio anche in appalti di imprese pubbliche. Infatti è presente all’interno degli ospedali, presso diversi comuni con il servizio di raccolta rifiuti e pulizia strade – fino al 2009 era nel capitale sociale di A.Se.R. spa la società che si occupa della raccolta rifiuti nel Comune di Rho – e si è aggiudicata una buona fetta del maxiappalto per il servizio di pulizia degli edifici scolastici.

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Alla CGIL non far sapere quant’è cattiva Manutencoop!

cgil-non-guardiamoCi risiamo!
La CGIL, in versione Filcams, ha provato a vietare la diffusione del comunicato, firmato punto San Precario di Rho, che denuncia i ricatti e le ritorsioni di Manutencoop nei confronti dei manutentori ex Auchan, colpiti da provvedimenti che impongono trasferte a centinaia di chilometri da casa perchè hanno osato contestare, per vie legali, la cessione del ramo d’azienda.

Prima è stata proibita la diffusione del volantino ai delegati e alle delegate presenti all’interno della Camera del Lavoro, con la scusa che il comunicato non era pertinente con l’ordine del giorno, ma la distribuzione poteva essere fatta nel piazzale antistante.
Successivamente neanche il piazzale era più idoneo, poiché proprietà privata della CGIL, e bisognava spostarsi giù dai gradini, sul marciapiede.

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Nasce a Piano Terra SUC – Spazio Ufficio Condiviso, il primo coworking solidale!

SUC_spaziouffcondivisoÈ tempo d’autunno, le vacanze sono ormai un lontano ricordo, ed è ancora  tempo di crisi: le aziende chiedono sempre più spesso ai propri lavoratori  di continuare a collaborare, sì, ma da casa, e la p. iva sta diventando il rapporto di lavoro più diffuso, soprattutto nelle professioni in campo creativo/cognitivo. Ormai i “freelance” sono più  numerosi dei dipendenti e l’esistenza di tutti è quanto mai precaria.
A Milano, e in tutte le grandi città, sono spuntati come funghi gli spazi dedicati al coworking: spazi in cui è possibile affittare una postazione di lavoro e fare “networking” con altri “liberi professionisti”. L’idea di lavorare insieme, e non nella solitudine delle nostre quattro mura, a noi della Rete dei Redattori Precari è sempre piaciuta; ma dover pagare per lavorare e socializzare, questo proprio no.

Così abbiamo pensato di fare a modo nostro, e a Milano è nato SUC – Spazio Ufficio Condiviso.

Se vuoi venire a conoscerci, esci di casa e vieni a Piano Terra (all’Isola, in via Confalonieri 3) ogni mercoledì dalle 10 alle 19.

Troverai lo spazio per te e il tuo piccì, connessione wi-fi, angolo riviste, bar-caffetteria e sportello informativo San Precario (alle 18.30).

Ti aspettiamo per condividere le ore di lavoro, scambiare saperi, materiali, idee e solidarietà. Precariamente insieme.

spazioufficiocondiviso@rerepre.org
oppure su fb ReRePre – Rete Redattori Precari

powered by ReRePre


Accademia Precaria stagione Autunno&Inverno 2013

Dopo esserci addentrati nei meandri del reddito e aver posto le basi per una critica radicale alla logica del mega-evento “Expo2015″ (introduzione al Reddito), l’Accademia Precaria è lieta di riprendere il suo viaggio all’interno della giungla della precarietà per riaffermare il punto di vista precario all’epoca dei governi di “servizio” e della “crisi della crisi”.
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Il primo incontro della stagione autunno-inverno sarà dedicato alla cultura hacker e allo scontro tra il “biocapitalismo” e una scienza partecipativa basata sulla condivisione di informazione e conoscenza.

Mercoledi 9 ottobre alle 19.00 a PianoTerra – Via Confalonieri 3, Milano

Ne parleremo con Alessandro Delfanti autore di  “Biohacker. Scienza aperta e società dell’informazione“  e con  Ravi Sundaram, autore di “Pirate Modernity


I RICATTI DI MANUTENCOOP

REPORT1-620x465Nei mesi scorsi Auchan S.p.a., azienda della grande distribuzione organizzata (GDO) presente in Italia con più di 50 ipermercati, e Manutencoop S.p.a., azienda leader nel settore dei servizi per le aziende, hanno concluso un contratto che sancisce l’esternalizzazione, ossia la cessione, del reparto manutenzione finora gestito internamente da Auchan.

Il trasferimento di ramo d’azienda, che in questo caso ha coinvolto 118 lavoratori sparsi nei vari punti vendita della penisola, è una pratica molto usata dalle aziende così da potersi dedicare al core business, dicono loro, alleggerendosi di qualche lavoratore e diminuendo le voci di spesa.
Il passaggio della manovalanza da un’azienda all’altra è quasi sempre diretto e ogni tanto armonizzato, ma il problema è la stabilità e la tranquillità lavorativa che ci si è costruiti.
Non è un problema di solidità d’impresa o di serietà aziendale, ma possono destare sospetto i modi e i tempi di queste operazioni.
Infatti con Auchan sai qual’è la tua sede di lavoro, invece Manutencoop lavora su appalti che in futuro potrebbe non ottenere, andando a incidere sugli equilibri dei lavoratori.
Inoltre ci sono esempi di aziende che attraverso queste procedure hanno avviato processi di precarizzazione e di flessibilizzazione della forza lavoro che in alcuni casi ne hanno causato l’espulsione del mondo del lavoro.
E infine sono sotto gli occhi di tutti le condizioni e i ritmi di lavoro che già operano in settori esternalizzati.
Diciamo che con Manutencoop aumenti il tuo grado di precarietà.

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Gli Insegnanti Messicani Sgomberati con Brutalità dal Governo

iNDIPENDENZA-ALTERNATIVAdi Andrea Spotti – thx MilanoX

Uno sgombero rapido e indolore, compiuto nel rispetto dei diritti umani e con un uso moderato e selettivo della forza. É questa la versione che governo, polizia e mass media danno del violento sgombero dello Zocalo, la piazza centrale di Città del Messico occupata per quasi un mese dai professori della CNTE (Cordinamento nazionale dei lavoratori dell’educazione) in protesta contro la riforma educativa recentemente approvata dal parlamento. Tuttavia, i racconti di chi la piazza l’ha occupata e dei tanti solidali accorsi durante la giornata di venerdí per cercare di fermare la repressione descrivono una realtà assai differente, fatta di brutalità e abusi polizieschi, caccia all’uomo e detenzioni arbitrarie. Cose, queste, che paiono purtroppo essere diventate una consuetudine nella gestione della piazza, almeno dal 1° dicembre 2012 a questa parte, giorno in cui s’insediò alla presidenza il fraudolento Peña Nieto fra la protesta popolare.

Nonostante la ricostruzione ufficiale faccia pensare ad un approccio soft, ed il ministro degli interni Osorio Chong parli di un’operazione pulita che ha cercato di evitare lo scontro e privilegiare il dialogo, l’imponente schieramento di forze dell’ordine e il bilancio della giornata provocano un’impressione differente. Con l’obiettivo di permettere al presidente Peña Nieto di dirigere la cerimonia del grido dell’indipendenza hanno ripulito la piazza, per usare le parole del capo della polizia Mondragón, due elicotteri, 3600 elementi della polizia federale in assetto antisommossa, nonché i nuovissimi cannoni ad acqua, entusiasticamente presentati all’opinione pubblica quale esempio di modernizzazione del Paese. Bilancio finale: 34 arresti e una quarantina di feriti.

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