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San Precario rifiuta di incontrare il papa

San Precario, il santo protettore delle precarie e dei precari, rifiuta l’invito di Benedetto XVI per un incontro: “con quei sei miliardi potremmo dare un reddito ai precari”.

Il papa Benedetto XVI, in arrivo a Milano per il Raduno mondiale delle famiglie, ha chiesto in via ufficiale un incontro con San Precario per parlare della condizione dei lavoratori precari e disoccupati. Negli ultimi mesi Benedetto XVI ha più volte fatto riferimento ai problemi causati dalla precarietà, nelle sue stesse parole “un problema che non manca di creare angoscia in tante famiglie.” Per questo nella richiesta inviata al Santo il papa ha sottolineato la necessità di collaborare per porre all’attenzione dei fedeli e di tutto il Paese questa tragedia.

Tuttavia San Precario, pur apprezzando le buone intenzioni, non ritiene vi siano le premesse per un incontro. “La Chiesa romana”, sottolinea il Santo in un secco comunicato, “a parole è vicina ai precari e alle disoccupate ma nei fatti è spesso lontana da chi ogni giorno deve fare i conti con questi problemi, lontana persino dalla Chiesa di base che lavora sul territorio”.

Come sottolinea San Precario citando lo studio dell’Unione atei agnostici e razionalisti, la Chiesa cattolica costa alla popolazione italiana più di sei miliardi di euro all’anno, grazie a otto per mille, esenzioni da ICI e IVA, insegnamento della religione cattolica, convenzioni, prebende e contributi vari. Con la stessa cifra si potrebbe garantire un reddito di base a chi ne è sprovvisto, in primis precari e migranti. I tre milioni di euro spesi dal Comune di Milano per coprire i costi dei tre giorni del Raduno potevano essere reinvestiti nel garantire sostegni alla mobilità per i precari.

Inoltre, continua San Precario, “i recenti scandali legati alla gestione dello IOR, cioè la banca vaticana, allontanano ancora di più il Vaticano dai bisogni reali di lavoratrici e lavoratori”. Per questo San Precario non ritiene opportuno un incontro diretto con Benedetto XVI, e non manca di ricordargli che “la famiglia che dovremmo celebrare non è solo composta da un uomo e una donna sposati, ma è ben più ricca, diversa, omosessuale, queer, molteplice, variopinta e flessibile”.

DISCLAIMER: San Precario non è un santo ufficiale riconosciuto dalla Chiesa cattolica ma viene adorato da milioni di fedeli in tutta Italia senza bisogno di copyright. Chiunque può diventare San Precario e usare la sua icona purché non sia un partito o sindacato. San Precario non fa miracoli ma spinge precarie e precari a unirsi e lottare insieme. E per finire essendo nato il 29 febbraio è pure bisestile.

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