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I RICATTI DI MANUTENCOOP

REPORT1-620x465Nei mesi scorsi Auchan S.p.a., azienda della grande distribuzione organizzata (GDO) presente in Italia con più di 50 ipermercati, e Manutencoop S.p.a., azienda leader nel settore dei servizi per le aziende, hanno concluso un contratto che sancisce l’esternalizzazione, ossia la cessione, del reparto manutenzione finora gestito internamente da Auchan.

Il trasferimento di ramo d’azienda, che in questo caso ha coinvolto 118 lavoratori sparsi nei vari punti vendita della penisola, è una pratica molto usata dalle aziende così da potersi dedicare al core business, dicono loro, alleggerendosi di qualche lavoratore e diminuendo le voci di spesa.
Il passaggio della manovalanza da un’azienda all’altra è quasi sempre diretto e ogni tanto armonizzato, ma il problema è la stabilità e la tranquillità lavorativa che ci si è costruiti.
Non è un problema di solidità d’impresa o di serietà aziendale, ma possono destare sospetto i modi e i tempi di queste operazioni.
Infatti con Auchan sai qual’è la tua sede di lavoro, invece Manutencoop lavora su appalti che in futuro potrebbe non ottenere, andando a incidere sugli equilibri dei lavoratori.
Inoltre ci sono esempi di aziende che attraverso queste procedure hanno avviato processi di precarizzazione e di flessibilizzazione della forza lavoro che in alcuni casi ne hanno causato l’espulsione del mondo del lavoro.
E infine sono sotto gli occhi di tutti le condizioni e i ritmi di lavoro che già operano in settori esternalizzati.
Diciamo che con Manutencoop aumenti il tuo grado di precarietà.

Questa nebulosa di dubbi, paure e incertezze affiancata alla trasformazione societaria (a febbraio 2013 Auchan ha provveduto a spacchettare l’organico creando il gruppo dei 118 addetti interessati con spostamenti di reparto basati su criteri in alcuni casi discrezionali, senza tener conto delle mansioni fino ad allora svolte, e in qualche caso persino punitivi) e in un contesto di silenzio assoluto, dove Auchan comunicava a mala pena lo stretto necessario, ha contribuito a creare un clima di diffidenza e di sfiducia, che ha spinto un gruppo di lavoratori ad attivarsi per chiarire la loro condizione.
L’azione non si è fatta attendere e il gruppo di lavoratori ha aperto una vertenza legale, appoggiato dagli avvocati del Punto San Precario di Rho, di fatto chiedendo a un giudice di esprimersi sulla legittimità o meno di questa cessione.
Anche la reazione è stata immediata, da quel momento ecco che Manutencoop, oltre che leader nel settore del facility management, conquista anche posizioni di rilievo in “Bastard and Poor’s” l’agenzia di rating dei lavoratori e delle lavoratrici.
Infatti, per il gruppo di lavoratori che si sono appellati è cominciato un periodo caratterizzato da contatti, rigorosamente individuali, con i responsabili dell’azienda che chiedevano lumi sulla vertenza, pressioni e intimidazioni per ritirare le azioni legali (“se perdi la causa, Manutencoop potrebbe licenziarti perchè hai dimostrato di non avere fiducia nell’azienda!”), quindi telefonate e convocazioni in sede per colloqui con i loro avvocati, e infine ricatti e trasferimenti temporanei a centinaia di chilometri da casa!!

Il gruppo Manutencoop, società tra le più importanti e le più influenti di Legacoop, appartenente quindi alla galassia delle cosiddette coop rosse, oltre a numerose esternalizzazioni di aziende private è presente in modo massiccio anche in appalti di imprese pubbliche. Infatti è presente all’interno degli ospedali, presso diversi comuni con il servizio di raccolta rifiuti e pulizia strade, lo scorso maggio si è aggiudicato l’appalto per i servizi di gestione alloggi, vigilanza e manutenzione del campo base di Expo 2015 per la cifra di 4 milioni di euro, e infine proprio pochi giorni fa si è aggiudicata una buona fetta di un maxiappalto per il servizio di pulizia degli edifici scolastici.

Può una politica aziendale così aggressiva avere cittadinanza sul sito Expo e all’interno del settore pubblico? Noi pensiamo che certi atteggiamenti ritorsivi e ricattatori non dovrebbero neanche esistere nelle aziende private.
Non ci sembra per niente logico avere tali reazioni, punitive e discriminatorie, a fronte di una richiesta di chiarimento su delle questioni che riguardano direttamente i lavoratori e che sono piombate sulla loro testa senza avvisi e senza accordi o pareri.
E se un domani un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza volesse far valere i diritti dei lavoratori su una questione di igiene o sicurezza, Manutencoop arriverebbe a minacciare questo lavoratore o a trasferirlo in un altro cantiere? Noi temiamo di sì.

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