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Lo sciopero delle educatrici

Anche i precari e le precarie scioperano, dimostrando che possono riprendersi un diritto a loro negato nei fatti dai ricatti a cui sono sottoposti, e che è possibile raccogliere la solidarietà degli altri lavoratori e dei cittadini. È stato un grande successo lo sciopero delle educatrici delle Coop Meta, 3Effe e Sociale della Brianza che venerdì 29 novembre non hanno lavorato e hanno invece partecipato al presidio sotto la sede del Consorzio Comunità Brianza che riunisce le tre cooperative in via Gerardo dei Tintori, 18 a Monza.

Da mesi le lavoratrici che chiedono il rispetto del loro contratto nel cambio d´appalto che ha interessato il Consorzio Desio Brianza – il Codebri comprende i comuni di: Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Desio, Nova Milanese, Muggiò, Varedo –  hanno subito un taglio degli stipendi di oltre il 38%.

Gli educatori si prendono cura di anziani, disabili, bambini e vengono ripagati con condizioni sempre peggiori di precarietà. Le educatrici hanno scioperato perchè di fatto lavorano a cottimo, essendo pagate solo per le ore effettivamente lavorate. Inoltre se la didattica è sospesa, non si lavora, se la persona da assistere è assente, non si lavora e gli spostamenti fra i vari comuni non sono pagati. Quella dell´educatore, anche se con contratto a tempo indeterminato, è uno dei peggiori esempi di vita totalmente prigioniera del lavoro e della precarietà. Non è garantita la continuità di reddito, nè diritti fondamentali come la maternità o le ferie e allo stesso tempo il lavoratore è impegnato negli spostamenti per tutto il giorno quando magari deve fare solo tre ore di lavoro. Non è possibile quindi per un’educatrice fare programmi di vita e vivere dignitosamente senza essere oppressa da un lavoro svolto in condizioni contrattuali e materiali pessime.

Grazie allo sciopero del 29 novembre  le cooperative hanno deciso di riaprire la trattativa  con l’Usb, il sindacato a cui si appoggiano le lavoratrici, trattativa che era stata interrotta a settembre ma a cui le lavoratrici stesse e il Punto San Precario di Monza non avevano mai rinunciato. Questo risultato è stato ottenuto proprio dalle lavoratrici che, caparbiamente, in questi mesi hanno creato le condizioni per uno sciopero non certo semplice da attuare. Ora  le lavoratrici sono più forti e la loro vertenza proseguirà ancora con più determinazione.

Le lavoratrici hanno anche registrato una grande solidarietà:  molte educatrici non interessate direttamente dalla vertenza hanno partecipato sia al presidio a Monza, una presenza molto significativa e solidale, che alla sua organizzazione.Ora speriamo che nascano vertenze comuni tra le tante persone che lavorano in questo settore: vogliamo mobilitarci non solo contro le cooperative che sfruttano lavoro precario, ma sopratutto contro le amministrazioni comunali responsabili di appalti al ribasso, che oltre a essere la causa delle pessime condizioni di lavoro, sono il motivo per cui la qualità dei servizi sul territorio si è ridotta così tanto. Se i lavoratori e i cittadini utenti dei servizi si unissero più spesso per chiedere il rispetto dei loro diritti, ottenere miglioramenti sarebbe più facile di quanto si creda.

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