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Buon Natale all’AIE!

Precari dell’editoria: agli editori italiani Babbo Natale regala solo sacchi di carbone per denunciare l’abuso di contratti flessibili e parasubordinati

Milano, 16 dicembre 2010 – Stamani a Milano alcuni precari dell’editoria travestiti da Babbo Natale sono entrati negli uffici centrali dell’AIE (l’associazione di categoria degli editori italiani) e hanno consegnato un sacco di carbone ai vertici dell’associazione in procinto di ricevere i sindacati nazionali per un incontro sull’utilizzo dei contratti flessibili nelle case editrici. L’incontro è avvenuto a latere delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro delle aziende grafiche e editoriali in corso in questo periodo.


Gli autori della provocazione – appartenenti a un’associazione di lavoratori “atipici” dell’industria editoriale, la Rete dei Redattori Precari – hanno voluto così denunciare l’abuso dei contratti parasubordinati e delle prestazioni autonome che caratterizza il settore e richiamare l’AIE a un maggiore senso di responsabilità nelle trattative in corso con i sindacati.


I precari dell’editoria mi hanno fatto sapere che non vi state comportando per niente bene” – si legge in una lettera a firma Babbo Natale che la Rete dei Redattori Precari ha recapitato ai rappresentanti dell’AIE insieme al carbone – “Mi hanno riferito che le case editrici sono piene di stagisti, di falsi collaboratori, ultimamente anche di tante partite IVA obbligate. Mi hanno raccontato che i dipendenti sono sempre di meno, sostituiti da precari malpagati, costretti a lavorare tanto e in condizioni sempre più disagiate per non perdere il posto, privati di ogni diritto, di opportunità di formazione e di crescita professionale“.


L’anno prossimo però – continua Babbo Natale – se farete i bravi tornerò a portarvi dei bei regali. Ho saputo che già da oggi potete fare qualcosa per iniziare a meritarveli, perciò non esagerate con le vostre pretese!


All’inizio delle trattative per il rinnovo del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) delle aziende grafiche e editoriali, le organizzazioni sindacali hanno presentato una piattaforma unitaria in cui si richiede di riportare le tipologie di rapporti di lavoro parasubordinato e autonomo “alle finalità legislative per le quali sono state istituite; definire trattamenti economici complessivamente non inferiori a quelli contrattuali di riferimento; utilizzare prioritariamente i contratti a tempo determinato che garantiscono complessivamente le maggiori tutele; definire criteri e modalità da gestire in ambito aziendale di intesa con le RSU e le strutture sindacali territoriali, tali da consentire ai lavoratori interessati un quadro di certezze e di prospettiva pur essendo impiegati attraverso lavoro flessibile; prevedere l’accesso alla formazione professionale con le stesse modalità con cui vi partecipano i lavoratori dipendenti”, si legge nel documento programmatico.


Per tutta risposta, la parte datoriale ha espresso invece una netta divergenza rispetto a queste richieste, per cui si è reso necessario un incontro specifico con i sindacati al fine di approfondire le reciproche posizioni. In questo frangente i precari dell’editoria hanno voluto fare sentire la loro voce “dal basso” in modo creativo, lanciando un chiaro messaggio ai negoziatori: “Da adesso in poi, siete tutti osservati speciali“.

ReRePre

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