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Ribatti al “rebate”! (Lettera aperta a Ernesto Mauri)

15 settembre 2013

Scritto da Redattori solidali

Gentile Ernesto Mauri,
In risposta alla sua missiva del 26 agosto ai fornitori Mondadori, non possiamo che palesarle la nostra enorme stima per il grande coraggio dimostrato con la sua richiesta profondamente “irrituale”: chiedere indietro ai vostri fornitori il 5% di quanto fatturato grazie a voi nel 2013 (a fronte di un calo medio dei listini che nell’ultimo anno aveva già toccato un bel 30%).
E il modo in cui ha saputo sottolineare che in questo momento state anche decidendo a chi di loro continuerete a dar lavoro, e a chi no: un vero tocco di classe! Nel caso qualcuno non avesse ben chiaro il vostro potere sul mercato. Ma lei lo ha fatto per il bene degli azionisti Mondadori: insomma, avranno pur diritto ai loro dividendi, no?!
Perché noi la nostra buona parte di sacrifici l’abbiamo fatta e la stiamo facendo tuttora:
– molti di noi stanno rimanendo a casa perché non rinnovate più i cari vecchi contratti a progetto che utilizzavate già in modo illegale con la scusa che farci tornare nella legalità, secondo voi, sarebbe stato troppo dispendioso per l’azienda;
– quelli che rimangono, rimangono solo a condizione che accettino di aprire la partita iva (falsissima), per agevolarvi davanti agli ispettori del lavoro, davanti alla legge e davanti ai conti economici…
– oppure che accettino contratti interinali con condizioni e stipendi ai limiti della decenza;
– ovviamente, se vogliamo continuare ad avere un lavoro, dobbiamo firmarvi una liberatoria che vi permetta di sanare tutti gli anni in cui ci avete fatto contratti illegittimi. Ma certo, ci pagate per questa firma. Ci pagate, briciole, e solo successivamente ci date il lavoro. Per quanto, non è dato sapere;
– ci pagate meno di quello che dovreste, meno dei dipendenti che fanno il nostro stesso lavoro;
– non abbiamo alcun welfare, alcuna tutela in caso di malattia e gravidanza, alcun riconoscimento.

Perciò, profondamente colpiti dal suo gesto, non vogliamo lasciarla da solo e la seguiamo su questa strada solidale. Le chiediamo quindi che i sacrifici non siano solo nostri e anche lei voglia finalmente:
– partecipare ai nostri sforzi per arrivare a fine mese in modo dignitoso, con un aumento del 5% (ma sì, crepi l’avarizia!) di pagamenti e tariffe a collaboratori a progetto (ormai in via di estinzione) e prestatori d’opera con partita iva;
– aprire un tavolo di trattativa per la progressiva stabilizzazione dei lavoratori (para)subordinati che da tanti anni lavorano con professionalità e competenza per il Gruppo Mondadori.

Ci rendiamo conto che, essendo legalità e giustizia in Mondadori e nel resto dell’editoria italiana ormai solo dei miraggi, le potrebbero sembrare richieste un po’ irrituali, ma siamo certi che saprà leggerle in “modo costruttivo”.
Le daremo comunque presto altre nostre notizie, nel frattempo la ringraziamo anticipatamente e le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

ReRePre

Ribatti al “rebate”! (Lettera aperta a Ernesto Mauri)

 

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Lettera aperta a Ernesto Mauri, a.d. Gruppo Mondadori

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