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Clicca il pomodoro: i santi non hanno stronzi in paradiso

5 anni e 9 mesi per un brindisi all’interno di una Esselunga, vola in borsa il titolo degli spumanti!

Non è uno scoop, bensì la sentenza contro una trentina di precari e precarie di Milano e Monza, accusati di violenza privata e furto aggravato. Il gravissimo reato di cui si sono resi protagonisti è aver organizzato un banchetto e un brindisi per celebrare San Precario, dentro il supermercato Esselunga di via Ripamonti il 31 ottobre del 2004.

Un’azione colorata, comunicativa, che incontrò la solidarietà e la partecipazione della maggior parte dei lavoratori della catena commerciale di Caprotti, per non parlare dei suoi clienti, momentaneamente recuperati all’umanità dal calore dei dimostranti. Un’azione che evidentemente colpiva nel segno l’avidità dell’Esselunga.

Il danno che avrebbe fatto irrigidire l’attuale giustizia italiana? Un paio di bottiglie di vino, che costano condanne dai 5 ai 9 mesi. E deve essere stato davvero buono, il vino, se lo si paragona a un Milko Pennisi, due anni per tangenti da 15mila euro, o a un Piergianni Prosperini, tre anni per tangenti da 230mila euro.
D’altronde si sa: toglietegli tutto, ma non il loro brand.
Non solo: per condannarci hanno dovuto inventarsi 30 mila euro di “merce consumata” a sbafo: peccato che per  consumare così tanta roba avremmo dovuto stare sei mesi dentro il supermercato (e se ci fosse scappata la pipì: tragedia!) Ma la menzogna per chi ogni giorno inganna i suoi dipendenti vessandoli, non è certo una novità. All’epoca, sullo stendardo che portammo dentro il supermercato, scrivemmo che “i santi” nel mondo del lavoro
stanno tutti dalla stessa parte, quella dei precari e delle lavoratrici, dei migranti e degli sfruttati; dall’altra parte, solo una banda di stronzi e approfittatori.

Questa prima condanna, però, è solo una battaglia. La prima e più importante l’abbiamo vinta noi durante la nostra azione. E la prossima sarà ancora nostra quando l’appello smentirà le fantasiose ricostruzioni dei fatti di Esselunga.

Fidaty: i santi non si fermano.

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