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Cambiare rotta, con o senza vento

Il parere della corte dei conti della regione Campania non lascia spazio ai dubbi (n.493/2011).
Le assunzioni di fiducia rientrano nei limiti alle assunzioni previste dalla legge per il contenimento della spesa pubblica previste dalla legge per il 2012. Tale limite è valido per tutte le assunzioni con contratti non a tempo indeterminato effettuate da Stato, Enti Locali e società ad essi legate, ed è pari al 50% della spesa sostenuta nel 2009 per tutti i contratti flessibili. Una mannaia che coinvolge qualsiasi forma di assunzione, anche quelle previste dall’art. 90 del Testo Unico degli Enti Locali, norma che regola le nomine a tempo determinato dei collaboratori di fiducia di Sindaco e assessori.

 


La sentenza, citata dalla Cub del Comune di Vicenza in lotta contro l’amministrazione Variati, giunge come una mazzata sui molti comitati e collettivi di precari nati in questo ultimo anno in diverse amministrazioni pubbliche della penisola.

Più Arancioni? Meno precari!
Anche i precari che da anni garantiscono i servizi del Comune di Milano con i più svariati contratti dal tempo determinato, al cocopro, all’interinale, hanno accolto la sentenza con un brivido sulla schiena. ‘Ma come’, si chiede Maria, da 6 anni precaria comunale, ‘Ma se in tanti tra politici, assessori e sindacalisti ci avevano detto che le assunzioni dei ‘fiduciari’ del Sindaco non intaccavano le spese per il personale precario?’, ripete incredula.
In realtà i 55 ‘collaboratori’ assunti nei primi 7 mesi dalla Giunta Pisapia, gli ultimi 3 deliberati lo scorso 20 gennaio, toglieranno spazio e soldi a tutti i precari comunali per i prossimi 5 anni di mandato. Sì perché oltre ad assottigliare il numero di futuri contratti, i loro stipendi sono il doppio di quelli dei normali dipendenti, una media di 40mila euro lordi contro i 20 dei Fantozzi comunali.

Consulenti d’oro e raccomandati d’argento
Durante l’era Moratti li avrebbero chiamati consulenti d’oro. Le redazioni milanesi di Repubblica e Corriere avrebbero riempito pagine e pagine con informazioni sui neoassunti e pareri di esperti, voci di cittadini e sindacalisti ‘indignati’. Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo avrebbero fatto un dossier su quest’ultimo peccatuccio della casta, ed altri solerti giornalisti avrebbero inserito i ‘collaboratori di fiducia’ di Pisapia e Corritore in qualche libro di denuncia sui modi di ‘fare politica’. Ma la ‘rivoluzione arancione’ che a Milano oltre che il vento ha cambiato faccia anche all’informazione. ‘Spoyl system’ è l’acronimo che ha sostituito l’accusa di assunzioni clientelari, e il ‘normale avvicendamento’ ha preso il posto della denuncia di raccomandazioni. Qualsiasi voce critica su assunzioni rese ancor più odiose dalla disoccupazione e dalla crisi che azzanna quotidianamente molti milanesi è bollata come ‘demagogica’.

Media milanesi ‘distratti’
Ingenuo pensare infatti, che i 55 collaboratori esterni deliberati dalla Giunta dallo scorso luglio, siano sfuggiti all’attenzione di professionisti dei giornali più letti in città. Così come gli 11 dirigenti esterni (con stipendi lordi annui superiori ai 100mila euro) e le decine di persone messe a capo di partecipate ed ex municipalizzate, fondazioni e consigli di amministrazioni, nominati da chi, fino a ieri, aveva contestato questo modo di agire.
Nomine, costo di stipendi e gettoni di presenza e nomi scomparsi magicamente anche dai servizi dell’altrettanto autorevole TG3 Lombardia, che sulla vicenda ha mantenuto il più tombale dei silenzi.

E mi paghi i tass!
Eppure la cifra che i milanesi investiranno per questi ‘esterni’ per i 5 anni di mandato non è indifferente. Per i soli collaboratori di fiducia nominati ai sensi dell’articolo 90 del testo Unico degli Enti Locali i contribuenti sborseranno infatti ben 5 milioni di euro per tutto il mandato della Giunta. La stessa cifra che l’amministrazione investirà nelle azioni contro la precarietà e per l’inclusione sociale, in bandi annunciati pomposamente durante il Forum delle Politiche sociali organizzato il 2 dicembre dal neoassessore Majorino, fino allo scorso maggio ‘capo’ del PD milanese.

Comunali col vomito
Senza contare l’effetto dirompente che l’infornata di raccomandati sta provocando sia tra i dipendenti comunali che tra i 750 tempi determinati lasciati scadere dopo l’insediamento della nuova Giunta, nonostante avessero superato un concorso pubblico.
La cifra che le esangui casse municipali dovranno garantire ai collaboratori di fiducia è destinata a lievitare, nonostante le notizie sul sempre più enorme buco in bilancio che grava sul Comune.E tra gli esterrefatti dipendenti del Comune, in molti ormai aspettano il venerdì per vedere coi propri occhi nomi e costi dei nuovi assunti, spulciando tra le delibere pubblicate sul sito del Comune www.comune.milano.it nel quasi totale disinteresse dei media.

precarimilano1@libero.it

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