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S.G.P. #9: Collegato lavoro, organizzazione biosindacale, sciopero precario

Organizza: Intelligence Precaria e Punti San Precario. Domenica 16 Gennaio, sala 2, dalle ore 12.00 alle 14.00 (gli orari potranno essere modificati)

IL 24 novembre sulla G.U. è apparso il collegato lavoro . Questa ennesima riforma ha come unico obiettivo quello di portare a termine la lunga opera di precarizzazione iniziata con il pacchetto Treu e poi abilmente proseguita con la Legge 30. Non solo ci fanno pagare la crisi ma voglio anche gli interessi a tasso usuraio.
I cambiamenti sono numerosi e tutti pessimi, ma ora è urgente focalizzarsi su uno solo di essi.

E’ stato introdotto l’obbligo di impugnazione entro 60 giorni di ogni forma di cessazione (scadenza, interruzione) di tutti i contratti atipici (contratti a termine, collaborazioni a progetto, somministrazione etc.). Tale obbligo è inoltre esteso nei casi di allontanamento verbale dal posto di lavoro. Questo non è altro che un maxicondono a favore delle aziende che hanno abusato di lavoro precario
Quindi non ci resta che impugnare tutti i contratti di lavoro siano essi a termine o a progetto, entro 60 giorni dalla loro scadenza. Per i contratti già scaduti alla data del 24 novembre, l’impugnazione dovrà essere comunicata al datore di lavoro entro e non oltre il 23 gennaio, pena la perdita di ogni diritto.
Per due anni i maggiori sindacati, nessuno escluso, non hanno mosso un dito per stoppare il collegato lavoro, e ora si propongono come  paladini dei precari.
Allo stato attuale, numerosi sono stati i lavoratori e le lavoratrici che si sono rivolti a San Precarioo per tutelare i proprio diritti. I Punti San Precario sono oggi in prima linea, in diverse realtà italiane, per difendersi i precari da questo ennesimo abuso. Ma cosa succede dal 24 di gennaio? Quest’ultima misura legislativa che completa il percorso iniziato con il pacco Treu e la legge (dei) Trenta (denari) sarà in grado di fermare i conflitti? Noi, che siamo nati nell’eccezione pecaria che si è fatta regola crediamo che ciò non sarà possibile. Ciò che vogliamo discutere è come ampliare la rete, quali strumenti comunicativi adottare e come sviluppare un agenzia di conflitto biosindacale in grado di ampliare alla massima potenza la latente conflittualità oggi presente. E anche: è possibile costruire uno sciopero che abbia al centro la questione della precarietà in tutti i suoi aspetti?

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