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Solidarietà al medico denunciato dell’Amp.

Pubblichiamo il comunicato dell’ Ambulatorio Medico Popolare in merito a ciò che è accaduto lo scorso fine settimana. Nel farlo esprimiamo massima solidarietà al medico Andrea Crosignani, all’Ambulatorio medico perennemente sotto sgombero e ribadiamo il nostro appoggio incondizionato alla lotta dei migranti della torre di Imbonati e di tutta Italia

Comunicato Ambulatorio Medico Popolare. Dal 5 novembre alcuni immigrati stanno denunciando la sanatoria truffa con cui lo stato ha derubato di 500 euro e dei contributi* ogni migrante, in cambio di nessuna risposta oppure della beffa della espulsione* al posto di un sacrosanto permesso di soggiorno.


Sacrosanto, non ce ne vogliano leghisti e affini, visto che i migranti producono il 10% del prodotto interno lordo.

La protesta estrema, come a Brescia, ha visto 5 persone in cima ad una torre in via Imbonati a Milano in condizioni durissime di freddo e mancanza di cure per oltre 20 giorni. Quando uno dei nostri fratelli si è sentito male il Dott. Crosignani lo ha soccorso e poi portato in ospedale. Incredibile a dirsi, pare corra il rischio di essere addirittura denunciato per un nuovo reato (inventato *ad hoc*?):
“favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”, moralmente inapplicabile laddove si tutela un sacrosanto diritto umano, come la salute, e il dovere di medico, come il prestare soccorso.

La associazione Ambulatorio Medico Popolare, in cui Andrea Crosignani è volontario da 16 anni, denuncia l’intollerabile atteggiamento da nazisti delle istituzioni nei confronti dei medici e degli operatori sanitari che
esercitano la propria irrinunciabile attività di soccorso e cura. *Chiediamo a tutti di far circolare in qualsiasi modo l’indignazione per questo scandaloso tentativo di intimidazione: che siano coperti di vergogna.. Noi stiamo e staremo sempre con i medici che non denunciano e con i migranti che protestano.

Ringraziamo, inoltre, Emergency per la solidarietà espressa dopo essere stata citata erroneamente per un bizzarro equivoco della stampa.

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