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Censimento 2011: il comune beffa i rilevatori

Riceviamo dai rilevatori reclutati per il censimento:

Sono circa 400 i rilevatori che in questi mesi stanno conducendo le operazioni di correzione dei questionari spediti dall’Istat nelle case dei milanesi. Quattrocento lavoratori reclutati dal Comune di Milano attraverso un bando pubblico e sessioni introduttive di quattro ore spacciate come corsi di formazione. I rilevatori hanno dimostrano di essere molto pratici e concreti e pur di lavorare hanno accettato condizioni lavorative umilianti e clausole contrattuali vergognose.

La situazione in breve:

1)I lavoratori non hanno nessuna certezza sulle tempistiche di pagamento, le promesse di acconti (di cui però non si sa l’entità) vengono smentite da un giorno all’altro.
2)Nessuno sa quanto sta guadagnando, infatti sempre a detta dei funzionari comunali, ogni rilevatore verrà retribuito in base ai questionari che Istat riterrà validi e conformi; peccato però che non esistano regole univoche di correzione dei questionari, non si sa come funziona il lettore ottico utilizzato da Istat e i casi dubbi vengono gestiti a seconda di un comune senso logico.
3) Il lavoro è pagato a ritenuta d’acconto e non appena sforati i 5.000 euro lordi scattano tassazioni che si aggirano intorno al 50% (tutte a carico del lavoratore)
4) non è possibile per il lavoratore rescindere il contratto se per non meglio specificati gravi motivi.

Nei sopraccitati corsi di formazione – delle penose operazioni di marketing di bassa lega – ci è stato spiegato che lavorando duramente avremmo potuto guadagnare molto. Un numero non indifferente ci ha creduto e in questi mesi ha lavorato sodo, questionario dopo questionario – questionari verdi e questionari rossi, come dei perfetti cottimisti (1 questionario = 3euro lorde). Ci abbiamo creduto e calibrato le nostre economie… peccato che ora i più produttivi siano stati bloccati, non gli vengono più consegnati questionari da correggere e non sanno quando potranno ricominciare a lavorare, ovviamente non possono rescindere il contratto pena, il non pagamento totale di quanto fino ad ora accumulato.

Il 13 dicembre abbiamo avuto un incontro con i vertici del Settore Informativo del Comune di Milano
una riunione assurda impantanata su un unico punto – la richiesta di un anticipo – richiesta che non è stata accolta, o meglio è rimasta nella vaghezza delle probabili-improbabili possibilità. 
I lavoratori presenti alla riunione sono stati diligentemente ‘registrati’ da una solerte funzionaria.

Ringraziamo questo blog per averci dato spazio, abbiamo atteso fino ad ora fiduciosi che una strada di trattativa ragionevole si potesse percorrere. Abbiamo trovato solo indifferenza, e risposte infastidite.
Dichiariamo con fermezza che questo contratto è iniquo e umiliante
un cottimo a validazione differita in situazione da neocaporalato in salsa meneghina.
Chiediamo di essere finalmente ascoltati e non rimbalzati, e promettiamo a noi stessi e alla nostra città che non passeremo il periodo delle feste a leccarci le ferite. Dichiariamo qui e ora – che abbiamo intenzione di rendere la vergona ancora più vergognosa rendendola pubblica e che siamo pronti a un nuovo inizio.

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